lunedì 17 settembre 2018

Die Welt: il destino dell'Europa nelle mani del governo italiano

Die Welt affida al prof. Friedrich Heinemann un commento decisamente critico sulla situazione italiana. Per il professore di economia di Heidelberg il destino del patto di stabilità e soprattutto la credibilità delle istituzioni europee è nelle mani del governo italiano. Se la Commissione dovesse cedere, allora i "populisti" dilagherebbero in tutta Europa. I primi della Klasse salgono in cattedra. Da Die Welt


Negli ultimi giorni un sospiro di sollievo collettivo ha attraversato l'Europa. Il motivo sono state le dichiarazioni dei rappresentati del governo italiano secondo le quali l'Italia intende rispettare il limite del tre per cento previsto dal Patto di stabilità. In precedenza i ministri del governo avevano ripetutamente fatto sapere che il paese, con un rapporto debito/pil di oltre il 130%, in futuro avrebbe ignorato le norme sul debito. Ciò che viene trascurato, tuttavia, è il fatto che il patto di stabilità è molto più di un semplice limite del 3%. Per buone ragioni questo limite nel patto di stabilità riformato ha perso gran parte della sua importanza.

Oggi ci sono altri due "guardrail" progettati per garantire che i paesi altamente indebitati riducano il loro debito e che per farlo utilizzino gli anni buoni del ciclo economico. Il primo requisito importante è il livello di indebitamento, che dal Trattato di Maastricht in poi per i paesi della zona euro dovrebbe essere inferiore al 60% del PIL. Su questo punto il patto prescrive che i paesi con un debito più elevato debbano ridurre la distanza da questo limite di un ventesimo ogni anno.

L'Italia ormai da molti anni, in maniera alquanto sfacciata, non rispetta questo criterio. Il secondo limite riguarda il disavanzo corretto per gli effetti del ciclo economico (il "deficit strutturale"), che per l'Italia dovrebbe essere pari a zero. Anche qui, con un deficit strutturale di poco inferiore al due per cento, il paese resta attualmente ben al di sopra del valore consentito. In caso di tali infrazioni, il patto prevede l'obbligo di ridurre ogni anno il deficit di circa mezzo punto percentuale fino al raggiungimento dell'obiettivo.

In parole povere tutto ciò significa: il patto impone all'Italia di ridurre l'attuale deficit in passi misurabili fino al raggiungimento dello zero per cento nello spazio di qualche anno. Ciò è ancora piu' valido in quanto il paese si trova di nuovo in una situazione economica normale. In anni in cui la congiuntura economica è normale o addirittura buona, a ragione il patto richiede delle forti misure di austerità. Questo è l'unico modo per avere margini di deficit più alti nelle fasi di rallentamento economico.

La strategia di Salvini è politicamente intelligente

Anche prima della formazione del nuovo governo, la Commissione europea aveva richiamato l'attenzione sul fatto che l'Italia potrebbe mancare gli obiettivi previsti dal patto per il 2019. Questo avvertimento era evidentemente legato alla politica di bilancio del precedente governo. Anche se il nuovo governo intendesse implementare solo una piccola parte delle sue nuove idee in merito all'aumento della spesa e alla riduzione delle tasse, la situazione si aggraverebbe ulteriormente.

Nell'interpretazione delle regole bisognerebbe prendere in considerazione anche il fatto che il governo di Giuseppe Conte ha già ritirato alcune riforme del mercato del lavoro e che intende abolire le riforme pensionistiche introdotte dai suoi predecessori. Sono state proprio queste riforme a fornire alla Commissione argomenti per concedere al paese "circostanze attenuanti".

È in linea con la logica simmetrica del patto secondo la quale i limiti di deficit devono essere applicati in maniera più stringente se le riforme vengono ritirate. Puoi trasformare il patto oppure girarlo a tuo piacimento, ma un deficit piu' alto, inferiore solo di alcuni decimali rispetto al limite del 3%, non è in alcun modo conforme alle regole. Un deficit massimo dell'1,5% nel 2019 potrebbe essere accettabile, ma solo con un po' di buona volontà. E comunque il bilancio dovrà muoversi con una certa rapidità verso l'obiettivo del pareggio fra entrate e uscite.

Che i ministri italiani come Matteo Salvini preferiscano concentrarsi sul limite del tre per cento e non ne vogliano sapere di osservare standard più rigidi, è politicamente intelligente. E' un argomento che sposta il punto di riferimento. Prima il governo minaccia di superare il limite del tre per cento, subito dopo però rivende un deficit del 2,9 % come un "successo" e un "rispetto delle regole". È inoltre in linea con l'esperienza fatta in molti anni con il patto di stabilità, e cioè: gli Stati  della zona euro fanno una scelta selettiva. Nella comunicazione  infatti, spesso viene utilizzato il limite più facile da raggiungere. Piuttosto è sorprendente che i media e la politica siano acritici nei confronti di questa strategia che invece sta passando nel silenzio generale.

Si tratta del futuro del patto di stabilità

Il guardiano del patto di stabilità e crescita è la Commissione europea. E' necessario un rapido chiarimento sul tema. Jean-Claude Juncker e il commissario per gli affari monetari Pierre Moscovici devono mettere in  chiaro che l'Italia senza una ulteriore riduzione del deficit violerebbe il Patto. Non sappiamo tuttavia se la Commissione alla fine dell'era Juncker avrà questo coraggio.

A Bruxelles il timore è quello di un importante successo elettorale dei gruppi populisti alle elezioni europee del maggio 2019. Un argomento comune è che una procedura di infrazione sul deficit nei confronti dell'Italia potrebbe regalare ancora più voti a Lega e Cinque stelle. Un handicap del patto è ora molto chiaro: l'ufficio di controllo in seno alla commissione ha un'autorità politica che non ha la neutralità sufficiente per l'applicazione pertinente delle regole del gioco.

L'attuale disputa sul bilancio con l'Italia riguarda quindi il futuro del patto di stabilità. È sicuramente complesso, tuttavia offre un insieme ben equilibrato di regole con una certa flessibilità e un senso per la politiche economiche congiunturali. Se la Commissione dovesse cedere, allora la credibilità del patto riformato sarebbe irreparabilmente danneggiata. E il calcolo di voler contenere in questo modo i populisti non sarebbe affatto convincente. Se la Commissione dovesse piegarsi, dimostrerebbe che i in Europa i governi possono far valere la propria volontà con strategie di confronto populiste. Difficilmente si potrebbe immaginare una pubblicità migliore per la campagna elettorale dei populisti alle europee.

