sabato 19 gennaio 2013

L'amicizia incrinata


Il Trattato dell'Eliseo compie 50 anni e German Foreign Policy, osservatorio sulla politica estera tedesca, fa un'analisi sullo stato delle relazioni fra Francia e Germania: la finzione di due potenze di pari livello dovrà prima o poi finire, la moneta unica ha reso evidente l'egemonia tedesca.
Poco prima delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Trattato dell'Eliseo gli esperti di politica estera di Berlino fanno un bilancio sullo stato delle relazioni franco-tedesche. Il rapporto fra Parigi e Berlino è caratterizzato da grandi tensioni, riportano numerose analisi. E non è solo per i vantaggi che la Germania sta traendo dalla crisi Euro, ma anche perché le posizioni politiche tedesche hanno largamente prevalso - a spese della Francia. Il presidente François Hollande ha cercato di resistere, ma fino ad ora non ha avuto grande successo. Parigi dovrà applicare i diktat di risparmio sul modello Hartz IV; se questi avranno successo o meno non è ancora chiaro, per l'opposizione dei sindacati francesi - diversamente da quanto è accaduto in Germania. A Berlino si guarda con scetticismo all'alleanza militare franco-britannica, chiaramente percepita come una minaccia per l'egemonia tedesca.  Nel complesso gli esperti consigliano di abbandonare la finzione di due potenze di eguale forza alla guida dell'EU e di accettare la situazione attuale: l'egemonia tedesca.

Nella crisi

Poco prima delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Trattato dell'Eliseo, gli esperti di politica estera di Berlino fanno il punto sulla situazione delle relazioni franco-tedesche. Queste sarebbero in crisi, scrive chiaramente lo "Zeitschrift Internationale Politik": "Le cose non vanno bene tra Germania e Francia". Parigi è indebolita, Berlino sta guadagnando potere; l'egemonia tedesca porta a continue tensioni.

Lo squilibrio

Come ci ricorda un'esperta della Deutschen Gesellschaft für Internationale Politik (DGAP) "la preoccupazione" per gli "squilibri" fra Berlino e Parigi non è affatto nuova: sono presenti in "maniera piu' o meno latente dalla caduta del muro". Nel 1990 l'annessione della DDR, contro cui ancora nel 1989 il presidente francese François Mitterrand si era espresso, aveva notevolmente accresciuto il potenziale di forza di Bonn. Che cio' avrebbe avuto effetto sulla posizione della Germania in Europa, era abbastanza prevedibile. Parigi da allora "ha perso influenza politica e militare in Europa", fatto che ha "causato irritazione e frustrazione": nella capitale francese ci si è  regolarmente lamentati "per il nuovo tono del vicino tedesco, molto piu' sicuro di sé". Nel 2000 la Francia si è opposta alla richiesta tedesca di "concedere a Berlino un diritto di voto con maggiore peso all'interno del consiglio europeo": proposta motivata "con ragioni demografiche". Il governo francese aveva  allora respinto la proposta ipotizzando che cio' "avrebbe condotto ad un indebolimento della Francia nei confronti del vicino". E tuttavia non è stato sufficiente per impedire un'ascesa della Germania.

Deficit Record

Gli osservatori sono d'accordo: è stata la debolezza francese a garantire a Berlino il dominio nell'Unione Europea. Mentre la Germania ha avuto dei vantaggi dalla crisi, la Francia ne è stata colpita duramente. I dati piu' recenti mostrano che il paese alla fine del 2012 è entrato in recessione. La disoccupazione ha superato il 10% - il valore piu' alto degli ultimi 15 anni. 2 agenzie internazionali hanno abbassato il rating sul debito francese. La crescente distanza nei confronti della Germania è mostrata dai deficit commerciali: mentre le esportazioni tedesche verso la Francia sono cresciute fino a 101.6 miliardi di euro (2011), l'export francese verso la Germania nello stesso anno ha raggiunto un valore di soli 66.4 miliardi di Euro. Il deficit commerciale, che alla fine si ripercuote in maniera negativa sul bilancio pubblico francese, ha raggiunto in questo modo la cifra record di 35 miliardi di Euro. E questo "significa che entrambi i paesi non sono piu' sullo stesso livello", secondo gli osservatori. La Germania "non ha solo rafforzato la propria posizione economica", ma nel corso della crisi ha trasformato la forza economica in forza politica e "accresciuto il suo ruolo di leadership nella politica europea". "Il primo elemento" è diventato "la precondizione fondamentale per il secondo".

