mercoledì 3 ottobre 2018

107 miliardi di integrazioni salariali che sembrano tanto sovvenzioni pubbliche alle imprese

Lo stato sociale tedesco tramite Hartz IV garantisce delle integrazioni salariali ai lavoratori che non raggiungono il minimo previsto dalle tabelle Hartz. Nel 2017 in media 982.089 nuclei hanno percepito dallo stato un sussidio integrativo in quanto lo stipendio di almeno uno dei componenti era al di sotto dei minimi previsti dalle leggi Hartz. Tra il 2007 e il 2017 lo stato ha erogato 107 miliardi di euro di integrazioni. Sebbene l'introduzione di un minimo salariale nel 2015 abbia invertito la tendenza degli ultimi anni, sono in molti a considerare le integrazioni salariali un aiuto di stato indiretto alle imprese tedesche che possono continuare ad offrire salari al minimo di legge perché tanto sarà lo stato a dover integrare gli stipendi. Dalla Faz.net



Centinaia di migliaia di persone in Germania pur avendo un'occupazione dipendono dalla sicurezza sociale di base. Lo stato paga per loro più di dieci miliardi di euro all'anno di sussidi. La Linke è molto critica e considera questa somma un aiuto di stato nascosto garantito ai datori di lavoro che pagano dei bassi salari.

Sono sempre di più i sussidi Hartz IV pagati a persone occupate. La somma ricevuta dalle cosiddette comunità di bisogno Hartz con almeno un componente occupato lo scorso anno ha superato i dieci miliardi di euro. L'anno prima erano stati 9,85 miliardi di euro. Nel complesso in Germania centinaia di migliaia di Aufstocker (percettori di un'integrazione salariale), sebbene abbiano un lavoro dipendente devono fare affidamento sulla  sicurezza di base (Hartz IV). Ciò emerge da una statistica della Bundesagentur für Arbeit su cui la Linke al Bundestag ha voluto portare l'attenzione.

Negli anni fra il 2007 e il 2017 a tali comunità di bisogno Hartz IV sono stati pagati un totale di oltre 107 miliardi di euro di integrazioni salariali. Il valore è oscillato tra i 9 e i 10,36 miliardi di euro e dal 2011 è sempre stato inferiore ai dieci miliardi di euro.

Una comunità di bisogno include i familiari più stretti all'interno di un nucleo per il quale l'Arbeitslosengeld II viene calcolato congiuntamente. Lo scorso anno ci sono state in media 982.089 comunità di bisogno con almeno un lavoratore occupato, fra queste 362.303 comprendevano almeno un minijobber. In media, i nuclei di questo tipo lo scorso anno hanno ricevuto 849 euro al mese.

"Da molti anni ormai l'intera società sovvenziona i datori di lavoro che pagano bassi salari o offrono ai dipendenti solo part-time o mini-job, anche se in realtà molti lavoratori vorrebbero lavorare di più", ha detto la portavoce per il mercato del lavoro della Linke Sabine Zimmermann. La sua proposta prevede di aumentare il salario minimo, di impedire l'assunzione sistematica a basso salario sotto forma di lavoro interinale e di trasformare i mini-jobs in posti di lavoro soggetti a contribuzione per la sicurezza sociale.

-->

7 commenti:

  1. Questa non la sapevo la Krande Cermania attraverso Hartz IV compie aiuti di stato integrando con soldi pubblici i salari privati. Ennesima prova di come i kartoffen-bevi latte siano cazzari patologici ;) !!!!!
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. Ho la sensazione che la tabella della BfA non l'hai guardata attentamente. I dati vanno osservati, compresi e considerati razionalmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il calcolo delle integrazioni salariali per gli Aufstocker non è facile, dipende da molti fattori, non da ultimo quanto spendi di affitto, ci sono online dei calcolatori che ti aiutano a capire piu' o meno quanto ti spetta. In linea di principio chi è sotto le Regelsatze delle leggi Hartz ha diritto ad un'integrazione salariale. Mi sfugge il senso della tua critica...

