lunedì 30 luglio 2012

2.8 trilioni e il cerino in mano


Lentamente gli scricchiolii arrivano anche al di sopra delle Alpi e ci si comincia a chiedere a chi resterà in mano il famoso cerino dei crediti verso l'estero. La somma è gigantesca, 2.8 trilioni, e anche i tedeschi cominciano a temere per il crollo del ramo. Da FAZ.net

I salvataggi Euro sono sempre piu' costosi. Ma anche la forza della Germania non è illimitata. I primi segnali sono già visibili.

La scorsa settimana è iniziata con un terremoto, innescato da Moody's. Lunedi gli analisti hanno messo in dubbio se  la Germania - che fino ad ora godeva di piena fiducia - può ancora mantenere il rating "AAA". Mercoledi successivo un altro schock: l'indicatore piu' importante sulla congiuntura economica, l'indice IFO, è sceso in maniera significativa per la terza volta di seguito. E le aziende del DAX fino ad ora nemmeno sfiorate dalla crisi? Alla fine della scorsa settimana imprese come Siemens e MAN hanno presentato i dati con un certo imbarazzo. I bilanci mostrano che le Euro-eruzioni anche per loro non sono prive di conseguenze.

Rischi per le garanzie eccessive

Tutto insieme dà un quadro chiaro: anche il pilastro piu' forte nella euro costruzione prima o poi si incrina. Gli impegni per i salvataggi si rivelano sempre piu' una minaccia reale. E allo stesso tempo ci si pone la domanda: per quanto tempo ancora la Germania potrà sostenere il peso dell'Euro? E quando tutto crollerà?

Con tutte le incertezze degli scenari di crisi, solamente uno è sicuro: in caso estremo la Germania è responsabile, con una somma che fa sembrare il bilancio federale molto gracile. In caso di collasso Euro la Germania dovrebbe sborsare 771 miliardi di Euro, secondo i calcoli dell'Istituto Ifo di Monaco. A confronto: il ministero delle finanze ha solo 306 miliardi da ripartire.

La Grecia è un'arena secondaria

E' un calcolo che fa trasalire - ed è un importo che cresce costantemente. Ad esempio in Grecia, se Atene non potrà pagare i propri debiti, il costo per ogni tedesco sarebbe di almeno 1000 €, secondo il calcolo fatto dal ricercatore IFO Kai Carstensen. "Sarebbero necessari circa 89 miliardi di Euro, nel caso in cui la Grecia andasse in bancarotta, pur rimanendo nella zona Euro", ci dice Carstensen. Se la Grecia uscisse dalla moneta unica, alla Germania costerebbe 7 miliardi di Euro in meno. La parte principale del conto sono i miliardi con i quali la Germania garantisce per il fondo EFSF, e i debiti degli ellenici verso la BCE, per i quali anche i tedeschi sono responsabili.

Un errore viene commesso da chi considera questa somma come isolata - e la ritiene pertanto gestibile. Il semplice calcolo secondo cui il rapporto debito/pil tedesco crescerebbe solamente del 3.5 %, non va bene. Questa soluzione, ora che il governo può prendere a prestito a tasso vicino allo zero, sembrerebbe molto attraente: il fallimento greco costerebbe al governo tedesco solo un miliardo di Euro all'anno, basterebbe eliminare le prestazioni assistenziali come il Betreuungsgeld, e si potrebbe avere facilmente la somma a disposizione.

Ma la Grecia è diventata il luogo secondario della crisi. Il piu' grande pericolo per le immense somme con cui la Germania si è impegnata arriva dalla Spagna. Le pessime notizie che giungono dalle regioni fanno presagire che tutto il paese avrà bisogno della copertura del fondo di salvataggio. Ma potrebbe andare anche peggio: la settimana scorsa ha suscitato molto interesse un'analisi condotta da 17 economisti riconosciuti a livello internazionale. Hanno messo in guardia da un collasso dell'Euro, a cui l'Europa come anche la Germania sembrano andare incontro. I costi? Incalcolabili.

