domenica 16 dicembre 2018

Deutsche Bank simbolo del declino tedesco

"C'è stato un tempo in cui Deutsche Bank era considerata l'incarnazione delle virtù tedesche: serietà, affidabilità, solidità e onestà...", peccato ora non sia piu' cosi'. Quello di Deutsche Bank è solo uno fra i numerosi scandali degli ultimi anni, e qualcuno inizia a chiedersi se anche per la grande Germania i tempi buoni non siano definitivamente passati. Una interessante riflessione di Hubert von Brunn da Epoch Times, una testata online con qualche simpatia populista.


C'è stato un tempo in cui - i più anziani ricorderanno - Deutsche Bank era considerata l'incarnazione delle virtù tedesche: serietà, affidabilità, solidità e onestà... E grazie a queste qualità eccezionali DB godeva di un'ottima reputazione internazionale, arrivando ad essere una delle più grandi banche mondiali. Fino a quando lo svizzero Josef Ackermann nel 2002 ne ha assunto la guida e nei suoi 10 anni di mandato ha trasformato questo faro dell'economia tedesca in un cumulo di macerie. Proprio laddove un tempo dei potenti imprenditori e degli statisti facevano la fila per siglare degli affari, nelle ultime settimane ci sono state le perquisizioni dei funzionari della polizia criminale, della polizia federale e del dipartimento investigativo fiscale, perquisizioni che hanno riguardato anche gli uffici esecutivi.

Ancora una volta si tratta di riciclaggio di denaro. Per ora ci sarebbero due dipendenti di alto livello sospettati di aver aiutato i clienti a creare delle società fittizie nel paradiso fiscale delle Isole Vergini per ripulire del denaro. Secondo le comunicazioni iniziali della procura, in ballo ci sarebbero anche i "profitti" derivanti dalle attività criminali. Le indagini sono in corso da agosto e si riferiscono agli anni fra il 2013 e il 2018. Ackermann era già da tempo a proprio agio nel suo castello in Svizzera. Le irregolarità che ora sono oggetto di indagine si sarebbero quindi verificate sotto i suoi successori: Anshu Jain (indiano britannico) e John Cryan (britannico).

Non siamo ancora fuori dal pantano

Avete notato qualcosa? Per oltre 16 anni la più grande banca tedesca non è stata gestita da un tedesco. 16 anni in cui arroganza, avidità e debolezze di carattere si sono fatte largo nelle torri gemelle di Francoforte e hanno trasformato Deutsche Bank, un tempo un istituto rispettato, in una banca dalla reputazione molto dubbia. Dalle file della sinistra si è anche alzata la richiesta di ritirare la licenza bancaria appesa al muro della banca. Non siamo ancora arrivati ​​a questo punto, ma il mondezzaio che l'attuale presidente Christian Sewing - di nuovo un tedesco - dovrà cercare di ripulire, è davvero un compito titanico. Operazioni rischiose sui mutui (in particolare negli Stati Uniti), tassi di interesse manipolati, riciclaggio di denaro, Panama Papers, off-shore Leaks, transazioni azionarie cum-ex, ecc - i dirigenti di Deutsche Bank hanno partecipato a tutti questi affari loschi riempiendosi le  tasche. E ciò ha già portato a innumerevoli procedimenti legali e a oltre 20 miliardi di euro di multe. E il pantano - come si può ben vedere - è tutt'altro che asciutto.

Come abbia fatto una banca così rispettabile a portarsi in casa un incosciente come Josef Ackermann, una mente ragionevole difficilmente riesce a capirlo. Lo svizzero nel 2004 era già stato inquisito nel processo Mannesmann per irregolarità nella battaglia per l'acquisizione combattuta con Vodafone. Non importa, si è comportato come un Messia, ha mostrato il segno della vittoria e si è seduto comodamente sulla poltrona di presidente esecutivo di DB con uno stipendio annuale di circa 13 milioni di euro. Nel 2005 ha suscitato un vero scandalo quando contro tutte le voci che lo mettevano in guardia ha voluto fissare il folle obiettivo di raggiungere un rendimento sul capitale proprio pari al 25% (!).  Mentre annunciava la riduzione di 6.400 posti di lavoro, un grido di indignazione attraversava il paese. E tutto ciò accadeva proprio il  giorno dopo che il numero dei disoccupati in Germania per la prima volta aveva superato i cinque milioni. I politici e i sindacalisti all'epoca parlavano di un "porcheria", vedevano al lavoro "stupide persone che pensano solo al denaro" e chiedevano di boicottare la banca. Da allora in poi è andato tutto a picco. Ackermann & Co. non solo hanno rovinato il bilancio e il prezzo delle azioni di Deutsche Bank, ma anche la sua reputazione, che per molti decenni fin ad allora in tutto il mondo non era mai stata messa in discussione.

