Pagine

martedì 12 marzo 2013

10 anni di Agenda 2010


A dieci anni dalla presentazione dell'Agenda 2010 dei rosso-verdi, Bild.de intervista l'ex Cancelliere Gerhard Schröder. Il dibattito sugli effetti delle riforme resta aperto. Da Bild.de

Dieci anni fa, il 14 marzo 2003, il cancelliere Gerhard Schröder annuncio' al Bundestag l'Agenda 2010 - secondo molti esperti alla base della crescita odierna e della competitività della Germania. Bild ha intervistato l'ex Cancelliere

BILD: Immaginava allora di dover perdere il suo posto di Cancelliere a causa delle riforme, Herr Schröder?

Gerhard Schröder: Guidare politicamente un paese significa anche correre il rischio di non essere rieletti a causa di una decisione necessaria. Bisogna avere il coraggio. Nella politica di oggi sembra mancare. Una cosa è certa: allora l'Agenda era indispensabile, nel vero senso del termine!

Senza l'Agenda la Germania si sarebbe trovata in emergenza?

C'era il pericolo. La situazione economica stava peggiorando, avevamo 5 milioni di disoccupati. Per questo motivo dovevamo modificare i sistemi di sicurezza sociale, affinché potessero restare sostenibili per il contribuente. Dovevamo rendere l'economia piu' competitiva, perché i posti di lavoro si creano solo se riusciamo ad esportare i nostri prodotti. E abbiamo speso di piu' per l'istruzione, solo per lo sviluppo delle scuole a tempo pieno 4 miliardi di Euro.

Qual'è stata la parte piu' importante dell'Agenda?

Abbiamo creato un nuovo equilibrio fra la responsabilità individuale per la propria vita e l'aiuto dello stato. Ciascuno deve fare il possibile per se stesso. Lo stato in cambio deve aiutare affinché un disoccupato possa tornare indipendente e trovare un lavoro ragionevolmente pagato, ad esempio con la formazione. Questo pensavamo con il motto "esigere e promuovere".

Lei sapeva quale ondata di proteste avrebbe causato?

Era chiaro che questa decisione sarebbe stata dolorosa per molte persone. Ma non c'era modo di sottrarsi. Sapevamo anche che gli effetti positivi della decisione sarebbero arrivati dopo anni. In questo spazio di tempo puo' venire meno la legittimazione democratica di una politica. Soprattutto se ogni elezione regionale viene considerata come una piccola elezione federale.

Nell'est erano in migliaia con le "manifestazioni del lunedi'" a protestare contro la sua politica. Ne fu colpito?

Certo, naturalmente! Fui molto colpito. Ma le manifestazioni rappresentano l'essenza della democrazia. E' comprensibile che le persone coinvolte decidano di manifestare in strada.

Hartz IV doveva essere una misura provvisoria. Ma la maggior parte degli oltre 4 milioni di destinatari riceve gli aiuti per mesi o addirittura anni. Il concetto "esigere e promuovere" è fallito?

No. Milioni di persone sono tornate sul mercato del lavoro. Coloro che ancora ricevono i sussidi, dovranno essere formati affinché possano avere una possibilità sul mercato del lavoro. E coloro che sono in grado di lavorare, ma si rifiutano, devono fare i conti con le sanzioni. Questa è una buona cosa.

Lei ha contribuito all'estensione massiccia del lavoro interinale. Un errore?

Naturalmente abbiamo fatto degli errori. Non esiste una politica perfetta. Bisogna riconoscere gli errori e fare il possibile per correggerli. E in tema di lavoro a tempo servono delle correzioni. Un lavoratore a tempo non deve guadagnare meno del suo collega con un posto fisso. A proposito: abbiamo cercato di introdurre il salario orario minimo, parallelamente all'Agenda, ma non avevamo la maggioranza nella camera federale (Bundesrat). Chi lavora, deve poter vivere del suo lavoro manuale o intellettuale. Non si puo' certo dare ad una parrucchiera meno di 4 € l'ora. Considero 8.5 € l'ora un salario minimo adeguato.

Il suo lavoro di riforma è stato sufficientemente valorizzato nel nostro paese?

Non mi posso lamentare per una mancanza di apprezzamento nei confronti dell'Agenda. Si dice anche che le riforme abbiano avuto successo. Lo si vede adesso: la Germania è uscita dalla crisi meglio degli altri paesi europei.

Vale anche per il suo partito, la SPD?

Il rapporto fra il mio partito e l'Agenda resta sempre un po' difficile. E rimarrà tale.

Perché?

La SPD non è mai soddisfatta - anche se è stata lei a fare le riforme. Per questo motivo ne sono un membro e restero' tale per tutta la vita. Il motore che spinge la SPD è rendere migliore la società. Per questa ragione non potrà mai sentirsi soddisfatta con lo status quo. Alla SPD mancherà sempre qualcosa.