Crediti per oltre 2.8 trilioni di Euro

"Importanti fondi sovrani si stanno ritirando dall'Europa, la fiducia fra le banche sta diminuendo", ci dice Lars Feld, membro del Comitato di saggi per la valutazione dello sviluppo economico (Sachverständigenrats zur Begutachtung der gesamtwirtschaftlichen Entwicklung).  A meno di una inversione di tendenza immediata della politica, prima la Spagna e poi anche l'Italia dovranno essere salvate. "E sarà molto difficile da contrastare", dice Feld. Come prova ci mostra i dati. Da soli i due grandi paesi del sud Europa fino alla fine del 2013 dovranno reperire 750 miliardi di euro di denaro fresco. "Questo è troppo per il fondo EFSF e ESM", calcola Feld. Il limite di credito di entrambi i fondi è di circa 640 miliardi di Euro.

Se dovesse andare come il ricercatore di Freiburg teme possa andare, il conto dell'Euro per la Germania sarebbe davvero salato. In Germania, le imprese, le banche, i privati e lo stato hanno crediti per 2.8 trilioni di Euro verso i debitori della zona Euro, secondo i calcoli del consiglio dei saggi. Una somma piu' grande di quanto in un anno i tedeschi riescano a produrre. Feld :"Se l'euro dovesse dissolversi, una porzione non trascurabile di questi crediti andrebbe perduta".

Che cosa può fare la BCE

Quanto sarebbero grandi queste perdite, nessun ricercatore lo può dire. Dopo un crash dell'Euro i tassi di cambio dovrebbero essere definiti nuovamente, per molti paesi del sud questo renderebbe il rimborso del debito impossibile. Sugli accordi per il rimborso che si faranno con gli altri paesi, dipenderà molto dalle capacità negoziali della politica. Le conseguenze sarebbero drastiche, il ricercatore Feld ne è certo: "La situazione sarebbe peggiore di quella del dopo Lehman". Nel 2009 il PIL è caduto del 5.1 %. Se arrivasse il crash, le aziende di medie dimensioni vedrebbero a rischio il pagamento delle fatture e sarebbero insolventi. Le banche, che non hanno ancora recuperato dall'ultima crisi, si troverebbero in difficoltà. E sarebbe anche la fine dei tassi bassi da sogno e della forte crescita.

Quanto tempo resta alla Germania per evitare questa esplosione? "Può anche essere che si riesca a superare l'estate in una situazione di normalità, e a destreggiarsi per il mese di settembre", ci dice Feld. Ma la situazione potrebbe peggiorare anche molto rapidamente. "Fino alle prossime elezioni federali del settembre 2013 non potrà durare", teme Feld. Che la BCE contro il proprio mandato possa iniziare a finanziare in maniera duratura gli stati, Feld non la considera una buona idea. "La BCE non ha nessuna possibilità di imporre delle condizioni per il suo aiuto".

Solo allarmismo?

Il governo federale si rifugia in una politica di appeasement. Non ne vuol sapere degli allarmi dei ricercatori, si tratta di "uno dei tanti pareri degli esperti". I dati provenienti dai mercati sembrano confermare le valutazioni fatte fino ad ora. I tassi sul debito pubblico tedesco non hanno reagito agli avvertimenti di Moody's, il governo continua a credere fermamente, nonostante il cupo clima finanziario, alla previsione di crescita dello 0.7 %.

Se considerare gli avvertimenti come allarmismo, possa essere una strategia per il lungo periodo è abbastanza discutibile. " La crisi ora tocca anche l'economia reale", ci dice il capo economista della Commerzbank, Joerg Kramer. La previsione di crescita dell'1.3% per il prossimo anno sembra essere in discussione. Il motivo: il portafoglio ordini delle aziende è lontano dall'essere pieno come si sperava. Siemens nel secondo semestre, anche a causa della crisi Euro, ha dovuto registrare un arretramento degli ordini del 23%.

Christian Dreger, macroeconomista del DIW (Deutschen Institut für Wirtschaftsforschung), vede nell'industria dell'export il pericolo di una disoccupazione crescente. Diversamente da quanto accaduto nella relativamente breve crisi finanziaria, in futuro le imprese non saranno in condizione di ammortizzare una fase di crisi con il Kurzarbeit (riduzione dell'orario lavorativo). "Il periodi di recupero questa volta sarà molto lungo" avverte, "forse 10 anni".

