sabato 24 settembre 2022

Cosa potrebbe accadere se la Germania fornisse i suoi panzer Leopard 2 all'Ucraina

"Come è noto, non esiste ancora un trattato di pace tra Germania e Russia. Ciò significa che non appena la parte russa dovesse valutare un'azione come partecipazione tedesca alla guerra - non lo si ripeterà mai abbastanza - qualsiasi tipo di azione bellica contro la Germania sarebbe legale. Perché l'ultima guerra è ancora in uno stato di cessate il fuoco, che verrebbe quindi interrotto." scrive Dagmar Henn su RT Deutsch. Per questo il governo tedesco non vuole e non può inviare i Panzer tedeschi agli ucraini, rischierebbe di essere considerato paese belligerante. Da RT Deutsch, la voce del Cremlino in lingua tedesca.

Panzer Leopard 2


Quello che i rappresentanti del governo tedesco, che si tratti di Scholz o del ministro degli Esteri Annalena Baerbock, non dicono e che la stampa tradizionale non domanda, è perché per loro sia così importante non essere gli unici a fornire questi carri armati. Né spiegano perché la reazione russa all'ipotesi di fornire dei carri armati moderni sia tutt'altro che amichevole. Il motivo è tecnico e la sua conseguenza è il coinvolgimento diretto nella guerra.

Un Leopard 2 ha un equipaggio di quattro persone: comandante, artigliere, caricatore e pilota. Nessuno di questi compiti può essere svolto senza preparazione; il tempo di addestramento, anche per il solo equipaggio è di almeno 6 mesi. Per un comandante di un carro armato di questo tipo il periodo è ancora più lungo. E ciò ha delle conseguenze. L'addestramento di un comandante ucraino di un Leopard 2 sarebbe dovuto iniziare l'anno scorso.


E anche questo non lo si può escludere, ma probabilmente non sarebbe stato possibile tenerlo segreto e sarebbe stata una prova tangibile della responsabilità della NATO nel conflitto. Ma se così non fosse, ci sarebbe solo una possibilità per fare in modo che questi carri armati svolgano una qualsiasi funzione in un periodo di tempo breve: è necessario fornire almeno il comandante.

Esistono già congetture simili per quanto riguarda i cannoni HIMARS, che sono dispositivi anche più complicati; sono stati osservati molti polacchi e britannici apparentemente coinvolti nell'"offensiva" ucraina a Isjum. C'è anche una ripresa fatta ad Isjum di diverse persone di lingua inglese con accento statunitense che tolgono una bandiera russa da un edificio; e ci sono dichiarazioni secondo cui alcuni mercenari britannici e polacchi sarebbero stati catturati. La veridicità di queste affermazioni sarà chiarita nelle prossime settimane, perché è probabile che finiscano davanti al tribunale nella Repubblica Popolare di Donetsk proprio come i loro colleghi.

Un punto estremamente delicato è capire se si tratta davvero di mercenari o di membri degli eserciti regolari di Polonia e Gran Bretagna temporaneamente "mandati in licenza" per poter fornire all'Ucraina il personale necessario a far funzionare carri armati e cannoni.

Ed è proprio questa la ragione politica dei processi ai mercenari finora svoltisi a Donetsk: i loro Paesi d'origine potrebbero salvarli in qualsiasi momento se solo ammettessero di trovarsi in Ucraina per un incarico. Questo infatti cambierebbe il loro status giuridico: da mercenari, non protetti dalle Convenzioni di Ginevra, a combattenti; ma allo stesso tempo renderebbe lo Stato di partenza un paese partecipante alla guerra. Finora però in nessun paese la pressione pubblica per il salvataggio dei prigionieri è stata abbastanza forte da costringere a questo passo.