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domenica 16 settembre 2018

Mi' cuggino a Monaco di Baviera (2)

M'ha detto mi' cuggino che a Monaco di Baviera gli danno 2000 euro al mese...questa volta è Die Zeit a occuparsi del livello incredibile raggiunto dagli affitti a Monaco di Baviera e della prima manifestazione degli inquilini, si arriva da qui. Da Die Zeit


A Monaco, gli affitti e i prezzi degli immobili crescono intinterrottamente da anni. Nel frattempo, un metro quadro di nuova costruzione in periferia costa almeno 8.000 euro. Gli affitti per gli edifici di nuova costruzione partono da 17 euro e arrivano spesso ai 25 euro al metro quadro. Sabato, migliaia di residenti di Monaco scendono in piazza per manifestare a favore di alloggi a prezzi accessibili. Come siamo arrivati a questa situazione? Cosa deve cambiare affinché gli infermieri e i parrucchieri non siano costretti ad andare via dalla città? Abbiamo chiesto alle parti interessate: un attivista, un immobiliarista (...)

Maximilian Heisler è titolare di un bar. Ha fondato il Bündnis Bezahlbares Wohnen

ZEIT: Herr. Heisler, lei è nato e vive da sempre nell'ex quartiere operaio Untergiesing in un appartamento in affitto. Perché uno come lei ha fondato un movimento di cittadini contro il caro affitti?

Heisler: Vedo quello che succede ai miei amici e conoscenti: chiunque cerchi un appartamento in questa città non troverà nulla, oppure solo delle case così costose da non potersele permettere. A volte ho l'impressione di vivere in una delle ultime zone a prezzi accessibili ancora esistenti a Giesing, tra tutti i nuovi edifici molto costosi o quelli vecchi ristrutturati. Nei blocchi che stanno a sinistra e a destra rispetto al mio, non potrei permettermi nessun appartamento. E io sono un lavoratore con un reddito medio. In questa città ci sono migliaia di persone che guadagnano meno di me e sono in cerca di una casa: genitori single, disoccupati, famiglie con bambini - prima di tutto, cosa accadrà a loro?

ZEIT: Gli economisti dicono: se così tante persone vogliono vivere nel centro città, i prezzi inevitabilmente umentano. Vivere in centro quindi non puo' essere alla portata di tutti.

Heisler: Si parla spesso di infermieri o poliziotti che non possono piu' permettersi di pagare un affitto. Ma prima di loro ci sono altre persone ad essere colpite: cassieri, commessi e parrucchieri. Vogliamo davvero che nessuno sia piu' in grado di permettersi la città in cui lavora?  A Monaco la carenza di alloggi colpisce perfino la classe media. Nel frattempo, ad essere colpite ci sono anche molte persone ben istruite, intorno ai 40 anni, con una laurea. I miei amici sono designer industriali, giornalisti o informatici, e anche con loro almeno una conversazione su due ruota intorno al tema della carenza di alloggi.

ZEIT:  Perché ci sono così poche case ad un prezzo accessibile a Monaco?

Heisler: Da un lato ne sono state costruite troppo poche. Ogni anno ci sono 30.000 persone che si trasferiscono a Monaco, e già ora mancano dai 60.000 agli 80.000 appartamenti. Quello che viene costruito è molto caro, motivo per cui ogni nuovo appartamento fa salire l'indice degli affitti. Molti appartamenti fino ad ora affittati ad un prezzo accessibile vengono acquistati da grandi investitori per essere ammodernati o ristrutturati. E in quel caso per i residenti la situazione diventa davvero costosa: sentiamo parlare di aumenti dell'affitto di nove o dieci euro - al metro quadrato!

ZEIT:  cosa fate a riguardo?

Heisler: Finalmente diamo una voce agli inquilini. Finora la cosa riguardava piu' che altro le persone anziane che finivano per parlarne e arrabbiarsi con i vicini. O gli studenti, che poi si trasferivano in un appartamento condiviso oppure ricevevano supporto dai loro genitori. Fino ad ora nessuno a Monaco era sceso in strada per la casa. Molti si sono abituati alle piccole dosi di veleno somministrate sotto forma di continui aumenti dell'affitto. Altri si vergognavano ad ammettere di poter a malapena pagare l'affitto. Ora per molti si tratta della sopravvivenza. Noi incoraggiamo tutti: insieme è piu' facile lottare!

ZEIT:  cosa potrebbe alleviare la carenza di alloggi?

Heisler: L'amministrazione della città dovrebbe comprare tutto ciò che arriva sul mercato e quello che gli immobiliaristi si passano fra loro, al fine di guidare i prezzi. Ma l'amministrazione della città non fa abbastanza. Si dovrebbe anche chiarire qual'è il ruolo della Sparkasse nei progetti immobiliari che finanzia in quanto banca di diritto pubblico, che poi pero' sul mercato arrivano solo ad un prezzo molto elevato. Le associazioni di edilizia comunale potrebbero almeno abbassare simbolicamente gli affitti delle loro migliaia di appartamenti, per l'indice degli affitti. Inoltre, sarebbe necessario passare al sostegno diretto dei piu' bisognosi attraverso dei sussidi per l'affitto. Nel complesso, sono alquanto sconcertato. Abbiamo perso molto tempo.

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Reinhold Knodel è l'amministratore di Pandion AG, uno dei maggiori sviluppatori immobiliari di Monaco. Gli sviluppatori comprano un terreno, ci fanno costruire sopra delle abitazioni e vendono poi le case o i singoli appartamenti insieme al terreno.

ZEIT: Herr Knodel, non potreste costruire piu' appartamenti?

Knodel: certo che potremmo, se dipendesse da noi. Ma c'è un collo di bottiglia in due aree cruciali: in primo luogo la disponibilità di terreni edificabili. L'offerta è lontana dal soddisfare la domanda, per questo i prezzi sono cresciuti così tanto. In secondo luogo, anche i costi di costruzione sono drasticamente aumentati, si può dire anzi che sono esplosi. Il costo della muratura e degli impianti in un anno è salito fino al 25%. E questo vale anche a livello nazionale. Ma potremmo costruire di più. Se domani ricevessimo dalla città di Monaco un terreno per altri 50.000 metri quadrati edificabili, potremmo andare dal notaio dopodomani.

