giovedì 18 aprile 2013

Povera Germania!

E se la Germania fosse il paese con le diseguaglianze piu' grandi di tutta l'Europa occidentale? Dopo la pubblicazione dei dati BCE sui patrimoni privati europei, continua il dibattito sulla ricchezza e la povertà in Germania. Dal blog jjahnke.net con dati BCE, OCSE, Destatis.de, Ministero Federale del Lavoro
Patrimoni medi privati nell'Eurozona in migliaia di Euro (Fonte BCE)
I dati pubblicati dalla BCE sui redditi e i patrimoni nell'Eurozona documentano chiaramente il fallimento della politica sociale tedesca e una diseguaglianza sociale molto piu' pronunciata rispetto a tutti gli altri paesi dell'Eurozona.

Il quintile piu' povero in Germania ha un patrimonio netto negativo medio (cioe' debiti) di 4.600 € e si trova nella parte piu' bassa della classifica. 

Patrimonio medio del quintile piu' basso in migliaia di Euro (Fonte BCE)

Il rapporto fra il patrimonio medio del 10% delle famiglie con il reddito piu' alto e il patrimonio del quintile piu' basso in nessun'altro paese è cosi' sbilanciato come in Germania, il doppio della media dell'Eurozona.

Rapporto fra il patrimonio medio del 10% delle famiglie con il reddito piu' alto e il patrimonio del quintile piu' basso, misurato come multiplo (Fonte BCE)

Detto diversamente: al decile piu' alto appartiene oltre il 59% di tutti i patrimoni, al contrario, al 60 % piu' basso solo il 6.6 %. La media europea senza la Germania avrebbe un rapporto di 49.1% a 14.9%.


Suddivisione dei patrimoni fra le famiglie. Rosso, 10 % piu' alto; giallo, 30 % medio; blu, 60 % piu' basso (Fonte BCE)

Insieme all'Austria, la distribuzione della ricchezza misurata dal rapporto fra il 10% piu' ricco e il 60% piu' povero in nessun'altro paese è cosi' iniqua come in Germania.

Rapporto fra il patrimonio netto del 10 % delle famiglie piu' ricche e il 60 % piu' basso (Fonte BCE).

La Germania ha anche la percentuale piu' bassa di famiglie che possono permettersi una propria abitazione.

Percentuale di famiglie con un'abitazione di proprietà (Fonte BCE)

Con lo stupidissimo slogan politico "E' sociale solo cio' che crea lavoro" in Germania è cresciuto un ampio settore lavorativo a basso salario, in cui molte persone non possono vivere del loro lavoro e che per tirare avanti hanno invece bisogno di un sostegno da parte del governo. Il livello delle pensioni misurato in rapporto all'ultimo reddito da lavoro percepito, in nessun'altro paese Euro è cosi' basso come in Germania. 


Livello delle pensioni in rapporto all'ultimo reddito percepito  (Fonte OCSE)

Con la riduzione dell'indennità di disoccupazione ai soli 12 mesi previsti dalle leggi Hartz, i disoccupati tedeschi nel confronto internazionale sono messi relativamente male.


Durata massima dell'indennità di disoccupazione in mesi (Fonte, Ministero del Lavoro federale)

Nella classifica delle persone a rischio di povertà in Europa occidentale, la Germania si colloca nella parte bassa della classifica. In 11 paesi il rischio povertà è piu' basso, solo nei 5 paesi in crisi e in Gran Bretagna è piu' alto.


% della popolazione a rischio povertà (Fonte, Statistisches Bundesamt)
E' proprio il caso di dire: povera Germania!



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18 commenti:

  1. ma se il sottoproletario tedesco insorge allora cosa succederà???? cioè a me questa situazione spaventa tantissimo!!!!

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    1. Se insorgessero contro i loro veri nemici, avrebbero tutta la mia solidarietà; quel che temo è che cadano nella solita diversione razzista e se la prendano con i porci del sud.

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    2. http://www.youtube.com/watch?v=tmzyHuJAzfY

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    3. "Meglio" ancora: http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=AnpTWKKWQ1o&feature=fvwp

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    4. Arturo, la vedo come te e la cosa proprio non mi piace....
      Aggiungo: ma non sarà che anche in Germania via giornali e tv al popolino glie la suonano e glie la cantano?
      Ma i partiti di centro sinistra sono cosi in tutta Europa?
      Pd e spd tutelano l'euro o le classi salariate?
      CGIL in Italia e IGM in germania hanno capito dove stiamo andando oppure no?

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  2. se si fidano dei loro media il 90% dei poveri tedeschi pensa fermamente che la causa della loro povertà siano i pigroni del sud.

