giovedì 23 maggio 2013

Lafontaine: non abbiamo piu' bisogno dell'Euro


Il leader storico della sinistra tedesca, Oskar Lafontaine, con un importante commento su Handelsblatt, esce allo scoperto e attacca la moneta unica: l'Euro è un fallimento, abbiamo bisogno di un nuovo sistema monetario europeo. Da Handelsblatt.de 
L'Eurosistema è stato progettato in maniera sbagliata e non puo' funzionare. Una casa con la statica difettosa, prima o poi crollerà. Abbiamo bisogno di un nuovo sistema monetario europeo piu' stabile.

Il pioniere della SPD e direttore di lunga data dell'Istituto Max Planck per la ricerca sociale di Colonia, Fritz Scharpf, scrive: siamo stati ingannati da false teorie economiche e dal nostro entusiasmo per l'Europa. L'Euro ha prodotto sfiducia, disprezzo e ostilità fra i popoli europi. Chi ama l'Europa, vuole la fine dell'Euro. Con queste parole ha fatto partire all'interno della SPD una discussione sull'attuale politica europea.

Coloro che in passato si sono espressi sull'Euro, sostenevano di amare l'Europa. Tuttavia giungevano a conclusioni molto diverse.

Prima di tutto ci sono quelli che considerano l'Europa un mercato di sbocco per l'export tedesco. Da buoni nazionalisti camuffati, i rappresentanti del sistema economico e dei partiti tradizionali, quando si parla di un'alternativa al sistema attuale, iniziano ad illustrare i pericoli per l'economia dell'export tedesco. Raramente capita di sentire questi "europeisti" parlare della catastrofe umana del sud Europa.

Piu' credibili nel loro impegno per l'Europa, invece, sono coloro che vedono nel trasferimento di sovranità alle istituzioni europee e in un rafforzamento del Parlamento europeo un modo per salvare l'Euro. A loro si dovrebbe obiettare: non si tratta dell'Euro, ma dell'Europa. I fan di Merkel - "Se muore l'Euro, muore l'Europa" - ancora una volta dimostrano di avere un concetto di democrazia molto limitato: se il Parlamento europeo viene rafforzato, allora andrà tutto bene.

Al centro dell'ideale europeo ci sono la democrazia e lo stato sociale. Vogliamo coinvolgere quanto piu' possibile i cittadini e le cittadine sulle decisioni riguardanti la cosa pubblica, e vogliamo garantire attraverso un'assicurazione sociale la possibilità di coprire i cosiddetti rischi della vita.

Il progressivo trasferimento di sovranità alle istituzioni di Bruxelles è la strada sbagliata per consolidare la democrazia e lo stato sociale. I principi fondativi di una società democratica, in cui prevalgono gli interessi della maggioranza, sono la sussidiarietà e il decentramento. Cio' che, partendo dalla comunità al livello piu' basso, puo' essere fatto in maniera decentrata, non deve essere trasferito al livello superiore - provincia, regione, stato federale, Europa.

Il nostro sistema economico invece centralizza sistematicamente. Coloro che consciamente o inconsciamente pensano all'interno delle sue categorie, ne sostengono una ulteriore centralizzazione. Ci sono due importanti ambiti economici che ci mostrano quanto questo percorso di sviluppo sia sbagliato. La globalizzazione e la centralizzazione delle banche promossa dal capitalismo finanziario hanno portato l'economia mondiale alla crisi attuale. Una società democratica dovrebbe tornare al sistema delle casse di risparmio di piccole dimensioni, e porre fine al devastante trambusto dei giocatori d'azzardo. Che Wall Street ormai governi gli Stati Uniti è diventato un luogo comune, e che in Europa i governi e i parlamenti seguano le direttive delle banche è ormai evidente.

La concentrazione nel settore energetico ha portato all'energia atomica e oggi dà vita ad un grande progetto industriale come Desertec. Una politica energetica amica dell'ambiente dovrebbe essere decentrata e basata sulla ri-municipalizzazione. Alcune piccole comunità già oggi si fondano sull'auto-approvvigionamento di energia.