ZEIT: i costi di costruzione stanno aumentando perché attualmente ci sono pochi artigiani e tecnici disponibili?

Knodel: Esattamente. Se 5 anni fa avessimo offerto una costruzione per 30 milioni di euro, avremmo ricevuto almeno dieci offerte dalle società di costruzioni. Oggi riceviamo una o due offerte e dobbiamo accettare i loro prezzi. E cosi' accade anche con molti altri mestieri. Non possiamo aspettare a lungo altre offerte perché abbiamo preso degli impegni e dobbiamo rispettare i tempi di consegna. Prima o poi devi iniziare a costruire. Gli artigiani lo sanno. Ma i progetti che costruiamo oggi sono già stati venduti ai clienti circa un anno e mezzo fa. In questo caso non puoi aumentare i prezzi di vendita. Di conseguenza, molti sviluppatori immobiliari sono diventati decisamente più cauti.

ZEIT: Cosa pensa del fatto che ci sia bisogno di più alloggi sociali?

Knodel: Ciò è completamente controproducente, perché farà salire i prezzi ancora di piu'. Il collo di bottiglia non è nel fatto che ci sono troppi pochi investitori che investono in appartamenti. Non siamo un fattore limitante che deve essere sostituito dalle forze dello stato. Il punto è che c'è troppo poco terreno edificabile e pochi artigiani. Se lo stato si mettesse a fare il costruttore, non supererebbe il collo di bottiglia. Cio' accadrebbe solo se identificasse nuovi terreni edificabili.

ZEIT: Da dove potrebbe arrivare il terreno edificabile?

Knodel: le città devono crescere oltre i loro confini. Continuare a pensare nei limiti della vecchia città è il vero problema: Londra o Monaco di 100 anni fa non erano cosi' grandi come oggi. Continuiamo a discutere di come possiamo riempire ancora di più una pentola su cui teniamo ancora un coperchio. Ma il sollievo puo' arrivare solo quando la città oltrepassa i propri confini verso l'esterno.

ZEIT: Ma non è così facile come ai tempi dei re, in cui i governanti decidevano: su quel terreno agricolo si dovrà costruire.


Knodel: non devi espropriare subito i proprietari. Ma negli anni '70 nel nostro paese c'era già stata una riforma amministrativa. Bisogna solo osare. E pensare in modo più pragmatico, ma nessuno lo sta facendo.

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sabato 15 settembre 2018

Mi' cuggino a Monaco di Baviera (parte prima)

M'ha detto mi' cuggino che a Monaco di Baviera gli danno 2000 euro al mese...peccato tuo cugino e Lambrenedetto non ti abbiano detto che probabilmente la metà dello stipendio gli serve per affittare un piccolo appartamento di una stanza e mezzo in una lontana periferia, sempre che sia riuscito a trovare un posto dove dormire. La follia degli affitti, causata dai tassi a zero e dall'enorme afflusso di migranti e profughi, a Monaco di Baviera, la città piu' cara in assoluto, ormai minaccia la pace sociale. Per oggi 15 settembre è in programma la prima manifestazione degli inquilini organizzata dal movimento per la casa di Monaco. Le Nachdenkseiten intervistano Christian Schwarzenberger, uno dei leader della protesta. 


NDS: Herr Schwarzenberger, lei è uno degli organizzatori della manifestazione prevista per il 15 settembre a Monaco. Insieme ai suoi sostenitori si batte per avere alloggi a prezzi accessibili. Anche lei vive a Monaco. Come è la situazione?

Schwarzenberger: Monaco è conosciuta per essere la città tedesca più cara in assoluto. Affitti superiori ai 20 € / m² non sono più una rarità, ma stanno diventando la norma. Soprattutto negli ultimi anni, dopo la crisi finanziaria, gli affitti sono cresciuti sempre rapidamente. Per questo molte persone non possono piu' permettersi di vivere in città e sono costrette a trasferirsi fuori. Ad essere colpiti, tra gli altri, ci sono ad esempio gli infermieri, gli educatori o i commessi, persone che non possono fare a meno di vivere in città. D'altra parte, il numero dei senzatetto a Monaco è quasi quadruplicato negli ultimi 10 anni. Stiamo parlando di una situazione drammatica.

NDS: Da quanto tempo vive a Monaco?

Schwarzenberger: Mi sono trasferito a Monaco di Baviera più di 10 anni fa per studiare. Da allora ho sempre vissuto qui tranne alcune brevi interruzioni e ho potuto osservare da vicino gli sviluppi.

NDS: Quando ha notato per la prima volta che c'era un problema?

Schwarzenberger: Ero ancora uno studente quando ho dovuto lasciare la residenza universitaria per trasferirmi in un appartamento in condivisione. All'epoca dovevo spendere più di due terzi delle mie entrate solo per affittare una stanza. Ma oltre alla mia situazione, per me è sempre stato importante osservare un paesaggio urbano in continuo mutamento. A meno che tu non cammini per la città con gli occhi chiusi, ti accorgi che il numero dei senzatetto aumenta di anno in anno.

NDS: Può farci un esempio concreto di quali sono i problemi?

Schwarzenberger: I partecipanti agli incontri fra gli inquilini riferiscono principalmente di ristrutturazioni di lusso e di sfratti. Per alcuni gli affitti vengono raddoppiati, per altri invece c'è una ristrutturazione e poi uno sfratto immediato. Questo fa sì che, ad esempio, una famiglia stia prendendo in considerazione la possibilità di trasferirsi in una roulotte perché ha ricevuto lo sfratto e non trova alloggi a prezzi accessibili.

La maggior parte delle volte, la casa viene venduta, entra uno speculatore - spesso una società non identificabile - con l'obiettivo, dopo l'ammodernamento, di trasformare gli appartamenti affittati in case di proprietà da rivendere poi sul mercato in maniera molto redditizia. A causa dei prezzi esorbitanti delle superfici edificabili a Monaco, che hanno un forte impatto sui prezzi degli appartamenti e degli affitti, al momento la situazione è estrema.