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  3. insomma, d'improvviso la Germania piange miseria! Ci hanno raccontato che dovevamo ispirarci a coloro, che erano bravi, e noi no. C'è voluto poco a scoprire che non ce la raccontavano tutta, che le vere cicale se mai erano i tedeschi , vivevano di sussidi, di case popolari, de welfare a noi ignoto. Di grazia , in nome di cosa questa popolazione pretende di mettere in naso in casa altrui, in nome di cosa i loro governanti agiscono come se noi fossimo loro colonia? Pare che noi Italiani si debba essere sempre pronti a favorire e questo e quello,perchè? per ricevere insulti e calci sui denti? Sarebbe ora di diradare nebbie, smetterla con bugie e mezzucci da parte dei vari governanti, burokrati ecc. L'impressione è che quattro inetti internazionali stiano combinando una serie di disastri economici e sociali, raccontando un mare di bugie a tutti, ai tedeschi., agli Italiani, ai Francesi..ecc Come andrà a finire? Temo molto male

    Marista

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  4. Ottimo, chiarissimo post.
    I luoghi comuni continueranno a imperversare, ma avremo un argomento in più da opporre.
    Grazie ancora una volta per l'ottimo lavoro.

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  5. Sarebbe questo il paese governato da teste di c... da cui il resto d'Europa dovrebbe "prendere esempio"?

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  6. Un'altro blog da tenere d'occhio

    http://germanywatch.blogspot.de/

    E' un po' paranoico (oltre alla grafica che fa' cag...), ma c'e' sempre un fondo di verita' in ogni post...

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  7. Questo improvviso "disvelare" ai tedeschi quanto essi siano "poveri" ( infatti i "poveretti " non se ne erano ancora accorti :-)) serve solo per caricare i sudetti " poveri " ( di cervello ) nella solita guerra ( persa) "Deutschland über alles".

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  8. Fra poco saremo tutti più poveri: tremate, i nodi stanno arrivando al pettine.

    "Zero Hedge 25 Aprile 2013

    Il terremoto monetario iniziato nel settembre 2012 nel palazzo Marriner Eccles e proseguito con la colossale epica espansione del Qeasing della Bank of Japan (BOJ) di 3 settimane fa, ha per il momento fornito all’Europa quella spinta che rimanda alcuni mesi la sua inevitabile dissoluzione, ma lentamente quanto inevitabilmente, il mercato incomincia a leggere tra le righe dei livelli dei Titoli di Stato italiani e spagnoli (tenuti artificialmente bassi grazie ai finanziamenti riciclati via BCE ed ai riacquisti – e naturalmente al contante giapponese), i rumori lontani di una crisi che avanza."

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  9. Un commento sullo stile di vita nella "locomotiva tedesca":
    - bassi patrimoni (vedi sopra)
    - bassi salari (loro riforma del mercato del lavoro)
    - consumi repressi (noi italiani li sappiamo bene.... li avete visti in ferie in Italia con 3 figli per famiglia al ristorante a mangiare un cappuccino)
    - consumi alimentari da mera sussistenza (non solo Lidl a casa loro ma hanno esportato l'hard discount in tutta Europa)
    - alto risparmio (dei pochi che possono x finanziare via surplus partite correnti i consumatori dei piigs)
    - la società con le più grandi diseguaglianze d'Europa
    - crescita salari < crescita produttività così da generare > utili x le aziende tedesche che fanno acquisto in Italia di ciò che non saranno mai in grado di "creare" da soli (Guzzi, Ducati, ecc....)

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  10. provando a leggere questo blog per la prima volta, ho come avuto la conferma che il mio voler prendere le distanze dai miei ex-connazionali negli ultimi 15 anni, da che vivo in Germania, è stata la scelta migliore che potessi fare!!!

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    1. Carta canta e villan dorme. La Germania non ha il privilegio nè il monopolio della critica verso gli altri. Quando i dati parlano le critiche se le merita anche la Germania. nessuno le disconosce dei meriti, ma bisogna essere obiettivi. E certamente la Germania non sta facendo nulla, in questo momento, per far sì che si esca dalla crisi dell'euro.

