giovedì 24 gennaio 2013

Non disturbate il contribuente tedesco


Deutsche Mittelstands Nachrichten, ci spiega perché i salvataggi greci sono scomparsi dai giornali tedeschi e perchè i politici della CDU e della FDP  hanno smesso di bulleggiare gli eurodeboli.  
Alla Grecia servono ancora altri miliardi. La Troika ha tuttavia deciso di non imporre ulteriori misure di austerità in modo da evitare nuovi disordini ad Atene.  E Bruessel non intende in alcun modo compromettere la rielezione di Angela Merkel. Per questa ragione non si parlerà di aiuti finanziari per un po' di tempo.

La Grecia avrà un'altra possibilità per applicare le riforme già negoziate. Nei mesi scorsi di fatto non è successo nulla. Per poter dare una veste di ufficialità a questa situazione di stallo, i rappresentanti del FMI, della BCE e della EU (Troika), hanno deciso di non chiedere al governo Samaras ulteriori misure di austerità.

Ufficialmente la Troka ha concesso la moratoria sul risparmio per dare ai greci la possibilità di mantenere gli impegni sottoscritti. Cosi' scrive il quotidiano greco Kathimerini. I creditori internazionali sono particolarmente insoddisfatti per il sistema fiscale. Lo scorso anno infatti il fisco greco è riuscito a raccogliere appena il 30% delle imposte dovute. Con la pausa sui programmi di risparmio, il governo greco potrà elaborare una possibile soluzione per il problema dell'evasione. 

Di fatto l'intenzione dell'EU è influenzare gli sviluppi in Germania. A Bruessel si teme che i tedeschi, prima delle elezioni politiche, possano rendersi conto che il salvataggaio greco non sta funzionando come dovrebbe. Per poter risanare le finanze greche, infatti, dovranno essere applicati ulteriori programmi di risparmio oppure nuovi miliardi dovranno essere pompati verso Atene, affinché il governo greco possa continuare a servire il debito. Recentemente è emerso che la Grecia per poter raggiungere gli obiettivi di risparmio concordati, avrà bisogno di ulteriori miliardi di aiuto e di un taglio del debito del 25%.

Le forze politiche piu' estreme in Grecia uscirebbero rafforzate da nuove misure di risparmio. E questo è cio' che si teme maggiormente a Bruessel, visto che tali sviluppi non sarebbero controllabili.

Ma soprattutto la Troika vuole evitare che in Germania il malcontento per i pagamenti senza fine verso i paesi in crisi possa sfociare in un movimento euro-scettico. Angela Merkel a Bruessel non è molto apprezzata, tuttavia resta un fattore calcolabile. La cancelliera è infatti nota per la sua capacità di reagire in maniera flessibile alle diverse situazioni.

Negli ambienti internazionali si teme anche che la SPD possa seguire un percorso simile a quello di Francois Hollande e con misure contro le banche e i milionari possa introdurre nel paesaggio europeo un nuovo scenario di lotta di classe. Per i francesi le cose non vanno poi cosi' male: la loro economia è ancora in larga parte controllata dallo stato e il progetto di Hollande è il prototipo di una comunità del debito europea. Dalla Germania, il cassiere dell'EU, a Bruessel ci si aspetta una gestione dell'economia solida.

Se le preoccupazioni sulla lotta di classe, di fronte ai milioni di Euro di onorari di Peer Steinbruck sembrano infondate, a Bruessel si preferisce affidarsi a cio' che è stato già testato. Percio' la moratoria sul risparmio in Grecia significa prima di tutto: il contribuente tedesco per alcuni mesi non dovrà piu' essere disturbato con temi spiacevoli come i pagamenti miliardari o i pacchetti di salvataggio.

La EU da tempo ha un occhio molto vigile sui governi nazionali: in Grecia, il non eletto Lucas Papademos è diventato il salvatore, in Italia l'alunno di Goldman Mario Monti. E' quindi solo una logica conseguenza il fatto che a Bruessel si prenda in considerazione con la stessa attenzione il paesaggio politico interno tedesco.

4 commenti:

  1. Ma questi dove vivono? La contribuzione ESM e quella al bilancio UE -le uniche giuridicamente vincolanti- non solo esistono e vanno avanti (con la germania che deve pagare alle scadenze), ma sono commisurate al PIL e quindi gravano pro-capite, in misura omogenea, sui contribuenti di tutti i paesi UEM, non solo tedeschi (anzi gli italiani pagano un pò di più, come attesta un utile post qui pubblicato).

    Insomma, sono loro della stampa luogocomunista tedesca che decidono se e come parlarne (fermo restando che i soldi dati alla grecia non arrivano mai...ai greci ma vengono immediatamente girati alle banche tedesche, che dunque prendono loro i soldi dei contribuenti...europei)...e certo come asservimento all'establishment bancario non sono secondi a nessuno

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    1. in verità questo Deutsche Mittelstands Nachrichten fa parte della stampa popolare, ad un livello perfino inferiore rispetto alla Bild Zeitung, e farei bene a non tradurlo nemmeno, perchè il livello è abbastanza basso. Devo dire pero' che per comprendere cosa pensano veramente i tedeschi della crisi Euro sono molto piu' utili la Bild e Focus che Die Zeit o la FAZ...

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    2. Eh sì, questo l'abbiamo capito: ed è sempre per questo che...ti vogliamo bene:-). Se vieni a Roma passa a trovarci, dico sul serio. Sul orizzonte48, a destra nella home, ho inserito la mail per avvertirmi (e non mi dire che non ti capiterà mai :-), perchè tutte le strade portano a Roma...)

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    3. grazie per per l'incoraggiamento e per l'invito, non manchero'!

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