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giovedì 2 marzo 2017

Corruzione alla tedesca

Come si fa ad invadere i mercati esteri con i propri prodotti? Semplice, basta un po' di pressione politica e qualche tangente. A Monaco e Brema sono iniziati 2 nuovi processi per corruzione contro i dirigenti di alcune importanti aziende tedesche operanti nel settore della difesa: avrebbero pagato tangenti in Grecia per potersi aggiudicare dei contratti di fornitura molto lucrativi. Da german-foreign-policy.com


Sono iniziati i nuovi processi per i casi di corruzione aggravata relativi alla vendita di armi in Grecia, gli imputati sono i manager di importanti aziende tedesche produttrici di armi. Le procure di Monaco e Brema hanno formalizzato l'accusa nei confronti degli ex dirigenti delle aziende produttrici di armi Rheinmetall e Krauss Wegmann (KMW); i manager sarebbero personalmente responsabili per il pagamento di tangenti finalizzate all'ottenimento di contratti molto redditizi per la fornitura di carri armati e di un sistema di difesa aereo. In Grecia questi ordini hanno causato un danno immenso; sia prima che durante la crisi hanno infatti gravato con somme considerevoli sul bilancio pubblico e alla fine il conto è stato pagato con il denaro dei cosiddetti aiuti finanziari. Con il nuovo processo sarà forse possibile chiarire le circostanze, ma non è previsto un sollievo per le casse della Grecia. Anche la giustizia greca ha fatto le proprie indagini, tuttavia le multe per le condanne a Monaco e Brema non finiranno nelle casse greche ma in quelle della giustizia tedesca.

Favori

La compra-vendita di armi fra Germania e Grecia, oggetto dell'attuale processo per corruzione, inizia verso la fine degli anni '90. La Grecia in quel periodo aveva avviato una nuova fase di riarmo. La causa scatenante era stato il caso "Imia", uno scontro con la Turchia per 2 scogli disabitati fra le isole greche di Kalimnos e la terra ferma turca nei pressi di Bodrum, che all'inizio del 1996 stava per trasformarsi in una guerra fra 2 stati alleati nella Nato. Circa un quarto degli ordini fatti dalla difesa greca in quel periodo, diversi miliardi di Euro, furono assegnati ai produttori di armi tedeschi. Cio' è particolarmente degno di nota perché alla fine degli anni '90 nell'UE si discuteva di un possibile ingresso della Grecia nell'Eurozona; grazie alla pressione tedesca e contro le forti resistenze di altri paesi membri, l'adesione all'Euro fu finalmente concessa al vertice UE del giugno 2000. Che gli ordini di armi abbiano contribuito a cambiare la posizione di Berlino non è provato; ma è un dato di fatto che fossero parte di una lunga serie di favori greci nei confronti della Germania, favori che sicuramente hanno contribuito a migliorare il clima fra i due paesi: Atene dopo molti anni di opposizione aveva rimosso il suo veto contro la candidatura della Turchia all'ingresso nell'UE, da molto tempo caldeggiata da Berlino; i gruppi industriali tedeschi avevano ricevuto miliardi di dollari di ordini per i giochi olimpici di Atene del 2004; il 14 settembre del 2001 la Corte di Appello di Atene decideva che il pignoramento delle proprietà tedesche in Grecia per la compensazione delle vittime del nazismo richiedeva un consenso preventivo del Ministero della Giustizia greco - che di fatto fino ad ora lo ha impedito. 

Programmi congiunturali

I contratti arrivati dalla Grecia verso la fine degli anni '90 sono stati di notevole importanza per molte aziende tedesche operanti nel settore della difesa. Questo riguarda ad esempio i 4 sommergibili della classe 214, la cui vendita alla marina greca era stata conclusa dalla tedesca HDW (oggi: ThyssenKrupp Marine Systems, TKMS) fra il 2000 e il 2002. HDW aveva iniziato verso la fine degli anni '90 con la costruzione di celle a combustibile per la marina tedesca; la fornitura ad Atene dei sommergibili della classe 214, alimentati con le stesse celle a combustibile, aveva permesso di scaricare all'estero una parte degli immensi costi di sviluppo. La vendita ad Atene di 170 carri armati Leopard 2, per il costruttore di carri armati Krauss-Maffei Wegmann (KMW) "è stato un programma congiunturale molto gradito", scrivevano i commentatori. Mentre la KMW con quest'ordine ha incassato 1.7 miliardi di Euro, per i 4 sommergibili la HDW/TKMS ha incassato 2.1 miliardi di Euro. I pagamenti si sono protratti a lungo; una parte importante è stata recuperata solo grazie all'intervento del governo tedesco a partire dal 2010, quando la Grecia è sprofondata nella crisi e per poter pagare le fatture ai fornitori di armi tedeschi [2] ha dovuto utilizzare i cosiddetti aiuti finanziari da Bruxelles.

