mercoledì 19 dicembre 2018

Welt: è un giorno nero come la pece per l'Europa

"L'Europa non è una macchina per la ridistribuzione della ricchezza a spese dei tedeschi", scrive Die Welt nel giorno dell'accordo fra il governo italiano e l'UE. Per il prestigioso quotidiano di Amburgo si tratta di un compromesso troppo generoso che servirà piu' che altro ai populisti tedeschi e al loro corso anti-euro. Ne scrive Olaf Gersemann su Die Welt


Nella battaglia per il debito il governo di Roma riesce ad imporsi sulla Commissione europea. Tutti gli sforzi compiuti negli ultimi anni per stabilizzare l'euro di fatto vengono azzerati. Un segnale fatale per la moneta comune.

Il governo italiano aveva promesso che nel prossimo anno il deficit pubblico si sarebbe ridotto allo 0,8% per poi arrivare a zero nel 2020. Le richieste della Commissione europea non erano sadismo, ma pura necessità per un paese il cui debito pubblico supera di gran lunga il PIL annuale e in cui il risanamento delle finanze è reso urgente dal rapido invecchiamento demografico.

Il governo di Roma nel frattempo è cambiato, in primavera Giuseppe Conte con il suo gabinetto populista ha sostituito il presidente del consiglio Paolo Gentiloni. Ma oltre ad aver votato per l'uscita di scena del socialdemocratico Gentiloni, diciamo che gli italiani non hanno votato anche contro quegli stessi obblighi internazionali che egli aveva assunto. Il deficit al 2,4% del PIL che il governo Conte avrebbe voluto raggiungere, almeno secondo la prima versione della legge di bilancio, era una aperta provocazione.

Ora è stato trovato un accordo sul 2,04 percento, e Bruxelles non vuole più avviare una procedura di infrazione per eccesso di deficit. Non solo il valore su cui è stato raggiunto un compromesso è molto più vicino alle idee dei populisti di Roma che non agli impegni originari.

Ma la domanda di fondo riguarda il motivo per cui Bruxelles dovrebbe andare incontro alle richieste degli italiani. Perché è vero che le prospettive di crescita del PIL si sono ridotte - con conseguenze indiscutibilmente negative per il bilancio dello Stato. Ma il fatto che l'economia italiana possa perdere ancora piu' slancio è più che altro un problema interno. Il governo Conte sta di fatto smantellando le riforme sociali e del lavoro fatte dai suoi predecessori, e non crede nell'euro. Quale imprenditore, interno o estero, dovrebbe effettivamente investire in Italia in queste condizioni?

La Commissione europea con le sue concessioni sta premiando un tale corso politico. Gli elettori dei paesi piu' deboli dell'eurozona si chiederanno: perché dobbiamo effettivamente intraprendere riforme strutturali e perseguire il consolidamento dei conti, se gli italiani a proprio piacimento possono tirarsi indietro quando vogliono?

In paesi come la Germania, a loro volta, i populisti anti-Europa sapranno come sfruttare la codardia di Bruxelles. L'Europa non è una macchina per la ridistribuzione della ricchezza a spese dei tedeschi. Ma spiegare in maniera convincente questo punto ora  diventa molto più difficile. Two pack, Six pack, semestre europeo, tutte belle e altisonanti invenzioni che dovrebbero dare rigore all'unione valutaria ma che in pratica non portano a nulla, come stiamo scoprendo ora.

L'euro è stato indebolito dalla vittoria di Pirro di Roma. L'UE è diventata più debole. In ogni modo nel lungo periodo non ci saranno vincitori. Un giorno nero per l'Europa. 

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21 commenti:

  1. quindi,i tedeschi salvano le banche ppolari senza colpo ferire,impongono rigore ai paesi limitrofi,per farli diventare le loro depandance,hanno comprato la grecia a prezzi di saldo, imponendo uno dei più grandi suicidi sociali mai visti,e adesso vorrebbero una manovra recessiva per l'italia.ma fatevi i ca..vostri