Vecchi demoni

"Questa doppia divergenza, in una parte della classe politica e fra gli intellettuali francesi ha risvegliato vecchi fantasmi e la paura di un vicino di casa egemonico" si dice ancora. Dopo il fallimento del suo predecessore Nicolas Sarkozy, nel maggio 2012 anche il presidente François Hollande ha rilanciato il tentativo "di riportare in equilibrio il rapporto nelle relazioni bilaterali" - attraverso le alleanze con Italia e Spagna contro i diktat di risparmio tedeschi. Anche lui tuttavia non ha avuto un grande successo. "In un periodo in cui l'economia è piu' che mai un fattore di potere", e l'arretramento economico riduce "l'influenza politica del paese", la Francia dovrà necessariamente recuperare posizioni da un punto di vista economico, secondo Claire Demesmay, esperta di politica estera del DGAP. E questo sarà possibile solo "con riforme profonde e difficili", visto che la Germania durante la crisi è riuscita ad imporre a livello europeo le sue politiche di austerità.

Incerta volontà di riforme

Dalla fine del 2011 a Parigi le misure di austerità del governo rosso-verde di Schröder e Fischer sono diventate l'esempio da seguire. Mentre la loro applicazione in Germania è avvenuta con relativa semplicità, in Francia l'attuazione sembra piu' problematica: "sarà decisivo il comportamento dei sindacati", secondo Demesmay e secondo la stampa economica tedesca. Il governo potrà sicuramente "contare sulla volontà di collaborazione del sindacato CFDT, mentre sulle organizzazioni concorrenti CGT e Force Ouvriere ci sono ancora molti dubbi". Si dovrà inevitabilmente fare i conti con dimostrazioni di massa.

Diversi livelli di potere

Nel frattempo Parigi cerca di preservare almeno nella politica militare la sua posizione di influenza - attraverso un'alleanza con Londra. Come si dice negli ambienti della politica internazionale, la Repubblica Federale e la Francia "fin dall'inizio del processo di integrazione(...) dispongono di un proprio potere ma su due diversi livelli": la Repubblica Federale "ha un'economia fortemente orientata all'export, la Francia, una politica estera ambiziosa". Il presidente Sarkozy "ha guidato il ritorno della Francia verso un'integrazione militare nella NATO" negoziando gli accordi con Washington e Londra, ma non con Berlino. E alla fine ha avviato una cooperazione militare e politica con la Gran Bretagna. Gli accordi del 2010 vanno chiaramente "oltre la cooperazione franco-tedesca". Di fatto a Berlino l'alleanza franco-britannica viene osservata con crescente scetticismo: è stata la base per la guerra in Libia e ha plasmato gli attuali accordi per l'intervento militare in Mali.  

Nessun equilibrio

In considerazione delle difficoltà economiche della Francia, secondo l'esperta DGAP Demesmay, "ci si deve aspettare una duratura posizione di debolezza della Francia". Sarebbe quindi sensato "abbandonare il paradigma dell'equilibrio", e rinunciare alla pretesa di vedere Parigi e Berlino recitare il ruolo delle 2 potenze europee con eguali poteri. Diventa ora decisivo portare avanti insieme il processo di integrazione europeo. E per fare questo non c'è bisogno di sapere, scrive sempre l'esperta di Berlino in considerazione dell'egemonia tedesca, "chi fra i due porta i pantaloni".

