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giovedì 3 ottobre 2013

Il programma del nuovo governo secondo Sinn

Hans Werner Sinn su Handelsblatt.de propone un programma per il nuovo governo federale: basta con l'OMT, una nuova Maastricht, e la riforma del diritto di voto nel board BCE. Da Cesifo-group.de
Il compito principale della prossima legislatura sarà la soluzione della crisi Euro e la stabilizzazione di una moneta unica europea finalmente capace di funzionare. La BCE dovrà necessariamente interrompere la sua politica fiscale regionale, travestita da politica monetaria.

I politici attuali non saranno piu' in carica quando al conto della crisi demografica e dei crescenti costi pensionistici si aggiungeranno i rischi sulle garanzie creditizie offerte ai paesi in crisi. A rischio sarà la coesione dell'intera UE. Il nuovo governo federale dovrebbe mettere questo tema in cima alla propria agenda. Se troverà la forza e il coraggio per farlo, è un'altra questione.

Primo: la rinegoziazione del trattato di Maastricht per fermare la stampa di denaro nei paesi in crisi. Non è accettabile che la BCE senza il controllo dei parlamenti nazionali abbia fornito i due terzi degli aiuti internazionali ai paesi in crisi (782 dei 1106 miliardi di Euro), e che i parlamenti nazionali si trovino nella condizione di dover salvare la BCE dal rischio di subire una perdita su questi crediti, approvando un pacchetto di salvataggio dietro l'altro.

I parlamenti dovranno liberarsi dal ruolo di assistente del board BCE. Sarà necessario limitare istituzionalmente i crediti regionali di natura fiscale e chiedere di rimborsare quelli già concessi. Il modello di riforma da adottare è offerto dal sistema della Federal Reserve americana. Se non sarà scelto questo percorso, all'interno del board BCE sarà necessario  ponderare il diritto di voto sulla base delle garanzie offerte dai diversi paesi e quindi modificarne le regole.

Secondo: la revoca del programma OMT. Non è accettabile che la BCE offra ai possessori dei titoli di stato dei paesi in crisi un'assicurazione gratuita e prometta di farsi carico delle perdite derivanti da questi titoli a spese del contribuente dei paesi ancora in salute. Questa politica porta ad una errata allocazione dei flussi di capitale in Europa e finirà per costringere gli stati a garantire con gli Euro-bond i debiti dell'Eurozona. Dopo che la BCE avrà acquistato i titoli di stato, sarà infatti necessario introdurre gli Euro-bond per proteggere la BCE stessa dalle perdite su questi titoli.

Il nuovo governo, sperando nell'appoggio della Corte Costituzionale, dovrà evitare che il Bundestag si trovi nuovamente in una situazione senza alternative. Una situazione causata dalle scelte del board BCE, e in cui la messa in comune dei debiti pubblici resta la sola strada percorribile. Come mostra la storia dei primi anni degli Stati Uniti d'America, questa strada porta ad un forte aumento della conflittualità.

Terzo: l'unione monetaria aperta. La crisi Euro tonerà ad infiammarsi fino a quando i paesi del sud non avranno risolto i loro problemi di competitività. Le uniche soluzioni disponibili restano una svalutazione attraverso l'uscita dall'Euro, oppure la svalutazione interna. Poiché la seconda è realizzabile solo in misura limitata, affinché i paesi colpiti non si trovino in una situazione di disoccupazione di massa che li porterebbe al collasso, si dovrebbe permettere un'uscita ordinata con una svalutazione e il possible rientro nell'unione monetaria, previa attuazione di un programma di riforme.

Quarto: una unione bancaria senza una garanzia comune. L'Europa ha bisogno di una unione bancaria con un controllo centrale delle banche, ma senza una responsabilità comune dei contribuenti per i debiti delle banche. Solo i creditori delle banche dispongono del patrimonio necessario per la ricapitalizzazione delle banche, e solo se saranno loro stessi a subire le conseguenze dei loro investimenti sbagliati, in futuro si asterranno dal prendere troppi rischi.

