lunedì 13 febbraio 2012

Le banconote ingannevoli e l'italianizzazione della Banca centrale


Ancora un commento tagliente dal direttore del popolare settimanale economico WirstschaftsWoche, Roland Tichy. Questa volta racconta ai suoi connazionali quanto italiana sia diventata la Banca Centrale di Francoforte



L'italianizzazione della Banca Centrale Europea ha già dato i suoi frutti: la crisi dell'Euro prolunga la sua vacanza di Natale fino a Pasqua.

Da molto tempo la situazione non sembrava così traquilla: la crisi del debito scongiurata, l'Euro stabile, il DAX in crescita, Spagna e Italia possono piazzare il proprio debito ad un tasso contenuto. Per questa fortuna dobbiamo ringraziare la BCE, che a metà dicembre ha messo a disposizione delle banche 489 miliardi di  Euro. La somma corrisponde al PIL annuo di Svizzera e Ungheria insieme. Le banche hanno ricevuto questa iniezione di liquidità per tre anni al prezzo d’affare del 1%. Non ci deve sorprendere che da quel momento i rendimenti sui titoli italiani si sono dimezzati. Per le banche, affari d’oro: prendere a prestito denaro all’1% e prestarlo al 4%.

Poi la situazione è migliorata ancora. Le banche possono presentare lo stesso giorno i titoli alla BCE e per questo farsi versare ancora un po’ di cash. In questo modo le banche rimangono liquide e il rischio di un taglio del debito, come in Grecia, ricade sulla BCE. Affinché nulla vada storto, Parigi, Roma e Madrid hanno esercitato pressione sulle banche per spingerle ad acquistare il proprio debito pubblico invece di investire questa liquidità in dollari. Anche questo ha funzionato – nessuna meraviglia, le banche del sud europa lottano ancora per la loro sopravvivenza e sono ormai dipendenti dagli aiuti pubblici come Junkies dal prossimo schizzo.

Bisogna ammettere senza invidia che il nuovo capo della BCE Mario Draghi ha fatto “bella figura”. Senza che i media tedeschi immersi negli affari del presidente Wulff se ne siano accorti, è accaduto quello che la Bundesbank ha sempre combattuto, o il governo federale fermamente respinto, vale a dire il motivo per cui Axel Weber e il capo economista della BCE Jürgen Stark hanno dato le loro dimissioni: i debiti pubblici vengono finanziati con la stampante. Dopo aver rimpiazzato i membri tedeschi orientati alla stabilità, la politica mediterranea comincia a dare i suoi frutti.

Naturalmente assicura la BCE, che il denaro appena creato è sterilizzato allo scopo di evitare la minaccia dell’inflazione. Per ogni miliardo pompato nel mercato in questo modo, la BCE attrae le banche con interessi alti in modo che queste siano incentivate a depositarlo di nuovo presso la Banca centrale. Il gioco “ prestare miliardi per tre anni e depositarli di nuovo per una settimana” funziona abbastanza bene. Poiché la domanda è debole, l’inflazione rimane bassa. Solo i pessimisti hanno paura che la situazione possa cambiare; in quel momento esploderebbe l’inflazione espropriando i risparmiatori dei loro averi. E sempre i pessimisti sottolineano che la BCE prepara già un altra dose di liquidità. Il tossicodipendente ha bisogno di una dose sempre maggiore.

Chi conosce i bilanci vede con preoccupazione che le persone normali, che nel gioco fra banche e Banca centrale non possono partecipare, portano volentieri il proprio denaro al sicuro. La fuga di capitali da Italia e Spagna è in pieno corso. I poveri greci aprono conti perfino nella confinante Albania, davvero l’ultimo paese al mondo in termini di solidità. Per compensare la fuga di miliardi e i grotteschi debiti dei paesi del sud dovuti all’eccessivo import, la Deutsche Bundesbank ha dovuto dare a prestito circa 500 miliardi di Euro nel cosiddetto sistema Target Saldo – una sorta di contocorrente da "addio per sempre" fra le banche centrali dei vari paesi.

Ovviamente questo non può sfamare la crescente fame di credito dei paesi del Sudeuropa, e anche le riforme economiche annunciate non serviranno a mantenere quello che è stato promesso. Se anche il primo ministro Mario Monti chiede di portare il fondo per il salvataggio a 1000 miliardi di Euro e un aiuto dalle casse di Berlino per abbassare gli interessi sul debito, anche lui crede che la crisi dell’Euro dopo gli affari italiani un po’ ingannevoli tornerà dalle vacanze di Pasqua di buon umore. E allore i due "Super-Marios" si trasformeranno in due "Schulden-Marios" (Schulden= debito).



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