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domenica 28 aprile 2019

Per Deutsche Bank non è questione del se, ma solo del quando

"Deutsche Bank si trova in un vicolo cieco. Da sola non è in grado di sopravvivere, ma le fusioni falliscono a causa della sua struttura troppo complessa" scrive Ulriche Herrmann sulla Taz, e ancora: "la questione quindi non è se Deutsche Bank sarà insolvente - ma solo quando". Ne scrive Ulriche Herrmann sulla Taz


Deutsche Bank è alla fine. La fusione con Commerzbank è fallita e non esiste nemmeno un "Piano B" per porre fine alla sua interminabile miseria. Senza dubbio questo venerdì la banca annuncerà un profitto trimestrale netto di 200 milioni di euro, ma questa notizia apparentemente positiva non ha scaldato affatto gli azionisti. Le azioni continuano a soffrire e restano ai minimi.


Due numeri sono sufficienti per illustrare le dimensioni del dramma. Gli azionisti dal 2008 hanno sborsato circa 33 miliardi di euro per gli aumenti di capitale, ma al momento in borsa la banca vale solo 15,7 miliardi di euro. Per gli azionisti aver scelto di investire nella banca è stato un errore gigantesco. Conseguenza logica: non ci sono nuovi investitori in vista.

Ma Deutsche Bank, anche volendo fare ricorso solo alle proprie forze, non può essere risanata. Le mancano dei business profittevoli, ed il fatto che anche in una fase di boom economico la banca abbia continuato ad accumulare miliardi di perdite è un chiaro segnale di allarme. Se la Germania dovesse finire in una recessione, la banca si troverebbe sull'orlo della bancarotta. Perché durante una crisi ci sono sempre aziende e famiglie private che non possono rimborsare i loro prestiti. Deutsche Bank tuttavia non ha un buffer di capitale per assorbire le perdite. La questione quindi non è se Deutsche Bank sarà insolvente - ma solo quando.

Deutsche Bank in un vicolo cieco

Il ministro delle finanze Scholz è pienamente consapevole di questo rischio. Ha gestito il tentativo di fusione con Commerzbank solo con l'obiettivo di ridurre i costi e fare in modo che entrambe le banche potessero diventare più stabili. La fusione auspicata tuttavia è fallita perché le strutture di Deutsche Bank sono troppo complesse e  ipertrofiche. Il caos strutturale è evidente nel sistema IT, noto in tutto il settore come un incubo disfunzionale.

Al momento Deutsche Bank si trova in un vicolo cieco. Da sola non è in grado di sopravvivere, ma le fusioni falliscono a causa della sua struttura troppo complessa. Questo caos interno può essere ridotto solo vendendo le singole divisioni di business. Per quanto possa essere paradossale: Deutsche Bank può sopravvivere solo se viene smontata in pezzi.

Soprattutto l'investment banking è troppo rischioso e troppo costoso. Questa valutazione viene condivisa anche da altre importanti banche: la svizzera UBS ha già ridotto diversi anni fà le sue attività nelle scommesse. Il confronto tutto sommato è ingiusto: l'uscita di UBS dall'investment banking è stata semplice perché c'erano altre attività redditizie. Deutsche Bank invece non ha un area di business profittevole in cui ritirarsi. Anche la "normale" attività bancaria ha costi troppo alti. Deutsche Bank è alla fine.



4 commenti:

  1. L'importante e' che i debiti vengano pagati dai Tedeschi, coi loro soldi, visto che non vogliono aiutarci e fanno i maestrini (sono infatti una razza superiore dopo tutto).
    Se la paghino fino all'ultimo cent.

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  2. La Germania in recessione, Deutsche Bank prossima allo stato di insolvenza... sarà bene chiudere i valichi di frontiera oltre ai porti per evitare ondata migratoria da nord! :)

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    Risposte
    1. Se Deutsche Bank dovesse crollare cosa scriverà Cocucci su questo blog? Sarà interessante leggerlo...
      Così come è interessante l'impermeabilità di questo Signore rispetto a qualunque forma di dubbio, rispetto alle sue ferree e forse un po' ottuse convinzioni.

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