mercoledì 8 agosto 2012

L'export tedesco continua a crescere


Lo Statistisches Bundesamt pubblica i dati sul commercio estero del primo semestre. A sorpresa scopriamo che la bilancia commerciale con l'Eurozona è quasi in pareggio e le esportazioni verso i paesi della moneta unica rappresentano ormai solo il 38.5% del totale. Fortissima crescita delle esportazioni verso i paesi extra EU. Restano intatti i giganteschi avanzi commerciali


Nel giugno 2012 la Germania ha esportato merci per un valore di 94.6 miliardi di Euro mentre l'import è stato di 76.7 miliardi di Euro. Rispetto al giugno 2011 le esportazioni tedesche in giugno sono cresciute del 7.4 % mentre le importazioni dell'1.5%. Rispetto a maggio 2012 le esportazioni destagionalizzate sono scese dell'1.5 % e le importazioni del 3%.

La bilancia commerciale di giugno 2012 ha chiuso con un surplus di 17.9 miliardi di Euro. Nel giugno 2011 il saldo era stato di 12.5 miliardi di Euro. L'avanzo commerciale di giugno 2012 destagionalizzato è di 16.2 miliardi di Euro.

Nel giugno 2012 verso gli stati EU sono state inviate merci  per un valore di 53.6 miliardi di Euro e ricevute merci per un valore di 49.3 miliardi di Euro. Rispetto al giugno 2011 le esportazioni verso i paesi EU sono scese dello 0.5% e le importazioni dell'1.4%. Nei paesi dell'Eurozona sono stati spediti beni per un valore di 35.5 miliardi di Euro (-3%) e sono stati importati beni per un  valore 34.9 miliardi di Euro (-2.8%). Nei paesi EU non appartenenti all'Eurozona nel giugno 2012 sono state esportate merci per un valore di 18 miliardi di Euro (+4.8%) e importate per 14.4 miliardi di Euro (+2.2%).

Nei paesi al di fuori dell'UE (paesi terzi) nel giugno 2012 sono state esportate merci per 41.1 miliardi di Euro e importate merci per un valore di 27.5 miliardi di Euro. In rapporto a giugno 2011 l'export verso i paesi terzi è cresciuto del 19.8 % e l'importo del 7.2%.








31 commenti:

  1. La intera questione è spiegabile proprio con l'euro: verso i paesi extra-UEM (da questo punto di vista accomunati anche ai paesi extra UE) la svalutazione di oltre 20% dell'euro rispetto al dollaro ha portato benefici di export...ottenuti in parallelo anche dall'Italia che, comunque, nella bilancia "commerciale" del CAB è sempre stata in attivo, anche nei confronti dei paesi UEM...tranne la germania: e in effetti l'euro è un cappottino fatto su misura per noi, per regolare i conti (la germania) con i concorrenti più pericolosi.

    La contrazione dell'export intra-UEM semmai conferma quanto i tassi di cambio reale avvantaggino la germania solo fino al punto in cui, parassitando slealmente tali paesi, non ne provochi la strutturale situazione di indebitamento estero e la mancata crescita fino a diffusa recessione (bello spirito cooperativo interno a una "Unione"!).
    Recessione che poi si rifletterà sulla domanda mondiale e affosserà pure la fiammata da deprezzamento dell'euro, (se non l'euro stesso). Senza contare un sistema bancario che impone il suo gioco al massacro verso i partner UEM ed è invece marcio e pieno di buchi giganteschi che cerca di nascondere incassando i soldi degli altri europei con le buone e con le cattive...

    Infine, questi dati confermano che il deprezzamento di una valuta non porta a inflazione aggiuntiva se un paese ha una struttura produttiva capace di riespandersi elasticamente e non assoggettata a un'austerity distruttiva (quale quella voluta dai tedeschi per gli altri, che, guarda caso, sono i loro concorrenti).
    Infine i dati sulla partica commerciale nulla ci dicono su consumi e investimenti effettuati e quindi sul grado di crescita del PIL dovuto a ragioni non esclusivamente valutarie

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    1. grazie quarantotto per la tua opera divulgativa perchè alzi veramente il livello del blog!

      Oggi poi è uscito su istat.it il riepilogo della bilancia commerciale italiana dei primi 6 mesi 2012 e dopo un decennio di passivi abbiamo avuto per la prima volta un semestre in pareggio.