Processi per corruzione

Le circostanze che hanno condotto le parti a firmare un accordo per la fornitura di armi sono state chiarite in diversi processi e ora sono oggetto di due nuovi procedimenti giudiziari. Il riesame giudiziario di quanto è accaduto è stato possibile in quanto in Grecia diverse persone coinvolte hanno rotto il loro silenzio e hanno scelto di collaborare con la giustizia. Sia in Grecia che in Germania sono quindi iniziati dei nuovi processi. Uno di questi riguarda la vendita alle forze armate greche del sistema di difesa aerea Asrad da parte della società di Brema STN Atlas, nel frattempo acquisita da Rheinmetall. L'affare ha portato 150 milioni di Euro nelle casse di STN Atlas, ora Rheinmetall Defence Electronics (RDE). Per poter ottenere il redditizio contratto, secondo la ricostruzione della procura di Brema, Atlas all'epoca avrebbe pagato 3.3 milioni di Euro. I pagamenti sarebbero avvenuti fra il 1998 e il 2011. Rheinmetall, dopo un primo processo già perso a Brema verso la fine del 2014, ha dovuto pagare 37 milioni di Euro - il profitto illegalmente ottenuto (36.7 milioni di Euro) piu' una multa da 300.000 Euro. Ora pero' la procura di Brema con un nuovo procedimento giudiziario ha rinviato a giudizio i 5 Manager di Rheinmetall ritenuti personalmente responsabili. L'atto era dovuto in quanto gli imputati si erano resi responsabili anche individualmente, cosi' si dice nel provvedimento [3].

Relazioni utili

La Procura di Monaco ha formulato un'altra accusa: l'oggetto è la vendita di 24 obici da panzer alle forze armate greche da parte della KMW. L'azienda tedesca per questo affare ha incassato 188 milioni di Euro. L'accusa è convinta che anche per quest'ordine siano state pagate delle tangenti - e piu' precisamente attraverso un discutibile "ufficio per la consulenza nell'Europa del sud-est" che si ritiene sia stato istituito solo con questo scopo. I titolari dell'ufficio erano due ex deputati della SPD al Bundestag, Dagmar Luuk e Heinz-Alfred Steiner. Luuk era stato in Parlamento tra il 1980 e il 1990, e fra le altre cose era stato anche responsabile per i rapporti con il partito fratello greco PASOK; Steiner, in parlamento dal 1980 al 1994, è stato vicepresidente della Commissione Difesa. Entrambi erano in stretto contatto con Ákis Tsochatzópoulos, importante politico del PASOK ellenico, che dal 1996 al 2001, la fase calda del riarmo greco, è stato il Ministro della Difesa ad Atene. Attraverso "l'ufficio per la consulenza nell'Europa del sud-est", secondo le ricostruzioni dell'accusa, dal 2000 al 2005, per aprire la strada ai cannoni da panzer, sarebbero fluiti verso la Grecia oltre 5 milioni di Euro. Nel 2006 l'ufficio in questione è stato sciolto. Le persone che secondo le ricostruzioni dell'accusa sarebbero coinvolte nell'affare respingono ovviamente ogni accusa - fra questi c'è anche l'allora Amministratore della KMW (1999-2005) ed oggi Presidente del Consiglio di Sorveglianza Manfred Bode, un top-manager nell'industria delle armi tedesche che per il suo lavoro e per i suoi servizi ha ottenuto l'Ordine di Merito Federale (2007) e quello della Baviera (2009). [4]

Condanne utili

Per i responsabili dei reati, anche una condanna da parte della giustizia tedesca potrebbe configurarsi come vantaggiosa. Ad Atene infatti è in corso un'indagine nei loro confronti in cui sono plausibili pene piu' severe. In un caso di corruzione molto simile, gli avvocati dell'imputato - si trattava di un ex-funzionario Siemens - secondo una ricostruzione, hanno cercato "di ottenere in Germania, nel minor tempo possibile, una condanna dell'ex-manager alla libertà vigilata e ad una multa di circa un milione di Euro": solo in questo modo sono riusciti ad evitare che "il loro cliente dovesse rispondere anche alla giustizia greca". [5] Poiché in Europa nessuno può' essere condannato 2 volte per lo stesso reato, il suo trasferimento alla giustizia greca per la stessa accusa era stato reso impossibile. Anche nei nuovi casi di corruzione gli imputati potrebbero sperare in una pena piu' bassa in Germania, visto che nel nostro paese già dopo 5 anni i reati di corruzione cadono in prescrizione; il processo potrebbe essere quindi trasformato in un semplice caso di evasione fiscale. Un effetto collaterale dei processi celebrati in Germania è che le multe non saranno pagate nelle casse greche ma in quelle della giustizia tedesca; è già accaduto piu' volte. Anche in questi processi, ad avvantaggiarsi della corruzione che tanti danni ha causato alla Grecia, ma che invece alle aziende tedesche ha portato molti contratti lucrativi, sarà ancora una volta la Germania.

[1] Gerhard Hegmann: Dreckiges Erbe des deutsch-griechischen Panzer-Deals. www.welt.de 04.01.2014.
[2] Jörg Kronauer: "Wir sind die Herren des Landes". Der deutsche Griff nach Griechenland - Geschichte einer Unterwerfung. Hamburg 2016.
[3] Bestechungsverdacht gegen deutsche Rüstungsmanager. Frankfurter Allgemeine Zeitung 23.02.2017.
[4] Klaus Ott: Griechische Geschäfte. www.sueddeutsche.de 11.07.2016. Peter Hornung, Søren Harms: Top-Manager der Rüstungsindustrie angeklagt. www.tagesschau.de 21.02.2017.
[5] Ex-Siemens-Manager Christoforakos macht umfangreiche Aussagen. www.spiegel.de 04.07.2009


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