Il mondo ci ride dietro

Ma non è abbastanza. Il disastro Deutsche Bank, anche preso singolarmente, sarebbe già abbastanza grave, se poi lo si inquadra nel concerto dei fallimenti che in questi ultimi anni la Germania ha mostrato al resto del mondo, la questione allora si fa enorme. C'è il tentativo senza speranza di costruire un aeroporto nella capitale. Semplicemente non ne vuole sapere di avere successo. I guasti si sommano ai guasti - e il mondo ride a crepapelle. Il Dieselgate! L'avidità e l'arroganza hanno messo a repentaglio il fiore all'occhiello dell'economia tedesca, l'industria automobilistica, in particolare Volkswagen. Quali incredibili profitti siano stati fatti dalla società negli ultimi decenni, lo dimostra il fatto che i 20 miliardi di dollari di sanzioni che VW è stata condannata a pagare negli Stati Uniti non hanno impressionato piu' di tanto l'azienda. Il danno di immagine che i marchi premium tedeschi con i loro imbrogli hanno fatto al marchio di qualità "Made in Germany" tuttavia è immenso. Mentre le condanne contro le aziende tedesche arrivano principalmente dagli Stati Uniti.

Alla stessa maniera è stato colpito anche il gigante della chimica Bayer, dopo aver inghiottito il concorrente americano Monsanto. All'improvviso c'è una valanga di cause legali - e persino multe per ca. 80 milioni di euro - dovute alla produzione di glifosato. Per decenni la Monsanto ha fabbricato questo pesticida e l'ha usato in tutto il mondo,  Stati Uniti compresi. Ma ciò non era mai stato un problema. Solo dopo che la società tedesca ne è diventata proprietaria, si è invece trasformato in  un problema.

Cosa c'è che non va in Germania?

Per non dimenticare la Bundeswehr. In varie missioni all'estero, dove di fatto l'esercito non ha nulla da cercare, le truppe vengono duramente messe alla prova, mentre  in realtà non riescono nemmeno a garantire il loro compito primario, cioè la difesa nazionale: perché le navi non galleggiano, i sommergibili non si immergono, gli elicotteri non volano e i Panzer non si muovono.  Il mondo ci ride dietro, e poi l'aereo del governo, che ha sempre dei problemi, e che recentemente ha costretto la Cancelliera ad arrivare al vertice del G-20 a Buenos Aires con un giorno di ritardo. La situazione è ancora più imbarazzante e il mondo intero ci ride dietro.

Cosa c'è che non va in Germania? La terra di poeti e pensatori, inventori, ingegneri, scienziati e innovatori? Non ce la facciamo piu'? Abbiamo già sparato tutte le nostre cartucce e dobbiamo solo guardare a come altri paesi - Cina, Svizzera o Turchia - riescono a terminare grandi progetti apparentemente senza troppi sforzi? Al momento sembra proprio che sia così. L'antica reputazione che un tempo avevamo di economia di grande successo, è stata messa in discussione da ben note società (vedi sopra) per avidità e arroganza.

Un paese con un'economia forte ha anche bisogno di una leadership adeguata, specialmente nell'era della globalizzazione. Ma questo è esattamente ciò che non abbiamo - e sembra che non lo avremo anche nei prossimi anni. Come abbia fatto la rivista americana "Forbes", a nominare la cancelliera Merkel la "donna più potente del mondo", non mi riesce proprio di capirlo.