Ma è una questione di numeri. Quando non si tratta più di soli tre imputati, ma di una dozzina o addirittura di un centinaio, è probabile che la reazione nei loro Paesi d'origine si faccia più forte. Il gioco di aumentare le forze armate ucraine in una sorta di "illegalità tollerata" è un gioco inequivocabilmente temporaneo.

Quanto più complessa è l'attrezzatura tecnica in questione, tanto meno sarà probabile che gli ex soldati professionisti siano credibili come mercenari. I mercenari accusati finora non erano specialisti, ed è più probabile che abbiano lavorato per conto dell'MI6 in Ucraina. Sarebbe davvero possibile nascondere se la Bundeswehr "mandasse in licenza" una manciata di comandanti di carri armati? Se venissero uccisi durante la loro "licenza"? Nell'era dei social network, è difficile che ciò accada.

Quindi non si tratta solo di riempire i serbatoi. Si tratta di una partecipazione diretta alla guerra con la fornitura di personale. Il motivo per cui il governo tedesco su questo punto sta esitando (a parte la riduzione del valore di mercato di questo carro armato una volta che qualche foto di un esemplare bruciato sarà diffusa in rete) è la sua convinzione: se diversi paesi corressero contemporaneamente questo rischio, sarebbe meno probabile una reazione russa nei confronti della Germania.


Perché ovviamente questi problemi tecnici sono noti ai militari russi. Non è difficile trovare queste informazioni. Di conseguenza, le reazioni della stampa russa ai mercenari polacchi e britannici sono state simili.

Tuttavia, né la Polonia né la Gran Bretagna hanno il problema della Germania. Come è noto, infatti, non esiste ancora un trattato di pace tra Germania e Russia. Ciò significa che non appena la parte russa dovesse valutare un'azione come partecipazione tedesca alla guerra - non lo si ripeterà mai abbastanza - qualsiasi tipo di azione bellica contro la Germania è legale. Perché l'ultima guerra è ancora in uno stato di cessate il fuoco, che verrebbe quindi interrotto.

La soglia per una risposta militare nei confronti della Germania è quindi molto più bassa; e la parteciazione di altri Paesi con materiale bellico non cambierebbe questo fatto. Sarebbe una mossa piuttosto sciocca fare affidamento sul fatto che anche in quel caso non accadrebbe nulla. La riluttanza della Russia finora si è basata soprattutto sulla necessità di convincere i suoi partner più importanti della necessità di questa missione militare. Nel caso della partecipazione tedesca, questa limitazione non dovrebbe essere necessaria. Infatti, a differenza della politica tedesca, ci sono molti paesi che ancora non hanno dimenticato la Seconda Guerra Mondiale.

Anche la consegna dell'obice semovente 2000 è stata una danza su una linea molto sottile. I politici e i media dovrebbero portare avanti il dibattito sull'invio dei Leopard 2 in modo aperto, chiarendo tutte le possibili conseguenze. Invece di mostrare un'esitazione in qualche modo inspiegabile, da un lato, e di chiedere costantemente più armi per l'Ucraina, dall'altro. Se la Germania viene considerata o meno dalla Russia come parte in causa nella guerra, in fondo, è una questione che riguarda tutti gli abitanti del Paese. Ma abbiamo già capito quale è il grande rispetto che i rappresentanti di questa Repubblica hanno per i loro sudditi; farli precipitare in una guerra con disinvoltura - senza nemmeno permettere la percezione delle possibili conseguenze o prendere in qualche modo in considerazione la volontà del popolo - corrisponderebbe di fatto solo al loro comportamento precedente. Una volta si chiamava "gestione a fungo": tenere il popolo all'oscuro di tutto, gettandogli addosso del letame per poi tagliare ogni testa che spuntava fuori....

mercoledì 21 settembre 2022

Lambrecht - La Germania è "pronta a dare il cambio all'America in Europa"