Nelle prossime negoziazioni il governo dovrà imporre delle norme rigorose per la ricapitalizzazione delle banche con mezzi comuni, anche se in questo modo le perdite potrebbero diventare visibili nei bilanci della BCE. La Germania dovrà finalmente prendere una posizione, invece di mostrare una tacita approvazione verso la BCE ogni volta che la Bundesbank lancia un avvertimento.

15 commenti:

  1. Magari succedesse quello che auspica SInn!!!! tempo 6 mesi l'italia uscirebbe dall'euro, tempo 4 anni la Germania farebbe default!!!!

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    1. Appunto per questo la Germania (ovvero Merkel) non lo accetterà mai.

      Tutti sanno e tutti tacciono perché gli conviene così e questa storia continuerà fino a quando i lacchè nostrani saranno al solito posto.

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    2. Diciamo che questo articolo potrebbe essere considerato il manifesto di una parte importante degli economisti conservatori tedeschi. Uno dei molti appelli che regolarmente compaiono sulla stampa tedesca e di cui spesso in passato Sinn è stato animatore e ispiratore.

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  2. Una semplice, e forse ingenua domanda a chiunque possa rispondere: se uno Stato non ripaga i suoi titoli acquistati dalla BCE, come fà la BCE a fare default se ha il potere esclusivo e sovrano di emettere moneta?

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    1. Risposta. La BCE è ente sovranazionale con diritto di seniority su tutti gli altri crediti. Nessuno stato potrebbe fare default con la BCE, pena l'esclusione dalla comunità internazionale. Persino l'Argentina ha ripagato integralmente i suoi debiti con il FMI. E li ha ripagati in dollari, non in pesos argentini. Ecco perchè i 300 miliardi euro di debiti delle banche italiane con la BCE oltre ai 100 miliardi di BTP detenuti dalla banca centrale europea andranno in ogni caso ripagati integralmente e in euro. E con il prossimo LTRO che la BCE farà probabilmente a fine anno, aumenteranno i debiti del sistema Italia con la banca centrale. Ergo un'uscita indolore dalla moneta unica è totalmente impossibile. I mercati lo sanno benissimo. E questo spiega perchè gli spread si stanno restringendo. Nonostante le mattane di casa nostra.

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    2. Gentile Easter ringrazio per la cortese risposta, ma non è quello che intendevo conoscere, forse ho formulato male la domanda: cosa succede alla BCE, e NON agli Stati, se questi non gli rimborsano i titoli? Come ente la BCE non vedendosi rimborsare i titoli di Stato, cosa fa ...FALLISCE COME ISTITUZIONE? Oppure non succede nulla alla BCE in quanto ha il potere di emissione monetaria?. Spero di essere stato chiaro. Saluti e grazie.

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    3. La mia risposta sottoindendeva il fatto che l'ipotesi che gli Stati non rimborsino la BCE è di fatto inesistente. Nel caso improbabilissimo che ciò avvenisse (anche se in questo caso sarebbero le banche finanziate dalla BCE a non rimborsare) le perdite eventuali sarebbero probabilmente ripartite tra i Paesi aderenti alla moneta unica che dovrebbero ricapitalizzare la Banca Centrale. Ma è un'ipotesi remota. Sarebbe più sensato che, in caso di difficoltà, la BCE rifinanziasse ad libitum i debiti delle banche e degli Stati. Un vero rompicapo.Che i nuovi probabili LTRO renderanno ancora più inestricabile. Paradossalmente questa è la forza dell'euro....

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    4. grazie Easter per il commento molto interessante, perché questo pensiero toglie il sonno a Weidmann e co., quando il controllo bancario sarà accentrato a Francoforte, e la BCE avrà elargito liquidità in abbondanza a banche in difficoltà, se dovesse trovarsi a decidere su di una possibile ristrutturazione, sarebbe in chiaro conflitto di interessi. E per questo gli alamanni quando sentono parlare di controllo bancario e unione bancaria diventano sospettosi, perché sanno bene qual'è il prezzo che dovranno pagare, non è un segreto, davvero, tutti i giornali tedeschi ne hanno parlato, e anche questo blog.