NDS: Ha un altro esempio?

Schwarzenberger: Gli inquilini dei 33.000 appartamenti della bavarese GBW - a Monaco di Baviera ci sono 8.000 di questi appartamenti - stanno lottando contro l'aumento degli affitti. Questi appartamenti erano di proprietà della Landesbank bavarese, la quale poi è stata salvata dal governo regionale bavarese perché aveva perso molti soldi negli Stati Uniti e in Austria con delle scommesse azzardate. La vendita al predatore immobiliare "Patrizia" è avvenuta nel 2013 sotto l'ex ministro delle finanze Söder. Solo di recente si è saputo che lui e  Horst Seehofer avevano giustificato la vendita con delle argomentazioni consapevolmente false.

Io stesso aiuto una comunità composta da circa 100 inquilini di Monaco colpiti da questa vendita. Sono tutti lavoratori a basso reddito che pensavano di avere preso in affitto un alloggio sociale, e che ora invece si ritrovano degli affitti che aumentano fino al 15% ogni tre anni. Per molto tempo si sono rivolti alla politica cittadina e regionale, da anni portano avanti delle cause legali per i contratti di affitto, e da anni vengono lasciati soli da chi dovrebbe essere responsabile.

NDS: Quali sono le conseguenze di queste condizioni?

Schwarzenberger: Se hai un contratto a tempo determinato, se sei di origine straniera, se hai un animale domestico o solo perché sei un genitore single, tutto ciò è sufficiente a far sì che la ricerca della casa si trascini per mesi o addirittura per anni. Inoltre, l'affitto divora una quota sempre maggiore del reddito netto. Dall'altro lato ci sono gli speculatori che si arricchiscono a spese delle persone. E questo porta ovviamente all'ampliamento del divario sociale. Se continua così, la pace sociale sarà a rischio.

NDS: Se si ascolta Markus Söder e gli altri politici bavaresi palare in televisione, si ha l'impressione che in Baviera tutto vada bene. Che messaggio ha per questi politici?

Schwarzenberger: I dati economici possono essere anche buoni, anche i dati sulla disoccupazione sono bassi. Tuttavia, un numero crescente di persone in Baviera riesce a malapena a tirare avanti. Oltre all'aumento degli affitti, anche i bassi salari e l'occupazione precaria giocano  un ruolo determinante.

I politici come Söder, Seehofer e gli altri pezzi da novanta dovrebbero ascoltare le storie delle persone che sono realmente colpite da questo fenomeno di allontanamento e sostituzione. Dovrebbero rivolgere la loro attenzione alle questioni veramente importanti invece di condurre finti dibattiti sulla sicurezza, l'immigrazione o la polizia di frontiera.

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venerdì 14 settembre 2018

Vita di una giovane Hartz IV

Sarah è una studentessa diciassettenne del Nord Reno-Westfalia e insieme a sua madre sopravvive con un sussidio Hartz. La sua testimonianza diretta ci spiega perché molto spesso la burocrazia degli Arbeitsamt, invece di aiutare i giovani ad uscire dalla povertà, impedisce di pianificare un futuro normale e dignitoso. Da Vice.com la lettera di Sarah Heinrich


Lavorare per 450 euro al mese e tenere per sé solo 170 euro? Sembrerebbe una tassazione sul reddito estrema - come si potrebbe sospettare dai numeri - ma con i ricchi non ha nulla a che fare, al contrario. Si tratta invece dei figli dei sussidiati Hartz IV.

Sono Sarah, ho 17 anni e sono la figlia di un Hartz IV. L'anno prossimo farò la maturità nel Nord Reno-Westfalia, e vorrei poter mettere da parte qualche soldo per il periodo che seguirà. Per viaggiare con gli amici, per i mobili del primo appartamento, o forse solo per avere un piccolo cuscinetto se dovesse accadere qualche imprevisto e se dovessi avere bisogno di un po' di denaro.

Ma il problema è che fino a quando vivo a casa, difficilmente riuscirò a mettere da parte qualcosa.

Poiché mia madre percepisce un sussidio Hartz IV, secondo la lingua dei burocrati formiamo una cosiddetta "comunità di bisogno" (Bedarfsgemeinschaft). Altri la chiamerebbero una famiglia, una comunità in cui ci si sostiene l'un l'altro. L'agenzia federale per l'impiego inquadra la situazione in maniera molto precisa. Tutto ciò che io, figlia diciassettenne, guadagno oltre i 100 euro al mese, viene detratto all'80% dal sussidio Hartz IV della nostra "comunità di bisogno". L'Arbeitsamt ci darà quindi di meno, perché io appunto guadagno una parte dei soldi che secondo l'ufficio ci spettano.


Di per sé è logico che in una famiglia ci si prenda cura dell'altro, ma i minorenni devono provvedere anche ai loro genitori? Io non credo sia così.

Piuttosto, dovremmo fare in modo che i figli non vadano a finire nella stessa situazione di povertà finanziaria dei genitori. Perché questa spesso passa di generazione in generazione.

Ho escluso sin dall'inizio la possibilità di partecipare con la mia classe alla gita scolastica di fine anno. Certamente ci sono ragazzi con dei genitori ricchi che possono permettersela. Ma ci sono anche molti adolescenti che hanno dei genitori che non possono permettersi con facilità nulla del genere. Ma almeno hanno la possibilità di fare qualche lavoretto per un paio di mesi e di mettere da parte qualche soldo. Io non posso farlo, proprio come molti altri figli di sussidiati Hartz IV.

La povertà fa ammalare le persone, questo è noto, e anche i bambini e gli adolescenti ne sono colpiti. La marginalizzazione è fatale per la loro psiche, sebbene non possano fare molto per la situazione in cui si trovano.

I primi 100 euro che i giovani come me possono guadagnare e tenere per sé spesso vengono spesi nelle associazioni sportive, nei viaggi del fine settimana o anche in attività banali come il cinema, il cibo o fare festa. Non si tratta di uno spreco, ma del tentativo di vivere una vita come quella gli altri.

Molti adolescenti sognano di lasciare definitivamente la casa dei genitori dopo aver terminato la scuola. Per me invece non è un sogno, perché so che dovrò uscire di casa il prima possibile se non voglio restare legata all'Arbeitsamt ancora a lungo. Il pensiero di dover traslocare tuttavia mi spaventa.