Nei giorni scorsi il Ministro della difesa tedesco Christine Lambrecht, in occasione di un discorso tenuto alla prestigiosa Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik, ha spiegato che la Germania è pronta ad assumere la leadership militare in Europa. L'obiettivo del governo sarà anche quello di ottenere il consenso dei tedeschi sul tema del riarmo e sul nuovo ruolo della Germania, consenso che al momento sembrerebbe non esserci. Ne scrive il sempre ben informato German Foreign Policy

Il ministro della difesa tedesco Lambrecht

"La dimensione della Germania, la sua posizione geografica, il suo potere economico, in breve: il suo peso ci rendono una potenza leader":
è quanto ha dichiarato il Ministro della Difesa federale Christine Lambrecht. Come affermato ieri da Lambrecht in occasione di un discorso alla Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik (DGAP), la Germania è "una potenza leader ... anche nella sfera militare"; in futuro "la Bundeswehr dovrà avere un ruolo più importante, sia nel nostro pensiero che nella nostra azione politica". Il discorso di Lambrecht fa riferimento alla nuova Strategia di sicurezza nazionale che il governo dovrà adottare entro la fine dell'anno. La strategia, elaborata sotto la guida del Ministero degli Esteri è il corrispettivo a livello nazionale della "Bussola strategica" dell'UE - una sorta di dottrina militare - e del nuovo Concetto strategico della NATO. Poiché la realizzazione della strategia sarà caratterizzata da costi considerevoli, l'obiettivo del governo è quello di ottenere un'ampia accettazione da parte della popolazione per questo programma, ad esempio introducendo una "giornata della sicurezza nazionale". Gli ambiziosi piani, tuttavia, contrastano in modo eclatante con il fallimento delle operazioni militari tedesche degli ultimi anni.



"Documento quadro sulla politica di sicurezza".

Berlino da anni insiste per l'adozione di una Strategia di sicurezza nazionale - insieme a misure come la creazione di un Consiglio di sicurezza nazionale [1] - peraltro esplicitamente prevista dall'accordo di coalizione del governo rosso-verde-giallo. Secondo il Ministero della Difesa, infatti, la strategia sarà "il piu' importante documento di politica di sicurezza del Governo federale" [2]. È stata concepita per essere completa e "interdipartimentale"; pertanto, "i vari dipartimenti sin dall'inizio sono stati strettamente coinvolti nel suo processo di redazione". L'Ufficio Federale degli Affari Esteri ne è il responsabile. Il ministro degli Esteri Annalena Baerbock il 18 marzo di quest'anno in occasione di un evento politico ha ufficialmente lanciato i lavori sulla strategia. A fine agosto la Strategia di sicurezza nazionale è stata anche oggetto di un dibattito a porte chiuse durante la riunione del governo federale a Meseberg. La strategia ha due punti di riferimento: la Bussola strategica dell'UE, che l'Unione ha adottato a marzo [3] e il nuovo Concetto strategico della NATO, adottato al vertice NATO di Madrid a fine giugno [4]. La Bussola strategica UE, classificata anche come "dottrina militare" dell'UE, è stata sviluppata su iniziativa tedesca. Berlino ha esercitato una forte influenza sulla creazione del documento.

"Il peso della Germania "

La preoccupazione principale di Berlino nell'ambito dei lavori sulla Sicurezza Nazionale consiste nell'assicurare alla Repubblica federale una posizione di primo piano nella politica mondiale. "Le dimensioni della Germania, la sua posizione geografica, il suo potere economico, in breve: il suo peso, ci rendono una potenza leader, che ci piaccia o no", ha affermato il ministro della Difesa Christine Lambrecht davanti al Deutsche Gesellschaft für Auswärtige Politik (DGAP). [5] Il ministro degli Esteri Baerbock aveva già dichiarato a marzo, in occasione dell'evento di lancio dei lavori sulla Strategia di sicurezza nazionale, che gli Stati alleati chiedono una forte leadership della Repubblica federale "in quanto maggiore economia europea". [6] Lambrecht ha esteso esplicitamente la richiesta di leadership tedesca alle forze armate, affermando che la Germania è "una potenza leader ... anche nella sfera militare"; in futuro, la Bundeswehr dovrà "svolgere un ruolo ancora più importante nel nostro pensiero e nelle nostre azioni politiche". E ciò avrà anche delle conseguenze finanziarie: nel lungo periodo la Bundeswehr dovrà disporre di un budget pari ad almeno il 2% del PIL tedesco. "La Germania può farcela", ha affermato ieri la Lambrecht nel suo discorso alla DGAP, discorso accolto con grande attenzione anche a livello internazionale.

