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sabato 3 novembre 2012

La voce del padrone


Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, intervistato da FAZ, ci illustra il punto di vista del mondo finanziario tedesco sulla crisi Euro. Paura di restare con il cerino in mano?
Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, chiede che la Grecia resti nell'area Euro. Affinché  sia possibile, la Germania dovrà contribuire con un terzo pacchetto di aiuti.

FAZ: Herr Folkerts-Landau, quando è stato l'ultima volta in Grecia?

Folkerts-Landau: 5 settimane fa. Mi ha particolarmente colpito la dimensione dell'economia sommersa, e il suo funzionamento solo con pagamenti in contante. L'economia regolare si contrae, ed è sempre piu' difficile raccogliere denaro con la tassazione. I cittadini non credono piu' che le loro tasse saranno utilizzate correttamente.

FAZ: E' vero, come molti analisti avvertono, che una bancarotta e una successiva uscita della Grecia dall'Euro con effetto domino potrebbero causare una recessione mondiale?

Folkerts-Landau: La Grecia resterà nell'Euro. Non c'è il  rischio che possa mancare un sostegno sufficiente per mantenere la Grecia nell'Euro. Tutti sono d'accordo: l'uscita di un singolo paese dall'Euro cambierebbe radicalmente la natura dell'Eurozona: da una unione monetaria a un sistema di cambi fissi. Cio' porterebbe a nuove aggressioni verso i paesi piu' deboli. 

FAZ: Lei crede che l'acquisto di titoli da parte della BCE abbia un fondamento di politica monetaria, oppure si tratta di un finanziamento agli stati nascosto, attraverso il quale vengono tenuti bassi gli interessi?

Folkerts-Landau: Il motivo dell'OMT „Outright Monetary Transaction“-Programm, è tenere insieme l'Euro. Come del resto il presidente Draghi ha detto. Dal suo punto di visto, questo  drammatico passo era l'unico ancora a disposizione.

FAZ: La semplice possibilità di acquistare obbligazioni, sarà sufficiente ad abbassare i tassi di interesse? Oppure la BCE dovrà di fatto acquistare titoli?

Folkerts-Landau: Dobbiamo considerare che la determinazione della BCE sarà testata e la disponibilità ad acquistare titoli sarà messa alla prova.

FAZ: La Bundesbank ha criticato il programma duramente. Ora è isolata. La BCE può continuare ad ignorarla in questo modo?

Folkerts-Landau: Non c'è nulla di cui vergognarsi nell'essere isolati, se si è dalla parte della ragione. La Bundesbank è l'istituzione economica piu' importante in Germania, in molti decenni ha guadagnato una credibilità enorme. La BCE sta cercando di costruire un altrettanto elevato livello di credibilità. Se due rappresentanti di alto livello della Bundesabank, Axel Weber e Jürgen Stark, si sono dimessi per protesta verso la BCE, allora la situazione è davvero seria. Herr Draghi ha ripetuto che intende tenere insieme la zona Euro a tutti i costi. Ma il mandato BCE prescrive di difendere la stabilità dei prezzi. Un tale conflitto di obiettivi non sarebbe mai dovuto sorgere. Io non credo che l'OMT era l'unico modo per salvare l'Euro. Un programma della Troika per Italia e Spagna sarebbe stata la strada giusta, ma per questi paesi era politicamente impossibile. 

FAZ: Da piu' parti arrivano critiche alle politiche di austerity nei paesi dell'Europa del sud. Anche il FMI avverte che una politica di risparmio troppo dura colpirebbe duramente l'economia, tanto da rendere impossibile la riduzione del deficit. I paesi del sud dovrebbero alleggerire i programmi di risparmio?

Folkerts-Landau: No, non dovrebbero risparmiare meno, e dovrebbero soprattutto rafforzare le riforme strutturali. Il mercato del lavoro dovrebbe essere ulteriormente flessibilizzato, e le professioni liberalizzate. L'agenda 2010 puo' essere un esempio. C'è bisogno di maggiore competitività sul mercato delle merci. Le piu' importanti riforme restano quelle del mercato del lavoro. Assunzioni e licenziamenti devono essere piu' facili. Qualcosa si è fatto, ma meno di quanto necessario e di quanto possibile. In Italia la legge di riforma del mercato del lavoro è stata approvata, ma l'attuazione è molto lenta. La convinzione che attraverso le riforme strutturali si possa diventare piu' competitivi nei confronti della Germania e degli altri paesi, non si è ancora diffusa ovunque.