      Il saldo negativo con i tedeschi poi, nei primi 6 mesi del 2012 ha continuato a scendere e siamo arrivati ad un passivo di soli 3 miliardi di Euro.

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  2. http://gennaro.zezza.it/?p=540&lang_view=it
    Qui per sapere quanto ci hanno guadagnato i lavoratori tedeschi dalla politica mercantilistica basta sulle crescita solo per via di export.
    Ora se gli crollasse l'export extra UEM - che su base annua, riportata nell'articolo in commento, sarebbe pure salita ma che nell'ultimo mese di giugno segnano un -1,5%, campanello d'allarme non male- si capisce che sarebbero giustamente "adirati". Ma con chi dovrebbero prendersela?
    E' chiaro che i "loro" governanti si sono posti questo problemuccio. E la risposta, più facile: "è colpa degli essere inferiori mediterranei". E giù i giornali a ubriacarsi con questa tesi...che ne ricorda tanto un'altra

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    1. Pienamente d'accordo. Ma quando gli arriva a 'sti crucchi la mazzata da parte degli Usa? Perchè io davvero non riesco a credere che gli Usa gli consentano di spolparsi la Spagna, l'Italia e la Francia per poi dirigersi verso Russia e Cina.

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    2. Forse l'ho già scritto ma in Germania il fatto che il boom dell'export e la discreta salute dell'economia siano in buona parte dovuti alla moderazione salariale lo sanno un po' tutti.

      In Italia è un tema di cui si parla poco, ma qui, tutti i quotidiani lo ripetono, anche la Bild lo scrive. Sui giornali tedeschi di ogni tendenza politica si parla dei salari reali bloccati negli ultimi 15 anni. Ci sono ancora molti miti da sfatare sulla grande Germania esportatrice, e questo blog serve anche a questo.

      Ad esempio sull'argomento:

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2012/03/benessere-per-tutti-o-quasi.html

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2012/06/se-50-ore-sono-poche.html

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2012/07/meno-di-85-lora.html

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2012/04/deflazione-salariale-ja-genau.html

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2012/04/il-libro-nero-del-lavoro-interinale.html

      e tanti altri post sull'argomento.

      Diciamo che negli ultimi mesi i sindacati sono stati molto piu' combattivi perché sanno che ci sono margini di manovra maggiori, ad es. il +4.5 % annuo dei metalmeccanici e il +6.3% biennale dei dipendenti pubblici.

      Ma ci sono stati molti altri rinnovi sostanziosi. Il problema è che i contratti collettivi ormai si applicano a poco piu' del 50% della forza lavoro. C'è un'ampia fascia del mercato del lavoro che da tutto questo trarrà pochi vantaggi.

      Diciamo poi che i tedeschi sono riusciti a fare molto bene quello che anche in Italia avremmo tanto voluto ottenere con l'interinale di massa, i contratti a progetto usati senza nessuna regola, i tempo determinato senza limitazioni e tutte le altre fattispecie contrattuali che servivano solamente a ridurre il costo del lavoro.

      C'è andata male...

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    3. Non non è che ci è andata male (forse se salta l'euro, com'è logico, ci sarà andata "quasi benino").

      E' che paradossalmente berlusconi ha ostacolato la riuscita della "manovra", non potendo sopportare "politicamente" (cioè per mantenere il consenso mentre era obbligato a fare gli affari suoi, più o meno leciti), nè di portare a casa la stagnazione senza crescita che ha contraddetto le sue roboanti promesse, nè di essere accusato di amplificare la spesa pubblica (cioè lo Stato, di cui, per "lego-filia" o per liberismo di facciata, avrebbe dovuto essere il "giustiziere").

      Così negli anni, ha prima toppato nel non controllare lo switch dei prezzi (consentendo superprofitti,spesso gli ultimi della loro vita, a schiere di evasori che li hanno portati all'estero), poi non ha saputo resistere alle pressioni dei suoi corifei-sicofanti che, entrati in politica, volevano parte della torta (ingurgitata fino ad allora dalla casta piddina), con buona pace della spesa pubblica "allegra" in certi settori; infine, non ha potuto mai imporre forti "moderazioni salariali" sui contrattualizzati (pubblico impiego incluso) legate alla produttività che, sempre invocate dai piddini, se, però, "tentate" dai suoi governi erano ostaggiate con mobilitazioni generali. Inoltre, queste politiche salariali richiedevano (come ha fatto la germania all'interno delle riforme Hartz) un incremento della copertura pubblica di sostegno previdenziale e del reddito per la neo-creata disoccupazione e sotto-occupazione (specie nel settore dei servizi).