Posso richiedere al Jobcenter una sovvenzione con la quale poter arredare il mio appartamento o la mia stanza in un appartamento condiviso. Tuttavia l'ufficio può anche rifiutare la richiesta se ritiene che il mio trasloco non sia necessario. E poi c'è la cauzione. Su cui io non posso risparmiare e per la quale il Jobcenter dovrebbe decidere se vuole concedermi o meno un prestito.

Dopo il diploma mi piacerebbe molto fare un anno di servizio sociale volontario, ma per farlo dovrei trasferirmi. Perché vivo in campagna, e i lavori del FSJ (Freiwilliges Soziales Jahr) sono disponibili solo nelle città. L'unica alternativa sarebbe un'auto privata. Se rimanessi con mia madre, sarei autorizzata a tenere fino ad un massimo di 200 euro dalla paga che prenderei come volontaria. Ma quei soldi servirebbero solo per coprire i costi per l'auto e il carburante. Senza considerare che non posso risparmiare denaro nemmeno per comprare una piccola auto usata.

Se dopo aver finito la scuola o dopo il FSJ decidessi di andare all'università avrei diritto al BAföG (borsta di studio), ma mi troverei immediatamente di fronte alla prossima sfida finanziaria: pagare le tasse del primo semestre (Semesterbeitrag). Nelle università piu' vicine, quelle di Dortmund e Duisburg-Essen, sono 291 o 305 euro. Soldi che dovrei mettere da parte, se solo potessi.

Ancora una volta il primo passo è il più difficile. Ma senza questo io non posso uscire dalla mia situazione.

Spesso si dice che i figli dei destinatari di Hartz IV mancano di esempi positivi nella vita. Per questo motivo spesso finiscono essi stessi a condurre una vita in povertà. Crescono senza considerare normale il fatto di dover lavorare otto ore al giorno. Non possono vedere i loro genitori mentre si felicitano per una promozione lavorativa oppure godersi una vacanza pagata con i soldi risparmiati. In breve: non imparano che il lavoro è utile.

Ma se questi figli decidessero di fare diversamente dai loro genitori - che forse nella loro adolescenza non potevano o non volevano guadagnare qualche soldo, verrebbero puniti.

In che modo dovremmo sviluppare una relazione positiva con il lavoro se il denaro ci viene semplicemente sottratto? È quasi impossibile trovare un annuncio di lavoro per 100 euro al mese, e poi oltre alla scuola, ai compiti a casa e soprattutto allo studio per il diploma, chi è disposto a lavorare molte più ore senza alla fine essere pagato? Non si dovrebbe forse sostenere proprio questi ragazzi a cui fin dall'inizio si prospettava una vita in povertà e che invece stanno cercando di intraprendere una strada diversa?

Dovreste essere contenti se ancora riusciamo a trovare la motivazione per uscirne con le nostre forze!

Non si dice sempre: chi è diligente e si dà da fare dovrebbe avere la possibilità di condurre una buona vita? Il lavoro deve essere utile? Se ci viene negato di fare esattamente ciò, allora è la dimostrazione che a molti non interessa il fatto che tutti possano avere le stesse opportunità. E forse a molti non interessa nemmeno se alcune persone restano  povere per sempre.

Le ragioni per le quali le persone fanno domanda per i sussidi di disoccupazione sono molteplici, e far sentire le persone in colpa è inappropriato. Ma ovviamente so che ci sono persone che la pensano in maniera diversa. Che considerano i percettori di Hartz IV come dei parassiti sociali. Ma anche loro sembrano essere d'accordo con il punto fondamentale secondo il quale i ragazzi non possono farci nulla se sono nati in condizioni sfavorevoli. Non è un caso che ogni partito scriva sulla propria bandiera di voler ridurre la povertà infantile e garantire le pari opportunità.

Dovremmo stimare questi ragazzi perché cercano di sfuggire alla povertà finanziaria, sostenerli e incoraggiarli. E non rendere ancora più difficile la loro strada già lunga e complicata.


mercoledì 12 settembre 2018

Sopravvivere ad Hartz IV

Hartz IV non è un reddito di cittadinanza ma un sistema di controllo finalizzato a scandagliare l'esistenza dei sussidiati i quali sono costretti a dichiarare ogni minima entrata e restano costantemente sotto osservazione. La minaccia sullo sfondo è sempre la stessa: sanzioni, decurtazioni, tagli al sussidio. Una madre di Berlino racconta a Deutschlandfunk Kultur che cosa significa sopravvivere con un sussidio Hartz. Ne parla deutschlandfunkkultur.de


Quasi otto milioni di persone in Germania percepiscono un sostegno sociale al reddito sotto forma di sussidio "Arbeitslosengeld II" oppure come assistenza sociale. Persone che vivono sotto la minaccia costante di sanzioni e sotto un permanente controllo. Questa situazione li fa ammalare, si sentono feriti, senza dignità.

Un'insalata, qualche carota tagliuzzata, patate e un mango con qualche macchia marrone. Tutto finisce nella busta della spesa della signora con la treccia scura e il sorriso amichevole. Ogni martedì arriva in questo punto di distribuzione della Tafel di Berlino:

"Ho assolutamente bisogno di tutto ciò, un vero guadagno per noi, è quello che ogni settimana ci salva. Sono grata di poter venire qui ogni martedì per sentirmi parte di una comunità, per la premura, per la bella gente, e io a volte davvero ho le lacrime di gioia, perché sento un po' di integrazione ".

La donna ha poco più di 50 anni e qui vuole essere chiamata Beatrice Buchmann. I suoi vicini di casa non devono in alcun modo sapere che da decenni ormai fa affidamento solo sui soldi del Jobcenter o del Sozialamt e che senza l'aiuto della Tafel non avrebbe mai avuto abbastanza da mangiare.

"Devi fingere e questa è la cosa brutta, esci di casa come un bozzolo, perché hai ancora una dignità, ma quella dignità dentro di te in verità non ce l'hai piu' perché all'Arbeitsamt ti hanno già fatto male, perché ogni volta dobbiamo mostrare tutto quello che ancora abbiamo".