FAZ: Bisognerebbe dare alla Grecia piu' tempo per raggiungere gli obiettivi di bilancio?

Folkerts-Landau: Non ha alcun senso rendere ancora piu' dure le misure di risparmio fiscali. La Grecia è insolvente, nonostante i pacchetti di aiuto. La Grecia ha bisogno di piu' tempo, ma solo a condizioni molto rigorose. Se il programma di rientro viene prolungato, deve essere anche finanziato.

FAZ: La Germania deve finanziare un terzo pacchetto di aiuti?

Folkerts-Landau: Se si vuole mantenere l'Euro nella sua forma attuale, allora la risposta è si'. Le condizioni imposte dalla troika in Grecia sono già al limite di ciò che può essere politicamente realizzabile. La domanda difficile è: questo finanziamento quale forma deve assumere? Nuovi crediti oppure un altro taglio del debito, al quale anche i creditori pubblici dovranno prendere parte.

FAZ: Ma il governo federale è fortemente contrario, perché i contribuenti percepiranno per la prima volta delle forti perdite...

Folkerts-Landau: Allora sarà necessario mettere a disposizione nuovi crediti in breve tempo.

FAZ: L'economia greca si contrae ormai da anni, quanto durerà ancora la recessione?

Folkerts-Landau: La crescita in un paese con una grande economia sommersa non è facile da rilevare da un punto di vista statistico. La recessione dell'economia ufficiale potrebbe andare avanti ancora 3 o 4 anni. Ma questa non è una misura corretta, perché il settore sommerso è ormai già molto grande.

FAZ: Oltre alla Grecia, quali sono gli altri casi problematici in Europa?

Folkerts-Landau: Non si tratta di paesi singoli, si tratta piuttosto di un approccio globale. Il programma BCE di acquisto dei titoli è pronto ad entrare in funzione, ma il successo non è garantito. Al momento abbiamo una situazione con tassi estremamente bassi in America e Germania. Una ulteriore espansione della quantità di moneta non stimolerebbe la domanda. Nella maggior parte dei paesi industrializzati abbiamo ancora dei deficit molto alti ed un livello di indebitamento molto elevato. Nella migliore delle ipotesi in Europa nei prossimi 5 anni avremo un tasso di crescita molto basso, mentre le principali economie emergenti, senza troppi debiti, se la passeranno molto meglio.

FAZ: L'unione monetaria diverrà una permanente unione di trasferimento?

Folkerts-Landau: Ci sono 3 possibilità per risolvere la crisi, nata dalla diversa competitività e da un livello troppo alto di debiti. Primo: un'inflazione  piu' alta in Germania rispetto  agli altri paesi, per eliminare o ridurre le differenze di competitività. Secondo: trasferimenti, sia attraverso l'ESM, o i fondi strutturali EU o attraverso una ulteriore socializzazione degli obblighi degli stati, come ad esempio la ricapitalizzazione diretta delle banche spagnole. Terzo: riforme strutturali radicali nei paesi in crisi. Io ritengo che alla fine avremo una combinazione delle tre misure. Ma alla fine non potremo evitare una unione di trasferimento diretta o indiretta, se vogliamo tenere insieme l'Eurozona. Le persistenti differenze di competitività sono semplicemente troppo grandi.

12 commenti:

  1. Wunderbar! Grazie Voci; questa eloquente intervista, infarcita di perle (la consueta lettura ellittica della mission BCE unita all'idea cialtronica, confutata ormai dallo stesso FMI, che ci sia una correlazione inversa tra debito-indebitamento e crescita) è la risposta al punto sollevato prima.
    Le elites non hanno alcuna intenzione di lasciare eurolandia della cuccagna (anche se certo non per i 7,5 milioni di minijobers e i 2,5 milioni di "midi").

    E stanno segando il ramo perchè ritengono che la "combinazione" delle 3 "misure", che vedono persino come una concessione, sia sufficiente a impedire l'euro-break, quando nessuna di esse verrà perseguita neppure lontanamente in una misura adeguata alla soluzione dei problemi.

