martedì 15 agosto 2017

Buone notizie per il Lumpenproletariat: le sanzioni Hartz IV potrebbero avere i giorni contati

Il sistema sanzionatorio Hartz IV, pensato per punire chi non rispetta le prescrizioni dei Jobcenter, potrebbe avere i giorni contati. Un tribunale della Turingia ha infatti presentato un ricorso alla Corte Costituzionale tedesca che a breve dovrebbe pronunciarsi sulla presunta incostituzionalità delle sanzioni. Se la Corte dovesse accogliere il ricorso, il sussidio Hartz IV, sebbene di importo ridotto, potrebbe trasformarsi in un reddito di cittadinanza incondizionato. RT Deutsch prova a spiegare le motivazioni che stanno dietro il ricorso alla Corte Costituzionale. Susan Bonath da RT Deutsch


Non tutti insistono sul mercato del lavoro e non tutti ne hanno bisogno. Indipendentemente da cio' pero' il legislatore continua a vessare i disoccupati e chi ha un basso salario con un enorme e costoso apparato punitivo. I Jobcenter sanzionano ogni anni molte piu' persone di quelle a cui nello stesso periodo riescono a trovare un lavoro. Solo nel 2016 hanno ridotto per almeno 3 mesi l'indennità minima di sussistenza a 416.000 persone in 940.000 occasioni. Ad essere colpiti sono stati ancora una volta un decimo di tutti i percettori di sussidio in età lavorativa. Non ci sono solo le associazioni dei disoccupati e le organizzazioni sociali a ritenere le sanzioni incostituzionali. Anche i sindacati, i giudici e gli avvocati nel frattempo hanno iniziato a condividere questo punto di vista.

E' quanto emerge da un documento presentato alla Corte Costituzionale tedesca e a disposizione di chi scrive. I giudici costituzionali infatti a breve saranno chiamati a decidere se il regime sanzionatorio di Hartz IV, messo in pratica negli ultimi dodici anni e mezzo, è compatibile con la Costituzione tedesca. La Corte Sociale di Gotha in Turingia si è rivolta alla corte di Karlsruhe in quanto ritiene che il sistema sanzionatorio leda i principi fondamentali dello stato sociale, la dignità umana, l'integrità fisica e il diritto alla libera scelta di un lavoro.

Puniti peggio dei criminali 

Fra le 19 istituzioni che hanno presentato il documento alla Corte Costituzionale, 13 fanno riferimento a prove esistenti relative ad alcune gravi violazioni costituzionali. Fra queste la Confederazione Sindacale Tedesca (DGB), che già 15 anni fa aveva partecipato alla Commissione Peter Hartz incaricata della redazione della cosiddetta Agenda 2010. Anche se in passato aveva formulato critiche alquanto titubanti, questa volta si è espressa in maniera chiara: 

"Una punizione, che sarebbe incostituzionale anche se venisse commesso un crimine grave, in caso di violazione di un obbligo che non costituisce nemmeno un illecito amministrativo, non puo' in alcun modo essere considerata come accettabile o proporzionata"

La DGB si riferisce ad una sentenza della Corte Costituzionale del 1977, secondo la quale lo stato ha il dovere di garantire anche ai detenuti il diritto al riparo, al cibo, ai vestiti e all'assistenza medica. Anche l'aver commesso un grave crimine non deve in alcun modo condurre alla perdita della dignità umana. 

Al contrario il diritto sociale in vigore punisce con la riduzione o l'azzeramento del salario minimo di sussistenza dei comportamenti sicuramente discutibili, ma certamente non gravi, come ad esempio il non presentarsi ad un appuntamento al centro per l'impiego, l’invio di un numero insufficiente di candidature, il rifiuto di partecipare a misure di formazione professionale oppure la non accettazione di un lavoro. Il legislatore, in ultima istanza, aveva messo in conto le leggi Hartz IV, quindi non dovrebbe contemplare la decurtazione del sussidio, indipendentemente dallo stato di bisogno effettivo della persona. Lo spazio di manovra che l'Agenda 2010 mette a disposizione dei Jobcenter dovrebbe finire laddove inizia lo stato di necessità dei disoccupati.

Bisogni fondamentali fisici cancellati

Anche l'associazione sociale “Deutsche Sozialgerichtstag” ha modificato la sua posizione sul tema e oggi ritiene che ridurre un sostegno erogato per garantire i bisogni fisici essenziali sia incostituzionale. E questo accadrebbe ogni volta che il sussidio viene tagliato in misura superiore al 30%, sottolineano i giuristi. Le prestazioni previste dalla legge, nel caso in cui vengano comminate delle sanzioni, non garantiscono affatto la dignità delle persone. E su questo punto, secondo l’associazione, fino ad ora non si era indagato a sufficienza.