      Risultato: non "poteva" proprio riuscire a ridurre inflazione e occupazione simultaneamente nel momento in cui ciò era richiesto dal gioco competitivo (liberista e mercantilista, e cmq mai cooperativo e volto alla piena occupazione) imposto dall'assetto dell'euro-bancario e sfruttato in via preventiva dalla germania (che dovrebbe ringraziarlo nei secoli). :-)

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  3. Quoto tutto come al solito e grazie di queste analisi che sono veramente condivisibili in toto e che alzano il livello della discussione sempre.

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  4. Dopo aver visto questi dati e letto questa analisi di Giacomo Gabellini su Eurasia : GERMANIA-RUSSIA.L'ALLEANZA EURASIATICA mi viene il sospetto che la Germania non si preoccupi troppo di tagliare il famoso ramo perche' ne ha gia' un altro pronto su cui andare a sedersi. In effetti sui siti che leggo e che poi sono quelli elencati qui a fianco non trovo molto su questo aspetto diciamo...geo economico . Mi piacerebbe molto leggere un vostro commento perche' siete bravissimi ed esperti commentatori...naturalmente se trovate interessanti questi aspetti.

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    1. Brava contessa e grazie. Hai pescato bene (se ce la fai metti direttamente il link :-)).
      Un rapido commento "strategico".
      1. Quando si parla di "interscambio commerciale" di "apertura al commercio internazionale" senza distinguere dare-avere (cioè i saldi CAB dei paesi rispettivamente coinvolti), c'è sempre puzza di bruciato: si vuole dissimulare un'operazione di mercantilismo imperialista. Questa volta "storica" (per i suoi clamorosi precedenti, che al più risalgono alle vicende di Pietro il Grande e fino, ovviamente, al nazismo) e inequivocabile.
      2. Bisogna focalizzare che un paese, la Russia, nel momento in cui si trova al centro di massicci IDE, investimenti esteri diretti, da parte di un altro paese -germania- che gli impone le proprie tecnologie (elemento ancora più insidioso di quello che si ha verso paesi come l'Italia), nonchè il controllo di fatto delle infrastrutture (in un partenariato asimmetrico), consolidando un flusso (attivo nella partita redditi) di profitti e di ammortamento di crediti erogati, finisce (il primo paese) prima o poi per pagare il conto. Come provano gli studi di Minsky e Frenkel (sulle crisi fotocopia).
      3. Che ciò inoltre, porti la Cina in una posizione di crescente svincolo potenziale dal sistema del dollaro, integrandosi nella strategia tedesca con accesso ai mercati più ricchi del mondo (cioè l'UE), è motivo di preoccupazione. Nessuno tranne i tedeschi e in qualche modo la Cina (ma tutto sta a vedere come tra i 2 si regoleranno i conti arrivati a un certo punto), si avvantaggerà di questa strategia. E gli USA rischiano un clamoroso scacco matto dalla Cina contro cui potrebbero ben poco.
      4. Politicamente questo assetto si ripercuote pure sulla NATO e sulla praticabilità di molte strategie USA in medio-oriente. Insomma, uno scontro inevitabile tra anglosassoni e tedeschi potrebbe maturare dopo le elezioni in USA.

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  5. Www.eurasia-rivista.org/germania-Russia-lalleanza-eurasiatica/16549/

    Ecco qua. Accidenti e' difficile orientarsi..praticamente vogliono vampirizzare anche Putin? Cerchero' altri articoli e speriamo che nasca una bella discussione.

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  6. Oddio scusate...russia e' minuscolo...non mi ero accorta. Ma perche' ci tenete tanto al link? Non e' piu' semplice cercare col titolo?

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    1. Scusa, era solo un consiglio di "brevità di ricerca-utilità" della tua segnalazione.
      Ovviamente l'articolo era stato già trovato e letto quando ho commentato.
      Il link inn un commento (anche se non "attivo") consente una riceca più rapida. Ma non è essenziale.

