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giovedì 17 agosto 2017

La riscossa del risparmiatore tedesco

La Corte Costituzionale tedesca martedi' ha chiesto alla Corte di Giustizia Europea di pronunciarsi sul programma di acquisto titoli della BCE segnalando in questo modo un certo dissenso nei confronti della BCE a guida italiana. Holger Zschäpitz su Die Welt saluta questa decisione come l'inizio della riscossa del risparmiatore tedesco, in questi lunghi anni tradito dalla politica dei tassi a zero. E' necessario che i giudici europei indichino chiaramente quali sono i limiti della BCE. Holger Zschäpitz Die Welt



Che la Corte Costituzionale abbia delle preoccupazioni in merito al programma di acquisto di obbligazioni della BCE è un fatto sicuramente positivo. In questo modo Karlsruhe costringe la Corte di Giustizia Europea a mostrare alla BCE quali sono i limiti del suo mandato. 

Impotenti! Cosi' si sentono molti risparmiatori quando pensano alla BCE. A causa della politica dei tassi a zero, nonostante il boom economico, da anni ormai non ottengono alcun ritorno sui loro risparmi e ora devono addirittura pagare alle banche dei costi esorbitanti per la gestione del conto corrente.

Anche molti parlamentari tedeschi si sentono impotenti. Restano a guardare mentre la BCE con il suo programma di acquisti accumula trilioni di rischi per il contribuente tedesco, senza poter dire una parola.

In nome della politica monetaria sembra che le autorità monetarie possano fare e disfare a piacimento, prive di qualsiasi forma di legittimazione democratica. La BCE si è sviluppata come uno stato nello stato, si arroga sempre nuove competenze, come alcuni giuristi criticamente hanno fatto notare. 

Questa volta pero' la Corte Costituzionale ha dato un segnale chiaro. Ha espresso dei dubbi sulla costituzionalità della politica anti-crisi della BCE e in considerazione dei rischi assunti chiede un esame accelerato da parte della Corte di Giustizia Europea in Lussemburgo. Con il programma di acquisto dei titoli, la BCE potrebbe aver superato il proprio mandato, argomenta Karlsruhe.

Fine dello svenimento

Nessuno puo' davvero aspettarsi che i giudici costituzionali europei possano bocciare il programma e decidano che l'acquisto di titoli di per sé è illecito. Una decisione cosi' estrema potrebbe far scivolare l'Eurozona in una nuova crisi esistenziale. Una conseguenza di cui probabilmente nemmeno Karlsruhe vuole sentirsi responsabile.

Inoltre i giudici del Lussemburgo sono molto piu' benevoli nei confronti della BCE rispetto ai loro colleghi di Karlsruhe. Tuttavia la decisione della giustizia tedesca obbliga la Corte Europea a prendere una posizione sulla condotta della BCE. Sottolineando i loro dubbi, i giudici tedeschi esercitano una pressione sulla Corte di Giustizia Europea affinchè questa mostri alla BCE i limiti del suo spazio di azione.

Ed è proprio quello che ora deve accadere: spiegare chiaramente alle istituzioni monetarie che in materia di politica monetaria non hanno una libertà completa. Solo cosi' i risparmiatori e i parlamentari potranno risvegliarsi dal loro stato di svenimento.

4 commenti:

  1. Holger Zschäpitz è un po' una 'macchietta'. Ho letto alcuni suoi articoli compreso questo ed un altro che ha pubblicato riguardo questo argomento. Ho interagito con lui e mi sono reso conto che rientra in quella parte di tedeschi che non riescono a vedere al di là del proprio naso. Lui sostanzialmente lamenta il rendimento negativo dei titoli tedeschi, vero, ma chi obbliga il risparmiatore/investitore tedesco a comprare Bund piuttosto che titoli di altre nazioni? Non dico necessariamente italiani (che comunque sarebbero sicuri), ma spagnoli, francesi o anche statunitensi anche se riservano il rischio cambio dato che l'euro è passibile di rivalutazione. In ogni caso hanno diverse opzioni a loro disposizione. La borsa di Francoforte da quando è iniziato il Quantitative Easing è cresciuta, hanno avuto il boom immobiliare con conseguente aumento dell'occupazione nel settore e notevole aumento dei prezzi. Grazie alla ripresa nel resto della UE hanno visto crescere le esportazioni, pagano meno il costo del debito tant'è che Schäuble non credo sia dispiaciuto per questo. Guardando la situazione nel suo complesso sono proprio i tedeschi a beneficiare di più dalla politica della BCE, ma come mi è capitato talvolta di vedere loro vedono le cose a compartimenti stagni. Lui infatti insiste nel citare i rendimenti reali negativi però riferiti ai soli titoli AAA (in sostanza quelli del suo governo) e a dire che anni fa questi erano del 3% o anche qualcosa di più. Ma oggi nemmeno i Treasury USA raggiungono quel livello, anzi al momento siano sul mezzo punto percentuale sui decennali. Infine è mia opinione che con una cessazione del Quantitative Easing i rendimenti salirebbero ma non penso fino a riguadagnare il terreno positivo in termini reali.

