mercoledì 4 settembre 2013

Con chi commerciano i tedeschi?

Destatis.de pubblica oggi il riepilogo del commercio estero tedesco per il primo semestre 2013: diminuisce l'export dello 0.6 %, la quota dell'Eurozona scende al 37 %, le importazioni dall'Italia rallentano, prosegue la lenta riduzione del disavanzo commerciale italiano e dell'intera Eurozona. Restano intatti i giganteschi avanzi commerciali.

Nella prima metà del 2013 le esportazioni tedesche sono diminuite  dello 0.6 %  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, scendendo a 547.7 miliardi di Euro. Secondo i dati dello Statistisches Bundesamt (Destatis), le esportazioni nel primo trimestre sono scese dell'1.5% rispetto all'anno precedente, mentre nel secondo trimestre sono aumentate dello 0.4 %.

Le esportazioni verso i paesi UE nella prima metà del 2013 sono scese dell'1.7%, passando a 313.6 miliardi di Euro. L'Eurozona ha acquistato meno merci rispetto alla prima metà del 2012 (-2.9%, pari a 205.1 miliardi di Euro), mentre la zona non-Euro ha domandato piu' beni tedeschi (+0.6%, pari a 108.5 miliardi di Euro).

Nel commercio intra-UE le esportazioni verso l'Italia sono scese del 6.3% a 27.8 miliardi di Euro, l'export verso la Francia è sceso del 4.3 % passando a 51.3 miliardi di Euro. Al contrario, le esportazioni verso la Gran Bretagna sono cresciute del 4.8 % passando a 37.7 miliardi di Euro.

L'export tedesco nei paesi extra EU ("paesi terzi"),  ha segnato nella prima metà del 2013 un aumento dell'1% salendo a 233.7 miliardi di Euro. Sono cresciute in particolar modo nel primo semestre 2013 le esportazioni verso la Turchia (+ 14,5 %, che sale a 11,4 Milliardi di Euro). Anche l'export verso gli Stati Uniti è cresciuto del 2.3% raggiungendo i 42.7 miliardi di Euro. Meno beni sono stati invece esportati verso l'India (-8.6 %, pari a 4.8 miliardi) e Cina (-5.9%, pari a 32.3 milliardi di Euro).


2. Trimestre
2013
1. Semestre 2013 2. Trimestre 2012 1. Semestre 2012 Variazioni rispetto a:
2. Trimestre 2012 1. Semestre 2012
Miliardi di Euro %
Esportazioni complessive 275,6 547,4 274,6 550,5 0,4 – 0,6
Di cui:
EU-27 156,4 313,6 157,9 319,1 – 0,9 – 1,7
Eurozona 101,9 205,1 104,0 211,3 – 2,1 – 2,9
Di cui:  
Francia 25,0 51,3 26,2 53,6 – 4,4 – 4,3
Paesi Bassi 17,9 35,8 17,8 36,3 0,2 – 1,4
Italia 13,9 27,8 14,8 29,7 – 6,4 – 6,3
Non-Eurozona 54,6 108,5 53,9 107,8 1,2 0,6
Di cui:
UK 18,5 37,7 17,8 36,0 4,3 4,8
Paesi terzi 119,2 233,7 116,6 231,4 2,2 1,0
Di cui:
USA 21,6 42,7 20,4 41,7 5,9 2,3
Cina 16,7 32,3 17,6 34,3 – 5,0 – 5,9
Svizzera 11,8 23,9 12,2 24,8 – 3,0 – 3,6
Russia 9,3 18,1 9,5 18,2 – 1,8 – 0,5
Giappone 4,0 8,0 4,0 8,4 – 2,3 – 4,4
Importazioni complessive 227,1 449,5 226,6 457,1 0,2 – 1,7
Di cui:
EU-27 132,0 259,4 128,3 257,6 2,9 0,7
Eurozona 89,3 174,5 86,6 173,1 3,1 0,8
Di cui:
Paesi Bassi 23,4 45,2 21,6 43,1 8,4 4,9
Francia 16,8 33,2 16,5 32,8 1,7 1,1
Italia 12,2 24,0 12,7 25,3 – 4,2 – 4,8
Non-Eurozona 42,7 84,9 41,7 84,5 2,3 0,5
Di cui:
UK 10,4 21,6 10,6 21,8 – 1,1 – 0,9
Paesi terzi 95,1 190,2 98,3 199,5 – 3,3 – 4,7
Di cui:
Cina 16,7 35,4 18,5 37,5 – 9,5 – 5,6
USA 12,4 24,5 12,8 25,3 – 3,5 – 3,2
Svizzera 10,2 19,1 9,2 18,6 11,4 2,9
Russia 9,7 19,9 10,6 21,4 – 8,3 – 7,3
Giappone 4,8 9,8 5,5 11,2 – 11,6 – 12,2

