lunedì 10 dicembre 2018

Volkswagen ci ricasca

I tedeschi si sa sono molto bravi nel far rispettare le regole, soprattutto agli altri. Handelsblatt ci spiega l'ultimo scandalo made in Wolfsburg: recall e riacquisto di diverse migliaia di auto vendute in Europa e Nord America con dei documenti di immatricolazione falsi in quanto non corrispondevano alle reali caratteristiche dei veicoli commercializzati. Tutto questo ovviamente accadeva anche negli anni in cui l'azienda faceva finta di scusarsi per lo scandalo del diesel. Ne parla Handelsblatt


La lettera di Wolfsburg è molto chiara. "Nell’ambito di un controllo interno  abbiamo scoperto che in un determinato periodo di tempo sono stati venduti dei veicoli le cui caratteristiche di costruzione potrebbero non soddisfare le condizioni per la produzione di serie al momento della vendita", è scritto nella lettera di Volkswagen indirizzata al titolare della Passat. Ci sarà pertanto un recall: "sfortunatamente, il tuo veicolo è interessato da questa misura", prosegue la lettera.

E non è tutto: "vogliamo ricomprare il tuo veicolo per escludere ogni possibile danno".

In parole povere ciò significa che VW per anni ha venduto veicoli senza documenti di immatricolazione validi. E questo non riguarda solo i clienti tedeschi, ma anche gli acquirenti nel resto d’Europa.

C’è anche il problema delle auto vendute in Nord America. I clienti negli Stati Uniti, ad esempio, sono stati riforniti con dei veicoli prodotti nello stabilimento VW in Messico, anche questi prodotti e venduti senza documenti validi. Il problema è stato segnalato per la prima volta la scorsa settimana dalla rivista specializzata "Auto, Motor und Sport" .

Volkswagen parla di veicoli di pre-produzione. Prima del lancio effettivo di un nuovo modello, ogni produttore per scopi interni prepara in anticipo rispetto al lancio alcune migliaia di auto. Le case automobilistiche utilizzano mezzi di questo tipo in occasione delle fiere o dei test drive. Le auto possono, ma non devono necessariamente, differire dalle auto che in seguito saranno prodotte in serie.

Sebbene il numero dei modelli di pre-produzione venduti senza un'approvazione legale valida non raggiunga nemmeno lontanamente la dimensione dello scandalo del diesel, nell’ambito del quale il gruppo VW ha manipolato in tutto il mondo circa undici milioni di veicoli, auto che di fatto sono state vendute senza una valida autorizzazione legale per la circolazione su strada.

Anche questa pratica tuttavia ancora una volta infrange la credibilità del gruppo. Volkswagen ha nuovamente venduto prodotti con una falsa promessa. Un problema in piu' per il CEO Herbert Diess, che aveva promesso una ripartenza dell’azienda - senza alcuna manipolazione.

Rischi per gli automobilisti

Volkswagen conferma che negli anni in questione sono stati venduti modelli di pre-produzione senza un’approvazione. Fra il 2006 e il 2018 i veicoli coinvolti sarebbero circa 6.700, di cui circa 4.000 venduti in Germania. In teoria tale vendita sarebbe anche consentita, afferma il portavoce della società nel tentativo di difendere l’operato dell’azienda.

"Si è tuttavia omesso di documentare quello che sui veicoli interessati non è standard", ha detto un portavoce di VW. Nel frattempo Volkswagen avrebbe modificato le procedure interne. Ora viene chiaramente indicato in quale misura i modelli di pre-produzione differiscono dai successivi veicoli di serie.

Volkswagen ha giustificato il riacquisto con dei problemi di sicurezza irrisolti. Dal momento che non può più essere chiarito in maniera definitiva cosa è stato realmente modificato sulle singole vetture, il riacquisto è l'alternativa piu’ sicura. I circa 6.700 veicoli interessati differiscono significativamente l'uno dall'altro. A volte è sufficiente un piccolo aggiornamento del software, a volte è il sistema di navigazione a dover essere sostituito, ma a volte è anche possibile che per diverse ragioni l'auto non possa piu’ essere utilizzata e debba solo essere rottamata.

Sebbene Volkswagen prometta di risarcire adeguatamente i propri clienti, molti nel frattempo hanno perso fiducia nell’azienda. VW assicura che il richiamo è "un approccio preventivo e proattivo". L'azienda inoltre non è a conoscenza di incidenti o lesioni personali associate ai modelli di pre-produzione.

