giovedì 6 luglio 2017

Hans Werner Sinn: "il boom immobiliare tedesco potrebbe durare fino al 2025"

Intervista molto interessante ad Hans Werner Sinn su die Zeit: il professore, ormai in pensione, torna ad ipotizzare un lungo boom immobiliare per la Germania, potrebbe durare fino al 2025; torna a parlare anche della crisi dell'Euro e lascia trapelare un certo pessimismo per quanto riguarda l'Europa del sud, secondo Sinn la strada imboccata da Merkel  porta all'unione di trasferimento. Da Die Zeit


Le aspettative sono alte quando si incontra il professor Hans Werner Sinn per un'intervista. E’ senza dubbio l’economista tedesco piu' conosciuto nonché ex-presidente dell'Ifo e anche ora che è in pensione non perde occasione per scagliarsi contro gli eurosalvatori e i loro errori, per mettere in guardia dalle conseguenze fatali della Brexit, oppure per evidenziare i peccati del governo federale. Sinn non ha mai avuto paura di utilizzare parole come fallimento, rovina o bancarotta di stato. Per questa ragione alcuni lo chiamano "professor senza pietà". Altri dicono che è il "dr. Doom della Germania", il profeta del crollo economico. Di crisi ne ha profetizzate diverse - crisi dell'Euro, crisi del debito e crisi economiche. 

Per lo meno ci si aspetta un Hans Werner Sinn di buon umore e rilassato, che si dà la carica con un Espresso, che apre le finestre, in modo che nell'ufficio con i pannelli di legno anche 2 persone possano respirare con le alte temperature estive. E poi inizia dicendo: "la Germania va bene".

L'ha detto veramente? "Si' la congiuntura è ottima, l'indice Ifo è al livello piu' alto mai raggiunto dal 1991, la disoccupazione al livello piu' basso degli ultimi decenni. Anche l'export sta andando molto bene". Ma poi dice anche: "se continua cosi' ci avviciniamo ad una zona di surriscaldamento". La crisi è ancora qui, almeno come possibilità futura. Perchè dopo ogni surriscaldamento segue tradizionalmente una crisi, giusto? Sinn non vuole trarre delle conclusioni troppo scontate: "naturalmente non potrà andare avanti cosi' per sempre, niente dura in eterno. Per il momento tuttavia possiamo essere soddisfatti della buona situazione economica".

"Non siamo ancora in una fase di boom"

Al momento. E quanto puo' durare ancora? Molti economisti vedono la crescita, ma siamo già nel boom? Il boom è il punto piu' alto, poi si torna a scendere. La Germania non è ancora arrivata a questo punto, almeno cosi' dice la maggior parte degli economisti, i salari restano ancora troppo bassi e i prezzi non sono ancora cresciuti abbastanza - se si fa un confronto con le fasi di ripresa del passato. "Comprendo questo argomento", dice Sinn. "Un boom in questo senso, probabilmente non lo abbiamo, siamo ancora nella fase di crescita. La congiuntura pero' è forte".

Come fa ad esserne cosi' sicuro? Dal basso livello della disoccupazione, dagli ordini degli architetti, che secondo i dati Ifo hanno già raggiunto i livelli massimi toccati durante il boom successivo alla riunificazione, e dalla forte crescita delle costruzioni nelle aree metropolitane. Sinn paragona il boom edilizio attuale con quello sperimentato dalla Germania negli anni '70. Inoltre, ci dice che aveva predetto la lunga fase di crescita immobiliare già all'inizio del 2010 "ma all'epoca nessuno voleva ascoltarlo. Nel frattempo abbiamo saputo che è iniziato proprio quell'anno". Recentemente anche la Bundesbank ha messo in guardia: nel mercato immobiliare si sta gonfiando una bolla immobiliare.

Nel complesso, secondo la statistica, un boom edilizio puo' durare anche 15 anni, "almeno la metà di questo periodo l'abbiamo alle spalle", secondo Sinn. Restano circa 7 anni. La ripresa economica tedesca in ogni caso "nel 2018 proseguirà a pieni giri". Cosi' almeno è previsto dall'istituto Ifo e dal Fondo Monetario Internazionale. Ma la Germania è veramente forte e stabile? E non ci sono già molti economisti che si sono sbagliati?