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    1. Diciamo che c’è stato un forte effetto redistributivo, sono stati premiati i possessori di immobili e di azioni, ma anche il corso delle obbligazioni ovviamente è salito, è andata decisamente peggio a chi deve pagare un affitto oppure a chi ha pochi risparmi su di un conto deposito. E in Germania sappiamo che la proprietà immobiliare è molto meno diffusa che nel sud-Europa. Ma ci sono anche le casse di risparmio e le assicurazioni che si lamentano per i bassi tassi, diciamo che in generale essendo la Germania un grande creditore verso l'estero è molto probabile che l’abbassamento dei tassi abbia ridotto il flusso di redditi diretti dall’estero verso la Germania, ma non conosco cifre esatte sull’argomento, è solo un’ipotesi. Comunque l’alternativa era la bancarotta di una lunga lista di debitori esteri con perdite molto piu’ alte, come fa notare il saggio Mark Schieritz su Die Zeit. Credo che in generale un mondo con bassa inflazione sia il mondo perfetto dove vorrebbero vivere tutti i rentier del mondo, e fra i lettori di Die Welt credo ce ne siano molti di rentier e percettori di rendite vare, quindi credo che gli editorialisti non dovrebbero lamentarsi troppo (o far finta di lamentarsi).

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    2. Per la serie l'avidità dei tedeschi non conosce confini.
      Che si dica chiaramente ai tedeschi che l'unica alternativa credibile al QE e ai conseguenti tassi zero in Europa è lo smantellamento della moneta unica, scommetto che spariranno d'un colpo tutte le voci contrarie...
      Ma tanto è solo questione di tempo: il QE fa montare bolle, che prima o poi scoppieranno, e la moneta unica salterà perchè salterà qualche paese grosso (probabilmente l'Italia o magari pure la Francia), e allora in Germania avranno poco da ridere.

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    3. Per quanto riguarda gli investimenti diretti, la Germania è da sempre in attivo in quanto sono maggiori quelli effettuati all'estero da operatori tedeschi che non viceversa. Dall'ultimo rapporto della Bilancia dei Pagamenti della Bundesbank emerge che gli investimenti verso l'estero si sono ridotti dai 101,4 mld del 2015 ai 69,3 mld del 2016 mentre dall'estero sono rimasti pressoché invariati: da 47,3 mld del 2015 a 46,7 mld del 2016.
      Però, per quanto riguarda le 'sparate' di alcuni tedeschi, va detto che i possessori di loro titoli di Stato sono per l'85% stranieri (dato del 2015), solo il 15% quindi è di residenti tedeschi, di cui per l'8% la loro banca centrale. Con il Quantitative Easing la quota di quest'ultima è sicuramente aumentata ma mi riesce difficile immaginare che sia aumentata quella da parte dei risparmiatori. Ecco perché ritengo del tutto prive di fondamento le tesi di giornalisti come Holger Zschäpitz, tra l'altro gli ho fatto notare ieri che i dati che lui mostra di comparazione dei rendimenti reali, cioè al netto dell'inflazione, non mi risultano attendibili. Io gli ho mostrato i rendimenti all'emissione delle varie partite mensili con il tasso di inflazione ufficiale tendenziale dello Statistisches Bundesamt di quel periodo e risulta che il livello è inferiore tant'è che si passa in zona negativa con i decennali solo a partire dalla metà del 2016. Ma a parte questo dettaglio e riferendomi al tuo commento, è vero che in ogni fase c'è chi affronta svantaggi, ma nel complesso i cittadini hanno visto molti più vantaggi che altro e questa polemica contro la politica della BCE la ritengo solo pretestuosa a fini elettorali.

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