      Qunato ai contenuti del mio commento, in effetti, mi accorgo che (per brevità di esposizione) sono incorso nello stesso difetto di mancanza di links.
      http://www.econ-pol.unisi.it/quaderni/640.pdf

      http://www.econ.kuleuven.be/ew/academic/intecon/Degrauwe/PDG-papers/Discussion_papers/Symmetries.pdf

      Questi per capire cosa sono gli squilibri "relativi e simmetrici" dei saldi delle partite correnti della bilancia dei pagamenti e come influenzano, nei rapporti tra Stati caratterizzati da reciproci vincoli valutari e afflusso di capitali verso i paesi a più alta inflazione, le economie indebitate.

      In conclusione la Russia sta scherzando col fuoco, ma ha una tradizione nel considerare molto lontano il fondo del barile e sempre possibili "prese di posizione" politiche autoprotezionistiche. Il che aumenta l'incertezza politica in senso traumatico.

      Ovviamente, il "sistema" generale delle crisi oggi in corso è ben spiegato nel "discorso" complessivo che è svolto su goofynomics (a cui rinvio, oltre che ai links che ho immesso in precedenza in questa sede).

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  7. Conosco bene Goofynomics, grazie. Solo, non capisco, che vincoli monetari hanno tra loro la Germania e la Russia?

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  8. Hai ri-ragione (ma se conosci goofy forse ci puoi arrivare lo stesso). Nel parlare dei vincoli valutari non mi riferivo allo specifico germania-russia ma al problema generale.
    In concreto, la russia si indebiterebbe attraverso massicci IDE tedeschi e inioltre pagherebbe con materie prime sia appalti-remunerazione degli investimenti sia merci importate...e potrebbe pure guadagnare, in una prima fase, attraverso il surplus energetico.
    Ma quanto può durare, se poi le merci(i cui costi scenderebbero ulteriormente attraverso il facilitato e tentato allargamento in Cina) invadono le terre russe, aggiungendosi alla remunerazione degli IDE tedeschi ? Ovviamente è un problema che i paesi arabi-OPEC hanno già vissuto ma in modo diverso (il loro costo demografico-organizzativo dello Stato rapportato all'entità delle risorse enegetiche è largamente inferiore).

    Andando in deficit CAB verso la germania, la russia dovrebbe svalutare progressivamente. A quel punto i crediti tedeschi diventano a rischio e i relativi interessi crescerebbero. Aggravando la situazione debitoria russa. Se la dipendenza creditizia e infrastrutturale perviene al livello di non svincolabilità (colonizzazione tecnologica e merceologica su standards non rapidamente reversibili), i creditori tedeschi arriverebbero, come ora si prospetta per l'area UEM, comunque a cercare di impadronirsi del controllo societario-patrimoniale degli assets russi. Anche senza vincolo valutario reciproco.
    Questo in esterma sintesi...

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  9. grazie quarantotto, mi sei stato molto utile. proprio per aver letto molto Goofy ho finito per considerare l'euro la causa di tutti i Mali del mondo...dimenticando tutto l'arsenale offensivo dell'imperialismo e soprattutto che nessuno e' al sicuro, nemmeno paesi grandissimi e agguerriti come la Russia.
    Sulle implicazioni geopolitiche con gli USA questo e' superlativo, forse lo hai gia' letto. Ecco il link
    Www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/8669-provincializzare-leurocrisi.html
    Spero sia un'altra buona pesca

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    1. Beh sai il primo link (russia-germania) era basato su esposizione di "fatti", la cui valutazione dipende dalla razionalità-correttezza delle tue cognizioni di economia.
      Il link che citi ora è invece fatto di analisi. Credimi: si tratta di controverse e iperboliche valutazioni, basate su pregiudizi e errori (anche gravi) di impostazione scientifica, di stampo vetero-anti-USA.
      Poi ognuno è libero di abbeverarsi alla fonte che preferisce.
      Ma goofy non parla solo di cambio fisso: è un modo di ragionare, partendo dai "rationali" consolidati. Seguendolo con impegno si hanno anche i mezzi per realizzare la evanescenza e inattendibilità di commenti come quello in questione.

