lunedì 21 agosto 2017

10,78 miliardi di euro di sussidi sociali Hartz IV che somigliano tanto a sovvenzioni statali per le imprese

Lo stato sociale tedesco tramite Hartz IV garantisce sussidi sociali ai lavoratori che non raggiungono il minimo previsto dalle tabelle Hartz. A fine 2016 oltre 1.150.000 lavoratori percepivano una integrazione salariale dallo stato perché il loro stipendio era troppo basso, il salario minimo lordo per legge nel 2017 è di 8.84 € l'ora. L'introduzione di un minimo salariale nel 2015 ha invertito la tendenza degli ultimi anni, tuttavia sono in molti a considerare le integrazioni salariali un aiuto di stato indiretto alle imprese tedesche le quali possono continuare ad offrire salari al minimo di legge perché tanto sarà lo stato a dover integrare gli stipendi. Un'analisi della situazione da o-ton-arbeitsmarkt.de


Nel 2016 i percettori di un sussidio sociale Hartz IV con un'occupazione hanno ricevuto dallo stato tedesco prestazioni assistenziali per un valore di 10.78 miliardi di euro. I pagamenti agli Aufstocker (occupati che percepiscono un sussidio sociale Hartz IV) rispetto all'anno precedente sono cresciuti di circa 250 milioni di euro, come mostrano gli ultimi dati pubblicati dell'Agenza Federale per il lavoro. Dopo l'introduzione del salario minimo sono stati soprattutto i dipendenti provvisti di assicurazione sociale a dover integrare il loro reddito con un sussidio Hartz IV.

Nel corso del 2016 lo stato in totale ha pagato circa 10.78 miliardi di euro a famiglie di Aufstocker per poter mantenere il loro reddito al livello previsto da Hartz IV. Si tratta di circa 250 milioni di euro in piu' rispetto all'anno precedente - sebbene il numero di famiglie con almeno un Aufstocker sia diminuito. Nel primo anno di applicazione del salario minimo per legge, il 2015, i pagamenti agli Aufstocker, dopo diversi anni di crescita, per la prima volta erano scesi.

L'aumento dei pagamenti agli Aufstocker non puo' essere spiegato solo con l'aumento degli importi dei sussidi Hartz IV previsti dalla legge. Le famiglie degli Aufstocker in media nel 2016 hanno infatti ricevuto 831 euro al mese - 49 euro in piu' rispetto all'anno precedente. Dal 2015 l'importo mensile del sussidio mensile Hartz IV è stato aumentato di 5 euro all'anno. 

Meno Aufstocker con un minijob, piu' lavoratori con assicurazione sociale

Dall'introduzione del salario minimo ad inizio 2015 è diventato chiaro: fra gli Aufstocker ci sono sempre meno minijobber. Nel dicembre 2014 la metà degli Aufstocker erano minijobber. Da allora al gennaio 2017 il loro numero è sceso da 570.000 ad appena 383.000. Fra gli occupati che percepiscono un sussidio Hartz IV, la maggioranza è composta da lavoratori con un'assicurazione sociale. Sebbene nello stesso periodo di tempo il numero degli Aufstocker sia sceso, nel gennaio 2017 c'erano ancora 570.00 lavoratori con un'assicurazione sociale a dover integrare il loro salario con una prestazione Hartz IV.

Il salario minimo sembra aver determinato un cambiamento nella quantità di ore lavorate e nel reddito. In molti sono passati da un minijob ad un lavoro con assicurazione sociale, mentre molti lavoratori dipendenti con un lavoro provvisto di assicurazione sociale sono usciti dalla condizione di Aufstocker. E' possibile anche che molti lavori minori (minijob) siano stati completamente eliminati - e le persone precedentemente occupate siano tornate a dipendere completamente dalle prestazioni Hartz IV.