      Il tema sollevato da filiabba è altrettanto interessante, perché l'ipotesi di una banca centrale che fallisce è buona per la casalinga sveva, e per qualche oltranzista bundesbank, altrimenti non ci crede piu' nessuno, nemmeno lo stesso Sinn, che fa tanto rumore e le spara grosse perché vuole finire sui giornali ogni settimana, e apparentemente gli riesce molto bene.

      In una vecchia intervista del febbraio 2012 Sinn, sì proprio lui, rispondeva alla stessa domanda di filiabba:

      FAZ: Ma le banche centrali non possono fallire (giornalista FAZ)

      SINN: Dietro i crediti della Bundesbank verso la BCE ci sono i nostri risparmi. Che nessuno ci restituirà indietro. E quando la Bundesbank dovrà soddisfare le richieste delle banche e delle assicurazioni con del denaro appena stampato, cosa che può certamente fare, allora si creerà inflazione. I risparmi non torneranno realmente indietro. Se l'Euro si disintegra, nessuno potrà vivere in vecchiaia dei crediti verso il sistema Target, qualsiasi trucco possa essere inventato dai nostri contabili.

      Il link con l'intervista completa:

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2012_02_01_archive.html

      L'argomento della banca centrale che fallisce ha carattere puramente politico, non ha nessun riscontro nella realtà. Sinn sa bene che i crediti target saranno rimborsati al tasso uffciale di sconto della BCE (ai minimi storici) e sa bene che quei crediti nel corso degli anni perderanno una parte importante del loro valore. Questa è la sua vera preoccupazione.

      Se poi seguite questo blog, qualche post indietro ci sono un paio di traduzioni sul taglio del debito greco, e Regling (ESM) è stato molto chiaro: non ci sarà un taglio del valore nominale dei crediti verso la Grecia, almeno quelli dei creditori pubblici (i privati hanno già dato). Perché se si allunga la durata e si abbassano i tassi, qualsiasi debito diviene sostenibile, provate pure con excel....

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  3. è il cittadino che deve battere moneta, certificando la propria capacità produttiva, chiedendola alla Banca Centrale di provvedere e restituendola dilazionata... la classica banca deve svolgere servizio di tramite e di garante usufruendo una commissione, un compenso, e non negoziare compravendita di denaro. In questo modo la moneta raggiunge direttamente il mercato dello scambio dei beni e dei servizi, il proprio naturale scopo.. una valuta "leggera, trasportabile e ripagabile a vista, appunto con un controvalore in bene o servizio ". Una moneta che certifica la produzione di un bene o servizio, quindi convertibile per acquisire un diverso bene o servizio

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  4. non capisco come sinn possa dire queste cose con tale chiarezza...ma non è lui uno dei consiglieri più fidati della merkel? questa intervista sembra quasi rilasciata da Lucke....

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  5. Provo a tradurre dal tedesco: "La Germania non vuole contribuire al salvataggio dei paesi in crisi. Vi facciamo uscire per un po' ma poi dovete rientrare dopo avre fatto per RIFORME, per spolparvi ancora meglio."

    No, basta. Bisogna uscire unilateralmente anche dalla UE per costringere gli altri paesi a rinegoziare tutti i trattati europei.

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    1. Se uscissimo dall'euro e avessimo una classe politica che fa almeno un po' gli interessi dell'Italia, invece dei collaboranti (collaborazionisti?), i trattati diventerebbero "automaticamente" molto, ma molto, più elastici... come si vede i Paesi UE non eurozona per motivi "interni" ne sospendono ogni tanto qualcuno, ora qui ora là, derogando poi per qualche pezzo, e nessuno dice granché, non hanno buttato fuori l'Ungheria che si è ripresa la Banca Centrale...

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    2. Per l'Ungheria e' previsto un nostalgico revival: L'eurss gli mandera' i carri armati...

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    3. Sembra che per tutti sarà un tragico revival:
      http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2013/10/01/schaeuble-meldet-vollzug-eu-geheimdienst-nimmt-arbeit-auf/
      (l'ho tradotta con google traduttore, circola su twitter)

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    4. Grazie per la segnalazione, a breve sarà tradotto...

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