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    2. Beh, mi sembra esagerato considerare Putin come una vittima di questa situazione che si sta prospettando per la Russia: ha messo in pratica alcuni dei pilastri ideologici del neoliberismo ( per esempio flat tax e la liberalizzazione dei movimenti dei capitali), per cui è naturale che si corra il rischio di subire dinamiche come quelle sperimentate dall'Europa meridionale. E questo solo perchè si è curato degli interessi degli oligarchi che lo sostengono. Ma com'è questa storia? Ci si scaglia (giustamente) contro il neoliberismo applicato dai tedeschi e/o dagli occidentali, ma implicitamente si sostiene quello praticato da Putin? Spero che si tratti solo di ingenuità prodotta da una visione superficiale e dettata da pulsioni da tifo calcistico.
      Alessio
      Alessio

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    3. E chi ha detto che Putin e' una povera vittima? quella di 48 e' un'interessante ipotesi di possibili conseguenze di una penetrazione economica tedesca in Russia. Le stesse che sono capitate a noi. Ma quale tifo da stadio!

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  10. Preciso ...ho finito per considerare l'Euro e il cambio fisso la causa di ....

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  11. va bene, grazie. continuero' ad abbeverarmi dove posso e prima o poi scopriro' quali sono questi gravi errori scientifici di Sciortino.

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  12. Sui rapporti Germania - Russia e sul loro amore odio ha scritto molto anche Limes, parlando di Gerussia:

    http://temi.repubblica.it/limes/euroamerica-vs-eurussia/7560

    Che la Germania del 2012 non è piu' quella degli anni '90 con cui si era pensata l'unione monetaria ormai è chiaro.

    Diciamo che alla antica convinzione di essere i primi della Klasse, un po' piu' uguali degli altri, si è aggiunta una ritrovata consapevolezza della propria forza economica e l'aspirazione ad nuovo ruolo politico.

    L'ho già scritto, ma la Germania di oggi non soffre piu' dei complessi di inferiorità verso la Francia, anzi ora Parigi insegue Berlino e si fa dettare la linea. Sarkozy era imbarazzante. Poi già Fischer, il ministro degli esteri ambientalista di Schroeder, pretendeva per la Germania un seggio permanente all'ONU.

    L'abbiamo visto nella guerra libica come la Germania per non avere problemi con gli amici russi si è smarcata immediatamente dalla coalizione.
    E l'abbiamo visto chiaramente con la soap opera Opel-Fiat quanto è forte il legame fra Berlino e Mosca e quanto l'UE passi in secondo piano quando ci sono di mezzo gli affari. Piuttosto che far nascere un vero gruppo industriale europeo hanno provato a vendere la Opel ai russi. Gli americani ovviamente hanno sentito puzza di bruciato, e GM si è tenuta Opel(ancora in rosso).

    Berlino ha sempre avuto grandi rapporti con l'Europa centrale ed orientale, e' questo il bacino naturale di estensione della leadership economica e politica tedesca. Perchè a Berlino ci si dovrebbe preoccupare tanto della salute economica di Madrid e Lisbona?

    Allo stesso tempo sanno che l'unione europea e monetaria sono il giardinetto di caccia per le scorribande tedesche (e a volte anche francesi) quindi hanno tutto l'interesse a preservarla. E' chiaro a tutti che gli avanzi commerciali con i paesi terzi non ci sarebbero senza l'unione monetaria e l'unione europea.

    Il famoso calcolo sui costi-benefici dell'unione monetaria va avanti, e per ora mi pare che a Berlino si vedano piu' benefici che costi.

    Lasciate stare personaggi secondari come Bruederle o Seehofer, ma anche Roesler, sono solo a caccia di voti, i liberali in particolare sono tallonati dai pirati e rischiano di non entrare al Bundestag nel 2009. Da qui fino a settembre le spareranno sempre piu' grosse.