17 commenti:

  1. UN fulgido esempio di come non si fa un calcolo costi\benefici (rispetto all'ipotesi rimanere nell'euro alle vostre mal formulate condizioni) e di come si delira nella stima del valore del proprio credito estero.
    Il vero problema sarebbero i tassi sul nuovo debito pubblico bund, e in generale per l'economia, dato che senza afflussi di capitali determinati da operatori (razionali) che oggi scontano aspettative crescenti di euro-break e senza più il trucco dei tassi di cambio reale e del super attivo di bdp, i corsi del debito attuale, dentro le banche tedesche, andrebbero mooolto giù.

    Ciò non toglie che questa artificiosa condizione speculation-based non possa in nessun caso essere mantenuta (le aspettative anticipano i "fatti" politico economici e poi si passa a nuovi scenari...che voi provocate senza preoccuparvene).

    Proprio non si rassegnano: non imporre condizioni da parte della BCE per mantenere la (vostra) pacchia del cambio fisso è il meno: l'euro-esistenza, per voi non ha prezzo, cari amici tedeschi e chi troppo vuole nulla stringe.

    I vostri tassi zero (o negativi sul brevissimo) finiranno comunque con gli indici IFO e il crollo della domanda nei paesi "med" e il crollo della produzione industriale e della stessa occupazione e domanda interna TEDESCHE...

    Non vi piace? Ci potevate pensare prima, prima di violare la "base causale" stessa del trattato, cioè la cooperazione economica, commerciale e sociale (ad esempio, visto che tra l'altro il trattato UE lo prevede, perchè non agire sulla legislazione del lavoro in modo uniforme e specialmente simultaneo, negoziando e mediando con tutti gli altri paesi UEM, invece di correre a fregarli con la deflazione "Hartz"?)

    Ah proposito, non prendetevela con noi italiani, non ci provate neppure: questa ultima fase della crisi l'avete innescata voi col six packs di marzo 2011 e la successiva vendita dei btp in estate 2011...
    Oggi la grandissima parte del debito italiano è tornata in mani nostre e la nostra posizione CAB extra-UE sta migliorando (nonostante il vostro servo, persino disprezzato, monti, cerchi di aiutarvi in tutti i modi distruggendo il manifatturiero italiano e incentivando il credit-crunch).

    Incredibile no? In italia si lavora e esistono imprese in crescita nelle quote di export che, senza l'euro, decollerebbero (anche in UE).
    Ma sicuramente, pur di non vedere la vostra sconfitta cercherete ciecamente di seppellire tutto il continente sotto le macerie (siete specialisti imbattibili in ciò)

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    1. Forse OT
      Questa sera a la7 mentana dava , funereo , i dati sull'occupazione : inutile dire calo vertiginoso e record disoccupazione sia giovanile che complessiva dal 2004 ; la notizia successiva era su monti e la riforma del lavoro , che a suo dire (mentana) , udite udite , non avrebbe sortito gli effetti desiderati
      ahahahaah ma come ?! è esattamente il contrario , ha sortito esattamente gli effetti che si erano prefissati , questi traditori della patria vestiti da tecnici superpartes!!

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  2. Il vittimismo crucco e' imbarazzante.

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  3. #Stefano Cicchiello: la riforma del lavoro di Monti approvata il 28 Giugno scorso (un mese fa giusto giusto) "non avrebbe sortito effetti" rispetto al calo dell'occupazione rispetto al 2004?!?!? Ma dai! Quel cattivone di Monti tsk tsk incapace (o peggio capacissimo in malafede) di produrre provvedimenti incisivi sugli errori degli ultimi 7, 10, ..20 anni... proprio un cattivone incapace e traditore eh!!! ;) Eh si si stava meglio quando si stava peggio!!!

    MAh.....