La Germania ha bisogno di un'agenda 2020?

Si'. La Germania potrà difendere il suo vantaggio nei confronti delle potenze economiche emergenti come il Brasile e la Cina solo se lavoreremo duramente sulla nostra competitività. Solo se ce la facciamo, avremo lavoro a sufficienza, potremo pagare le pensioni, ci potranno essere strade e scuole buone.

Che cosa propone?

Abbiamo bisogno di piu' denaro per la ricerca e l'istruzione. Abbiamo bisogno di piu' scuole a tempo pieno, per dare maggiori possibilità a chi a casa non ha delle buone condizioni. A causa del nostro basso tasso di crescita abbiamo troppi pochi operai specializzati. Per questo l'istruzione e l'educazione sono cosi' importanti.

La carenza di forza lavoro qualificata dovrà essere colmata con l'immigrazione?

L'incredibile dibattito se siamo un paese di immigrazione oppure no ci ha danneggiato notevolmente. Possiamo essere soddisfatti se lavoratori qualificati decideranno di emigrare da noi. E' chiaro da molto tempo: a causa del declino demografico abbiamo bisogno di immigrati.

Le piacerebbe partecipare alla redazione di un'Agenda 2020?

No, dovranno farlo coloro che sono ai vertici del paese. Non è il compito di un pensionato. Tuttavia è importante non dimenticare una cosa: i sistemi sociali in una società che sta invecchiando, statisticamente non potranno essere mantenuti. Per questo avremo sempre bisogno del coraggio di cambiare.

15 commenti:

  1. "Dovevamo rendere l'economia piu' competitiva", afferma Gerardo 'just for men' Schröder.

    Di fatto confessa che la Germania ha violato i trattati europei che ispirano l'Europa quale unione di collaborazione finalizzata alla crescita equilibrata.

    Chi non rispetta i trattati, torni per conto suo

    RispondiElimina
  2. "L'agenda era indispensabile","i posti di lavoro si creano solo se riusciamo a esportare i nostri prodotti","non c'era modo di sottrarsi".TINA,insomma,perfettamente in linea con i Sinners più impenitenti.E ha ancora il coraggio di parlare di un'agenda 2020?
    Due le possibilità:o è strullo lui,oppure crede che lo siamo noi;in tutti e due i casi quest'uomo avrà delle sorprese.

    RispondiElimina
  3. "i sistema sociali in una società che sta invecchiando non potranno essere mantenuti" questa non mi è nuova. neanche un pò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Tonelli solo lo struzzo davanti al pericolo nasconde la testa sotto la sabbia.

      Elimina
    2. Caro Tonelli, solo gli struzzi di fronte ad un pericolo nascondono la testa sotto la sabia

      Elimina
  4. Cari concittadini, questo è realismo, no fanta-etero-politica! "Il motore che spinge la SPD è rendere migliore la società. Per questa ragione non potrà mai sentirsi soddisfatta con lo status quo. Alla SPD mancherà sempre qualcosa".

    RispondiElimina
  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  7. E' iniziata la volata delle elezioni politiche in Germania ed è iniziato l'esercizio di 'rispecchiamento della realtà': è il turno di Martin 'kapo' Schultz.

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1520597/crisi/schulz-l-europa-salva-le-banche-ma-rischia-di-perdere-una-generazione.aspx

    Don't forget, mates: pace and lead. Pace and lead.

    PS: Io cmq un "vaffanculo crucco" ce lo metto. Ma come? Dici 'basta aiuti alle banche' solo dopo che le uniche banche salvate sono quelle del tuo paese!

    RispondiElimina
  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Jorg, believe when i say che sono consapevole che questo è il tempo dei 'regni combattenti', per dirla alla Francois Jullien e il suo meraviglioso 'A treatise on efficacy', un po' il 'tutti contro tutti' o forse il 'chi segna primo, vince'.

      E non voglio star qui a cantare la lamentela perchè la legge del Menga, non è nel mio interesse.

      Elimina
  9. Sono le contraddizioni in seno al popolo.
    Il PRC ritiene che la riscossa potrà avvenire solo insieme ai partiti che rappresentano le classi subalterne degli altri Paesi europei (Linke, Syriza, FdG, ecc.). Intanto l'unica chance anticapitalista (no€) la lascia al M5s che la usa in maniera opaca, per usare un eufemismo, e ci raccatta un sacco di voti.
    Non ne posso più. Abbiamo bisogno di intelligenza al potere.

    RispondiElimina
  10. questo " socialista" rivendica l' arretramento sociale del suo paese , il che ci dice che il " piddismo" allinea dappertutto in questa "europa morente " , anche se ovviamente quello tedesco e' molto piu serio .
    Non c' e' quindi dubbio che la germania vincera' "la corsa all' inferno" e che nessuno potra' sottrargli il desiderato ruolo di kapo' .

    RispondiElimina