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  13. Anni fa si stava consolidando un asse geopolitico Francia-Germania-Russia che ad oggi appare superato. Non sottovaluterei nei rapporti attuali fra Germania e Russia il desiderio tedesco di recuperare al territorio nazionale anche l'enclave di kaliningrad, anche se la vedo molto dura. Penso anche che la Russia di Putin sia tornata ad essere una grande potenza e non credo che acceterà rapporti commerciali e finanziari svantaggiosi con la Germania. Da sempre poi operano in Russia due tendenze molto forti contrapposte, una che spinge verso i rapporti con le nazioni europee e l'altra che tende a ripiegarsi verso l'Asia e che considera la Russia come una nazione asiatica. Sul piano geopolitico è un processo molto complesso e difficile quello dell'avvicinamento russo-tedesco ma possibile. Il quesito è gli USA che faranno?

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  14. Caro Zeno, d'accordo sulla analisi di "fondo", ma, come implica ache "Voci" nel suo intervento, la germania attuale è mossa da elementi "nuovi" di spinta espansionistica (il linkato da "contessa" offre spunti interessantissimi).
    Considera che Putin è un oligarca (autocrate) e il suo orizzonte è la perpetuazione del potere in una logica che chiameremmo di breve-medio periodo (il tempo che le sue cricche incassino somme enormi con cui divertirsi coi "forbidden fruits of capitalism"...se riconosci la citazione ti pago una pizza :-)).

    Perciò il pericolo che la strategia dell'imperialismo commerciale, che agisce con pazienza e tempi di medio-lungo periodo (con l'euro ci abbiamo messo 7\8 anni a registrarne l'effetto squilibrante strutturale), possa riuscire rispetto alla russia ci sono: considera che è una tattica che, in un primo tempo, rispetto specialmente a un paese forte esportatore di materie prime, crea un aumento della domanda nel paese "aggredito" (aumento di liquidità con maggior offerta di beni a condizioni più favorevoli di prima, nel caso consentita anche da sussidi incrociati "strategici" tra le varie industrie tedesche coinvolte).
    La partita quindi è imprevedibile nei suoi esiti e potenzialmente pericolosissima...

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    1. Forse sarà dovuto alla finestra vacanziera , ma da quando intervieni tu i "sociologi" si sono dileguati come neve al sole :)

      48 , per pura speculazione intellettuale , mi piacerebbe leggere una tua analisi e strategia nei panni di un ipotetico , dittatore tedesco .
      Assolutamente si tratta di un "gioco" , e come tale le regole ce le si da in funzione di tale gioco . Quindi se mi è permesso ipotizzare queste regole , suggerisco una linea di pensiero e azione estremamente cinica , autocentrata e aggressiva .
      in poche parole , "se tu fossi un tedesco" , cosa faresti per metterla in quel posto a tutti i partner dell'euro ?

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    2. la risposta "quello che fa la merkel" non è valida ! :)

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    3. 48 ti ringrazio. Ci sono un po' di questioni su cui ragionare per me...Putin è sicuramente un oligarca con una visione forse non amplissima, però è anche uno che la Germania la conosce piuttosto bene e mi dà l'idea di essere, almeno un po', affetto dalla sindrome della grandeur (mi sa che pensa per se ad un posto nella storia russa vicino ai grandi zar del passato. Ivan, Pietro, Josef) e che ci possa essere un punto di coincidenza fra i suoi interessi personali e quelli nazionali russi. Intendo dire, che non credo si lascerà fregare così facilmente come qualcun altro che conosciamo bene e che facendo i suoi interessi farà probabilmente nello stesso tempo quelli della Russia. Russia che, non va dimenticato, ha una grande tradizione e scuola di pensiero e visione geopolitica. Poi da considerare c'è anche la dipendenza energetica tedesca dalla Russia, che ha dimostrato di saper usare l'arma dei rifornimenti nei confronti degli altri stati già più volte.
      In tutto questo, comunque il ruolo degli Usa mi pare debba essere considerato...voglio dire, come si pongono sul piano della politica estera verso quello che sta succedendo in Europa? Come reagirebbero se si andasse saldando un asse paritetico fra la Russia di Putin e la Germania con le sue "colonie" dell'area euro? Cosa stanno facendo in realtà in questa fase a livello geopolitico e che intenzioni hanno?
      Lo sbriciolamento (come nei sogni più esuberanti di Brzezinski) prima e il "cinturamento" (fra fondazioni di Soros e rivolte floreali) poi, dalla Polonia fino alla Cecenia, tentato dagli USA nei confronti della Russia non ha ottenuto i frutti sperati e le vie di collegamento fra Russia ed Europa (in particolare con la Germania ad esempio sotto il baltico) sono ancora aperte. In Italia, penso che stiamo anche "pagando" (o che ci stiano facendo pagare...)la politica di autonomia energetica che abbiamo fatto negli ultimi anni con la Libia...e, appunto, con la Russia di Putin (e mi piacerebbe sapere quel che pensi sulla separazione di Eni e Snam in rapporto a tutto questo). Quel che viene simpaticamente definita come la primavera araba porterà probabilmente in un tempo abbastanza breve alla realizzazione nel concreto delle teorie di Huntington e ad una situazione per noi quasi simile a quella di quando il Mediterraneo era controllato dall'impero Ottomano, visto che non passerà tanto tempo prima che il laicismo in questi stati si dissolva e nascano regimi con i quali dovremo "confrontarci" in vari modi. Nel nostro futuro forse c'è il destino della fine che Roma fece fare a Rodi oppure quello dell'India inglese oppure ci stanno preparando una bella festa coi botti...belle prospettive tutte quante.