    MArioC

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    1. certo gli effetti deflattivi della manovra di giugno si faranno sentire tra un pò ; la stretta creditizia invece gli effetti li sta palesando da qualche mesetto , ma non è certo colpa dell'eurocrate , no poverino , lui è così impegnato a pacificare quei monellacci di montecitorio che non ha tempo di badare al settore creditizio ; la compressione dei consumi e i tagli al welfare , anche quelli ci metteranno un pò a dare i loro frutti .
      Hai ragione , sono stato ingeneroso con il salvatore della patria

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  4. Ma no che dici? Sei stato troppo generoso! Un delinquente ecco quello che è! Pensare che prima i ristoranti erano pieni, eravamo l'unico stato a godere della piena occupazione e centinaia di migliaia di investitori esteri si scannavano al Brennero per venire qui da noi ad aprire le loro attività.... Poi quell'ividioso rancoroso servo dei poteri forti di Monti ha complottato contro il suo stesso paese, ha fatto lo sgambetto al suo grandissimo predecessore (dio gliene renda sempre merito) figlio ...ehmm scusa silvio e si è insidiato rovinandoci la vita e riuscendo ad inquinare anche i risultati pregressi (grazie ad una tecnologia aliena che altera le linee temporali del passato... eh beh questi del bilderberg hanno accesso all'area 51 come è noto)

    Dovevi andar giù più duro: fuciliamolo di gente capace, onesta autorevole e rispettata universalemente ne abbiamo a vagoni, perchè affidarci a questo quaqquaraqquà di Monti?!
    ;)

    MArioC

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    1. forse non è chiaro un dato : monti non è un quaqquaraqquà , tutt'altro !
      è efficacissimo , e i risultati iniziano a vedersi

      altro dato , forse non così evidente , monti è lì solo per togliere d'impaccio la casta politica italiana , che per continuare a fare gli interessi delle elitè finanziarie (liberismo , sperequazione della ricchezza , distruzione dello stato sociale e della funzione statale regolatrice e moderatrice delle schizofrenie del libero mercato) alle prossime elezioni potranno ripresentarsi , certo non senza acrobazie dialogiche da funanmboli (tranquilli , c'è il fognatore) candidi come petunie
      Te lo immagini il governo berlusconi a fare le riforme che ha fatto monti ? hahaahhahahahahaahahahaahahaahahahaah ... altro che forconi

      ps: non è il trito e ritrito qualunquismo antiberlusconiano ; credo hche il discredito del gov berlusconi , come lo dipinge repubblica e i piddini , verso l'estero , fosse assolutemente ininfluente , quantomeno ai fini della governabilità e dell'attuazione di riforme liberiste . la vera spada di damocle sul governo era il discredito interno , ed il risentimento degli elettori/sudditi ineluttabile verso coloro che si sarebbero dovuti addossare le colpe di manovre tanto inique . B sarà pure ladro e mafioso , ma fesso proprio non è

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    2. Infatti il Tuo non mi pareva proprio trito e ritrito qualunquismo anti-berlusconiano, ...mi pareva più trito e ritrito qualunquismo berlusconiano ;)

      MArioC

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    3. Caro Stefano,
      anche considerando che col il "piddinismo" (nelle sue varie sfumature) non è possibile dialogare, è irrilevante giustificarsi sull'essere "berlusconiana" o meno di una posizione che analizzi oggettivamente gli effetti economici della linea monti (mandatario bundesbank, molto più del nano stesso, che aveva altro a cui pensare come ricordiamo... e oggi si rivela un paradossale "pregio" della sua incompetenza ambiguità democratica; la mera ambiguità è ora messa da parte è la democrazia costituzionale è, con monti, del tutto messa da parte).

      L'interpretazione "ideologica" è propria di chi non conosce l'economia ed è acriticamente prono alla propaganda mediatica (luogocomunismo piddino e para...).

      In effetti, la strategia di deflazione del lavoro si persegue proprio attraverso l'aumento dell'offerta dello stesso. La riforma dell'art.18 risponde a tale obiettivo (chiarissimo a chi lo persegue, ovviamente nei suoi effetti di medio periodo), che altro non è che un'accelerazione delle politiche di precarizzazione nate, da treu, all'indomani dell'adesione all'euro.
      Proseguite dai governi "nanistici", si sono rivelate insufficienti allo scopo.