24 commenti:

  1. nella sostanza siamo tornati alle vecchie paure contro la "grande germania", paure che saranno facilmente rigirate contro di essa modello " 1914". Gia' adesso la GB ci riprova con la resuscitata " intesa" con la francia e a cui si aggiungera' prima o poi anche l' odio della fallita italia .
    La fortuna dei tedeschi e' che ancora non hanno rotto troppo le scatole alla russia e ancora ubbidiscono abbastanza al padrone americano, ma datasi la "tradizionale" cecita' geostrategica dei tedeschi non e' detto che questa " fortuna" durera' a lungo.
    ws

    RispondiElimina
  2. La storia insegna una cosa. In tutti i momenti storici l'egemonia tedesca non ha mai scatenato guerre se non quando ai francesi è stato chiesto di rinunciare alla propria libertà e al proprio benessere in ragione del diritto di superiorità germanica. La guerra, economica o militare che sia, si scatenerà quando l'austerity verrà imposta anche ai Francesi. E i francesi non sono supini come gli italiani, i greci, gli spagnoli o i portoghesi...

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. nella sostanza i "sudeuropei" "credevano" nell' europa come i " suditaliani" "credono" nell' italia .. con la spiacevole sorpresa che pero' i " nordeuropei" non sembrano essere come i " norditaliani" ..:-)

      Elimina

    2. infatti, l'Unione Europea prima e l'Euro dopo sono stati un gioco fra Francia e Germania, a cui italiani e spagnoli hanno voluto accodarsi per ragioni chiarite in tanti altri post e commenti precedenti. Continuare a parlare di stati uniti d'europa quando il bilancio dell'EU a 27 supera di poco 1 punto percentuale del pil EU è una mistificazione. Non mi è ancora poi ben chiaro in quale lingua si dovrebbe formare la famosa opinione pubblica europea...

      Elimina
    3. @Jorg der Krampus

      Superlativo il tuo intervento.

      Mia conclusione: ridisegnamo, possibilmente in modo pacifico, la carta politica europea aggregando alla Germania le macro-regioni a lei simili per mentalità ed efficienza.

      ma non verrà fatto e ne pagheremo tutti le conseguenze.

      Elimina
    4. Ideona geniale, come le altre che le fertili menti leghiste hanno elargito al popolo italiano per oltre 20 anni e che tanta prosperità hanno portato al nostro paese. Oppure invece di spaccare l'Italia per far contenti 4 imbecilli in cravatta verde si potrebbe semplicemente invitare i suddetti ad andarsene e prendere la cittadinanza nella loro amata Germania, insomma che vadano a far danni altrove.

      Elimina
    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  4. Cruda realtà. Ci vogliono secoli e forse chissà dopo...............

    RispondiElimina
  5. Ma nessuno dice peró che l'Europa era stata spacciata per qualcosa d'altro. Adesso i nodi vengono al pettine....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  6. comunque non preoccupatevi perchè non credo che i Francesi e i Tedeschi arriveranno alle mani... ho fatto un grafico della spesa militare in percentuale al PIL tra Francia e Germania e come si può notare, il grafico tende al ribasso.

    http://tinypic.com/r/9zrtza/6

    il picco del 2009 è dovuto al fatto che c'è stato un abbssamento del Pil per la crisi e quindi a parità di spesa militare il rapporto è dunque aumentato (diminuisce il denominatore e quindi il rapporto è maggiore)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non in questa fase, ma gli odii e le paure si accumulano e a tempo debito saranno come sempre ben manovrati dai soliti "libertadores" ...
      Mica vogliamo credere ancora che l' europa si suicidio' a sarajevo solo per la morte di un granduca?
      ws

      Elimina

    2. grazie Davide per il grafico. l'ipotesi militare mi sembra quanto mai remota, al momento. Diciamo che al di là degli abbracci e delle strette di mano dei rituali vertici franco-tedeschi, ci sono sotto la superficie profonde tensioni e grandi divergenze. Come è normale che accada fra un paese creditore e un paese debitore. L'altro grande punto interrogativo è l'accoglienza che i sindacati francesi daranno agli inevitabili pacchetti di austerità e per alla fase di moderazione salariale a cui saranno sottoposti. Io dico che in nome della grandeur (avere una moneta forte per coltivare le ambizioni di politica estera) i francesi accetteranno anche questo ennesimo regalino tedesco. Vedremo...

