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mercoledì 7 novembre 2012

I salvataggi che non li hanno salvati


L'austerity è stata un fallimento e in Grecia si avvicina il  taglio del debito. A pochi mesi dalle elezioni il governo di Berlino cerca soluzioni alternative per non perdere la faccia davanti agli elettori. Handelsblatt.de analizza le ipotesi sul tavolo. 
I greci avranno due anni di tempo in piu' per raggiungere gli obiettivi di risparmio, ma per fare questo hanno bisogno di denaro. I paesi euro discutono diverse opzioni. Una cosa è certa: qualcuno dovrà pagare il conto.

Nelle previsioni della commissione EU sulla Grecia i desideri e la realtà sono molto distanti fra loro: per il 2012 Brussel aveva previsto una crescita dell'1.1% - in realtà l'economia greca si contrarrà di circa il 7%.

Questa differenza chiarisce perché i paesi Euro stanno discutendo una ulteriore ristrutturazione del debito. Il piano della troika prevede che da qui al 2020  il rapporto debito/pil si riduca al 120%. Cio' viene considerato il prerequisito affinché Atene possa tornare sul mercato dei capitali.

Per raggiungere questo obiettivo, i greci dovranno gradualmente ridurre il loro deficit di bilancio. Poiché i paesi dell'Eurozona concederanno 2 anni in piu', il piano della troika è stato sconvolto: i greci hanno bisogno di piu' denaro.  Gli economisti ipotizzano che per Atene siano necessari altri 30 miliardi.

Il ministro delle finanze Schäuble esclude un taglio del debito. I creditori pubblici come gli stati Euro avrebbero le mani legate, sostiene il ministro. Schäuble tuttavia non ritiene impossibile un riacquisto del debito greco, ma anche questa variante ha le sue insidie. Una panoramica sulle possibilità.

Atene riacquista il proprio debito

Il membro tedesco del direttorio BCE Jörg Asmussen propone che la Grecia riacquisti i propri titoli sul mercato. La soluzione non è semplice. I titoli greci sul mercato quotano meno del loro valore nominale: a fronte di un valore nominale di 100 €, sul mercato costano circa 30 €. La Grecia potrebbe quindi riacquistare a 30 € e ridurre il valore nominale di 100 €.

La questione tuttavia ha diversi punti critici: da un lato sui mercati vengono trattati solo i titoli dei creditori privati. In totale la Grecia ha circa 343 miliardi di Euro di debiti - di cui solo 65 miliardi verso i creditori privati. La parte di gran lunga piu' importante è nelle mani dei creditori pubblici: paesi Euro, BCE e FMI.

Secondo, il corso dei titoli aumenterebbe di colpo se la Grecia annunciasse un'azione del genere. Se tutti i creditori privati partecipassero e il corso dei titoli salisse da 30 a 50, il carico del debito si ridurrebbe di circa 30 miliardi di Euro. E' tuttavia alquanto improbabile che tutti vi prendano parte. Terzo, un riacquisto del debito potrebbe far tornare l'incertezza sui mercati e  causare problemi agli altri paesi in crisi. La proposta è di difficile attuazione.

L'ESM si accolla 30 miliardi di debito delle banche greche

La variante piu' economica sarebbe trasferire dallo stato greco al fondo ESM 30 miliardi di debito bancario. Con una tale operazione i debiti dello stato greco si ridurrebbero dello stesso valore.

La Germania ha tuttavia dichiarato la sua opposizione a una simile soluzione. La ragione è facile da capire: se le banche greche ricevessero denaro dal fondo ESM, Irlanda, Spagna o perfino la Francia potrebbero fare lo stesso con le loro banche.

Interessi piu' bassi per i crediti erogati fino ad ora.

I creditori pubblici potrebbero rinunciare ad una parte degli interessi promessi per i prestiti concessi. Se si assume che i creditori pubblici FMI, BCE e paesi Euro detengono debito pubblico per 282 miliardi di Euro, una riduzione degli interessi dell'1% per quest'anno porterebbe ad un alleggerimento di soli 2.8 miliardi di Euro. Considerando gli 8 anni residui si arriverebbe tuttavia ad una somma rilevante.

Finanziamento sul mercato dei capitali

Alcuni ipotizzano che la Grecia possa ottenere prestiti a breve scadenza sul mercato dei capitali. Cio' potrebbe pero' funzionare solo con l'aiuto della BCE. Per tamponare le esigenze di finanziamento a breve termine, la BCE in passato ha accettato come garanzia titoli greci con una durata fino a 6 mesi. Le banche greche, che avevano prestato denaro allo stato, erano quindi in condizione di rifornirsi di denaro presso la BCE. 

La BCE ha tuttavia limitato i titoli accettati. Se la Grecia nel lungo periodo si mantenesse a galla con l'aiuto della BCE, saremmo ai confini del finanziamento degli stati da parte della banca centrale.

Taglio del debito

L'ultima variante possibile sarebbe allora un taglio del debito. I creditori dovrebbero di nuovo rinunciare ad una parte del denaro prestato. L'interrogativo sarà allora se tutti i creditori vi prenderanno parte. La BCE l'ultima volta ha partecipato solo parzialmente. Già allora molti operatori di mercato avevano considerato questo comportamento in maniera critica. Se la BCE non fosse considerata alla pari degli altri creditori, l'efficacia del suo programma di acquisto dei titoli potrebbe venire meno.

L'obiettivo del programma di acquisto della BCE  consiste infatti nel ridurre il rendimento delle obbligazioni dei paesi in crisi. Se la BCE dovesse ricevere un trattamento di favore in un taglio del debito, ciò potrebbe causare una fuga degli altri investitori che inizierebbero a vendere  nel momento in cui la BCE interviene. Non è tuttavia da escludere che singoli paesi Euro possano rinunciare ad una parte dei loro crediti.

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