      Infatti, in un'area valutaria volutamente imperfetta, e volutamente incentrata su parametri di bilancio privi di qualsiasi fondamento scientifico, l'unico strumento per ottenere la correzione degli squilibri della bilancia dei pagamenti e del conseguente DEBITO CONTRATTO DAI PRIVATI (BANCHE, CITTADINI), derivanti da differenti tassi di inflazione tra i vari paesi, è agire sul costo del lavoro (e attenzione: l'inflazione italiana non era e non è "alta", è solo, quanto basta, più alta di quella tedesca per avvantaggiare decisivamente tale paese).

      La germania, già forte di un tasso di inflazione più basso in entrata-euro, ha accentuato tale differenziale appunto riformando il mercato del lavoro, sapendo che ciò le avrebbe garantito la vittoria proprio sull'Italia nei mercati UEM.

      Ma l'ha fatto violando l'obbligo UE di cooperazione nella convergenza delle legislazioni sociali e l'obbligo UEM di riduzione del deficit e indebitamento, autonomamente e precedendo tutti gli altri (per vanificare la convergenza che si sarebbe potutta ottenere); infatti, tale riforma è stata accoppiata con un rafforzato labour welfare a carico pubblico (cioè aiuti indiretti statali alla propria industria, elusivi del divieto UE, più che raddoppaiti rispetto al PIL mentre noi italiani li abbiamo "dimezzati!...ed erano solo quelli "leciti").

      Ora, da parte nostra, inseguire, dopo 20 anni di tagli di bilancio (riduzione debito pubblico 1999-2007, in epoca euro, con avanzo primario record del bilancio pubblico), stagnazione conseguente e recessione da shock subprime alle spalle, significa un obiettivo demenziale.

      Cioè, è folle (e contrario all'interesse nazionale) indurre recessione, disoccupazione (appunto, scopo principale, in omaggio alla riduzione della inflazione secondo la notoria curva di Philips), senza poter MAI raggiungere la germania, dato che la recessione peggiora decisivamente i conti dello Stato e, a garantire il vantaggio tedesco, ci pensa, non a caso, il fiscal compact, legandoci così a 20 anni di recessione (o nella mgliore delle ipotesi, stagnazione).

      Obiettivo finale, perseguito con grande efficienza da monti, (e acclamato dai piddini in nome di un ridicolo anti-b), sarà la deindustrializzazione italiana, nella parte in cui la sua inaspettata vitalità, può ancora dare fastidio alla germania.
      : quello che non sarà smantellato, sarà acquisito a prezzi stracciati grazie alla decapitalizzazione delle nostre principali aziende ottenuta via euro-spread-credit crunch.
      Viva monti che ci salva dalla timidezza del nano nel perseguire gli obiettivi di...bundesbank!

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    4. ehm ... ecco sì ... mi hai tolto le parole di bocca :)

      una domanda : ti riferisci a qualcosa in particolare , quando parli dei metodi "leciti" adottati dalla germania per aumentare il gap di competitività e profittabilità dell'industria ? lasci intendere , o quantomeno io lo percepisco , che abbiano adottato anche metodi "meno leciti" (sempre ammesso che detti sfori del trattati possano rientrare nel novero del lecito) . se sì , quali sono stati i medoti meno leciti ?

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    5. Il metodo è lecito o non lecito un pò come je pare ai più...forti (quindi ai paesi "core" che non si trovano mai in minoranza nel "consiglio" UE dato che, come per monti, ottengono "di fatto" capi di stato\governo....Goldmann%sachs o comunque graditi).