Sinn continua con i suoi avvertimenti.

Nel suo libro di maggior successo il professore si domandava se "La Germania puo' ancora essere salvata?”: i salari nel nostro paese sono troppo alti e la Germania a livello internazionale non è competitiva. Scriveva nel 2003. Negli anni successivi si è scagliato anche contro il salario minimo e contro gli avanzi commerciali con l’estero. Ancora oggi è d'accordo con quanto scriveva allora. Solo sul livello dei salari prova a relativizzare: "è passato molto tempo, ma era giusto", dice Sinn, "all'epoca eravamo il paese con il costo del lavoro piu' alto del mondo".

Negli anni successivi Schröder ha attuato le riforme previste dall'agenda 2010. Riforme che hanno portato ad una maggiore disuguaglianza salariale e ad una crescita ridotta delle retribuzioni. Negli anni successivi la disoccupazione di massa fra i lavoratori a basso salario ha iniziato a scendere. Lo dice spesso, e aggiunge: "Io credo che Schroeder all'epoca abbia imboccato la strada giusta, ma avrebbe dovuto proseguire con piu' convinzione. Perchè in realtà non dovremmo avere alcuna disoccupazione. Quando io studiavo, intorno all'anno 1970, nella Germania occidentale c'erano solo 150.000 disoccupati. Una piccola frazione del livello di oggi".

Nonostante cio' la Germania ha fatto i suoi compiti a casa, giusto? "E' stato fatto il necessario", secondo Sinn, "ma non tutto quello che c'era da fare. Abbiamo un gigantesco problema demografico, che non siamo in grado di risolvere. E abbiamo un problema con il sistema pensionistico - anche qui il treno è già passato". Inoltre la Germania esporta troppo. L'avanzo delle partite correnti è troppo grande a causa della sottovalutazione dell'Euro. "La Germania vende le sue esportazioni ad un prezzo troppo basso e per i suoi avanzi con l'estero ottiene dei titoli di credito che in futuro potrebbero non avere alcun valore. E una parte di queste esportazioni viene pagata solo con dei crediti contabili, di fatto è la Bundesbank che finanzia la metà del surplus".

E questo suona come uno dei tipici avvertimenti di Hans Werner Sinn quando si preoccupa seriamente per la competitività della Germania e dell'Europa. Il salario minimo nel complesso continua a considerarlo un errore. In uno studio di alcuni anni fa, al quale aveva preso parte anche un ricercatore dell'Istituto Ifo, era stato calcolato che l’introduzione di un salario minimo alla Germania sarebbe costato 900.000 posti di lavoro. In realtà dalla sua introduzione sono stati creati circa 5 milioni di nuovi posti di lavoro. Questo non smentisce la sua tesi?

 "Chi ci dice che senza il salario minimo non sarebbero stati addirittura di piu'?, domanda Sinn, "lo studio non conteneva nessuna previsione incondizionata, calcolava solo un effetto differenziale". La sua prova: nell'est, dove il salario minimo a causa di un piu' basso livello dei salari ha una maggiore efficacia, la dinamica occupazionale è stata piu' contenuta rispetto agli altri Laender. La sua conclusione pertanto è la seguente: "Il salario minimo non appartiene ad una economia di mercato. Nelle fasi di recessione diventa addirittura un ostacolo. Io abolirei il salario minimo e al suo posto introdurrei un sostegno al redditto con dei sussidi salariali per le fasce retributive piu' basse". Tutto il resto non è compatibile con le regole di una economia di mercato. "Ma a volte il paziente semplicemente non ne vuol sapere".

I problemi causati dal denaro a basso costo si stanno accumulando

O i medici, o in questo caso anche i politici, "che non sono degli economisti". Perchè non conoscono le leggi dell'economia di mercato e preferiscono moralizzare invece di lasciare al libero mercato e alla concorrenza la definizione del livello dei salari. La sua accusa piu' dura: "a causa della sottovalutazione dell'Euro e per mano di politici navigati stiamo consumando i nostri vantaggi competitivi. Di queste misure fanno parte il salario minimo, la chiusura delle centrali nucleari, la sistemazione di molti migranti economici da paesi non UE, il pensionamento anticipato e molto altro".