Non può permettersi l'affrancatura delle lettere

Beatrice Buchmann non ha mai avuto molto. Come assistente di un dentista part-time guadagnava così poco da dover integrare con l'indennità Arbeitslosengeld II. Madre single con un bambino, ha fatto ben 55 lavori diversi, su sollecitazione del Centro per l'impiego ha scritto 189 candidature, fino a quando alla fine le hanno diagnosticato la ragione dei suoi continui fallimenti: è una autistica con sindrome Asperger, e oltre a cio' ha una grave malattia agli occhi.

Ora vive con una pensione di invalidità e integra l'assegno con la sicurezza di base (Hartz IV): l'Arbeitsamt le trasferisce 416 euro al mese, detratti i 120 euro che deve aggiungere perché il suo appartamento è di qualche metro quadrato piu' grande e quindi troppo caro per il Sozialamt. Le restano circa 300 euro al mese per vivere. A ciò si aggiungono tutte le pratiche burocratiche con i servizi sociali. Deve andarci due volte al mese in bicicletta:

"Perché i documenti non possono più essere inviati via e-mail a causa della legge sulla protezione dei dati, è cosi' da maggio ormai. Ora dobbiamo fare tutto sempre per iscritto e questo ci costa anche tanti soldi. Oppure dobbiamo farlo da soli e di solito nei mesi estivi non prendo l'abbonamento scontato, perché voglio oppure devo risparmiare. Servono 27,50 € per l'abbonamento, quindi faccio tutti i giri in bicicletta".

In questo modo Beatrice Buchmann risparmia 1,45 euro a lettera. Questo è il motivo per cui deve segnalare immediatamente qualsiasi cambiamento nei suoi costi o acquisti:

"Devono prima arrivare la bolletta del riscaldamento e le altre bollette per i consumi, inviate separatamente dal padrone di casa. Oppure a luglio arriva l’aumento della pensione, quindi l'impiegato del Jobcenter prepara un nuovo documento che deve essere spedito all'assicurazione sanitaria. La cassa malattia prepara un nuovo calcolo e io poi devo inviare questo nuovo documento dall'assicurazione sanitaria all'impiegato a me assegnato al Jobcenter, e da quel momento l'importo puo' essere nuovamente adeguato. Ho tre grandi raccoglitori che stanno scoppiando ".


"Gli appuntamenti in cui sei messo a nudo"

Un sforzo enorme in termini di burocrazia. E poi ci sono gli appuntamenti durante i quali viene fatta un'audizione personale. Perché ogni anno tutte le domande devono essere rinnovate:

"Un altro appuntamento in cui sei messo a nudo, penso ogni volta, perché io come autistica mi immagino tutto in senso figurato. Ti viene chiesto quanto denaro hai a casa, domanda che trovo degradante in quanto ogni volta devi specificare tutto, se hai ricevuto gioielli o qualcosa del genere. "

Tutto viene calcolato e detratto dal sussidio. Il Kindergeld del figlio Lasse, che nel frattempo ha raggiunto la maggiore età ed è uscito di casa, veniva detratto dalla sua assistenza sociale di 300 euro. Se lei va in ospedale vengono detratti dei soldi dal sussidio perché il cibo durante la degenza è fornito dall'ospedale. Beatrice Buchmann non può nemmeno avere un credito sull'affitto nei confronti del suo padrone di casa, che aveva ottenuto perché per alcune settimane durante una ristrutturazione non aveva potuto usare la sua cucina:

"E sfortunatamente ho dovuto dichiararlo al mio impiegato del jobcenter come una forma reddito, ed è stato interamente detratto dal sussidio di base. Così non ho visto un centesimo per il mio disagio, per tutto quello che ho dovuto passare".

Al figlio non era permesso di tenere le mance

Quando il figlio Lasse viveva con lei era ancora peggio. Quando aveva 15 anni, madre e figlio dovevano vivere con poco meno di 800 euro al mese. Anche quando Lasse voleva guadagnare qualche soldo con un lavoro estivo, l'Arbeitsamt prendeva subito dei provvedimenti:

"Mio figlio poteva guadagnare al massimo 100 euro al mese. Niente in piu'. Ha dovuto rinunciare perfino alle mance, e anche il suo capo sapeva esattamente che con noi bisognava procedere in quel modo. Perché non gli era permesso di guadagnare un centesimo in piu', altrimenti dovevamo dichiararlo e poi veniva detratto"

Per Beatrice e suo figlio non ci sono né libertà né indipendenza: proprio mentre Lasse stava preparando la maturità, dal Centro per l'Impiego continuavano a chiamarlo per obbligarlo a candidarsi a dei colloqui di selezione e a dei test:

"C'era un impiegata che chiamava mio figlio in continuazione per dei colloqui a cui sono seguite decine di candidature. Questo è il peso che viene scaricato su di uno studente che a causa della madre purtroppo percepisce ALG II, è già in quel momento si trova in una trappola. Era vicino ad un esaurimento nervoso, deve immaginarselo, un diciassettenne, tormentato in questo modo dal centro per l'impiego, che non riesce piu' a gestire la sua vita. Era già a rischio suicidio".

"Il 90 per cento si ammala a causa dei centri per l'impiego"

Un esame poi è andato anche male, e purtroppo non è stato sufficiente per ottenere una Abitur pienamente valida. La madre di Lasse accusa:

"Io stessa ho avuto dei sensi di colpa, proprio perché mi trovavo in questa situazione e non ne sono mai uscita. Nessuno mi ha mai potuto aiutare. Nel 90 per cento dei casi le persone si ammalano di mente a causa della pressione del Jobcenter. Non possono fare alcun errore, perché vengono messe sotto osservazione con una lente di ingrandimento"

Oggi il figlio di Beatrice Buchmann ha 21 anni e vive da solo, ha finito un apprendistato come venditore di auto e ora vorrebbe ancora studiare. Per lei nulla è destinato a cambiare. Poiché continua a pagare la riparazione della lavatrice, attualmente vive con 80 euro al mese. Domani Beatrice Buchmann deve tornare di nuovo al Sozialamt:

"Cosi' passo da un mese all'altro e sono lieta di avere almeno qualcosa, anche se alla fine tutto cio' non è nemmeno degno di essere vissuto. E' solo un sopravvivere".