      Detto questo, sforare, come ha fatto le germania al tempo delle riforme Hartz, il limite debito\PIL (che quasi inizialmente rispettava) per foraggiare, (fuori da una situazione congiunturale in atto, attenzione!) la disocuppazione-sottoccupazione indotta per deflazionare il lavoro, -il cui salario medio è diminuito in termini reali nel periodo 2002-2007 circa- vìola:
      -A. l'art.107, comma 1, ultima parte, dell'attuale trattato sul funzionamento dell'unione, laddove si ottenga (appunto "in qualsiasi forma") una incisione sugli scambi tra paesi membri, COME NEL CASO, mediante la svalutazione del tasso di cambio reale, che provochi, a sua volta, aumento asimmetrico intenzionale di esportazioni e, ancor più, restrizione delle importazioni (questo l'effetto forse più rilevante del gioco sui tassi di cambio reale);
      - B.la situazione attuale, tra l'altro, autorizzerebbe, (se non ora quando?n.d.r.) tutti i paesi in strutturale deficit bdp, con indebitamento PRIVATO -e non pubblico!-oltre la media per un periodo prolungato e significativo -rilevabile sul sistema T2- a lanciare programmi di aiuto ai sensi dello stesso art.107, coma 3, lett.a), b), d)...ma non possono farlo perchè il fiscal compact, come disposizioni speciali "euro-zona", impediscono INTENZIONALMENTE L'APPLICAZIONE DI MISURE DEL TUTTO LECITE E FONDAMENTALI, legando le politiche fiscali alla autodistruzione dei rispettivi sistemi e alla cristalizzazione degli squilibri di area (altrimenti doverosamente compensabili);
      - C. dell'art.34 stesso TR. "sono vietate tra gli Stati membri le restirzioni quantitative all'importazione NONCHE' QUALSIASI MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE".

      -D. Ma la stessa commissione e ilconsiglio UE, vìolano il proprio mandato, come essenzialmente evidenzia De Grauwe (maggior economista europeo del momento), per cui:
      art.5. 1. GLi Stati membri coordinano le loro POLITICHE ECONOMICHE nell'ambito dell'Unione. A tal fine il Consiglio adotta delle misure, in particolare gli indirizzi di massima per dettepolitiche.
      Agli Stati membri la cui moneta è l'euro si applicano disposizioni specifiche (ancor più stringenti e ancor più ignorate n.d.r.)...
      3. L'Unione può prendere iniziative per assicurare il coordinamento delle POLITICHE SOCIALI degli Stati membri (ora vallo a dire ai greci e ai tedeschi, come "coloro che hanno sparato per primi il colpo della deflazione forzata salariale! n.sd.r.).

      Cercare altre norme nei trattati, anche più tecniche, si può, ma solo per accorgersi che non vengono fatte rispettare nella lettera e nello spirito e tutto rientra nello stesso "disegno" molto evidente, quanto taciuto dai media europei asserviti ala loro propietà finanziaria.

      Lo capisci quale mostruosità politica, insensata e anche gravemente illecita, si sta perpetuando.

      N.B. tieni da conto questa spiegazione, perchè la ritroverai solo tra qualche anno, quando la tragedia si sarà consumata e i volta-casacca avranno deciso di prendere le distanze dalle proprie posizioni pro-euro, dichiarando la propria estraneità (o rispondevano a "ordini" o erano "anti" in incognita fin dall'inizio...spettacolo penoso già visto nel 1944-45....)

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  5. Gli effetti delle manovre recessive di monti si faranno sentire a lungo, tutti quelli che parlano in giro per le tv e sui giornali di ripresine nella seconda parte del 2013 è meglio che si sveglino, la botta sarà durissima, stiamo entrando in una spirale devastante. Stan facendo bene il loro compitino per i loro datori di lavoro...

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  6. Mi complimento per i commenti con quarantotto, zeno, stefano cicchiello. Sono un semplice lettore come voi, ma vorrei permettermi di invitarvi a leggere , se gia' non lo fate, anche icebergfinanza, altro sito che stimo molto.

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    1. Caro Anonimo, Mandalai è un ammirevole informatore e sebbene non abbia una visione tecnica di macroeconomista (dichiarando di non esserlo) fornisce spunti molto interessanti.
      Data la sede, questo link è particolarmente interessante
      http://icebergfinanza.finanza.com/2012/07/30/germania-quello-che-non-vi-hanno-raccontato/

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  7. Quello che vorrei capire è se la germania sta facendo tutto questo da sola,oppure gran parte dei paesi del nord sono complici e ne hanno il proprio tornaconto?

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  8. Forse questo ti può aiutare http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003227.html . Saluti.

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