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  2. È chiaro e lampante che i conservatori tedeschi, che non sono altro che il braccio prolungato della gr@nde finanza e del business, abbiano da criticare questo governo.
    Bisogna ricordargli che questo governo è stato eletto dalla maggioranza dei cittadini italiani. Il rispetto per le regole di democrazia le devono rispettare loro e smetterla di attaccarsi a dei vaghi ‘sospetti’ sull’andamento economico internazionale.
    Tutto questo puzza di paura, paura di perdere dei vantaggi economici derivanti da l’indebolimento delle imprese italiane. La loro parola d’ordine è: sottomissione.
    Tra l’altro, rammento che la Germania nasconde i suoi debiti spartiti tra le varie Landedbanken, i cui debiti non vengono rendicontati nel budget federale tedesco.
    Ma che prendano per i fondelli altri ..ad esempio la Francia, che sembra abbia diritto di sforare di ben oltre il 3% nei prossimi anni.
    Mi puzza di puro razzismo e sarebbe ora di dirglielo chiaro e tondo.
    Lo farò in tedesco sul sito del Die Zeit.

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    1. Un commento impeccabile. Complimenti...e mi rendo conto sempre di più che quello che la stampa italiana dipinge come una sconfitta...è stata invece una mossa vincente

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    2. Le eventuali passività delle banche locali non vengono conteggiate nei bilanci delle amministrazioni pubbliche (e men che meno in quello federale) semplicemente perché non rientrano in tale competenza. Nulla toglie comunque alle regioni italiane di far parte del capitale di qualche banca alla stessa stregua delle Landesbanken tedesche, ma sarebbe conveniente?

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    3. "Le eventuali passività delle banche locali non vengono conteggiate nei bilanci delle amministrazioni pubbliche (e men che meno in quello federale) semplicemente perché non rientrano in tale competenza"
      Certo, un buon modo per i tedeschi per nascondere la polvere sotto il tappeto. Lo sappiamo bene.
      Se le banche regionali venissero gestite come quelle tedesche di sicuro è meglio non averle.

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  3. Ma questo Olaf è proprio un fenomeno...
    A.

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  4. ITedeschi è stato e sara un popolo arrogante che credono di essere i migliori e i piu intelligenti del mondo vantandosi a dire (ich bin Deutsch)

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  5. L'avevo appena letto in tedesco su die Welt.Hanno un bel coraggio, con DB che sta per saltare e non solo lei.Forse la salveranno, anche se non potrebbero.Se non ci riuscissero salta tutto per aria, compresi quelli che non c'entrano. meno male che qualche tedesco capisce la situazione.

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    1. Dove ha letto che la Deutsche Bank starebbe per 'saltare'? Non certo dai report finanziari trimestrali.

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    2. Eh già... Chi lo dice che DB sta per saltare? I report trimestrali (scritti da loro) sono ottimi!
      Peccato che fosse quotata a 16 un anno fa, e oggi sia sotto i 7. In una caduta inarrestabile.
      Maurizio, sei proprio un tedesco! Ottuso fino al volo nel baratro!
      Contento tu...

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  6. Si preoccupassero di non fare casini con la loro Deutsche Bank.
    Speriamo non ci tocchi pagare per salvarla....

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  7. E' un giorno (che diventeranno anni) nero per gli italiani, altro che per l'Europa.

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    1. C'e' chi si tiene informato e chi invece non sa nulla e le spara tanto per. Di evidenze, articoli e notizie che parlano di un Deutsche Bank in procinto di fare bancarotta o meglio essere nazionalizzata e' pieno ovunque e da mesi! Ci sono numeri, dati e basta guardare l'andamento del titolo e verificare quanti aumenti di capitale sono stati bruciati negli ultimi pochi anni. Senza contare i ripetuti scandali che coinvolgono questa banca di criminali. Piuttosto dove sono le evidenze che ci saranno anni neri per l'Italia? Su che dati si basa per sostenerlo? C'e' chi preferisce concentrarsi sulla realta' e chi invece lavora di fantasia, lei chiaramente fa parte della seconda fascia. Faccia questo piccolo esercizio, cerchi su google Deutsche Bank e poi notizie, si documenti un po, magari evitera' di scrivere altre cazzate come "non certo dai report finanziari trimestrali"

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    2. I dati di bilancio periodici sono il pozzo da doce tutti attingono per effettuare analiso e giudizi. Non c'è altro modo, sempre se si esclude il 'pendolino' o strumenti da cartomante. L'andamento in borsa del titolo non significa alcunché, tra l'altro le stesse perdite si sono verificate per i titoli bancari italiani. Ma non voglio togliervi le illusioni rinchiuse dentro una bolla di sapone. Si vedrà. Per quanto riguarda la nostra economia basta guardare i vari indicatori delle componenti del PIL. Ma anche qui può essere che questo governo mi sorrprenda e che il prossimo anno si cresca più di quanto si stima.