Il progetto per il progressivo trasferimento di sovranità a livello europeo, pieno di buone intenzioni, come si puo' vedere da questi esempi, non è giustificato dai fatti e ci porta ad un ulteriore smantellamento della democrazia. Nessun Parlamento sarebbe controllato dalle lobby piu' di quello europeo.

L'Eurosistema attuale ci sta portando alla distruzione dello stato sociale, non solo nel sud Europa. La politica imposta dai partiti tradizionali e fondata sull'Agenda 2010 ha demolito lo stato sociale tedesco, e con una politica di dumping salariale deve essere considerata responsabile per il fallimento dell'Eurosistema.

Affinché la casa europa, mal costruita, non crolli, dovranno essere innalzati dei muri di sostegno. Il sistema monetario europeo dovrà essere flessibile e democratico. Poiché l'egemonia della Bundesbank all'interno dello SME veniva considerata insopportabile, gli stati europei, sotto la guida della Francia, hanno imposto la moneta unica. E ora che "l'Euro finalmente parla tedesco", come hanno detto i bravi nazionalisti cristiano-democratici, gli europei, invece dell'egemonia Bundesbank, si sono guadagnati i diktat di una Cancelliera inesperta d'economia.

L'Eurosistema è stato progettato in maniera sbagliata e non puo' funzionare. Una casa, la cui statica è difettosa, prima o poi crollerà. Come sostenitori dell'Euro abbiamo creduto a lungo di poter cambiare la costruzione europea e rendere la casa stabile. Gli ultimi anni ci hanno pero' mostrato che è stato un errore. L'introduzione di una moneta unica ma con diverse politiche economiche, finanziarie, sociali, salariali e fiscali, in presenza di dumping salariali e fiscali, non poteva funzionare. 

Alcuni dei paesi in crisi continuano ad operare uno sfacciato dumping fiscale. La Germania, ai tempi del governo rosso-verde e della grande coalizione, ha accelerato il passo nella corsa europea alla competizione fiscale mettendo in campo un irresponsabile dumping salariale. Con l'Eurocrisi si è sviluppato un circolo vizioso in cui gli squilibri sono diventati sempre piu' grandi.

Il quadro istituzionale europeo - limiti al deficit, nessun finanziamento pubblico da parte della banca centrale, nessuna unione di trasferimento e la clausola di no bail-out - alla luce della situazione attuale, non puo' durare a lungo. Di fatto la violazione dei trattati e del diritto sono diventati il fondamento per il salvataggio delle banche e degli stati. Lo stato di diritto appartiene all'Europa quanto la democrazia e lo stato sociale.

Il sistema monetario proposto per il rinnovo delle politiche di integrazione europea dovrà evitare gli errori politici ed economici del suo predecessore. Le svalutazioni e le rivalutazioni dovranno seguire i differenziali di inflazione. Soprattutto dovrà esserci una legittimazione democratica. Non dovrà esserci l'egemonia di una banca centrale o di un governo. Una istituzione controllata o almento legittimata democraticamente sarà obbligata ad operare interventi monetari che possano stabilizzare l'economia europea e la difendano dal caos dei mercati finanziari. La reintroduzione del controllo sui capitali aiuterà a combatterne la fuga verso l'estero.

L'argomento spesso usato per sostenere che il passaggio ad un altro sistema monetario è collegato con disordini sociali, è senza dubbio vero. Ma restare nel sistema attuale ci porterà a danni ancora maggiori. Una transizione ragionevole e controllata verso un nuovo sistema monetario europeo è sicuramente meglio di una inevitabile rottura, a cui volenti o nolenti, saremo costretti.

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13 commenti:

  1. A questo punto le pseudo autorità sotto la Troika non devono essere più riconosciute come tali dai cittadini Europei, anzi un bel tribunale stile Norimberga dove processarli per crimini contro l'umanità sarà il luogo dove dovranno risponderne.