7 commenti:

  1. Francamente non ho capito dove stia il problema. Il numero dei lavoratori con integrazione del reddito via Hartz IV è in calo, l'analisi riguardante l'esborso finanziario si spiega per il totale da solo: dato che il livello è pressoché costante (poco più di 10,5 mld di euro da alcuni anni) questo è dovuto in gran parte al fatto che da un lato vi è il calo degli Aufstocker e dall'altro l'incremento dei sussidi. La media degli attuali 831 euro si spiega con un aumento dell'importo (medio) concesso a fronte di un calo del reddito percepito ma se non si entra nel merito si lascia senza risposta una domanda (quali lavori/lavoratori percepiscono redditi inferiori alla soglia prevista di intervento?) e quindi l'obiezione qui espressa non ha senso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono moderatamente d’accordo e una prima obiezione potrebbe essere quella che io normale lavoratore con le mie tasse contribuisco a finanziare gli extra profitti dei datori di lavoro che continuano ad impiegare lavoratori al minimo salariale, sapendo che tanto sarà la collettività a coprire una parte della retribuzione. E già questo mi sembra un punto non da poco. E poi c’è il tema della concorrenza sleale, visto che nulla impedisce a Daimler di impiegare personale come Leiharbeiter o con un Werkvertrag al minimo salariale, tanto poi sarà lo stato a pagare la differenza, non credo che i concorrenti stranieri abbiano questa possibilità. Sicuramente con l’introduzione del salario minimo il numero degli Aufstocker si è ridotto, tuttavia mi pare che il tema sia ancora d’attualità, magari si potrebbe aprire una discussione sull’adeguatezza del salario minimo. Si tratta comunque di un breve articolo riepilogativo sui dati del 2016, il tema è ampio e complesso, ci sarebbe bisogno di un’analisi piu’ approfondita e almeno su questo siamo d’accordo.

      Elimina
  2. Certo, ma ribadisco che è necessario se non fondamentale entrare nel dettaglio. Quali sono i lavori che vengono retribuiti con i minijob? Chi riceve un sussidio Hartz IV? Si cominci a scorporare gli studenti, chi ne approfitta per arrotondare la retribuzione base e le donne a cui sta bene un lavoro part-time e aggiungerei anche lo straniero che appena arrivato non può pretendere di ottenere subito un contratto "tipico". Sono quindi analisi superficiali come quella che casualmente mi è capitato di leggere sul sito gemello tratta da un articolo del Financial Times e che vorrebbe i tedeschi in condizioni di povertà più elevata di quello che apparirebbe. Che significa che la maggior parte dei tedeschi non possiede una casa? E' mica un obbligo averla, è una questione culturale, se a loro sta bene stare in affitto così da potersi spostare liberamente per tutto il Paese cosa c'è di negativo? Aumenta il divario ricchi-poveri...ma è naturale in una economia di libero mercato in crescita che aumenti anche il differenziale di reddito e di ricchezza tra classi sociali. Però il Ft si guarda dal confrontare il divario presente in Germania con quello in UK! Così come si guarda bene dal menzionare il crollo negli anni passati delle retribuzioni in termini reali da loro contro quanto avvenuto per solo breve tempo in Germania. Differenziale che si sta ripetendo ora, con i salari in UK che rallentano la crescita in termini reali contro invece la situazione opposta in Germania.
    Tornando a questo articolo, sicuramente vi sono situazioni che meritano una attenzione e queste di essere conosciute per non far credere che la Germania sia un Paese di soli ricchi e dove tutto funziona alla perfezione, ma è necessario recepire questi articoli (compreso quello del Ft) con la giusta dose di criticità e neutralità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il punto dell'articolo è che le riforme Hartz sono state un sussidi di Stato alle imprese tedesche.
      Parlare di chi riceve i sussidi è puro e semplice "Red herring".
      Invero: chi siano i "mini/midijobber" cambia che il Hartz sia stato un regalo alle imprese tedesche per permettere loro di ridurre i costi a spese dello Stato? No.

