mercoledì 20 luglio 2022

Il nuovo ruolo geopolitico della Germania secondo Olaf Scholz

Il Cancelliere Olaf Scholz nei giorni scorsi è intervenuto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung per delineare il nuovo ruolo geopolitico della Germania e dell'UE. Il suo intervento sembra essere perfettamente allineato con quello del co-segretario della SPD Lars Klingbeil che qualche settimana fa chiedeve di trasformare la Germania in una potenza di primo piano nell'ambito di una UE sovrana. Ne parla il sempre ben informato German Foreign policy

Il Cancelliere Olaf Scholz / SPD

L'UE dovrà trasformarsi in un "attore geopolitico", a tal fine dovrà "serrare i ranghi" al proprio interno e portare avanti la sua militarizzazione. È quanto chiede il Cancelliere Olaf Scholz con un articolo uscito lunedi 18-07 sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Scholz annuncia "proposte concrete" per i prossimi mesi e spinge per l'abolizione del diritto di veto in politica estera, grazie al quale gli Stati più piccoli possono proteggere i loro interessi dalle pressioni dei Paesi membri più influenti. Anche il leader della SPD Lars Klingbeil recentemente aveva espresso opinioni simili. Dopo "quasi 80 anni" di presunta "moderazione", la Germania ora deve "ambire a trasformarsi in una potenza di primo piano", chiede il leader della SPD; e questo "richiederà decisioni difficili da parte di Berlino". Anche Klingbeil sollecita un massiccio riarmo della Bundeswehr. Sia Scholz che Klingbeil sono preoccupati dal fatto che sempre più spesso i Paesi emergenti e in via di sviluppo si rifiutano di seguire il vecchio mondo Occidentale e portano avanti politiche autonome. La richiesta di intraprendere in futuro delle attività "geopolitiche" arriva proprio nel momento in cui la povertà nell'UE è in rapido aumento.


Il linguaggio del potere

Con il suo appello a "trasformare la UE in un attore geopolitico" [1], il Cancelliere Olaf Scholz dà seguito ad altre dichiarazioni simili fatte da importanti politici berlinesi negli anni passati. Nel dicembre 2017, ad esempio, l'allora ministro degli Esteri Sigmar Gabriel lamentava che l'UE non fosse ancora "una vera forza nel mondo": mancava "della capacità di dispiegare potenza". E quindi oggi è ancora più "urgente" che "l'Europa rifletta sui suoi interessi e sviluppi una sua capacità di plasmare il mondo". [2] Se in futuro a Berlino e a Bruxelles "prenderà piede un pensiero politico-strategico", "allora si porranno anche questioni di potenza", aveva dichiarato Gabriel: "Non sarà piacevole". Nel febbraio 2018, sempre il ministro Gabriel aveva affermato che l'UE ha bisogno di "una comune proiezione di potenza nel mondo", anche dal punto di vista militare: "essendo l'unico vegetariano, avremo vita dura in un mondo di carnivori"[3] Nel novembre 2019, la presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen si era unita a lui. Per l'UE, da un lato, sarà necessario "farsi dei propri muscoli ... in materia di politica di sicurezza", dall'altro lato sviluppare un approccio sempre piu' strategico per quanto riguarda "gli interessi esterni dell'Europa": "L'Europa dovrà anche 'imparare il linguaggio della potenza'", aveva dichiarato la von der Leyen. [4]

Unità interna

Per dare finalmente all'UE un ruolo di "attore geopolitico", il Cancelliere Scholz chiede "unità" politica: "La disunione permanente, il dissenso permanente tra gli Stati membri ci indebolisce". Pertanto, "si dovrà porre fine al blocco di natura egoistica delle decisioni europee da parte dei singoli Stati membri". L'UE ha reagito all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia "con una determinazione e un'unità senza precedenti". Ora è necessario "serrare le fila" in "campi" a lungo oggetto di contesa, come "lo sviluppo della difesa europea" o la "sovranità tecnologica". Scholz ha annunciato: "La Germania presenterà proposte concrete nei prossimi mesi". In un primo momento, il Cancelliere rilancia una richiesta che gli esperti di politica estera tedesca ripetono da anni: si deve porre fine al diritto di veto in politica estera di cui dispongono oggi i paesi membri dell'UE, grazie al quale anche gli Stati più piccoli possono, se necessario, proteggersi sulle questioni fondamentali dalle pressioni dei Paesi membri più potenti. "I veti nazionali ... non possiamo più permetterceli", scrive Scholz, "se vogliamo farci ascoltare in un mondo di grandi potenze in competizione"[5].