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    4. @Stefano: l'euro è nato e ha funzionato e funziona per "metterlo in quel posto" ai partner UE. Non è che ci sia molto altro da fare (i costi-benefici attuali sono praticamente irripetibili nella loro vantaggiosità).
      Ma ad ogni azione significativa corrisponde una "reazione" pari e simmetrica, alla fine dei giochi.
      Quello che (forse, non) stupisce, data l'esperienza della diplomazia d'acquis che portò alla II-WW, è la lentezza della risposta del resto d'europa. E questo non depone molto bene per la traumaticità della "soluzione", come ho detto anche a Zeno...

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  15. Ps Ammetto di aver la tendenza, causa la lente un po' deformante della mia formazione storica e non economica, a vedere commercio e finanza come parti di un qualcosa di più ampio, spesso come elementi strumentali, mentre invece nella contemporaneità divengono fini veri e propri.
    Riguardo alla citazione....mi hai messo in difficoltà...Huxley forse?

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  16. Zeno pensi "in grande"...ma realisticamente per rispondere in modo serio sulle varianti di un quadro geopolitico così "vasto", ci vorrebbe un trattato e prescegliere un metodo di analisi storiografica (oggi come oggi, mi affido a zoomate su "settori" e a un approccio fenomenologico "frattalico" :-)...visionario quanto vuoi ma almeno divertente).
    In questa ottica, abbiamo una rule of thumb basta sulla storia passata: non c'è modo che germania e russia non arrivino a una situazione conflittuale (il Molotov-Von Ribbentrop in questo caso è uno scontato riferimento...tra tanti).
    La Russia ha un problema che non può essere calibrato per via di mera politica internazionale: non ha mai realizzato una democrazia moderna, redistributiva, fondata su strumenti consolidati di tutela dei diritti civili e sulla idea di mercato come STRUMENTO di partecipazione diffusa al benessere economico.
    Qualunque cosa possa immaginare una classe dirigente che fa capo a un personaggio come Putin, rimane "distonica" rispetto a questa lacuna di fondo.

    E più è distonica, storicamente, più si avvicina alla germania esprimendosi in fasi "dirigiste-oligarchiche" (a cominciare da Pietro il Grande). Questo è un apparente paradosso che ci dice quanto l'abilità di certe strategie è tale solo su presupposti determinati ma fragili.

    Quindi l'instabilità dell'assetto germania-russia è intrinseco: la probabilità di un punto di rottura interno alla russia è notevole e si manifesta tanto più quando la germania, nelle sue politiche verso est, tende a dimenticare-sottovalutare il problema dei diritti civili (e della crescita democratica effettiva) dei suoi interlocutori (se lo fa rispetto ai paesi med, a costituzione democratica pensa rispetto all'est).

    In tutto questo, persino la "spendibilità" delle sue "colonie" da parte della germania, in una strategia che tagli fuori gli USA dai nuovi sviluppi di espansione geo-economica diventa un "azzardo" clamoroso. Faccio un es; (cui tu accenni in prospettiva): fino a quando può funzionare una politica di destabilizzazione della linea USA, appoggiando ambiguamente rivendicazioni mediorientali e contemporanemente aggiudicandosi la primazia delle forniture energetiche verso l'europa?
    Le prospettive mettono i brividi.