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  11. Da parecchi decenni l'immagine che si vuol dare della Germania è quella di un paese decadente, senza ambizioni e valori culturali, cresciuto dal dopoguerra ad oggi nella bieca cultura del Marco tedesco e oggi dell'€uro : mi sembra di sentire le litanie dei TG3 degli anni 80. E oggi, grazie ad una spregiudicata e scellerata classe politica, la vediamo arricchirsi scaltramente a danno dei paesi del sud del continente.
    Ma mi è sempre piaciuto fare un parallelo con l'Italia, visto ho passato la mia vita tra questi due Paesi, finché non ho deciso di stabilirmi definitivamente in Germania. Sono nato in Sicilia e so bene cosa vuol dire essere un giovane nel sud . Da parecchi decenni il sud del Belpaese è morto , sotto ogni aspetto, e non certo per colpa della Germania o dell'€uro. Nel sud-Italia si sono spente nella rassegnazione generazioni di valevoli giovani senza la speranza in un futuro, senza un avvenire. E' stata tolta loro ogni dignità; il loro Paese li ha dimenticati e li ignora. Unica chance, scappare , via dall'Italia. Trovo vergognoso che in un Paese occidentale si possa e si debba assistere a questo spettacolo. Di certo è più facile dare la colpa agli altri, ai centri occulti del potere finanziario mondiale, alla Merkel & Co. Ma se vogliamo dare un nome al vergognoso fallimento dell'Italia questo si chiama malgoverno, corruzione politica , mafia, inettitudine della politica italiota, che per decenni e decenni hanno logorato il tessuto sociale, lavorativo ed economico , ucciso il meridione e portato il Paese al tracollo.
    Così, mentre nel congresso del 1959 i socialisti tedeschi abbandonavano la falce e il martello e parlavano di reali obbiettivi che un moderno partito di lavoratori deve perseguire e di politiche sociali per il bene della comunità , fino alla metà degli '80 buona parte della sinistra italiana sognava ancora la rivoluzione del proletariato, una sorta di comunismo dal volto umano "made in Italy", del tutto diverso, beninteso, da quello sovietico. Cosa è rimasto di quello slancio "sociale" e di quella "lotta di classe" di tanti giovani italiani della mia generazione, in un Paese che di "sociale" non ha proprio nulla? Io, da uomo della strada, da cittadino "medio" europeo, non posso oggettivamente non vedere il fallimento dell'Italia su tutti i fronti .
    Sicuramente la Germania oggi non è il paese dei balocchi! ma nella società tedesca c'è una forte coscienza di civiltà, la politica ha sempre operato con grande senso di responsabilità verso i cittadini. Dal dopoguerra a oggi la Germania si è aperta culturalmente al mondo , in una forma in cui solo pochi paesi al mondo hanno avuto il coraggio di fare; accoglie decine di migliaia di disperati dal mondo intero, gli offre un'opportunità, spesso un avvenire. Anche io sono dell'avviso che, se si vuol essere obbiettivi, bisogna prendere atto del fatto che ciò che oggi vediamo è il risultato di anni e anni di scelte, più o meno felici, più o meno scellarate, delle classi politche che hanno governato i Paesi .

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    1. Veramente la tua opinione non mi sembra affatto obiettiva, ma condizionata pesantemente dalla tua esperienza negativa, per cui finisci per applicare all'Italia (e secondo me anche alla Germania) delle valutazioni che sono poco più che un luogo comune.
      Ma su una cosa hai ragione: il Sud Italia è stato maltrattato dopo l'unificazione del Paese. Avrebbe avuto bisogno di autonomia monetaria ed economica per potersi sviluppare in modo corretto, considerando che non costituiva certamente un'"area valutaria ottimale" con il resto d'Italia. Invece ha dovuto accontentarsi dei trasferimenti provenienti dal Nord per compensare almeno un po' la propria situazione di svantaggio. Sicuramente non è stato un gran successo, ma ha permesso al Sud di tirare avanti finora.
      Sai come ho capito questi fatti? Esattamente guardando all'euro, perchè ciò che sta succedendo All'Italia in Europa è esattamente ciò che è successo alla Sicilia in Italia. Un'annessione in cui il più forte ha perseguito esclusivamente il proprio interesse, che è esattamente ciò che l'elite politica tedesca sta facendo in Europa, perseguendo esclusivamente il proprio interesse nazionale a scapito della solidarietà scritta (a parole) nei trattati europei, e di cui non vi è traccia nell'operato della Germania, che ha approfittato del vantaggio monetario costituito dall'euro (per loro) rincarandolo con le pratiche (allucinanti) di deflazione salariale messe in campo. Per non parlare delle violazioni multiple commesse dalla Germania rispetto ai trattati europei, mai sanzionate, mentre si permettono continuamente di bacchettare gli altri.
      Se è vero che non si può dare tutta la colpa agli altri delle proprie disgrazie, è altrettanto stupido dare la responsabilità esclusivamente a sè stessi, perchè non viviamo in un mondo chiuso, e l'Italia men che meno. Ma la presenza degli stranieri deve essere esclusivamente e in modo molto conformista valutata come quella di brave persone, mentre noi siamo intrinsecamente cattivi. Beh ti ricordo che siamo stati governati da stranieri per per una decina di secoli. Il risultato che vediamo sarà anche un po' responsabilità loro? Il tuo atteggiamento è quello tipico dell'italiano autocolpevolizzante ad ogni costo. Bisogna guardare alle responsabilità con equilibrio, soprattutto cercando di analizzare i fatti storici, e non ragionando per frasi fatte. L'Italia purtroppo è stata sottoposta ad una pressione politica dal dopoguerra in poi, che non ha eguali in Europa, a partire dal fatto che gli "amici" americani sono sbarcati in Sicilia e la prima cosa che hanno fatto è stata quella di mettere i capi mafia a fare i sindaci dei paesi, per non parlare della scellerata organizzazione dell'attentato di Portella della Ginestra. Mi stupisco del fatto che tu che sei siciliano non sappia o non citi queste cose. Mettere i capi mafia a fare i sindaci non ti sembra una responsabilità sufficientemente importante nel creare il sottosviluppo di un'intera regione?
      Ma forse tu sei uno di quelli che pensa che Moro sia stato assassinato dalle BR. Vero?
      Le cose sono molto più complesse di come le racconti tu, e francamente mi sono stancato di sentire le litanie e le lamentele di coloro che se ne sono andati e ora sputano sull'Italia. Stattene in Germania, noi abbiamo abbastanza da fare qui, forse anche a causa della gente come te, che si lamenta continuamente, ma chissà se ha mai contribuito veramente a migliorare il proprio paese.
      La follia dell'euro sta consegnando l'Italia (e molti altri, Francia compresa) a un futuro disastroso, esattamente come capitò alla Sicilia. La Germania, se permetti, dovrà dimostrare di essere meglio dell'Italia nell'evitare un errore del genere. Al momento non sembrano in grado di farlo.