      Elimina
  7. hydeparkcorner20 gennaio 2013 17:45

    Non più tardi di due ore fa, ho visto su france2 uno speciale sul cinquantesimo anniversario del Trattato dell'Eliseo, la tavola rotonda era condotta rigorosamente da politologi e storici francesi, ebbene, le conclusioni dei convenuti sono state sostanzialmete simili ai giudizi dell'esperta DGAP Demesmay. Per gli anti-europei, si mettano il cuore in pace, questa crisi rafforzerà l'unione europea, nel frattempo rimaniamo in attesa dell'uscita della G.B.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il rafforzamento dell'unione europea ci può anche essere se si abbina a due cose:
      (1) reale democrazia rappresentativa, non delega a organi tecnocratici (che per di più si sono rivelati incompententi)
      (2) autonomia monetaria ristabilita nell'ambito di Aree Valutarie Ottimali. Altrimenti l'economia europea non funzionerà mai, neanche se si fa la transfer union (che peraltro i tedeschi non accetteranno ancora per 50 anni minimo).

      Elimina
    2. In pratica nella tavola rotonda erano presenti solo francesi che se la cantavano e suonavano tra di loro, e conoscendo lo sciovinismo dei francesi posso immaginare i contenuti...uhm una tavola rotonda in Germania avrebbe avuto argomentazioni ed esiti ben diversi, dovuti alla sostanziale diffidenza della Germania nei confronti della economicamente disastrata Francia. Mi creda non c'è bisogno di essere anti-europeisti per vedere questa utopia miseramente naufragare.

      Elimina
    3. hydeparkcorner22 gennaio 2013 15:02

      Gli esperti francesi hanno riconosciuto che la Germania aveva un passo diverso nell'affrontare i problemi economici, e hanno ribadito che l'amicizia tra Francia e Germania è indispensabile.

      Elimina
    4. Ma su questo non c'e' dubbio. Quello che non e' indispensabile, anzi e' dannoso, e' un sistema monetaario unico.

      Elimina
    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  8. Ma il tuo errore è quello solito di dar retta al mainstrem, anche in Italia a legger il Corriere sembra che l'unica salvezza sia il 'piú Europa' invece....

    RispondiElimina
  9. il duca di Nevèrs contro Federico II? E i Lanzichenecchi in Italia!

    Quanta modernità nell'euro!

    RispondiElimina
  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che mi pare ancor più incredibile è il voler mantenere questo carozzone chiamato UE a tutti i costi. Hanno paura che la loro costruzione si riveli per quello che è: pura fuffa. Il re è nudo, ma nessuno, a parte qualche "bambino" ha il coraggio di dirlo. La Francia è solo un povero perdente che pretende di dettar legge in uno scontro in cui sa già di aver perso, se seguirà la Germania. I risolini tra Merkerl e quel deficiente di Sarkozy ne sono la dimostrazione: ah ah ah, quanto siamo fighi noi che stiamo con la Germania, mentre l'Italie fa pena. Povero Sarkoy... eri solo l'utile idiota della Germania e, grazie a dio, i francesi l'hanno capito mandandoti a casa. Il vero problema è che in Italia non c'è mai stata una vera politica estera che permettesse al nostro paese di tessere una rete di vere alleanze con paesi simili al nostro, tipo Spagna, Grecia e Portogallo. Paesi legati da una storia e una lingua simili. Il solo fatto che a nord si permettono di chiamarci ancora PIIGS, senza che nessuno abbia spiccato mandato di cattura per l'inventore di un simile termine, è la dimostrazione che non è mai esistita una vera Europa dei popoli ma solo delle oligarchie e dei magna-magna.
      Non credo che ci sarà una guerra, ormai siamo troppo felloni per cose simili, ma certamente ci saranno disordini e tumulti a livello del 48. Non di certo in Italia... ;-)

      Elimina