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venerdì 22 marzo 2013

Il dumping salariale tedesco

Il governo Belga accusa la Germania di dumping salariale e ricorre presso la Commissione Europea. Il salario minimo non esiste e quando esiste non viene rispettato, le nostre aziende stanno chiudendo per colpa vostra: in Germania è tutto permesso. Da FAZ.net






Il governo belga solleva delle dure accuse contro i vicini tedeschi: nei settori a basso salario, i vostri lavoratori sono sottopagati. Il Belgio annuncia un ricorso alla Commissione Europea.

Il governo belga intende portare la Germania davanti alla Commissione Europea accusandola di dumping salariale. Il governo tedesco, infatti, permette che lavoratori provenienti principalmente dall'est Europa siano sfruttati e sottopagati nei cosiddetti settori a basso salario (Niedriglohnsektor), accusano il Ministro del Lavoro Monica de Coninck e il Ministro dell'Economia Johan Vande Lanotte. Poiché non esiste un salario minimo, le macellerie, le aziende di giardinaggio o le segherie tedesche possono offrire i loro servizi ad un prezzo cosi' basso che i concorrenti belgi finiscono fuori mercato.

Questa concorrenza sleale spingerebbe le imprese a delocalizzare dal Belgio alla Germania. "Non cerchiamo lo scontro", ha dichiarato De Coninck. Ma le pratiche indegne devono essere fermate. Già lo scorso anno, la Commissione nelle sue raccomandazioni specifiche per gli stati membri, aveva criticato la Germania a causa dei salari troppo bassi in rapporto alla produttività.


Tutto è permesso

La Germania deve impegnarsi affinché la situazione cambi. Anche fra i 7.5 milioni di minijobber sono ancora troppo pochi quelli che riescono a fare il salto verso un lavoro full time regolare. Indipendemente da questo, il portavoce ha chiarito che la Commissione europea da tempo spinge i diversi paesi ad introdurre per legge un salario minimo. Sarebbe un importante contributo per evitare che le persone con un posto di lavoro finiscano per vivere in povertà.

La critica belga riguarda prima di tutto l'utilizzo nei macelli tedeschi di lavoratori dall'Europa dell'Est con una paga oraria di pochi Euro all'ora. Per questa ragione, invece di farla macellare in Belgio, è diventato piu' economico far lavorare la carne in Germania per poi reimportarla in Belgio, secondo il ministro Vande Lanotte. Poiché in questi settori non esiste un salario minimo, la bassa paga oraria finisce per non infrangere alcuna legge. "Tutto è permesso", ha detto il Ministro dell'Economia. Anche i sindacati europei sostengono lo stesso argomento da molto tempo.

Di fatto la situazione secondo gli esperti è un po' piu' complessa. Molti dei lavoratori dall'Europa dell'Est sono occupati illegalmente: o come pseudo-lavoratori autonomi oppure come dipendenti di società fittizie. Tuttavia anche nel settore edile, dove esistono i minimi salariali, i lavoratori vengono pagati meno di quanto previsto dai contratti.

Si tratterebbe prima di tutto di applicare meglio le regole già esistenti, si dice alla Commissione Europea. Le autorità europee già l'anno scorso hanno presentato proposte concrete, che pero' secondo il parere dei Verdi e dei Socialdemocratici al Parlamento Europeo avrebbero portato ad un indebolimento dei controlli.

Che la Commissione possa avviare un'azione legale contro la Germania per dumping salariale è abbastanza improbabile. L'introduzione di un salario minimo è una responsabilità esclusiva degli stati. Manca la base giuridica, ha detto il portavoce di Andor. Semmai, le raccomandazioni specifiche fatte per ogni paese potranno essere utilizzate come un primo passo per ulteriori azioni contro la Germania. La loro funzione è stata rafforzata all'interno delle piu' ampie riforme europee introdotte dopo lo scoppio della crisi Euro.

In questo contesto gli stati membri con un avanzo delle partite correnti saranno chiamati a fornire un contributo alla riduzione degli squilibri macroecnomici con un aumento dei salari. Se gli stati non dovessero rispettare la decisione, la Commissione potrà tuttavia infliggere solo sanzioni molto contenute.

11 commenti:

  1. il Belgio intende portare davanti alla commissione il paese che la controlla? auguri.

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    1. interessante leggere che i simpaticoni della Bundesbank, nel pieno della campagna anti-cipro, danno in pasto alla stampa un'analisi sui patrimoni europei, fatta su un ristretto campione di famiglie, da cui risulta che il patrimonio medio dei tedeschi è sensibilmente inferiore rispetto a quello dei latini (francesi, italiani e spagnoli). Praticamente equivale a gettare benzina sul fuoco. Di fatto con dati la cui attendibilità è tutta da provare. Impossibile trovare una soluzione alla crisi in queste condizioni...

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  3. Quando è caduto il muro di Berlino ero un adolescente e ingenuamente mi chiedevo, avrà capito la lezione la Germania? siamo sicuri non si ritorni agli stessi problemi? dentro di me un dubbio era nato... la risposta era dentro di me, ed era giusta!

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  4. Ma in fondo il problema del salario minimo è già l'apripista del dumping salariale. E nasce dall'idea deflazionista insita nelle teorie macroeconomiche di tutte l'UE-UEM: abolire la rigidità verso il basso dei salari determinata dalla forza contrattuale collettiva del lavoro. Sindacati cooptati nel sistema tramite cointeressenze alla gestione finanziaria di fondi pensione e cursus honorum aperto ai sindacalisti nelle postazioni del sistema.

    Suvvia, i belgi si lamentano delle estreme conseguenze del sistema che hanno adottato senza riflettere sulla portata di tante soluzioni dettate da Bruxelles.
    Prima la visione Von Hayek della spesa pubblica, l'effetto di spiazzamento come dogma e la dottrina radicale dell'indipendenza della banca centrale. Ora pagano il conto...ai vicini ingombranti. Ma era tutto un blocco e chi ha voluto la bicicletta deve poi pedalare...
    http://orizzonte48.blogspot.it/2013/02/lart36-cost-e-lo-svuotamento-uem-del.html
    http://orizzonte48.blogspot.it/2013/03/la-dottrina-delle-banche-centrali.html

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    1. grazie per i link e il commento. La CDU ha fatto proprio il tema del salario minimo nel tentativo di non lasciare l'argomento alla SPD, che dopo l'agenda 2010 ha qualcosa da farsi perdonare dagli elettori e considera l'argomento il proprio cavallo di battaglia. La FDP non è d'accordo e frena sull'argomento. La mia domanda è: iniziative come quella del governo belga hanno realmente qualche possibilità di successo?

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    2. Ovviamente nell'attuale cornice ideologica UEM: no.
      Troppe regole non sono state rispettate: la prima è che non si fa un'OCA in questo modo (senza un governo federale per i trasferimenti e senza unificare legislazione del lavoro, previdenziale e tributaria); le seconde sono gli artt.145-148 del TFUE (politiche comuni sull'occupazione, adottate dagli Stati in conformità al coordinamento garantito dall'Unione).
      L'unica via d'uscita è la consapevole fine di un esperimento fallimentare di moneta unica e il riconoscimento degli errori da parte della classi politiche dei singoli Stati con una rinnovata attenzione alla effettiva democrazia, quale definita nelle Costituzioni.
      Roba difficile a questo punto del percorso di follia: ma molto dipende dalla consapevolezza dei popoli

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