Un'"Europa geopolitica capace di fare una politica globale".

Per quanto riguarda i possibili scenari di impiego della Bundeswehr, Lambrecht ha spiegato che la "difesa nazionale e dell'alleanza, in futuro dovrà essere in cima alla lista delle nostre priorità"; le truppe saranno "l'istanza centrale della nostra infrastruttura pubblica". [7] Ciò è dovuto anche al fatto che gli Stati Uniti dovranno concentrare la loro "attenzione principale ... necessariamente sulla sicurezza della regione del Pacifico". Per Washington, almeno a partire dal "pivot to Asia" annunciato dal Presidente Barack Obama nel novembre 2011, la battaglia contro l'inarrestabile ascesa della Cina resterà al centro delle ambizioni in materia di politica globale. [8] La richiesta alle potenze dell'UE di assumere un ruolo di leadership militare in Europa e negli Stati immediatamente confinanti nell'ambito della divisione transatlantica del lavoro viene apertamente comunicata da circa dieci anni. [9] Lambrecht questa volta però ha affermato che la Germania è "pronta a dare il cambio all'America in Europa"; per farlo, tuttavia, l'Unione Europea dovrà diventare "più forte". Il Cancelliere Olaf Scholz in un discorso tenuto all'Università Carlo di Praga recentemente aveva già espresso la richiesta di "un'Europa geopolitica capace di fare una politica globale". [10]

"Giornata nazionale della sicurezza"

Per quanto riguarda il costoso riarmo da parte della Germania e dell'UE, un esperto dell'Ośrodek Studiów Wschodnich (OSW, Centro di Studi Orientali) di Varsavia recentemente ha commentato con un contributo nel dibattito sulla strategia in corso: "Queste misure in Europa avranno un costo molto elevato e ci richiederanno molto in generale. Una delle aspirazioni della strategia di sicurezza tedesca dovrebbe quindi essere anche quella di preparare la società tedesca ad affrontare questi costi" [11]. Ad esempio, il tenente colonnello Philipp Lange, in una concisa presentazione degli obiettivi della strategia, afferma: "Per noi è importante che la popolazione del nostro paese nel suo complesso condivida l'orientamento di base della nostra strategia futura. Per questo motivo, il governo federale cerca espressamente un dialogo con i cittadini" [12], e Lambrecht ieri davanti alla DGAP ha assunto una posizione simile. Il necessario "cambio di cultura" deve innanzitutto "riflettersi nelle nostre operazioni politiche nella capitale", ha chiesto il Ministro della Difesa. Tuttavia questo non sarà sufficiente: anche la popolazione dovrà essere allineata alla Strategia di sicurezza nazionale. A tal fine, il ministro vuole organizzare ogni anno una "Giornata della sicurezza nazionale" nella Repubblica federale. [13]

Ambizioni e realtà

Le richieste di un massiccio riarmo, di un ruolo di leadership della Germania nella politica mondiale e di un coinvolgimento della popolazione nelle ambizioni di potere delle élite di Berlino contrastano notevolmente con i risultati delle operazioni militari tedesco-europee dell'ultimo decennio. I risultati sono stati recentemente illustrati da un esperto dell'European Council on Foreign Relations (ECFR), attualmente membro del comitato consultivo della Bundesakademie für Sicherheitspolitik (BAKS). "La missione in Afghanistan è fallita e il ritiro caotico ha mostrato agli europei la loro totale dipendenza militare dagli Stati Uniti", scrive l'esperto. Inoltre, le guerre in Siria e in Libia stavano "entrando nel loro secondo decennio", ma "gli europei" "non hanno quasi mai giocato un ruolo" negli "sforzi per risolverle": "Il divario tra le ambizioni degli europei ... e la loro effettiva influenza globale" si è "ampliato nel corso degli anni".