      Elimina
    2. *sussidio
      il *sistema Hartz

      Scusate

      Elimina
    3. E' esattamente il contrario: è essenziale per comprendere il contesto e sfatare anche questo luogo comune. L'Italia gode di un numero notevole di esempi di sussidi nel campo del lavoro, da quello legato al Jobs-act ora terminato ma che ha visto stanziare un bel 'pacco' di miliardi non quantificabile ancora oggi con esattezza. Uno poi si apprestano a farlo a breve per aumentare l'occupazione giovanile, ma ci sono anche quelli storici come l'ex Contratto Formazione Lavoro (io fui assunto proprio tanti anni fa con questo tipo di contratto) sostituito in seguito dal Contratto d'Inserimento. Rammentiamo le agevolazioni contributive per chi assume a tempo indeterminato un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità (cioè un lavoratore licenziato da poco). Insomma si potrebbe proseguire, l'Italia è leader nei sussidi pubblici alle imprese legate al lavoro.
      Veniamo alle tanto vituperate riforme Hartz che non hanno ridotto il costo del lavoro perché in Germania il costo del lavoro non si è mai ridotto, semmai lo è stato il costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) a seguito degli accordi tra le parti sociali tra fine anni '90 ed inizi del 2000 e di cui il governo non c'entra nulla (leggi riforme Hartz) in cui si è concordata una cosiddetta "moderazione salariale", ovvero sganciare l'aumento delle retribuzioni alla produttività per legarla a quella dei prezzi, questo per recuperare competività dato che il costo orario del lavoro era molto più alto in Germannia rispetto ai maggiori competitors (Stati Uniti, Giappone e l'emergente Cina) frenando così la notevola delocalizzazione delle produzioni all'estero. I minijob poi non sono una introduzione contrattuale all'interno delle riforme Hartz, dato che risalgono al 1977, bensì hanno semplicemente subito una modifica in alcuni aspetti: hanno aumentato il tetto mensile compensabile con questa tipologia contrattuale da 325 a 400 euro, cancellato il limite massimo di 15 ore lavorative settimanali e aumentato il contributo da parte del datore di lavoro dal 10 al 11% dell'assicurazione malattia e sanitaria. L'incremento del numero di minijobber è dovuto in particolare all'aumento del tetto massimo retribuibile con i minijob che era diventato insufficiente ed in parte dall'aver tolto il limite delle 15 ore. Le statistiche comunque collocano le ore settimanali lavorate dai minijobber per la maggior parte tra le 10 e le 15 ore, solo una ridotta percentuale supera per raggiungere le 20 ore. Chi lavora oltre le 15 ore settimanali lo fa per una durata ridotta, si tratta infatti spesso (anche) di un rapporto a tempo determinato. Gli economisti che hanno spesso ribadito questa stupidaggine hanno commesso poi una gaffe enorme perché dovrebbero sapere che il costo del lavoro si calcola sull'unità di tempo (l'ora) ed un minijob oggi da 450 euro mensili costa al datore di lavoro circa 590 euro che se riferito rispettivamente a 15 ore (la media più elevata tra le più frequenti) e le 20 comporta un costo rispettivamente di 9,8 e 7,4 euro/ora.
      Altra ragione è che se il minijobber lavora fino a 14 ore settimanali il contributo pensionistico pari al 15% del compenso lordo non è dovuto da parte del datore di lavoro. Praticamente quanto può, anzi poteva, pagare un contratto full-time ai minimi. Senza contare l'ipotesi, altrettanto sciocca, avanzata da qualcuno che l'azienda potrebbe sostituire un full-time con più minijobber subendo così 2 svantaggi: organizzativo o di produttività ed economico dato che il full-time costa meno. Si tenga presente che il numero di lavoratori part-time in Germania è doppio rispetto a quello dei minijobber.
      L'Hartz IV è l'assegno di disoccupazione di lungo termine e di sussidio sociale per chi guadagna meno di un determinato limite che coinvolge non certo chi lavora a tempo pieno. In sostanza hanno preso due misure di welfare e l'hanno integrate in una.

      Elimina
  3. Ehi genio!!! "moderazione salariale", ovvero sganciare l'aumento delle retribuzioni alla produttività per legarla a quella dei prezzi, come dici tu si.

    Ma se aumenti la produttività i prezzi salgono o scendono?
    E prezzi precedono o seguono i salari?
    Ora che siamo costretti a fare noi italiani? A rincorrerli?

    RispondiElimina