      Elimina
    2. Confidavo in un tuo sforzo di analisi. Allora, dati statistici del genere vanno letti a partire dal numero di percettori e questi vanno suddivisi per categoria. Quindi, dal 2007 al 2017, il numero dei percettori complessivi è sceso da 3.722.879 a 3.262.236. Ma il dato più significativo in questo ambito è la variazione per tipologia contrattuale: i full-time (Vollzeit) sono scesi da 376.033 a 193.684 mentre i part-time (Teilzeit) sono aumentati da 182.500 a 378.751. Questo andamento è logico in un ambito di crescita economica, ovvero un aumento sia dei full-time che dei part-time in termini di occupati e contrastato (come qui risultante) in termini di sostegno al reddito, questo uno che mastica economia lo dovrebbe sapere. Che poi la spesa complessiva rimanga costante o aumenti leggermente può derivare da adeguamenti dato che sono espressi a prezzi correnti, per questa ragione è un dato che dice relativamente poco. Ma la sciocchezza davvero enorme è l'affermazione che questo rappresenti un aiuto alle imprese (di sicuro non quelle del manifatturiero!) per varie ragioni e vivendo in Germania da molti anni, credo, dovresti sapere il perché. Se vieni assunto in una grande azienda il tuo salario ti viene controllato dalle rappresentanze sindacali dell'azienda e se non è in linea con quello pattuito queste intervengono in sede di Consiglio di Sorveglianza (in Germania la contrattazione è in parte stabilita per categoria e in parte a livello aziendale). Ma anche nelle "Kleine un mittlere Unternehmen" (ripeto, in ambito manifatturiero) i salari non vengono spinti al ribasso per via del Hartz IV. Allo stesso modo la proposta di Di Maio del Reddito di Cittadinanza, che non condivido, non è un aiuto alle imprese anche se nell'ipotesi che un lavoratore guadagni meno di 780 euro mensili, con questa legge la differenza gli viene poi corrisposta dallo Stato.
      Infine un aspetto che chi 'gioca' a fare l'economista dovrebbe capire per non fare brutte figure è che il compenso che si deve considerare è quello orario, non quanto percepisce mensilmente. Se tu mi dici che il mese scorso hai guadagnato 360 euro, io prima di esprimere un giudizio ti chiedo quante ore hai lavorato.

      Elimina
    3. Ah ecco qual è il punto, non bisogna assolutamente giustificare il reddito di cittadinanza! Può addurre tutti i tecnicismi che vuole circa hartz IV, ma la verità è fin troppo chiara, la germania destina tra le sue voci di spesa, ben 10 miliardi all'anno ai lavoratori sottopagati: se lo fà lei è giusto per il pil, per le statistiche, per la pignatta, per il fante di picche, per i fondo del caffè, ecc... se vuole farlo l'italia è sbagliato a prescindere.

      Elimina
    4. Io non approvo il Reddito di Cittadinanza per come è strutturato, non per il principio di dare un sostegno economico a chi è senza lavoro. I contribuenti ti offrono un sostegno economico a patto che tu disoccupato sia disposto ad accettare un lavoro purché non disagevole in termini di distanza o per una qualche caratteristica. Non condivido che il disoccupato abbia diritto a respingere 3 offerte e che queste siano in linea con il bagaglio culturale e professionale. Se sei ingegnere e io ti trovo al momento un posto come centralinista, vai a fare il centralinista e nessuno ti vieta di proseguire nella ricerca di un posto in linea con il tuo Curriculum. Hai diritto a rifiutare il lavoro se questo ad esempio è troppo distante dalla tua abitazione o per motivi pratici, ad esempio caricare e scaricare lastre di marmo se hai 50 e più anni. Insomma per questioni concrete, non perché pretendi che ti trovino assolutamente il lavoro in linea con l'esperienza, altrimenti il sostegno te lo tolgo. E' pacifico però d'altra parte che il sistema venga profondamente riformato, a partire da una unica piattaforma a livello nazionale (e non regionale o addirittura provinciale) attraverso la quale riportare le offerte di lavoro, esattamente come avviene in Germania. Poi che questi Centri per l'Impiego (o agenzie) propongano di far frequentare corsi seri e davvero utili al disoccupato per la ricerca di una prossima occupazione. Ce ne sarebbero di cose da aggiungere ma mi limito ad una riguardante gli sgravi, questi non dovrebbero riguardare una categoria generica, ad esempio in base all'età, questa dovrebbe riguardare solamente i disoccupati di lunga data, coloro che cercano lavoro ad esempio da oltre 1 anno perché riferirla ai 'giovani' la trovo poco efficace in quanto ci sono giovano e giovani, coloro che hanno un titolo di studio elevato e abitano in una zona dove la domanda di lavoro è buona se non elevata e giovani che oltre a risiedere in zone disagiate non posseggono qualifiche elevate. L'attuale impostazione del Reddito di Cittadinanza non tiene conto di gran parte di tutto questo.

      Elimina