venerdì 25 gennaio 2019

NordLB, ovvero la prossima fornace di denaro pubblico

Dopo il disastro finanziario di HSH Nordbank - la Landesbank di Amburgo - la prossima fornace di soldi pubblici sarà la Landesbank della Bassa Sassonia e del Sachsen-Anhalt, cioè la Norddeutsche Landesbank (NordLB). La banca pubblica di Hannover deve trovare alla svelta 3.5 miliardi di euro di capitale e anche se nella banca dovessero entrare i fondi privati, il conto per il contribuente tedesco alla fine sarà molto alto. Ne scrive N-TV


“Non useremo mai piu' i soldi dei contribuenti per salvare le banche”, era la promessa che la politica aveva fatto dopo la crisi finanziaria. Ma dopo la debàcle causata dalle perdite di HSH Nordbank, una minaccia identica arriva ancora una volta proprio dal nord della repubblica federale.

Se la Bassa Sassonia dovesse indire un concorso per scegliere chi è piu' bravo a raccontare balle, Peter-Jürgen Schneider e Reinhold Hilbers avrebbero delle ottime possibilità di vincere. Uno è stato ministro delle finanze regionale fino a novembre 2017, l'altro gli è subentrato subito dopo. Ed entrambi si sono dati molto da fare per minimizzare agli occhi del pubblico la disastrosa situazione finanziaria della Norddeutsche Landesbank (NordLB).

Nel giugno 2016, in merito all'acquisizione da parte di NordLB della dissestata Bremer Landesbank, l'uomo della SPD Schneider dichiarava ad "Handelsblatt": "possiamo farlo in maniera amichevole". Esiste la minaccia di un significativo deterioramento del coefficiente patrimoniale di NordLB? "No, la dimensione dell’acquisizione è sopportabile." Un errore fatale. Soprattutto a causa dei crediti verso le compagnie navali che la banca di Brema ha portato con sé nel nuovo gruppo, problema che NordLB ha dovuto affrontare nel 2016 facendosi carico di una perdita di quasi due miliardi di euro.

Hilbers, all'epoca ancora vice capo-gruppo della CDU nel parlamento regionale, si lamentava per la politica della “scatola nera” di Schneider. Sei mesi prima delle elezioni dell'ottobre 2017 affermava infatti che il parlamento e l'opinione pubblica avevano il diritto di sapere "quale avrebbe dovuto essere l'adeguamento del valore per poter portare a termine il negoziato per l'acquisizione". Pochi giorni dopo le elezioni con le quali la coalizione rosso-verde era stata sostituita da una Große Koalition sono subito comparse le prime speculazioni su una presunta iniezione di liquidità necessaria. All'epoca si parlava ancora di un miliardo di euro. Schneider dichiarava: "Al momento non c'è bisogno di capitale aggiuntivo". Al momento, naturalmente.

"Sempre più nuvoloso"

All'epoca Hilbers riteneva che per la Landesbank sarebbe stato "molto ambizioso" riuscire a raccogliere almeno un miliardo di euro con le proprie risorse. Il cristiano-democratico non aveva ancora sostituito il suo collega della SPD nel ruolo di Ministro delle finanze e capo del consiglio di sorveglianza di NordLB, che già iniziava ad abbellire la situazione e a cercare di prendere tempo. C'è sempre stata molta insoddisfazione nel parlamento regionale in merito alla sua politica di comunicazione sulla reale condizione della banca. Christian Grascha, esperto finanziario della FDP, affermava: "L'informazione ai deputati da parte del governo è scarsa e la gravità della situazione continua ad essere minimizzata". La sua controparte nei Verdi, Stefan Wenzel, descriveva le dichiarazioni pubbliche di Hilbers come "sempre più nebulose".

Hilbers nel febbraio 2018 aveva dichiarato alla "Braunschweiger Zeitung": "la questione di un aumento di capitale da parte dei proprietari al momento non si pone". La situazione della banca è "stabile". In realtà da tempo era ormai chiaro quanto la situazione della banca fosse pessima. Si dice che Thomas Bürkle, il capo della banca, già nel dicembre 2017 avesse chiesto nuovi soldi alla tesoreria della regione. All'improvviso Hilbers ha annunciato: "La NordLB non dispone di capitale proprio a sufficienza". I suoi esperti hanno avviato ogni sorta di considerazione sul modo in cui si poteva rafforzare finanziariamente il gruppo bancario. Ma molte di queste simulazioni sono state affondate perché legalmente, politicamente oppure per via di Bruxelles apparivano come impraticabili