La Repubblica federale "al centro"

La richiesta di abolire il diritto di veto era stata ribadita recentemente anche dal leader della SPD Lars Klingbeil, che in un discorso del 21 giugno aveva affermato: "se vogliamo che l'UE sia in grado" di "agire rapidamente", è necessario "abolire il principio dell'unanimità, ad esempio in politica estera o in materia di politica finanziaria e fiscale" [6]. Dal punto di vista di Berlino, la questione è centrale: "La Germania può essere forte solo se l'Europa sarà forte". La Repubblica Federale "come potenza leader ... dovrà quindi promuovere con forza un'Europa sovrana". La Germania "dopo quasi 80 anni di contenimento ... finalmente avrà un ruolo nel sistema delle coordinate internazionali"; la Repubblica Federale oggi è "sempre più al centro": "Dobbiamo soddisfare queste aspettative". "La Germania deve ambire ad essere una potenza leader", chiede il leader della SPD. Questo "nuovo ruolo di potenza leader" impone tuttavia alla Repubblica Federale di prendere "decisioni difficili, sia finanziarie che politiche": "Dobbiamo cambiare le strutture e rinegoziare il bilancio". In particolare, le forze armate dovranno essere rafforzate, ad esempio con il "fondo speciale" da 100 miliardi di euro del governo Scholz. Sarà inoltre necessario "riconsiderare la forza militare come un mezzo legittimo della politica", afferma Klingbeil, il quale ribadisce che la militarizzazione accelerata è finalizzata ad una "politica di pace".

I doppi standard dell'Occidente

Klingbeil e Scholz sono anche molto preoccupati dal fatto che i Paesi emergenti e in via di sviluppo, sempre più spesso si rifiutano di seguire il vecchio mondo occidentale. Attualmente ciò sembrerebbe essere particolarmente vero nella lotta di potere tra Occidente e Mosca, in cui gli Stati dell'Africa, dell'America Latina e di quasi tutta l'Asia si rifiutano di adottare le sanzioni contro la Russia, nonostante le forti pressioni occidentali. [7] Scholz chiede che il "Sud globale" sia sempre piu' legato all'Occidente; a tal fine, "dobbiamo onorare i nostri impegni nei confronti di questi Paesi" ed "evitare due pesi e due misure". Senza dubbio la richiesta di imporre misure punitive contro la Russia si basa sulla politica dei due pesi e delle due misure: dopo tutto, quando l'Occidente ha intrapreso delle guerre di aggressione (Jugoslavia 1999, Iraq 2003, Libia 2011), non si era mai parlato di sanzioni contro gli aggressori dell'Europa occidentale e del Nord America. Per legare nuovamente il Sud globale all'Occidente, Scholz propone quindi "una nuova cooperazione globale delle democrazie" - "al di là del classico mondo occidentale". Il piano di Scholz è simile al Summit per la democrazia organizzato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden nel dicembre dello scorso anno. Il "vertice sulla democrazia" tuttavia non ha prodotto alcun risultato tangibile.

Capacità di resistere

L'appello affinché l'UE diventi un "attore geopolitico" con la Germania al centro nel ruolo di "potenza leader" giunge in un momento in cui le sanzioni occidentali nello scontro per la potenza con la Russia stanno facendo aumentare drammaticamente i prezzi dell'energia e dei generi alimentari e minacciano di portare a un impoverimento di massa. Il ministro federale dell'Economia Robert Habeck recentemente ha avvertito che l'escalation della crisi "metterà la Germania alla prova" e metterà a dura prova anche la "solidarietà sociale", "e probabilmente anche oltre".[8] L'unica via d'uscita sembrerebbe quella di passare da una continua escalation dello scontro con la Russia a una de-escalation e a una soluzione negoziata della guerra in Ucraina. Il governo tedesco non è disposto a farlo. Il cancelliere Scholz dichiara: "Avremo bisogno della capacità di resistere" [9].





[1] Zitate hier und im Folgenden: Olaf Scholz: Nach der Zeitenwende. Frankfurter Allgemeine Zeitung 18.07.2022.

[2] S. dazu Gabriels Kampfansage.

[3] S. dazu Die Machtprojektion der EU.

[4] S. dazu Novembertrommeln.

[5] S. dazu Die „Koalition der Entschlossenen“ (II).

[6] „Der Westen hat sich zu lange sicher gefühlt“. ipg-journal.de 22.06.2022.

[7] S. dazu „Russland isolieren“ (IV), Das Reisemandat der Afrikanischen Union und The West against the Rest.

[8] S. dazu Vor der Zerreißprobe.

[9] Olaf Scholz: Nach der Zeitenwende. Frankfurter Allgemeine Zeitung 18.07.2022.




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