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    3. @ Maurizio
      Sempre contraddittorio pur di sostenere a forza una tesi...
      Se sarà un anno nero per l'Italia le cui banche hanno perso molto in borsa (meno di DB), perchè non dovrebbe essere quindi un anno nero per DB, che tu stesso paragoni alle banche italiane? Cioè di un paese che "affronterà un anno nero"?
      Senza contare che le cause della crisi bancaria italiana e di quella tedesca sono agli antipodi! E DB è la principale banca di un paese dal grande successo economico, contrariamente all'Italia! Eppure sta crollando in borsa (a parte una breve parentesi nel 20090) dal 2008! E' un po' tanto che sta scendendo, non ti sembra?...
      Se solo tu avessi l'onestà intellettuale di ammetterlo (invece di fare il tifo contro l'Italia).
      A proposito, quando parli di "nostro" governo, di che governo parli? Quello tedesco, ovviamente?
      Perchè tu di italiano non hai proprio nulla.

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    4. Però quando l'ISTAT chiama è così che gli italiani rispondono: https://www.istat.it/it/archivio/225498

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  8. Ma questa favola che i Tedeschi mantengono l'Europa quale fondamento pratico avrebbe mai? In che modo distribuirebbero ricchezza agli altri paesi? Questa si che e' propaganda bella e buona. Tanto per citare uno dei casi piu' eclatanti, ovvero il salvataggio della Grecia, i soldi usati per salvarli erano di tutti gli europei come di tutti gli europei sono i contributi pagati per mantenere questa dannata UE. A cosa serve nei FATTI l'UE? Ad imporre i dictat dei tedeschi. Tornando al salvataggio Greco, chi erano i piu' esposti come creditori? I tedeschi con i loro compari francesi. Chi e' che avrebbe usato i soldi degli altri per sanare le proprie eventuali perdite? E pensare che c'e' 1 italiano su 4 secondo i soldaggi che ha il coraggio di avvallare queste patetiche pretestuose retoriche e schierarsi con il nemico. Per fortuna la maggioranza finalmente sembra essersi svegliata. A chi concorda con i tedeschi e si diverte a prevedere l'armagedon italiano suggerisco di fare i bagagli ed andarsene a stare in germania, cosi' siete al "sicuro" e sopratutto evitate di danneggiare il paese dall'interno con la vostra presuntuosa ottusa ignoranza

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  9. La DB è tra le banche più esposte in Europa per quanto riguarda i derivati. Da qui la previsione che molti fanno di un suo prossimo collasso.

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  10. Nessuno in Europa può imitare la Germania nelle sue ricette economiche, soprattutto dopo i fatti della Grecia.
    Ogni paese ha le proprie specificità e i cambiamenti richiedono decenni di adattamento.
    Forzare nel breve termine i fondamenti di una economia, imponendo parametri non compatibili alla situazione economica e fiscale delle banche, delle famiglie e delle imprese italiane, è dannoso.
    All'Italia non giovano le regole comunitarie, pensate per i paesi del nord europa.
    Negli ultimi 10 anni abbiamo perso il 25% della manifattura e la pressione fiscale è ormai troppo penalizzante per quelle rimaste.
    E' giusto che ogni comunità economica nazionale decida in base ai propri interessi e adotti le proprie decisioni e le sostenga nel tentativo di risollevarsi dalle pesanti conseguenze economiche subite.
    L'economista Giulio Sapelli ha previsto che "con l’arrivo della crisi la Germania ci stupirà".
    Vedremo....

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  11. Tanto per non fare polemica, vorrei sapere quando i paesi della Ue e la germania hanno dato soldi all'italia? Risulta invece il contrario, vedi grecia, spagna, irlanda ed altri paesi che prendono piu di quanto danno. In fin dei conti mi risulta che tutti i paesi Ue hanno "condonato" i debiti della germania per aiutarla a riprendersi, e oggi fanno gli arroganti e pontificano sugli altri? Massa di ipocriti. Agli italiani non servono i soldi di nessuno, vogliono solo riappropriarsi della propria sovranita e sapremo riprenderci da soli. Forse e' proprio questo che spaventa tutti, il non poter piu colonizzarci.

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