Commercio estero primo semestre 2013 per gruppo di paesi - Fonte destatis.de

10 Partner commerciali piu' importanti, import+export - Fonte destatis.de


10 partner commerciali piu' importanti per l'export tedesco - Fonte destatis.de

10 Partner commerciali piu' importanti per l'import tedesco - Fonte destatis.de



26 commenti:

  1. Pare che qualcuno stia segando il ramo su cui è seduto... aspettiamo.

    Buona vita

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  2. La battuta sul ramo segato... ci si diverte davvero con poco!

    L'attivo commerciale della Germania non viene scalfitto, mentre nell'ambito UEM le importazioni italiane crollano ...

    Un cordiale saluto
    http://marionetteallariscossa.blogspot.it/

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    1. ma infatti, nessuno si illude di questo, l'euro è stato creato proprio per rendere perpetuo l'attivo commerciale tedesco, almeno fino a quando gli altri non si inca..ano. L'euo è un grande successo (tedesco)

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    2. piuttosto mi fa ridere vedere come la Germania esporti sempre meno verso la Cina, mentre sono convinto che continuino ad importare massicciamente dalla Cina sia semilavorati che prodotti finiti che poi vengono ri-marchiati. A dimostrazione che la Germania non è locomotiva d'europa che traina l'UE, ma è una locomotiva che la tritura.

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    3. La tabellina parla chiaro :
      bilancia commerciale con la Cina primo semestre 2013: -3.1 mil (poca roba!)
      bilancia commerciale con l'Italia: +3.8 mil

      Quelli che lei chiama "semilavorati ... e prodotti finiti che poi vengono ri-marchiati" sono ampiamente ripagati dal solo mercato Italiano.

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    4. guardi che stiamo dicendo la stessa cosa.

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    5. non mi sembra! ...

      sempre dalla tabellina:

      Var. Esportazioni DE-->Cina : -5.9% (tendenza: -5.0%)= -5.6%
      Var. Importazioni Cina-->DE : -5.6% (tendenza: -9.5%)= -6.9%

      Quindi, rispetto all'anno 2012, la Germania importa meno dalla Cina a parita' di cio' che esporta verso essa, o se preferisce, esporta di piu' a partita di cio' che importa.

      La bilancia commerciale DE-Cina, pur rimanendo a favore dei Cinesi, rappresenta un spesa inferiore per l'economia tedesca.


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  3. il calo dell'export tedesco in italia unito a un altrettanto importante calo (anche se inferiore) dell'import del nostro paese dalla germania significa che per riequilibrare la nostra bilancia dei pagamenti arriveremo a distruggere totalmente il tessuto produttivo del paese.

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  4. Innanzitutto, questo attivo commerciale tedesco (comunque in flessione, al di là dei ragionamenti sui singoli numeri), non viene redistribuito in maniera equa, essendo "pagato" dai soli lavoratori tedeschi (via minijob ed similia........ e provato dal fatto che le famiglie tedesche sono, a detta degli stessi tedeschi che lo strombazzavano ipocritamente, più povere di quelle di molti altri paesi. Se non la prendono le famiglie e lo Stato è stra-tagliato e ridotto, chi li percepisce i benefici di questo attivo? Sicuramente una ristretta minoranza del popolo).

