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giovedì 7 settembre 2017

Roland Berger: "meglio la fine dell'euro che l'unione di trasferimento"

Roland Berger, grande consulente d'impresa nonché storico consigliere politico per diversi governi tedeschi, intervistato dalla Süddeutsche Zeitung in occasione dei suoi 80 anni non le manda a dire: l'euro è stato un fallimento, meglio la fine della moneta unica che una unione di trasferimento a spese dei tedeschi. Dalla Süddeutsche Zeitung


SZ: se Frau Merkel le chiedesse un consiglio, cosa le direbbe?

Berger: in primo luogo le direi di affrontare una fondamentale riforma dell'istruzione. E' intollerabile che nel nostro paese ancora oggi i figli dei laureati abbiano il triplo delle possibilità di andare all'università rispetto ai figli dei non laureati. Cio' è moralmente ingiustificabile e implica una enorme perdita di talenti per la nostra società. Inoltre, ogni studente dovrebbe essere in grado di programmare e conoscere almeno un linguaggio di programmazione, in modo da essere pronto per il mondo digitale.

SZ: si parla da anni di una riforma dell'istruzione ma nulla è cambiato

Berger: e' vero. Ma io spero che il prossimo governo prenda sul serio la questione. Il problema è che i successi di una riforma dell'istruzione saranno visibili solo fra 15 o 20 anni - molto dopo la fine di una legislatura, che è decisiva per la rielezione dei politici. In secondo luogo cercherei di stabilizzare l'Unione Europea.

SZ: secondo lei come dovrebbe essere stabilizzata l'UE?

Berger: la crisi dell'euro deve essere risolta. O con una unione di trasferimento accompagnata da massicce riforme nei paesi in crisi, oppure con la dissoluzione dell'euro.

SZ: rinunciare all'euro?

Berger: l'euro è evidentemente un fallimento e divide l'Europa. Nei paesi latini la disoccupazione giovanile è fra il 30 e il 50%. Non è accettabile. Poiché i tassi di cambio fra i diversi paesi dell'area euro non possono essere aggiustati secondo la loro competitività, fra i diversi stati ci sono ormai dei disallineamenti intollerabili, che dividono l'Europa.

SZ: non sarebbe l'intera UE ad essere in pericolo se l'euro dovesse essere sciolto?

Berger: io non credo. Vedere Frau Merkel rappresentata in uniforme nazista in Grecia e in Italia ci mostra il livello di divisione raggiunto. L'Europa è divisa. Non è possibile mantenere l'euro. Come alternativa resta l'unione di trasferimento, che corrisponde al concetto del presidente Macron. Chi sarà pero' alla fine a dover pagare per l'unione di trasferimento lo sappiamo: saranno i tedeschi.

SZ: temporaneamente pero' potrebbe anche essere ragionevole

Berger: ma i tedeschi non sono pronti per fare questo passo. La scelta piu' semplice e probabilmente la piu' ragionevole anche dal punto di vista economico è lo scioglimento dell'euro. L'asset piu' importante di tutta l'integrazione europea è l'UE, vale a dire prima di tutto il mercato comune con le 4 libertà fondamentali, e cioè la libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali. A cio' si aggiunge Schengen, una politica comune di sicurezza e di difesa, una politica di innovazione europea con una infrastruttura digitale ed un ruolo attivo dell'UE nella globalizzazione. Sui grandi temi possiamo raggiungere dei risultati importanti, soprattutto se l'Europa lavora insieme. Come coronamento, ma solo dopo aver approfondito l'integrazione, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di reintrodurre l'euro. Invece della "teoria della coronazione" all'epoca si è scelta la "teoria del locomotore": l'euro come motore per un governo europeo, che è visibilmente fallita.

SZ: cosa è migliorato oggi nell'economia tedesca rispetto a 40 anni fa, che cosa è peggiorato?

Berger: nulla è peggiorato. Dalla riunificazione il nostro prodotto interno lordo pro-capite è piu' che raddoppiato. La nostra reputazione internazionale non è mai stata cosi' positiva. La gestione delle imprese nel nostro paese è eccellente. La nostra economia è molto competitiva. Il numero degli occupati in Germania non è mai stato cosi' alto.

5 commenti:

  1. Ops...
    Ha tralasciato di affermare che forse la qualità di molti salari non è proprio eccepibile rispetto al passato (e non mi riferisco a quelli dell'ex DDR)

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    1. Cioè quali? Hai dei dati da fornirci che non siano opinioni del tutto prive di fondamento lette su blog inattendibili? Nel caso fosse utile posso fornire la recente pubblicazione dello Statistisches Bundesamt sulle retribuzioni, dettagliate e suddivise per categoria merceologica e non solo per settore economico.

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    2. Se lo dicono pure quei comunisti del FT...

      https://www.ft.com/content/a7758d5e-8566-11e6-8897-2359a58ac7a5

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    3. Questo poi è ancora più aggiornato ed è tradotto in italiano...
      http://vocidallestero.it/2017/08/22/ft-germania-il-divario-nascosto-nel-paese-piu-ricco-deuropa/

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    4. Appunto, articoli scritti da giornalisti che non sanno di cosa parlano oppure chi legge non capisce l'argomento dato che ad esempio i salari stanno crescendo in misura sostenuta in Germania da 3 anni. Una cosa poi è l'incremento del divario dei redditi, fattore del tutto normale in una economia di mercato in crescita e questo va però osservato dopo i trasferimenti sociali, altro è la ricchezza che include i beni immobili che sono legati a fattori culturali. Se i tedeschi sono meno interessati degli italiani all'acquisto della casa (e questo VdG lo può confermare) non significa che siano meno ricchi dato che questa va stimata con competenza. Esempio: io posseggo una ricchezza di 200 mila euro se davvero sono in grado di vendere la mia abitazione a quel prezzo e queste sono stime che lasciano il tempo che trovano dato che proprio a causa del crollo dei prezzi teoricamente siamo più poveri. Io in ogni caso mi riferisco ai redditi che sono sempre aumentati per tutte le classi sociali. Piuttosto io leggerei la pubblicazione che viene presentata proprio in questi giorni "Qualität der Arbeit" a cura dello Statistisches Bundesamt unita a quella a cui facevo riferimento nel precedente commento: "Verdienste und Arbeitskosten (Fachserie 16 Reihe 2.5)" permettono di avere una situazione ben più completa e dettagliata dell'argomento.

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