Le prestazioni in natura erogate in caso di riduzione dell'indennità di sussistenza consistono in buoni per il cibo e in alcuni casi anche per l'igiene, come riferito a chi scrive da un rappresentante della Bundesagentur für Arbeit (BA). In caso di decurtazione totale del sussidio i Jobcenter possono erogare dei buoni alimentari fino alla metà del valore della tariffa standard. Per una persona singola si tratta di 205 € al mese.

Prima di tutto i buoni non sono una prestazione obbligatoria. Secondo non sono accettati da tutti i supermercati. Terzo le persone colpite non ci possono pagare né l'affitto, né il riscaldamento, né l'elettricità. Per la Corte Costituzionale, come scritto in una sentenza del 2010, si tratterebbe di necessità fisiche di base.

Dall'Arbeitsamt riferiscono anche che in caso sia minacciato il taglio dell'energia elettrica, il Jobcenter puo’ pagare la bolletta direttamente al fornitore. Se le persone colpite si dichiarano disponibili "ad adempiere ai loro obblighi", le sanzioni possono essere mitigate e l'affitto arretrato saldato dal Centro per l’Impiego. Se cio’ non accade, e in caso di minaccia di sfratto, il Jobcenter puo' pagare l'affitto, ma solo in forma di prestito. Vale a dire: il debito con lo stato in seguito dovrà essere rimborsato a rate.

Costretti alla prostituzione e alla criminalità

L'associazione Sozialgerichtstag cita anche altri rilevanti aspetti sociali: molte persone sanzionate non sarebbero fisicamente e mentalmente in grado di lavorare per un periodo di tempo duraturo. Questo pero' non sembrerebbe interessare molto agli impiegati dei Jobcenter:

"i Jobcenter piuttosto, in una situazione esistenziale complessa e difficile, vorrebbero spingere verso un determinato comportamento oppure far accettare una situazione di carenza attraverso il ricorso a scenari di minaccia e coercizione"

Sono soprattutto i giovani disoccupati a trovarsi in una situazione disperata. Alcuni diventano senzatetto. La scarsa nutrizione diventa un pericolo. Alcuni, per cercare di restare a galla finiscono nella prostituzione o nella criminalità. "Non c'è alcun collegamento con il concetto di “protezione per la comunità", scrivono i giuristi ai loro colleghi della Corte Costituzionale di Karlsruhe.

Malati di mente puniti con maggiore frequenza 

Anche l'Associazione degli Avvocati tedeschi ha una visione simile. I Jobcenter si accaniscono soprattutto sulle persone con problemi mentali, sui tossicodipendenti, sui giovani con importanti problemi personali o addirittura con le persone gravemente disabili. Le persone colpite da sanzioni spesso non sono in grado di modificare il loro comportamento. I centri per l'impiego sanzionano i genitori single perché magari hanno rifiutato un lavoro a turni, oppure costringono persone depresse ad accettare un lavoro che in realtà non sono in grado di svolgere.

"Si ha come l'impressione, nel caso di persone con problemi comportamentali, che dietro alle sanzioni ci siano considerazioni da parte dei dipendenti del jobcenter estranee al caso in questione",

rimproverano i giuristi, che poi sottolineano: le famiglie bisognose, che non vogliono far morire di fame il familiare sanzionato, sono di fatto anch'esse colpite. Questa pena, estesa ai membri della famiglia, porta tutti i partecipanti ad "un regolare e significativo peggioramento della condizione di vita dell'intera famiglia".

Costringere le persone ad un determinato comportamento

Apparentemente i destini delle persone colpite non interessano né il governo, né i centri per l'impiego, né i rappresentanti dell'economia e nemmeno le città metropolitane o le province. Le loro prese di posizione lo fanno capire molto chiaramente.

Lo studio legale Redeker Sellner Dahs a nome del Ministero del Lavoro e degli affari sociali guidato da Andrea Nahles (SPD) chiarisce che nel diritto sociale le condizioni necessarie per ottenere un sussidio Hartz IV sono sullo stesso piano della dignità umana. La riduzione totale dell'indennità di sussistenza, oppure la sua totale decurtazione, è quindi da considerarsi pienamente legittima.

"si tratta di strumenti per impedire o costringere ad un determinato comportamento i beneficiari di un sussidio"

Concretamente: il governo concede un diritto fondamentale solo ai disoccupati obbedienti. Se le persone colpite da una sanzione non si piegano all'obbedienza, si tratta della loro volontà, sempre secondo il rappresentante legale del Ministero del Lavoro. In quanto "misure di legge finalizzate ad ottenere un determinato comportamento fanno abitualmente parte del diritto".

Minimo del minimo?