lunedì 10 settembre 2018

I costi della nuova Weltpolitik

La Germania vuole ampliare il suo spazio di azione militare e partecipare attivamente alla definizione del nuovo ordine mondiale. Il piano sta prendendo forma e recentemente il governo di Berlino ha presentato le linee guida per il rafforzamento della Bundeswehr. Ne parla German Foreign Policy


La volontà della Germania di raggiungere la leadership

Il quadro politico del nuovo "profilo di competenze" della Bundeswehr emerge dal "Libro bianco sulla politica di sicurezza tedesca e il futuro della Bundeswehr" presentato circa due anni fa. Secondo il documento la Germania - basandosi sul "suo ruolo economico, politico e militare" - intende "partecipare attivamente alla definizione dell'ordine globale". Il documento stabilisce inoltre che in futuro alla Germania spetterà il compito di "assumere la leadership" [1]. Sin da allora Berlino cerca di mettere in pratica l'ambizioso programma di politica globale che il "Libro bianco" presenta in maniera alquanto offensiva. Per raggiungere questo obiettivo farà sempre più ricorso alla Bundeswehr. Per mettere l'esercito in condizione di affrontare con maggiore forza offensiva i rivali geopolitici come la Russia ("difesa nazionale e dell'alleanza") e per realizzare le operazioni militari in continenti stranieri (come in Mali o in Afghanistan), sono state pianificate ampie misure necessarie ad armare e ristrutturare le forze armate. In termini generali queste misure sono state illustrate nel nuovo "Concetto della Bundeswehr" (KDB) presentato dal ministro della difesa Ursula von der Leyen il 20 luglio scorso. Cio' si concretizza "nella volontà da parte della Germania, come formulato nel Libro bianco del 2016, di assumere maggiori responsabilità nel mondo in termini di linee di azione per l'intero esercito" [2]

"Un potente dispositivo militare"

Come dichiarato in modo esplicito nella KDB, "i compiti della Bundeswehr crescono" contemporaneamente con la "disponibilità della Germania ad assumere maggiori responsabilità e la leadership in un ambiente di sicurezza complesso e imprevedibile": "solo un potente e robusto dispositivo militare" con "un alto livello di capacità operativa e di schieramento" in futuro potrebbe "soddisfare gli elevati livelli richiesti". [3] Si tratterà quindi di "rafforzare costantemente la Bundeswehr per renderne possibile l'impiego nell'intera gamma di compiti ed averla sempre pronta per l'uso". La KDB elenca diversi scenari operativi - da misure volte a "proteggere l'infrastruttura del paese" alla "conduzione di operazioni in regioni di crisi," oppure "l'impiego delle forze armate per far rispettare un embargo e le sanzioni" o "attività di occupazione in tutto il mondo" fino ad "operazioni di combattimento ad alta intensità." Nella KDB viene data particolare attenzione al maggiore utilizzo di droni e robot da combattimento ( "la ricerca, lo sviluppo e utilizzo di sistemi senza pilota"), allo sviluppo della guerra cibernetica ("operazioni informatiche ... nell'ambito dell'intero spettro di compiti della Bundeswehr") come ad esempio la propaganda militare ("La lotta per l'informazione, se necessario già prima dell'inizio di un'operazione militare").

Lo spazio cosmico come ambito operativo

La KDB non da ultimo prende in considerazione anche la guerra nello spazio. La Bundeswehr "per compiere la sua missione dipende da applicazioni spaziali e sistemi satellitari", è scritto esplicitamente nel documento: "Tutte le missioni della Bundeswehr" saranno appoggiate dallo spazio "attraverso una comunicazione globale e indipendente,  con un preciso sistema di posizionamento e di navigazione". "I tentativi statali o non statali", "di negare l'uso dello spazio" alla Repubblica federale costituiranno pertanto una minaccia militare. Lo spazio "in maniera analoga all'aria, alla terra, al mare e all'informatica dovrà essere considerato come un ambito operativo"[4]. La KDB sottolinea che il Ministero della Difesa nell'anno precedente - senza renderlo pubblico - aveva già redatto un "Orientamento strategico per lo spazio" [5]. Saranno necessari pertanto "una sorveglianza continua e completa dello spazio e la capacità di identificare gli oggetti spaziali", ma anche la "capacità di prendere contromisure efficaci in caso di aggressione o altre limitazioni". La KDB mette in guardia da eventuali guerre spaziali: "i conflitti condotti nello spazio potrebbero avere gravi conseguenze globali" - e potrebbero rappresentare "una escalation anche nei confronti di terzi non partecipanti." La Bundeswehr intende quindi posizionarsi "come un attore nella partita spaziale".

Nuove armi

La ristrutturazione è associata con il riarmo. Secondo i resoconti il nuovo "profilo di competenza" non ancora reso pubblico prevede uno stock di undici battaglioni granatieri. Ognuno di loro dovrebbe avere 44 veicoli da combattimento di fanteria; sono inoltre previsti altri 50 veicoli da combattimento di fanteria per centri di addestramento e test. Secondo quanto riportato, oltre ai 350 veicoli corazzati di fanteria Puma esistenti ne dovranno essere acquistati altri 180 [8]. Inoltre, la Bundeswehr dovrebbe ricevere non solo nuovi elicotteri per il trasporto pesante e il supporto leggero, ma anche un successore del caccia da combattimento Tornado. E' prevista l'installazione di un nuovo sistema radar in grado di osservare i satelliti nello spazio; la Bundeswehr inoltre chiede di avere sensori spaziali per anticipare il lancio di missili a lungo raggio. Ci sono anche diverse navi da guerra aggiuntive: cinque nuove corvette oltre alle cinque unità attualmente in costruzione, più altri due sottomarini. Non si sa tuttavia quanti siano esattamente i progetti di riarmo previsti dal nuovo "profilo di capacità" non ancora reso pubblico.

60 miliardi di euro

E' tuttavia noto che per la realizzazione di tali progetti è indispensabile un massiccio aumento del budget della difesa. L'attuale pianificazione di bilancio del governo federale prevede di aumentare la spesa per l'esercito dai 38,5 miliardi di euro di quest'anno fino ai 43,9 miliardi di euro del 2022; ora si dice pero' a Berlino che l'esercito tedesco nel 2023 dovrà ricevere almeno 60 miliardi di euro; in caso contrario non sarà possibile implementare il nuovo "profilo". L'importo corrisponderebbe a circa l'1,5% del prodotto interno lordo tedesco.