    Dico questo perché essere "di sinistra" ed esaltare questo tipo di modello significa o essere ipocriti, o capire poco di politica.
    Se, molti "critici" che vedo postare in queste pagine sono di destra, allora sono per lo meno coerenti nel loro pensiero. Io non lo condivido, perché ritengo che una società civile non debba reggersi su criteri liberisti e competitivi ma solidaristi, ma è un pensiero legittimo, che rispetto.

    Se però sono di sinistra, beh, io al posto loro un esame di coscienza me lo farei, perché se essere di sinistra significa sponsorizzare un sistema mercantilista e ultralibersta che danneggia i lavoratori, che fa pagare solo a loro gli effetti negativi degli shock economici ed anche dei SUCCESSI economici (perché l'export "non scalfito" della Germania ed i maxi profitti degli imprenditori tedeschi li pagano i minijobber da 400 euro al mese), che "pesca" nei loro conti correnti per non tagliare i ricchi emolumenti dei manager che hanno gestito male i LORO risparmi, allora, semplicemente, non hanno capito cosa vuol dire essere di sinistra.

    LARS

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    1. "sinistra" e "destra" sono termini molto cari agli italiani e alla politica italiana. Ma il mondo, ahimè, non si divide in biachi o neri, verdi o rossi.

      Sig Lars vi in tanti ritengono che una società civile debba reggersi su piu' criteri possibili!

      Il dibattito politico in Germania e' basato su quanto liberismo, quanto stato, quanto verde, quanta solidarieta', quanta Europa ...etc. Ma nessuno pensa realmente di prevalicare completamente gli altri, o di eliminare completamente uno degli ingredienti. La ricetta del successo Tedesco e' tutta qua.

      L'economia tedesca non e' basata sui MiniJobs! ... I MiniJobs sono solo un modo "elegante" per permettere di "regolarizzare" chi lavora in nero, e allo stesso tempo di migliorare le statistiche nazionali.

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    2. Caro Anonimo.
      Per quanto riguarda la sua petsonale interpretazione del modello tedesco, qui potrà consultare le osservazioni del prof. Bagnai, ampiamente documentate e che altrettanto ampiamente la smentiscono:

      http://goofynomics.blogspot.fr/2012/02/la-locomotiva-deuropa-e-le-locomotive.html?m=1

      http://goofynomics.blogspot.it/2012/08/i-salari-reali-alamanni-sono-scesi-del-6.html?m=1

      per quanto attiene alla sua obiezione politica, le preciso che io non ho detto che il mondo o una società non si debbono reggere su più criteri, ma che se chi si proclama di sinistra propugna politiche che vanno contro l'interesse dei lavoratori di sinistra non è! È libero di essere quelli che vuole, ma se si proclama di sinistra inganna i suoi elettori. Quindi la sua crutica mi appare abbastanza campata in aria, ad essere onesto.

      LARS



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    3. La Germania ha aumentato la propria competitività tramite una svalutazione dei salari reali.
      In altre parole, ha praticato una svalutazione competitiva a danno degli altri paesi europei senza coordinare con essi (come avrebbe dovuto), la politica economica.
      Svalutazione pagata, come detto prima, dai salari e quindi dai lavoratori.

      Non ci vedo tutto questo "equilibrio". Ci vedo, quello si, una politica di tipo liberista. Legittima, ma chiaramente tesa a favorire l'interesse di fasce determinate della società.

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    4. Caspita ... recitate il Bagnai come se fosse il rosario!


      un paio di precisazioni:


      1) "ma se si proclama di sinistra inganna i suoi elettori" -> non sono un politico.


      2) "una politica di tipo liberista. Legittima, ma chiaramente tesa a favorire l'interesse di fasce determinate della società" -> anche una politica non liberista favorisce certi ceti sociali. E' solo una questione di punti di vista. Sta al processo democratico decidere.


      3) "una svalutazione competitiva a danno degli altri paesi europei senza coordinare con essi (come avrebbe dovuto), la politica economica" -> anche in Italia e' stata fatta la riforma del lavoro, ma i risultati sono altri. A mio parere una migliore coordinazione si puo' solo ottenere con piu' Europa.


      4) I dati sopra riportati non sembrano confutare la tesi del Bagnai!