Dal suo punto di vista la causa del boom attuale è una sola, "la sottovalutazione dell'Euro". La bolla del credito nel sud Europa e il corso dell'Euro hanno contribuito ad inflazionare le economie del sud-Europa ed hanno reso la Germania relativamente piu' conveniente. L'espansione monetaria ha portato ad una svalutazione dell'Euro. "fino a quando noi continueremo ad investire e il sud continuerà a ricucire la mancanza di competitività con sempre piu' denaro, l'Euro starà in piedi". E fino a quando la BCE continuerà a inondare i mercati con sempre piu' liquidità, il corso dell'Euro resterà basso, "serve a tenere artificialmente alta la competitivà della Francia e del sud-Europa". Ma allora le esportazioni tedesche non sono una benedizione per noi? No, dice Sinn: "la Germania è il negozio nel quale il mondo si rifornisce di merci, dove pero' solo la metà delle merci viene pagata, perché la Bundesbank finanzia l'altra metà". E tutto cio' non è sostenibile.

Secondo Sinn non esiste un modo indolore per uscire dalla miseria attuale in cui si trova il sud-Europa - ci sono solo 4 possibilità: "Prima possibilità, si potrebbe creare una unione di trasferimento con il denaro tedesco. Seconda, l'Europa del sud dovrebbe accettare un trattamento drastico per ridurre i prezzi gonfiati e riportarli di nuovo ad un livello normale. Terza, si potrebbe inflazionare la Germania, per compensare l'inflazione eccessiva dei paesi del sud creata nel periodo precedente la crisi. Quarta possibilità, si potrebbe creare un'unione monetaria aperta con la possibilità di uscire per quei paesi che nell'Euro sono diventati troppo cari".

La sua scelta preferita ovviamente è la quarta opzione, ma è Angela Merkel ad averla esclusa, visto che tende molto di piu' verso una unione di trasferimento, come del resto anche il nuovo presidente francese Emmanuel Macron. Solo l'uscita dei singoli paesi potrebbe forse ancora impedire il loro fallimento. Fino a quando i politici e la Cancelliera non prenderanno in considerazione questo scenario, Hans Werner Sinn continuerà a scrivere e a discutere sul tema.

Nella situazione economica attuale Sinn è ottimista oppure pessimista? In sostanza è entrambi, dice: "Per la Germania sono ottimista - per l'Europa del sud, no".

3 commenti:

  1. La congiuntura pero' è forte".

    Come fa ad esserne cosi' sicuro? ............. dagli ordini degli architetti, che secondo i dati Ifo hanno già raggiunto i livelli massimi toccati durante il boom successivo alla riunificazione, e dalla forte crescita delle costruzioni nelle aree metropolitane. Sinn paragona il boom edilizio attuale con quello sperimentato dalla Germania negli anni '70.


    Ah ecco deve essere stata l'idea del boom edilizio TEDESCO che hanno suggerito ai nostri di mettere a capo del Governo italiano un 'genio' di nome Mario Monti che con l'introduzione di pesanti tasse sull'immobiliare, l'ha praticamente distrutto in Italia.
    E come premio gli hanno dato pure un vitalizio.

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    1. Mario Monti era il garzone di bottega di Merkel, una storia molto triste quella...comunque il boom immobiliare tedesco attuale è molto forte, i prezzi continuano a salire in tutte le città, Monaco, Francoforte, Amburgo e Stoccarda sono in testa a tutte le classifiche, sono prezzi da bolla,lo dicono in molti, prima o poi arriva lo sboom. Forse anche prima del 2025, come dice Sinn.

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  2. Cosa te ne frega del boom edilizio se sei in affitto? La maggior parte dei tedeschi e' in affitto.
    Se hai paura dello sboom vai in affitto, e sei OK.
    Se invece credi che i prezzi saliranno senza fine, conviene indebitarsi con un mutuo, estinguerlo, e a questo punto dopo X anni hai un GAIN SE i prezzi stanno ancora salendo.

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