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  2. Leggendo l'articolo trovo solo parole di buon senso basate sulla terribile realtà dei fatti: il destino dell'Euro è ampiamente prevedibile e la cosa che mi incute una rabbia profonda è che mentre in Germania il dibattito è all'ordine del giorno in Italia tutto tace. C'è un eccesso di pudore nel parlare del "problema Euro": da qui è chiaro il connubbio tra politica e giornalismo, che vivono in una stitica simbiosi mentre agli italiani arrivano solo le informazioni "filtrate" in modo tale da poterli meglio manipolare. Finirà che seguiremo altri che prendono le decisioni "giuste" (che potrebbero non corrispondere con ciò di cui il nostro paese ha bisogno) e soprattutto quando ormai sarà irrimediabilmente tardi. E' da qui che si vede la vera potenza di una nazione, la sua capacità di superare eventi avversi: noi non siamo che un guscio di noce nel mare in tempesta.
    Mario.

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  3. gli europei, invece dell'egemonia Bundesbank, si sono guadagnati i diktat di una Cancelliera inesperta d'economia.

    Ah, ma allora non sono l'unico a pensare che la Merkel é un'oca: l'Oca Teutonica per antonomasia :-)

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  4. Da notare: "Non abbiamo PIÙ bisogno dell'euro". Lo credo bene: dopo che, grazie ad esso, avete succhiato ricchezza a tutto il resto d'Europa, ormai non vi serve più...

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    1. Esatto, furbi eh? Si son serviti e ora che senton puzza di redde rationem... hanno la bella pensata di alzarsi da tavola senza pagare il conto e magari spinger noi in un nuovo sistema, costretti a svalutare di nuovo.. mentre loro restano immobili almarco o chiamalo come vuoi.. ma nella loro moneta come son sempre stati. Ma quel programmino di invocare una Norimberga? Certi "errori" non son credibili, facile dare dell'oca alla Merkel!! Ma quell'oca aveva intorno molti paperi convinti, mica solo i nostri paperini scodinzolanti!!

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  5. Vi ho diffuso sul mio sito

    A voi articolo suggerito da Gabriela, tratto da un Blog a me sconosciuto, Voci dalla Germania, un blog nato per raccontare in italiano il dibattito tedesco sull'Eurozona.

    Traducono in italiano articoli di economia e politica pubblicati sulle principali testate online della Germania.

    Anche loro che nell'ultimo trentennio hanno ricostruito la Germania unita con accordi risalenti al Britannia dove si decise di demolire il competitor Italia, e cominciò così negli anni 90 la svendita dei patrimoni nazionali....

    Sono stanchi dell'Euro..... ma è altrettanto vero che l'Euro non è la Europa, ed oggi così la si vuol far passare...

    un dato di fatto è che stiamo demolendo le democrazie Europee in nome di una falsa democrazia gestita da tecnocratici in mano a banche private e Lobby..

    Saluti Roland Marcoli
    http://www.rolandmarcoli.it

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  6. Ormai solo un attentato in stile 11 Settembre in qualche citta' Tedesca, ad opera di europei del sud incazzati, potrebbe far cambiare idea ai tedeschi...
    Purtroppo se la sono cercata con la loro proverbiale e demenziale testardaggine...

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  7. E di questa notizia: Soldi dalla Germania per le pmi di Portogallo, Spagna e Grecia che ne pensate?

    La potete considerare una possibilità di ripensamento/rinsavimento da parte dei tedeschi oppure é una bufala bella e buona?
    Non diciamo che é un altro complotto, però eh!


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    1. Luigi, non è un complotto, ma ho fatto una traduzioncina pensando al tuo commento, grazie per la segnalazione. Come vedi la campagna di PR di Merkel e Co. è iniziata, evitiamo di abboccare, bitte.