[1] S. dazu Deutschlands globaler Horizont (I).
[2], [3], [4] Konzeption der Bundeswehr. Berlin, 20.07.2018.
[5] S. dazu Krieg im Weltraum.
[6] Thomas Wiegold: Mehr Ausstattung für die Bündnisverteidigung: Bundeswehr legt Katalog ihrer Fähigkeiten fest. augengeradeaus.net 03.09.2018.
[7] Neues Fähigkeitsprofil komplettiert Konzept zur Modernisierung der Bundeswehr. bmvg.de 04.09.2018.
[8] Christoph Reisinger: Weltraum-Sensoren, Drohnen und viel mehr Munition. stuttgarter-nachrichten.de 04.09.2018.
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sabato 8 settembre 2018

Perché Sahra Wagenknecht ha ragione

Die Zeit non poteva certo essere tenero con il nuovo movimento di sinistra Aufstehen! In un articolo uscito ieri tuttavia non puo' fare a meno di dare ragione a Sahra Wagenknecht e al suo movimento su un punto centrale della loro proposta politica: i redditi reali delle famiglie piu' povere in Germania negli ultimi anni hanno perso potere d'acquisto mentre la disuguaglianza sociale è cresciuta. Ne parla Die Zeit


Sahra Wagenknecht questa settimana non ha perso occasione per promuovere il suo nuovo grande progetto politico #aufstehen. La leader politica di sinistra tuttavia continua a ripetere un dato: il 40% della popolazione piu' povera avrebbe un reddito reale inferiore rispetto quello di venti anni fa. E' un'affermazione coerente con un movimento politico di sinistra. Serve a dare la sensazione che in questo paese c'è sempre piu' ingiustizia sociale, che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. "In un paese del genere la democrazia non funziona più", sostiene Wagenknecht. Ma il dato è corretto?

Per capire come si stanno muovendo le retribuzioni e gli stipendi in Germania, gli economisti di solito analizzano i dati del del Panel socio-economico (SOEP), sviluppato dal Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung (DIW). Secondo il DIW, i redditi reali del 40% delle famiglie piu' povere tra il 1999 e il 2015 sarebbero diminuiti di quasi il 7%, tenendo conto dell'aumento dei prezzi. Altri economisti tuttavia esprimono dei dubbi su questo dato ottenuto dall'istituto.


Il DIW è noto per essere vicino al sindacato, quindi piuttosto vicino alla sinistra. Come punto di partenza per il dato citato da Wagenknecht gli autori dello studio hanno preso l'anno 1999, vale a dire un anno in cui il reddito del 40 % più povero era particolarmente alto. Un'altra obiezione arriva dall'antagonista scientifico del DIW, l'Institut der deutschen Wirtschaft (IW), considerato vicino ai datori di lavoro e di orientamento liberista. L'IW sottolinea che negli ultimi anni il SOEP nel panel ha inserito sempre piu' genitori single, famiglie con bambini piccoli o molti figli e le famiglie a basso reddito. Inoltre, il SOEP 2013 includeva un ampio campione di persone con un background migratorio.

I ricercatori del SOEP hanno aggiornato il campione per rispecchiare in maniera più precisa possibile la composizione della popolazione. L'IW teme pertanto che un confronto fra campioni relativi a due periodi diversi non sia significativo. Perché questi gruppi di solito guadagnano meno della media. Per dimostrarlo, l'IW ha calcolato l'effetto dei campioni composti da migranti sull'evoluzione dei redditi reali. Se si sottrae questo effetto, il reddito reale del 40% inferiore non sarebbe diminuito, ma aumentato del 7,6%. Tuttavia l'IW considera per questa analisi un periodo diverso: quello dal 1994 al 2004.

Jan Goebel, vice direttore del SOEP, difende l'operato del suo istituto: se la struttura della popolazione cambia, anche il campione deve riflettere questi cambiamenti. Il campione è ponderato in modo da poter riflettere le caratteristiche di base della popolazione. Pertanto, l'argomento secondo il quale non sarebbe possibile confrontare i dati relativi ai gruppi di reddito nel tempo, da un lato è corretto perché nel campione ci sono altre persone rispetto a quelle degli anni precedenti, dice Goebel. Ma l'argomento allo stesso tempo è anche sbagliato, perché l'obiettivo deve essere quello di tenere conto della struttura complessiva della popolazione in un determinato momento in Germania. Il problema metodologico è stato evidenziato in tutte le pubblicazioni.

Nonostante i livelli record di occupazione, la disuguaglianza è in aumento

Quindi, se si preferisce seguire l'IW ed escludere dal campione la componente legata all'immigrazione, anche la buona notizia ad un secondo sguardo deve essere relativizzata. È vero che il 40 % più povero non ha un reddito reale inferiore rispetto al passato, ma di quasi l'otto percento superiore. Tuttavia, senza l'effetto migrazione, i redditi dell'altro 60 % nello stesso periodo sono aumentati del 16,5 % e quelli del 10 % piu' alto addirittura del 21,9 %. Non tutti si sono avvantaggiati allo stesso modo dello sviluppo economico favorevole degli ultimi anni: il reddito dei ricchi è cresciuto molto più velocemente di quello dei poveri. La famosa forbice ha continuato ad aprirsi, specialmente dall'inizio del millennio. E questo sebbene i disoccupati siano cosi' pochi come non accadeva da decenni.

Nonostante l'occupazione da record ci sono molte possibili spiegazioni per la crescente disuguaglianza. Ci sono ad esempio piu' donne che lavorano a tempo pieno e che in media hanno un salario inferiore rispetto agli uomini. Ci sono poi sempre meno lavoratori pagati in base ai contratti collettivi. Sebbene molte aziende facciano dei grandi profitti, i salari dei lavoratori non crescono coerentemente. La popolazione sta invecchiando e gli anziani hanno redditi più bassi. Ci sono sempre piu' persone che lavorano in settori a bassa retribuzione. E poi c'è la globalizzazione, che apre molte nuove opportunità economiche, ma che mette i lavoratori scarsamente qualificati in competizione con quelli dei paesi a basso reddito. In tali condizioni, un nuovo movimento di sinistra potrebbe effettivamente avere successo. Oppure uno di destra.
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