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giovedì 4 aprile 2019

Andare a votare?

Il direttore di German Foreign Policy, Hans-Rüdiger Minow, nel suo editoriale  di aprile fa un parallelo fra l'europeismo degli anni '20 e '30 del secolo scorso e quello attuale e soprattutto si chiede se valga davvero la pena andare a votare per legittimare questa Europa. Una riflessione molto interessante di Hans-Rüdiger Minow su German Foreign Policy


Cosa si dovrebbe votare, all'ombra dell'aquila, per conferire al Parlamento europeo un nuovo mandato democratico? Alle prime elezioni europee votarano circa il 61% dei cittadini UE. Alle elezioni del 2014 sono stati quasi il 20% in meno: un rifiuto crescente di legittimare questo parlamento.

Ai primi sostenitori dell'ideale europeo questo sviluppo non farebbe certo piacere. Ad esempio al giovane Klaus Mann, figlio di Thomas Mann, che in seguito ha chiarito: "Ero contro il nazionalismo - come potevo non essere per la Paneuropa ...?" L'idea di Europa "inizialmente era stata accolta molto bene fra la gioventù intellettuale", ricorda Klaus Mann parlando degli anni '20.

Transfrontaliera e internazionale - idea che corrispondeva agli sponsor di spicco che nel progetto europeo avevano messo un sacco di soldi...senza che Klaus Mann all'epoca lo sapesse: 60.000 marchi d'oro erano arrivati come finanziamento iniziale dal settore bancario tedesco, dall'industria chimica orientata alle esportazioni, dalla Robert Bosch AG e dall'associazione delle industrie tedesche del Reich. Nel primo manifesto europeo era letteralmente scritto che il continente doveva unirsi - contro "gli imperi economici non europei dell'America (...) di Russia e dell'Asia orientale".

Anche Rudolf Hilferding, uno dei padri fondatori ideali dell'UE di oggi, sosteneva questa lotta contro gli "imperi economici non europei" in Russia e nell'Asia orientale. E' tuttavia lecito dubitare sul fatto che egli oggi sceglierebbe di andare a votare alle prossime elezioni europee.

Hilferding è stato il ministro delle finanze di due governi tedeschi, fortemente ostile al pensiero nazionalista. La Paneuropa, diceva, ci avrebbe assicurato la pace: grazie all'interdipendenza economica nel continente. Hilferding parlava di una nuova era: l'era del "pacifismo capitalista" che avrebbe portato pace e prosperità nell'Europa cosmopolita.

Ma sia Rudolf Hilferding, il ministro socialdemocratico, che Klaus Mann, lo scrittore, hanno dovuto pagare un prezzo molto elevato per il "pacifismo capitalista" dell'ideale europeo - e non solo loro.

Prima di tutto il "pacifismo capitalista" durante la crisi finanziaria ha scatenato una guerra alla massa delle persone, una guerra economica. In fila davanti alle casse di risparmio e alle banche le persone tremavano per i loro risparmi ... e per le loro vite operose.

E dato che l'unificazione europea aveva rafforzato la concorrenza anziché mitigarla, i promotori dell'ideale europeo in seguito hanno scelto di fare ricorso ad altri mezzi. La guerra economica è diventata una guerra di violenza nuda e cruda.

Per "l'Europa" l'industria chimica tedesca aveva pagato 400 mila marchi del Reich - ma lo aveva fatto all'apparato di violenza dei bassifondi politici che volevano trasformare Berlino nella capitale europea. E Bosch, il mecenate d'Europa, in fondo non trovava così male Adolf Hitler. Il "pacifismo capitalista" di Rudolf Hilferding ha cambiato colore allontanandosi dai suoi fondatori.

Hilferding, l'ex ministro delle finanze tedesco, dovette fuggire in Francia. Lì fu raggiunto dai rappresentanti armati dell'industria chimica tedesca entusiasti dell'Europa e da quelli della Robert Bosch AG: erano gli occupanti militari tedeschi. "Europa" era diventato il termine generico per parlare della Grande Germania.

Hilferding morì in una prigione della Gestapo nella Parigi occupata. La sua prima moglie è rimasta a Treblinka, anche suo figlio Karl non è mai tornato indietro... Klaus Mann fu espatriato e in seguito andò negli Stati Uniti.

Illusioni sull'idea di Europa? Scomparse...è tornato come soldato americano nella Germania distrutta del dopoguerra, dove a riscaldare un'altra volta l'idea di Europa c'erano proprio gli approfittatori del fascismo tedesco. Quando è stato fondato il Karl-Preis tedesco ad Aquisgrana, è finita anche la sua vita. L'Europa "tedesca" è rinata nella Repubblica federale.

Come voterebbero Klaus Mann, Hilferding, la sua prima moglie e suo figlio Karl in queste elezioni europee? Cosa direbbero del "Grande spazio europeo" di oggi, delle crisi e della nuova guerra economica contro la gente comune? Della nuova lotta contro "gli imperi economici extra-europei dell'America (...), della Russia e dell'Asia orientale" (contro Mosca e Pechino)? Cosa direbbero delle guerre che questa Europa conduce in tutto il mondo e del cimitero di massa nel Mediterraneo?

Vorrebbero legittimare questa Europa andando a votare?

Non lo sappiamo, ma possiamo provare a indovinare...


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