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  8. Portogallo, Spagna e Grecia... non sono tutto il Sud Europa, guarda caso è esclusa l'Italia.. che era con le sue PMI imprese il concorrente più temibile e sono decenni che le si penalizza, volendo farlo, sapendo cosa si faceva... finchè 'Euro e le "politiche" degli Euroburokrati ben assecondate da Monti, non le hanno decimate del tutto. Questo è e traspare da ogni pagina seria di dossier. Non conta che ci sia o meno un complotto.. contano i fatti e la moria di imprese artigiane e PMI imprese in Italia, l'accanimento contro di noi favorito dall'interno della Italia stessa, restano fatti che pagheremo per più generazioni, me ne frego se i tedeschi hanno complottato o meno... basta con i salottini rossi e neri!

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    1. guarda caso è esclusa l'Italia.. che era con le sue PMI imprese il concorrente più temibile e sono decenni che le si penalizza, volendo farlo, sapendo cosa si faceva..

      Sai Anonimo che potresti anche aver ragione, ma non per i motivi che adduci tu.
      Forse le maggiori colpe son da ricercare a sud delle Alpi più che a nord, come ben spiega questo italiano che ha deciso di prendere residenza in Germania con tutta la famiglia:

      http://www.keinpfusch.net/2013/05/transiction-management.html

      Io non me la sento di dargli torto e se come lui sostiene l'Agenda é già stata fissata nei tempi e negli obiettivi, il ns. destino è segnato.

      Per inciso reputo la Merkel un'oca, per motivi diversi da quelli avanzati poco sopra dall'altro Anonimo (o sei sempre tu?): Certi "errori" non son credibili, facile dare dell'oca alla Merkel...
      Perchè gli obiettivi di quella ipotetica Agenda potevano e dovevano essere raggiunti anni addietro con molto meno fatica, con maggior frutto e meno dolore per le popolazioni coinvolte, ma non per Die grosse Deutschland ma per una solida, stabile e florida Europa, una Europa con 'geometria' ovviamente diversa da quella finzione che ci troviamo adesso.

      Temo o forse in cuor mio spero perchè europeista convinto sono, che la creeranno lo stesso ma con ben maggiori costi sociali per alcuni.


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    2. grazie Luigiza per i rimandi che ci fai a quel blog, che io non riesco a leggere per piu' di 3 minuti, dato l'elevatissima concentrazione di stupidaggini. Del resto quando un geek/aspirante scrittore di fantascienza si mette a pontificare su economia e politica escono enormi stupidaggini, è inevitabile.

      Se questa persona spende una parte importante del suo tempo lanciando offese a chiunque viva in Italia, la colpa non è né dei partiti tradizionali, né di Grillo, né del declino etc etc ma semplicemente del fatto che egli odia l'Italia e gli italiani a prescindere. E immagino che questo odio trovi la giustificazione morale in uno stipendio mensile piu' alto rispetto a quello che prenderebbe o abbia mai preso in Italia. E' il copione tipico: vado all'estero, guadagno due soldi in piu', ho un contratto migliore, e per questo comincio a pontificare sulla presunta superiorità degli ariani etc etc etc.

      Ribadisco, sarebbe molto interessante chiedere agli 8 milioni di minijobber, ai 3 milioni di disoccupati ufficiali, ai diversi milioni di Hartz IV, ai 2 milioni di disoccupati che non compaiono nelle statistiche, che cosa ne pensano del fantastico modello di sviluppo tedesco. Credo non sarebbero pienamente d'accordo con il blogger citato qui sopra.

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  9. ma semplicemente del fatto che egli odia l'Italia e gli italiani a prescindere.

    caro " voci" hai ragione , Il soggetto in questione sembra abbia trovato in germania un posto dove si sente ( e ritengo giustamente ) finalmente apprezzato ,ma bisogna essere una persona di talento ed aver vissuto in questo paese di " carriere senza talento e talenti senza carriera" per capire da dove nasce questo "odio" per la sua ex-patria ,che altro non e' che un amore disilluso .

    Detto questo quel blog riporta sempre idee stimolanti anche se spesso non condivisibili, quindi "il talento" c'era davvero.
    ws

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