    Paradossalmente la partita fondamentale si gioca in Italia: da noi dipende in definitiva la sopravvivenza dell'euro e la conseguente posizione di forza negoziale della germania nei confronti della russia. Ma aprire due fronti, a oriente e a occidente simultaneamente, non è una idea nè nuova nè molto praticable, come si sa.

    Perciò l'Italia diventa uno scenario chiave.
    Dopo le elezioni USA "intuisco" che gli americani potrebbero cercare un semplice e lineare "scacco matto" a tutto il tentato "avvolgimento" strategico, avendo le mani libere sulla questione "euro" (il cui break non può essere sopportato prima delle elezioni) e dimostrare la fragilità di un eccesso espansionistico tedesco...

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  17. Quarantotto è veramente sempre un grandissimo piacere leggere i tuoi post.
    in realtà è un pensare "in grande" il mio che tende a semplificare parecchio e taglia decisamente con l'accetta....più un divertisment che un'analisi vera e propria, anche perchè non ho nè gli strumenti adeguati nè le conoscenze per farne una approfondita e, come scrivevi, ci vorrebbe comunque un trattato. Penso anch'io che le zoomate siano divertenti e poi aiutano, per quel che è possibile, a tentare di decifrare, almeno parzialmente, un quadro più ampio.

    Penso tu abbia ragione riguardo alla Russia ed alla sua condizione di democrazia "autocratica" e paternalistica e anche riguardo alla sorte dei rapporti con la Germania. Dopotutto, è sempre successo nel passato che le relazioni fra questi due stati fossero sempre segnate prima o poi dalla conflittualità seppur partendo, magari, in alcuni casi, da trattati di alleanza. Le instabilità inevitabili nei rapporti fra questi due stati hai perfettamente ragione nel sottolinearle, sia per il carattere della classe dirigente russa, sia per il carattere un po' "di rapina" del capitalismo tedesco. Come fattore di instabilità aggiungerei anche visioni e immaginario collettivo dei due popoli che tendono a contrapporsi e la presenza di vicini di casa (Polonia, repubbliche baltiche eccetera) che hanno ferite ancora aperte (per rimanere nel regionale, perchè nei giochi poi entrano anche come fattori rilevanti USA e anche Cina).

    Sul fatto che le prospettive dell'azzardo cui hai accennato "faccian tremare le vene ai polsi" concordo con te. Come anche sul possibile ruolo importantissimo che si potrebbe ritagliare l'Italia, sia in un senso che nell'altro....Abbiamo un "Fiorino" d'oro zecchino da giocarci....possiamo giocarcelo al tavolo tedesco ma il giocatore alemanno mi pare un po' ottuso e pure decisamente avido...oppure possiamo giocarcelo al tavolo americano...l'importante comunque è non subirla passivamente questa partita perchè la posta sono la nostra società e la nostra economia. Mi chiedo come la pensa chi ci governa su tutto questo...

    Comunque, quel che emerge vistosamente sempre è la miopia e l'arroganza della politica economica tedesca nei confronti della zona euro. Miopia arrogante e avida che dopo le elezioni americane potrebbe pagare un prezzo molto, molto salato...
    La convenienza statunitense nel break dell'euro come strumento di contenimento di Russia e Germania e come elemento distruttivo di un loro asse potenziale è un fattore importante che si va a sommare a tutti gli altri fattori commerciali, finanziari, industriali che portano alla sua fine e che conferma e supporta l'idea che l'euro è già un morto che cammina e che il funerale si terrà in novembre.

    ps Ma la citazione poi, di chi era? ammetto di aver tentato il colpaccio...una pizza gratis di questi tempi mi fa partire la salivazione di un Terranova assetato...

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    1. LOL!
      La citazione era molto "pop": tratta dal film "Moscow on the Hudson" del 1984 (all'epoca fu molto popolare). Si tratta della battuta di un piccolo funzionario KGB che mette in guardia un trombettista da circo (Robin Williams) che "defeziona" a New York durante una tourneè. Lo stesso funzionario lo seguirà di lì a poco...Il film è pieno di segnali "esilaranti" (e tristi) di un futuro imminente.
      Era oltretutto coglibile solo per chi avesse visto il film in inglese :-)

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