Sicuramente il governo federale ha calcolato il sussidio Hartz IV come un minimo esistenziale, lo studio legale che rappresenta il Ministero tuttavia nega questa tesi. Il limite insuperabile si troverebbe molto al di sotto, sostengono, senza pero' menzionare una somma precisa. La pensano allo stesso modo anche gli uffici del lavoro. Cosi' cercano di giustificare la loro posizione: solo il 37% delle obiezioni e il 40 % dei ricorsi vengono risolti a favore dei beneficiari, "testimonianza felice di un basso tasso di errore".

La Bundesvereinigung Deutscher Arbeitgeberverbände (BDA - Associazione dei datori di lavoro) ha addirittura elogiato le dure sanzioni previste per i disoccupati fra i 15 e i 24 anni. Alla minima irregolarità c'è la minaccia di una decurtazione del 100% dell'indennità. Probabilmente credevano di essere degli educatori quando alla BDA hanno dichiarato: sono proprio i piu' giovani a non doversi abituare ad una solidarietà da parte della collettività senza che da loro ci si aspetti una controprestazione. Anche l'associazione dei circondari (Landkreis) ritiene che l'intero catalogo delle punizioni sia "socialmente e politicamente necessario". L'associazione delle città teme invece che la perdita della casa potrebbe alla fine ostacolare l'inserimento lavorativo dei disoccupati. 

7 commenti:

  1. Della serie premiamo i fancazzisti...

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    1. Non è solo fancazzismo, ci sono molte persone che oggettivamente hanno dei seri problemi e che nonostante cio' continuano ad essere vessate dalla burocrazia dei Jobcenter...

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  2. Alla fine questo Hartz IV non è poi così inutile, un po' come gli 80 euro da noi (per quanto non concordo sulla misura dato che i 10 mld potevano essere usati diversamente). Comunque mi associo al commento precedente, ci possono essere provvedimenti esagerati ma così come messo si rischia davvero di premiare i fannulloni. Tra l'altro anche nella proposta qui presentata dal M5S, per quanto presenti contenuti discutibili, prevede sanzioni a chi non si impegna nella ricerca di una occupazione o ne rifiuti di proposte, fattore per me determinante. Poi posso concordare ciò che riguarda gli individui con problemi oggettivi, cittadini che andrebbero però seguiti da altri organismi sociali.

    PS.Segnalo un refuso, verso la fine viene citata l'associazione dei datori di lavoro la cui sigla è BDA (Bundesvereinigung Deutscher Arbeitgeberverbände), non BDS, che non è la Confindustria tedesca (BDI - Bundesverband der Deutschen Industrie e.V.).

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    1. Grazie per la segnalazione, appena corretto... comunque non è solo una questione di fancazzismo, da quanto leggo e da quanto mi hanno detto le persone che si sono trovate in una situazione simile, molto dipende anche dall'impiegato che ti viene assegnato, nel senso che i dipendenti dei jobcenter hanno un'ampia discrezionalità nel giudicare il caso, possono scegliere di sanzionarti o meno. Pare addirittura che gli impiegati dei jobcenter abbiano dei target di sanzioni da raggiungere, se non lo fanno vengono richiamati dai superiori. Se ne parla qui ad esempio: http://www.abendzeitung-muenchen.de/inhalt.ein-tag-im-jobcenter-am-kuerzeren-hebel-der-muenchner-hartz-iv-report-page1.13a86738-f8af-4f1b-b45d-632be007c731.html

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  3. @maurizio cocucci
    Francamente trovo i tuoi commenti assurdi e vessatori.
    Si disquisisce di pochi centinaia di euro dati alla parte piu debole della società e li si sottopone a vessazioni medioevali ed umilianti e tu mi vieni aparlare di fancazzisti??
    Io credo che chi viene umiliato in quella maniera ha il sacrosanto diritto di essere fancazzista.

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    1. Perché non li leggi. Io ho scritto, in un breve commento tra l'altro, che i cittadini con problemi particolari (fisici o più ancora psichici) dovrebbero essere seguiti non dalle Agenzie per il Lavoro bensì dai servizi sociali e da loro ricevere una indennità, quindi attraverso un canale parallelo. Al tossicodipendente idem, perché lo possono confermare coloro che operano nel campo della riabilitazione, che dare denaro ad uno di loro equivale a contribuire all'acquisto delle prossime dosi, terminati quelli (i soldi) riprenderanno a svolgere quanto fatto fino a quel momento. Quindi devono essere lasciati alle Agenzie per il Lavoro solamente i cittadini in buona salute, in grado di svolgere un lavoro. Questi devono però impegnarsi nella ricerca e non vivere alle spalle della società.

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  4. Indubbiamente ci sono dei casi di persone con problemi oggettivi anche seri, in tal caso li dovrebbe trattare la pubblica assistenza, non i centri per il lavoro.
    Per tutti glia altri quando si sente parlare di associazioni di disoccupati mi vengono i brividi.

    Comunque anche chi viene sanzionato riceve buoni pasto e gli vengono pagate alcune bollette, riceve pertanto qualcosa senza dare nulla in cambio.

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