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    2. Siamo alle solite: non appena si chiamano col proprio nome i mali del “Belpaese” , si finisce per essere tacciati di qualunquismo.
      Evidentemente per te, caro Christian, malgoverno, corruzione, intrecci tra la politica e la mafia, clientelismo, strapotere di lobby e corporazioni sono semplicemente luoghi comuni , ingiustamente affibbiati all’Italia. Ma io mi chiedo: quando si prenderà finalmente coscienza del fatto che l’Italia sia un Paese anomalo e la si finirà di far finta che “tanto, tutto il mondo è Paese”?
      Certo che questi fenomeni esistono anche in Germania, Francia, Inghilterra, Olanda e Svezia. Ma è solo una questione di dimensioni e radicamento nel tessuto economico, sociale e culturale rispetto all’Italia.
      Se una classe politica che governa un Paese è inetta e segue solo i meschini interessi propri e quelli di una cerchia ristretta di “compari” è ovvio che questo, prima o poi, finisca nel baratro. E che, come conseguenza, ai suoi cittadini venga puntualmente presentato il conto salato da pagare. È questo quanto ci ha dato a vedere l’ Italia dal dopoguerra a oggi, con una regolare ciclicità nelle fasi acute.
      Lo ripeto: di certo la Germania non è il paese del Bengodi. Ma lo dico dal punto di vista del cittadino, del contribuente, del fruitore di servizi : non puoi lontanamente fare paragoni con l’Italia. E sbaglia, a mio avviso, l’autore del presente blog a puntare il dito su quanto in Germania non funzioni . Di certo questo, anche se fosse vero, non rende il quadro dell’Italia più gratificante!
      E per concludere, appunto perché sono nato nel Meridione, perché vi ho vissuto tanti anni e ne conosco bene i problemi, non voglio di certo colpevolizzarlo. Molti di questi problemi li ho vissuti sulla mia pelle, pur non essendo italiano. Molto si sarebbe potuto e dovuto fare, al Sud e per il Sud. Oggi , ahimè, credo che sia un po’ troppo tardi. L’Italia è stata fatta male, scelte politiche sbagliate già più di un secolo e mezzo fa…
      Non ho nulla da sputare sull’Italia , che non è il mio Paese. Me ne sono andato e basta. E’stata la migliore decisione che potessi prendere per me e per la mia famiglia.
      Verissimo: di lavoro in Italia ce n’è tanto da fare, bisogna rimboccarsi le maniche per cercare di ripartire; anche 20 anni fa ho sentito dire le identiche cose e 20 anni prima le hanno sentite i miei genitori: era l’Italia degli anni 70. Mi farebbe davvero piacere risentirti tra altri 20 anni, caro Christian: sono così sicuro che in Italia sarà cambiato ben poco o niente! Chissà, però, di chi sarà colpa, questa volta. Buon lavoro e buona fortuna, Lukas

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