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    5. 1) non mi sono riferito a lei. Ho detto "se chi si proclama di sinistra". Lei precisa su quello che scrivono gli altri senza nemmeno leggere.

      2) mi dica, con precisszioni tecniche, perchè il rosario -come lo chiama lei" non dice la verità. Le citazioni di altri a sostegno delle proprie tesi le fanno anche gli autori di monografie, lo sa? Io non posso farlo? Forse perchè le da fastidio avere torto? È un problema suo!

      3) i risultati non sono altri. L'Italia sta deflazionando la bilancia commerciale cambia e le importazioni dalla Germania diminuiscono.

      4) Il più Europa senza che l'unione colmi il suo gap democratico, non credo sarà un progresso.

      LARS.

      3)

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    6. 1) Copio e incollo dal suo post sopra "È libero di essere quelli che vuole, ma se si proclama di sinistra inganna i suoi elettori". Il soggetto della frase chi e'? a rigor di logica dovrei essere io ... visto che si rivolge a "Caro Anonimo"!

      2) Il rosario del Bagnai non dice nessuna verita', ma divulga semplici opinioni politiche. Il Bagnai estrapola una sua propria visione della realta' da dati economici parziali; dati che essi stessi sono normalmente usati per monitorare/descrivere in modo del tutto sommario la realta' complessissima dell'economia moderna. L'economia e' ben lontana da essere una scienza esatta! ... ma soprattutto le tesi si confutano e non si supportano!!!!

      3) Ha ragione, sembra che la bilancia commerciale IT-DE abbia cambiato rotta ... speriamo in bene per il futuro.

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    7. Se CHI si proclama di sinistra.
      Se non solo non sa leggere ma non sa usare il pc, non imcolpi me.

      Quelle di Bagnai semplici opinioni politiche?lo legga, Bagnai, prima di luquidarlo con osservazioni generiche che attestano solo la sua difficoltà a confutarlo.

      Detto questo, vedo che la discussione sta diventando sterile. La lascio alle sue euro-certezze e la saluto......

      LARS.

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    8. P.S.

      Per amor di precisione: il "se si" del secondo periodo, é chiaro che si riferisce al "chi" generico del primo. Il discorso del post appare chiaro e non riferito a persona singola.

      ma ripeto: se si finisce a discutere di questo, la discussione di per se è sterile.
      cordiale saluto.

      LARS.

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  5. mi permetto di segnalare questo link
    http://phastidio.net/2013/09/04/modello-tedesco-in-crisi/

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  6. Ma vogliamo parlare almeno una volta della grande italia esportatrice?

    allora leggo dal sito di Istat sui dati pubblicati oggi:

    In the period January-July 2013 exports to non-EU countries increased by 3.2% and imports decreased by 10.0% compared with the same period of 2012.

    The trade balance registered a surplus of 10,499 million euro compared to the deficit of 3,639 million euro in the same period of 2012.

    E' non è solo una questione di importazioni che crollano per via della crisi, no, ci sono anche le esportazioni in costante crescita, senza dimenticare l'Euro oltre 1.30 nei confronti del dollaro.

    La rimonta è appena iniziata, siamo (quasi) invincibili!

    E guardate che il trend non EU è migliore di quello alamanno....





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    1. stai insinuando che e' possibile uscire dalla crisi senza uscire dall'euro??

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    2. Anonimo, se ci metti il nome la conversazione diventa molto piu' facile ed interessante...

      non sto insinuando nulla, riporto i dati sul commercio estero italiano extra UE dei primi 7 mesi...

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    3. Quale prezzo sta pagando l'Italia per rimettere a posto la bilancia dei pagamenti ?

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    4. Il problema non è solo quale prezzo sta pagando adesso per portare in pareggio la bilancia, il problema è quello che occorre pagare continuativamente per mantenerla in equilibrio: disoccupazione stabilmente elevata per tenere inflazione e salari abbastanza bassi.

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  7. C'e' un solo "Anonimo" in questo post ...e sono io! non vedo dunque differenze fra "Anonimo", "GinoPino" o "Mariuccia"!

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  8. Ah Anonimo:

    PRRRRRRR!

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