Nel frattempo dal tetto della banca i passeri hanno iniziato a cantare: mancano 3,5 miliardi di euro. E questo nonostante tutti i progressi fatti nella ristrutturazione. Dopotutto nel 2017 la banca aveva di nuovo registrato un utile di 195 milioni di euro. Lo stock di prestiti alle compagnie navali, crediti particolarmente vulnerabili, era sceso a 7,3 miliardi di euro. Nonostante ciò lo scorso autunno il gruppo ha ottenuto il peggiore risultato nello stress test della vigilanza bancaria europea fra tutte le otto principali banche tedesche controllate. Per il 2018 NordLB registrerà un altro esercizio in perdita, dovuto proprio alla sua riorganizzazione: vuole tagliare 1.250 posti di lavoro entro la fine del prossimo anno e per questo sta accantonando denaro.

Una cosa è certa: la società non sarà in grado di soddisfare le aspettative dell'Autorità Bancaria Europea con le proprie forze, vale a dire trovare i miliardi necessari nei primi tre mesi del 2019. Le autorità di Bruxelles infatti prestano molta attenzione alla provenienza dei soldi. Se sospettassero dei sussidi nascosti, potrebbero intervenire vigorosamente come è già accaduto con la WestLB.

Il problema dovrà essere risolto prima di tutto dalla regione della Bassa Sassonia, che possiede il 60 % della banca. Le Casse di Risparmio partecipano con un buon 26 %, la Sassonia-Anhalt con poco meno del 6 %. Il Ministro delle finanze ha teoricamente due opzioni: versare denaro dei contribuenti proveniente dalle casse dello stato oppure far salire a bordo dei finanziatori privati.

Cerberus è interessato

In effetti gli investitori privati hanno bussato alla porta di Hilbers già a metà del 2018. I cristiano-democratici sono piu' aperti nei confronti di una partecipazione del capitale privato rispetto a quanto non lo sia la SPD, con la quale la CDU governa la Bassa Sassonia. Il sindacato Ver.di. boccia senza appello la privatizzazione: "le banche private sono essenzialmente interessate ai guadagni di breve termine, mentre NordLB intende sostenere l'economia della Germania settentrionale nel lungo periodo", dichiara Ver.di. L'esperto finanziario di Ver.di. Wenzel afferma: "la banca minaccia di entrare in una situazione di dipendenza problematica nei confronti di alcuni hedge fund".

Eppure tutto sembra portare a questa strada: Commerzbank, che sorprendentemente - e probabilmente mai seriamente - si era candidata per rilevare NordLB, è sparita altrettanto rapidamente dalla gara, come del resto ha fatto la Landesbank Hessen-Thüringen (Helaba). In corsa restano i fondi statunitensi Cerberus, Centerbridge e Apollo. Cerberus è uno degli acquirenti di HSH Nordbank, che i Laender  Amburgo e Schleswig-Holstein dopo le ingenti perdite causate dai prestiti navali e sotto pressione di Bruxelles hanno dovuto vendere.

Le società di private equity come Cerberus sono dei freddi calcolatori e dei duri negoziatori. Come è già accaduto con HSH difficilmente oseranno entrare in NordLB senza avere una copertura pubblica sui rischi nascosti nel bilancio. Potrebbero pertanto chiedere garanzie allo stato nel caso in cui i prestiti navali tossici diventassero inesigibili. Questo crea un senso di allarme tra le casse di risparmio, le quali dovrebbero prendere in considerazione un possibile ricorso al loro fondo di tutela. Secondo un rapporto del "Börsen-Zeitung", non commentato ufficialmente, le casse di risparmio della Bassa Sassonia hanno completamente cancellato il valore contabile in bilancio della loro quota in NordLB. Costo: 400 milioni di euro.

L'esperto finanziario della FDP Grascha è alquanto arrabbiato per "l'assenza di qualsiasi piano da parte del governo regionale e del ministro delle Finanze", fatto che ci ha portati in un vicolo cieco: "e ora ci saranno miliardi di euro di oneri aggiuntivi per i contribuenti della Bassa Sassonia". Hilbers dovrebbe premere "reset" e avviare un nuovo processo con chiari obiettivi strategici. Grascha ricorda ai politici la promessa fatta dopo la crisi finanziaria globale di dieci anni fa: non salveremo mai piu' le banche con i miliardi provenienti dalle tasse. "E' finita quell'epoca", dice, aggiungendo: "speriamo."

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