lunedì 7 gennaio 2013

Commissione Vs. BaFin

La Commissione Europea apre un procedimento nei confronti di BaFin sul caso HypoVereinsbank: la grande banca bavarese non puo' trasferire liquidità alla capogruppo UniCredit a causa del divieto introdotto dall'autorità di controllo bancario. Da FAZ.net
La BaFin, a causa della crisi finanziaria, ha posto un limite ai trasferimenti di denaro fra le sussidiarie tedesche di banche straniere e la società madre. La Commissione EU dovrà verificare se questo comportamento si scontra con la libertà di circolazione dei capitali.

La Commissione Europea esaminerà la limitazione introdotta dall'autorità di controllo bancario tedesca riguardante gli istituti di credito stranieri. La Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin) con sede a Bonn potrebbe aver infranto il principio base della libera circolazione dei capitali all'interno della EU, secondo quanto dichiarato a Brussel dal portavoce del commissario per il mercato interno Michel Barnier. La BaFin dopo la crisi finanziaria ha infatti proibito alle banche di altri paesi EU di prelevare troppa liquidità dalle controllate tedesche.

L'autorità tedesca di controllo bancario avrebbe tratto una lezione pratica dalle turbolenze legate al fallimento di Lehman Brothers: l'assicurazione sui depositi tedesca è infatti dovuta intervenire quando la filiale tedesca Lehman-Bank è stata coinvolta nella bancarotta. La BaFin ha percio' proibitio la prassi consolidata di parcheggiare e gestire dal centro la liquidità disponibile presso le varie società del gruppo.

Il punto centrale è la HVB

Al centro della disputa in Germania c'è la HypoVereinsbank (HVB). La banca appartiene al gruppo italiano UniCredit, il quale non puo' liberamente avere accesso ai fondi della controllata. Secondo BaFIn, HVB sarebbe molto importante per l'intera economia tedesca - "rilevanza sistemica nazionale" - e pertanto deve essere resistente alle intemperie. Secondo quanto riportato da Handelsblatt, la Banca Centrale italiana avrebbe cercato di esercitare pressione sulla BaFin attraverso l'autorità di controllo bancario europea EBA di Londra. "Abbiamo diverse autorità di vigilanza nazionali che possono lavorare insieme su determinate misure, e l'EBA in caso di disaccordo puo' svolgere un ruolo di mediazione", ha dichiarato il portavoce di Barnier. BaFin ed EBA non hanno voluto dichiarare niente sull'argomento.

Barnier verificherà nei prossimi mesi se la BaFin ha violato la legge. Non esiste tuttavia una base giuridica per la sua azione. Le banche devono concedere crediti - e in questo caso si tratterebbe di un trasferimento alla società madre - solo a fronte di garanzie, tuttavia all'interno di una stessa società sono ipotizzabili ampie eccezioni.

Non è prevista nessuna procedura formale

Negli ambienti della Commissione si dice che sarà presa in esame l'adeguatezza del divieto. Non è tuttavia previsto un procedimento formale. Mentre la EBA dovrebbe svolgere un ruolo di mediazione. La BaFin non è la sola autorità di controllo a procedere in questo modo. Il parlamentare europeo Burkhard Balz (CDU) non vede alcun motivo per agire contro la BaFin: la Commissione  economia del Parlamento non è arrivata a nessun risultato, ha dichiarato ad "Handelsblatt". Adesso l'intera questione dovrà passare attraverso un parere giuridico della Commissione EU. "E non si tratta di una priorità assoluta", ha aggiunto.

Anche il presidente delle banche estere in Germania, il manager UBS Stefan Winter, mostra comprensione per l' Autorità tedesca: "ogni autorità cerca di evitare nuovi rischi nelle banche del proprio paese al fine di renderle piu' sicure". Molte banche fanno pressione sul mercato tedesco per poter ottenere i depositi dei risparmiatori offrendo tassi piu' alti. La BaFin pretende che le società controllate tedesche possano trasferire alla società madre fra il 50 e il 100 % del capitale proprio, dice Winter. "Determinati modelli di business, come ad esempio la raccolta di denaro presso i risparmiatori in Germania per il trasferimento alla società madre, oggi sono difficilmente realizzabili".

La soluzione arriverà dall'unione bancaria?

A Monaco sono in molti a non avere problemi con le condizioni dettate dalla BaFin: "A causa dei limiti imposti dall'autorità di vigilanza bancaria oggi la HVB agisce come una banca in gran parte autonoma", si dice negli ambienti bancari. Anche le controllate di UniCredit in Austria e Polonia - la Bank Austria e la Bank Pekao - agiscono in maniera indipendente dalla centrale italiana. Nella crisi del debito si sono quindi rifinanziate con maggiore facilità, mentre la società madre per un periodo di tempo è rimasta fuori dai mercati. La HVB di Monaco è una delle società piu' profittevoli dell'intero gruppo: nel 2011 ha trasferito verso Milano oltre un miliardo di dividendi. Giovedi' non ha voluto commentare.

La disputa potrà essere risolta presumibilmente solo attraverso una vera unione bancaria nella EU. Non esiste ancora un sistema con il quale le banche possano essere aggregate oppure separate in maniera ordinata. Anche i sistemi di garanzia dei depositi dei clienti presentano ancora differenze nazionali. 

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