[1] S. dazu Ein Bundesverkehrswegeplan für die Rüstung und Handlungsempfehlungen an die nächste Bundesregierung (II).

[2] Nationale Sicherheitsstrategie: Die wichtigsten Fragen und Antworten vorab. bmvg.de 07.09.2022.

[3] S. dazu Die Militärdoktrin der EU und Das Kräftemessen des 21. Jahrhunderts.

[4] S. dazu Im Zentrum der drohenden Eskalation und Die NATO am Pazifik.

[5] „Deutschlands Gewicht macht uns zur Führungsmacht“. tagesschau.de 12.09.2022.

[6] Außenministerin Annalena Baerbock bei der Auftaktveranstaltung zur Entwicklung einer Nationalen Sicherheitsstrategie. auswaertiges-amt.de 18.03.2022.

[7] „Deutschlands Gewicht macht uns zur Führungsmacht“. tagesschau.de 12.09.2022.

[8] S. dazu Das pazifische Jahrhundert.

[9] S. dazu Die Neuvermessung der deutschen Weltpolitik.

[10] S. dazu Das „weltpolitikfähige, geopolitische Europa“.

[11] Justyna Gotkowska: Wanted: Klare Leitlinien für die zukünftige Sicherheitsordnung in Europa. fourninesecurity.de.

[12] Nationale Sicherheitsstrategie: Die wichtigsten Fragen und Antworten vorab. bmvg.de 07.09.2022.

[13] „Deutschlands Gewicht macht uns zur Führungsmacht“. tagesschau.de 12.09.2022.

[14] Jana Puglierin: Der Strategische Kompass: Ein Fahrplan für die Europäische Union als sicherheitspolitische Akteurin. Bundesakademie für Sicherheitspolitik: Arbeitspapier 7/22

mercoledì 20 luglio 2022

Il nuovo ruolo geopolitico della Germania secondo Olaf Scholz

Il Cancelliere Olaf Scholz nei giorni scorsi è intervenuto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung per delineare il nuovo ruolo geopolitico della Germania e dell'UE. Il suo intervento sembra essere perfettamente allineato con quello del co-segretario della SPD Lars Klingbeil che qualche settimana fa chiedeve di trasformare la Germania in una potenza di primo piano nell'ambito di una UE sovrana. Ne parla il sempre ben informato German Foreign policy

Il Cancelliere Olaf Scholz / SPD

L'UE dovrà trasformarsi in un "attore geopolitico", a tal fine dovrà "serrare i ranghi" al proprio interno e portare avanti la sua militarizzazione. È quanto chiede il Cancelliere Olaf Scholz con un articolo uscito lunedi 18-07 sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Scholz annuncia "proposte concrete" per i prossimi mesi e spinge per l'abolizione del diritto di veto in politica estera, grazie al quale gli Stati più piccoli possono proteggere i loro interessi dalle pressioni dei Paesi membri più influenti. Anche il leader della SPD Lars Klingbeil recentemente aveva espresso opinioni simili. Dopo "quasi 80 anni" di presunta "moderazione", la Germania ora deve "ambire a trasformarsi in una potenza di primo piano", chiede il leader della SPD; e questo "richiederà decisioni difficili da parte di Berlino". Anche Klingbeil sollecita un massiccio riarmo della Bundeswehr. Sia Scholz che Klingbeil sono preoccupati dal fatto che sempre più spesso i Paesi emergenti e in via di sviluppo si rifiutano di seguire il vecchio mondo Occidentale e portano avanti politiche autonome. La richiesta di intraprendere in futuro delle attività "geopolitiche" arriva proprio nel momento in cui la povertà nell'UE è in rapido aumento.