    Mentre fanno cosmesi (attuazione "lenta" della riforma del lavoro in Italia? Ma non sa di cosa parla; quanti disoccupati in più vorrebbe, quando il problema è di pressione fiscale, accesso al credito e calo della domanda), la domanda aggregata euro-zona crolla e finiranno per diventare importatori netti di recessione...senza poter far nulla per poi impedire le svalutazioni che incentivando gli afflussi di capitale hanno reso ormai inevitabili (come ha chiarito De Grauwe, lanciando alla germania l'estremo inutile avvertimento)

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    1. Ma è chiaro che questo è il punto di vista del mondo economico finanziario tedesco, di quelli che contano, insomma. Da qui il titolo del post. L'euroscetticismo piu' acceso resta limitato a qualche professore universitario, politici ribelli e riviste economiche di nicchia, i cosiddetti poteri forti tifano euro.

      Ma una riflessione di questo tenore, per gli euroentusiasti italiani, i piddini, è fattibile? Io lo spero.

      Comunque, la situazione economica si sta deteriorando anche in Germania, certo non siamo in recessione, ma c'è un chiaro rallentamento. Su questo rallentamento dell'economia, e sul dover prima o poi perdere la faccia sulla Grecia, Merkel e la CDU si giocheranno una bella fetta di consensi.

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    2. Macchè, se la Germania\elite è come lo "scorpione" ai piddini-partito unico dell'euro italiano, piace fare le "rane" (col c...degli altri, rigorosamente)...
      Ognuno segue la sua "natura" e tutti insieme scherzano col fuoco

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    3. E le rane chiesero a Giove un re.
      E Giove gettò nello stagno un travicello, che però passava tutto il tempo con le escort........ Chiesero un altro re ed arrivò un serpente che se le mangiava una ad una a Bocconi, e quelle che non si mangiò le portò a lavorare nel castello dei Draghi, a Frankfurt, dove in catene rimpiangevano persino il travicello..... E così capirono finalmente che cosa fossero le "riforme strutturali"!

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    4. Questa è propro buona, Mo' m'aa segno...LOL

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  2. Queste persone fanno paura.
    Ma nel PD lo leggono questo blog o qualche giornale, sanna cosa significano le "riforme strutturali" per essere più competitivi?

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  3. @Ale Righi
    Nel PD(Pinochettiani Ddesinistra) sono come i gesuiti del 1600 non e vogliono sapere del fatto che la Terra giri intorno al Sole.

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  4. ....da Unione Monetaria a sistema a cambi fissi...non la capisco sta finezza! E perché poi l'uscita della Grecia provocherebbe questa insidiosa metamorfosi?

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    1. Cara Contessa, azzardo una risposta al tuo dubbio: Nel periodo che tu hai focalizzato per me la risposta è nella prima frase LA GRECIA RESTERÀ NELL'EURO punto. Non possiamo permetterci una sua uscita perché se no capiterebbe proprio "il ritorno da un'unione monetaria a un sistema di cambi fissi" come era lo SME nel 92 da cui si poteva anche uscire svalutando!

      E questo NON POSSIAMO PERMETTERLO! è solo questione di vedere chi paga! per esempio igreci hanno una bellissima economia sommersa, si potrebbe cercare di spremere un po' quella......

      Ma piuttosto che si rompa il giocattolo siamo disposti anche a concessioni importanti.(inflazione in Germania, trasferimenti, socializzazione degli obblighi.

      Purchè ci siano le "riforme strutturali"(possibilmente con pochissima vaselina) e il processo possa essere gestito da "noi" (che non siamo politici tedeschi ma banchieri multinazionali)

      Nota poi come il termine previsionale del sig banchiere (almeno ancora 5 anni di bassa crescita) sia stato prontamente ripreso dalla Merkel in una dichiarazione odierna. Chissà tra i due chi è la mente e chi il braccio?

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  5. Grazie Anacleto per la tua interpretazione! Certo il discorso fila se consideriamo che secondo questi signori l'€
    è irreversibile, praticamente l'unica ( tra quelle fatte dagli uomini, naturalmente ) Però' subito che i popoli europei se riuscissero a fuoriuscire dalla moneta unica accetterebbero un sistema tipo SME...ormai li abbiamo provati tutti....

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    1. Ma temo che del parere dei popoli a loro signori (banchieri ma anche politici) importi abbastanza poco!

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  6. ... a meno che sto popolo non si incazza per davvero e tutto insieme :::))) come sempre OTTIMISTA

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