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12 commenti:

  1. Grazie per la traduzione ! Quest'articolo fa capire quanto sia sopravvalutata la Krande Cermania, non c'è nulla da aggiungere !?
    Luca il PATRIOTA

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  2. Ackermann uno svizzero, interessante. Se uno svizzero all'estero combina 'sto casino chissà cosa può fare uno svizzero in patria. UBS anni fa ci ha dato un assaggio, attendiamo il resto.

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  3. Sembra oramai certa la fusione con la Commerzbank che porterebbe ad una banca da 35 mld di ricavi annui e almeno 3 mld di utili netti con un parametro di solidità patrimoniale CET1 ratio al 13,7%.
    Continuate comunque a 'gufare' sul declino di queste due banche e magari della Germania, la nazione finanziariamente più solida al mondo che vede entrare oltre 500 mld di euro all'anno tra surplus commerciale e conto finanziario! :)

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    1. Del resto ce l'hanno insegnato i tedeschi cosa significa provare Schadenfreude

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    2. "Tamburi lontani facevano presagire segnali di guerra..."
      https://comedonchisciotte.org/leconomia-della-germania-sara-il-problema-delleuropa/
      A.

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    3. Solo per rinfrescare un po' la memoria all'ebete filo-Kartoffeln Cocuccen: la Krande Germania ha truffato attraverso il diesel-gate, il Cum Cum-Cum Ex e tante altre ne ha combinate... E la Germania è talmente ricca e solida che dal 2005 al 2015 sono emigrati 150.000 laureati all'anno, ancora oggi emigrano più di 100.000 tedeschi ogni anno; per il resto la Germania ha costruito il suo presunto benessere grazie a un Marco svalutato qual è l'€, la disoccupazione tedesca nel 2003 era più alta di quella italiana poi quando è iniziato a girare l'€ l'Italia ha perso terreno dalla Germania, fino al 2007 quando c'è stato il sorpasso dei kartoffeln per colpa della crisi fatta scoppiare dagli americani della Lehman's Brothers, che tra l'altro hanno anche origine tedesche. Ma guarda un po' quanti disastri combinano questi sopravvalutati mangiapatate ;) !?
      Luca il PATRIOTA

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    4. @Maurizio Cocucci17 dicembre 2018 21:12

      Sig. Cocucci leggo sempre con interesse i suoi commenti ma credo che riguardo alla notizie della fusione delle 2 banche tedesche si é dimenticato di dire che verranno messi in comune anche i debiti che da quanto leggo sul web sono giganteschi e tali da minacciare la stabilità non solo della Germania ma dell'economia mondiale tutta.
      Son fandonie?

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    5. Non so che genere di debiti siano stati citati, forse le passività a bilancio di entrambe le banche ma fin quando sono compensate dalle attività non vedo quale possa essere il problema benché personalmente non sono favorevole a questa fusione sebbene non abbia le adeguate informazioni e competenze per esprimere un giudizio pertinente, ma solo una analisi superficiale.

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    6. @ Maurizio
      Il rapporto P/B di Deutsche Bank era recentemente pari a circa 0,4, addirittura più basso di quello delle banche italiane.
      Significa che gli investitori attribuiscono alla banca un valore pari a meno della metà del patrimonio netto dichiarato dalla società. DB è enormemente sottovalutata dal mercato, ma naturalmente sbagliano! E hai ragione tu... DB ispira grande fiducia! Come puoi vedere.
      D'altronde si sa che in DB sono maestri nel truccare i bilanci, e direi che gli operatori di mercato lo sanno bene.

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    7. Non ho mai visto una banca (o azienda) fallire quando consegue utili: 1.649 milioni pre-tasse nei primi tre trimestri 2018.

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    8. Sempre in base ai bilanci presentati da DB, vero?
      E tu ci credi?

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  4. occhio a non confondere i debiti con i derivati per i quali esiste la copertura: questo la dice lunga sul livello di competenza di chi commenta...cmq per i gufi db ha chiuso il 2019 in utile e lo stesso ha fatto vw: continuate pure a gufare che porta bene, specie agli azionisti e ai dipendenti visti i bonus che si portano a casa...

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