Il linguaggio del potere

Con il suo appello a "trasformare la UE in un attore geopolitico" [1], il Cancelliere Olaf Scholz dà seguito ad altre dichiarazioni simili fatte da importanti politici berlinesi negli anni passati. Nel dicembre 2017, ad esempio, l'allora ministro degli Esteri Sigmar Gabriel lamentava che l'UE non fosse ancora "una vera forza nel mondo": mancava "della capacità di dispiegare potenza". E quindi oggi è ancora più "urgente" che "l'Europa rifletta sui suoi interessi e sviluppi una sua capacità di plasmare il mondo". [2] Se in futuro a Berlino e a Bruxelles "prenderà piede un pensiero politico-strategico", "allora si porranno anche questioni di potenza", aveva dichiarato Gabriel: "Non sarà piacevole". Nel febbraio 2018, sempre il ministro Gabriel aveva affermato che l'UE ha bisogno di "una comune proiezione di potenza nel mondo", anche dal punto di vista militare: "essendo l'unico vegetariano, avremo vita dura in un mondo di carnivori"[3] Nel novembre 2019, la presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen si era unita a lui. Per l'UE, da un lato, sarà necessario "farsi dei propri muscoli ... in materia di politica di sicurezza", dall'altro lato sviluppare un approccio sempre piu' strategico per quanto riguarda "gli interessi esterni dell'Europa": "L'Europa dovrà anche 'imparare il linguaggio della potenza'", aveva dichiarato la von der Leyen. [4]

Unità interna

Per dare finalmente all'UE un ruolo di "attore geopolitico", il Cancelliere Scholz chiede "unità" politica: "La disunione permanente, il dissenso permanente tra gli Stati membri ci indebolisce". Pertanto, "si dovrà porre fine al blocco di natura egoistica delle decisioni europee da parte dei singoli Stati membri". L'UE ha reagito all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia "con una determinazione e un'unità senza precedenti". Ora è necessario "serrare le fila" in "campi" a lungo oggetto di contesa, come "lo sviluppo della difesa europea" o la "sovranità tecnologica". Scholz ha annunciato: "La Germania presenterà proposte concrete nei prossimi mesi". In un primo momento, il Cancelliere rilancia una richiesta che gli esperti di politica estera tedesca ripetono da anni: si deve porre fine al diritto di veto in politica estera di cui dispongono oggi i paesi membri dell'UE, grazie al quale anche gli Stati più piccoli possono, se necessario, proteggersi sulle questioni fondamentali dalle pressioni dei Paesi membri più potenti. "I veti nazionali ... non possiamo più permetterceli", scrive Scholz, "se vogliamo farci ascoltare in un mondo di grandi potenze in competizione"[5].

La Repubblica federale "al centro"

La richiesta di abolire il diritto di veto era stata ribadita recentemente anche dal leader della SPD Lars Klingbeil, che in un discorso del 21 giugno aveva affermato: "se vogliamo che l'UE sia in grado" di "agire rapidamente", è necessario "abolire il principio dell'unanimità, ad esempio in politica estera o in materia di politica finanziaria e fiscale" [6]. Dal punto di vista di Berlino, la questione è centrale: "La Germania può essere forte solo se l'Europa sarà forte". La Repubblica Federale "come potenza leader ... dovrà quindi promuovere con forza un'Europa sovrana". La Germania "dopo quasi 80 anni di contenimento ... finalmente avrà un ruolo nel sistema delle coordinate internazionali"; la Repubblica Federale oggi è "sempre più al centro": "Dobbiamo soddisfare queste aspettative". "La Germania deve ambire ad essere una potenza leader", chiede il leader della SPD. Questo "nuovo ruolo di potenza leader" impone tuttavia alla Repubblica Federale di prendere "decisioni difficili, sia finanziarie che politiche": "Dobbiamo cambiare le strutture e rinegoziare il bilancio". In particolare, le forze armate dovranno essere rafforzate, ad esempio con il "fondo speciale" da 100 miliardi di euro del governo Scholz. Sarà inoltre necessario "riconsiderare la forza militare come un mezzo legittimo della politica", afferma Klingbeil, il quale ribadisce che la militarizzazione accelerata è finalizzata ad una "politica di pace".