L'intero richiamo è alquanto "increscioso" per Volkswagen, ma non può essere paragonato allo scandalo del diesel. L’azienda in merito al ritiro sta anche lavorando a stretto contatto con le autorità di regolamentazione.

Vw potrebbe avere anche dei guai con il Ministero federale dei trasporti tedesco. Una portavoce domenica ha confermato che il ministero sta valutando se vi sono le condizioni per una possibile multa nei confronti di Volkswagen – in quanto i requisiti per l’immatricolazione non sono stati soddisfatti.  Potrebbero essere necessarie alcune migliaia di euro per ogni auto coinvolta.

Ad essere particolarmente infastidita è la struttura commerciale di Volkswagen. "Ora dobbiamo cercare di riparare ai danni che Wolfsburg ha causato ai clienti", riferisce un concessionario della Germania meridionale. Vendere auto che di fatto sono senza documenti di immatricolazione validi - "una cosa del genere non era mai accaduta prima".

Conseguenze legali

Anche fra i concorrenti l'approccio di Volkswagen non è affatto comprensibile. Sul mercato tedesco i veicoli di pre-produzione "non sono mai stati venduti", ha detto domenica un portavoce di Volvo. Anche Daimler afferma di non aver mai commercializzato i veicoli di pre-produzione. "È un errore enorme averlo fatto", ha dichiarato un rappresentante del settore auto. Anche per Opel una cosa del genere sarebbe impensabile, ha detto un portavoce. "In realtà, queste vetture non sono idonee alla circolazione", ha aggiunto Stefan Bratzel, professore presso il Center of Automotive Management (CAM) di Bergisch Gladbach vicino  Colonia.

Il piu’ importante rappresentante dei consumatori tedeschi, Klaus Müller, in riferimento al richiamo di migliaia di auto da parte di VW, ha risposto con delle critiche molto dure. Per le persone colpite si tratta "di una brutta sorpresa sotto l'albero di Natale", ha dichiarato il presidente della Verbraucherzentrale-Bundesverbands (VZBV) ad Handelsblatt

“Il fatto che si tratti di modelli VW venduti fra il 2006 e il 2018, quindi anche tre anni dopo che lo scandalo del diesel è diventato pubblico, mostra che Volkswagen non ha capito nulla", afferma Müller. "Che ora a quanto pare vengano messi in conto anche dei rischi per la sicurezza delle persone nella misura in cui vengono portati sul mercato in maniera impropria dei veicoli di prova, corrisponde ad un comportamento che supera ogni pratica precedente in materia di ambiente e salute delle persone e rappresenta un altro enorme fallimento dei vertici aziendali".

VW deve "finalmente cambiare la propria mentalità, la politica deve intervenire", ha chiesto Müller. "E noi difensori dei consumatori tuteleremo con risolutezza i diritti delle persone colpite", ha aggiunto il leader della VZBV.

Gli avvocati si stanno preparando per ulteriori conseguenze legali nei confronti di Volkswagen. Nel caso in cui le auto non soddisfino le caratteristiche previste, "si dovrà prendere in considerazione quanto indicato dalla garanzia sul prodotto”, ha dichiarato Daniel Wuhrmann, esperto di responsabilità sul prodotto di Berlino. Inoltre, sono pensabili anche delle richieste di danni - "a causa dei costi sostenuti dagli acquirenti dovuti ai veicoli difettosi".
-->

4 commenti:

  1. Ma la mia domanda a Te che vivi lì è: dopo Siemens, DB, vw e tutti i loro scandali multipli (truffe, tangenti e scorrettezze varie) l'inossidabile, granitica convinzione germanica di essere quelli che rispettano le regole vs un mondo di latino che le violano, si è un pochetto scalfita oppure no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E già che ci sei dicci se è vero, come mi ha detto mio cuggino che lavora alla biemmevù, che i tedeschi non sono tutti alti, biondi con gli occhi azzurri. :)

      Elimina
    2. Non cambiano, non cambiano, sono sempre i primi della Klasse, basta leggere gli editoriali e i pistolotti di questi giorni su Brexit, Macron, Italia, Trump etc. Hanno sempre ragione loro, gli alamanni

      Elimina
  2. Un po' triste e di sicuro predittivo di un fallimento dell'Europa.
    Ricordo quando Sinn propose quella lettera alla sottoscrizione degli "economisti di lingua tedesca"...
    Se sei convinto di una tesi in funzione di una collettività devi trovare un sostegno trasversale, se la proponi già parziale al principio di fatto quella collettività la mini alla base, non la riconosci...
    In assenza di psicoterapeuti per "stati nazione", si rischia di sfasciare tutto.

    RispondiElimina