I doppi standard dell'Occidente

Klingbeil e Scholz sono anche molto preoccupati dal fatto che i Paesi emergenti e in via di sviluppo, sempre più spesso si rifiutano di seguire il vecchio mondo occidentale. Attualmente ciò sembrerebbe essere particolarmente vero nella lotta di potere tra Occidente e Mosca, in cui gli Stati dell'Africa, dell'America Latina e di quasi tutta l'Asia si rifiutano di adottare le sanzioni contro la Russia, nonostante le forti pressioni occidentali. [7] Scholz chiede che il "Sud globale" sia sempre piu' legato all'Occidente; a tal fine, "dobbiamo onorare i nostri impegni nei confronti di questi Paesi" ed "evitare due pesi e due misure". Senza dubbio la richiesta di imporre misure punitive contro la Russia si basa sulla politica dei due pesi e delle due misure: dopo tutto, quando l'Occidente ha intrapreso delle guerre di aggressione (Jugoslavia 1999, Iraq 2003, Libia 2011), non si era mai parlato di sanzioni contro gli aggressori dell'Europa occidentale e del Nord America. Per legare nuovamente il Sud globale all'Occidente, Scholz propone quindi "una nuova cooperazione globale delle democrazie" - "al di là del classico mondo occidentale". Il piano di Scholz è simile al Summit per la democrazia organizzato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden nel dicembre dello scorso anno. Il "vertice sulla democrazia" tuttavia non ha prodotto alcun risultato tangibile.

Capacità di resistere

L'appello affinché l'UE diventi un "attore geopolitico" con la Germania al centro nel ruolo di "potenza leader" giunge in un momento in cui le sanzioni occidentali nello scontro per la potenza con la Russia stanno facendo aumentare drammaticamente i prezzi dell'energia e dei generi alimentari e minacciano di portare a un impoverimento di massa. Il ministro federale dell'Economia Robert Habeck recentemente ha avvertito che l'escalation della crisi "metterà la Germania alla prova" e metterà a dura prova anche la "solidarietà sociale", "e probabilmente anche oltre".[8] L'unica via d'uscita sembrerebbe quella di passare da una continua escalation dello scontro con la Russia a una de-escalation e a una soluzione negoziata della guerra in Ucraina. Il governo tedesco non è disposto a farlo. Il cancelliere Scholz dichiara: "Avremo bisogno della capacità di resistere" [9].





[1] Zitate hier und im Folgenden: Olaf Scholz: Nach der Zeitenwende. Frankfurter Allgemeine Zeitung 18.07.2022.

[2] S. dazu Gabriels Kampfansage.

[3] S. dazu Die Machtprojektion der EU.

[4] S. dazu Novembertrommeln.

[5] S. dazu Die „Koalition der Entschlossenen“ (II).

[6] „Der Westen hat sich zu lange sicher gefühlt“. ipg-journal.de 22.06.2022.

[7] S. dazu „Russland isolieren“ (IV), Das Reisemandat der Afrikanischen Union und The West against the Rest.

[8] S. dazu Vor der Zerreißprobe.

[9] Olaf Scholz: Nach der Zeitenwende. Frankfurter Allgemeine Zeitung 18.07.2022.