lunedì 13 agosto 2012

10 anni di Hartz IV


Süddeutsche Zeitung, il quotidiano progressista di Monaco, ci ricorda che le riforme Hartz IV compiono 10 anni: celebrate come il grande successo socialdemocratico, artefici del Jobwunder, e responsabili della destrutturazione del mercato del lavoro. Un commento di Guido Bohsem

Il vincitore della crisi si chiama Gerhard Schröder. Dieci anni fa l'allora cancelliere ha dato avvio alla cura drastica per la nostra Repubblica un po' arrugginita. Oggi il numero degli occupati in Germania è il piu' alto di sempre. Le riforme di Schröder restano molto ammirate all'estero, ma odiate dai tedeschi.

Se si vuole, Gerhard Schröder è il vero vincitore della crisi. Piu' la crisi finanziaria mette in ginocchio le altre economie europee, ad eccezione di quella tedesca, piu' cresce il prestigio del precedente cancelliere. L'uomo della SPD è richiesto in tutto il mondo come consigliere. Tutti vogliono sapere  da Schröder come ha fatto a somministrare una cura da cavallo alla Repubblica un po' incrostata. I suoi interlocutori vogliono conoscere il segreto del successo che ha reso cosi' brillante la Germania, mentre agli altri va così male. 

Il nucleo del pacchetto di riforme di Schröder giovedi' festeggia i 10 anni. Dieci anni fa, l'allora direttore del personale di VW, Peter Hartz, per conto del governo Schröder, presentò il suo programma di riforme del mercato del lavoro. Con molto pathos e grande risonanza, Hartz illustrò l'essenza delle idee, che poi dal 2005 sarebbero entrate in vigore come "Hartz IV".

Mentre all'estero la riforma è ammirata, i tedeschi continuano ad odiarla. Nel nostro paese le riforme Hartz restano legate ad un'immagine di devastazione sociale organizzata dallo stato. A torto, perché nonostante molti errori ed equivoci le riforme hanno cambiato in meglio e in maniera duratura il mercato del lavoro tedesco.

Era un programma molto consistente, che ha introdotto un insieme di strumenti completamente nuovi e arricchito la lingua tedesca di nuovi concetti poco comprensibili: Minijob, Ich-AG, Ein-Euro Job, comunità di bisogno (Bedarfgemeinschaft), Aufstocker (integrazione salariale), Midjob,  anche Hartz IV e la fusione fra sussidi per la disoccupazione e aiuti sociali.

Hartz-IV ha terrorizzato milioni di persone con la possibilità di diventare destinatario degli aiuti sociali entro un anno dalla perdita di un lavoro regolare. Ha mobilitato le masse che il lunedi si riunivano per dimostrare contro i provvedimenti. Hartz IV ha reso possibile la riunificazione dei socialisti dell'est e dell'ovest nel nuovo partito della Linke, ha spinto al ritorno l'ex presidente della SPD Oskar Lafontaine, e ha causato una spaccatura fra socialdemocratici e sindacati, che ancora oggi non si è del tutto sanata.

Nessun'altra riforma nella storia della Repubblica federale ha causato un'ondata di ricorsi al tribunale sociale tedesco come Hartz IV. Anche dopo sette anni dalla sua introduzione, ogni giorno vengono pronunciate nuove sentenze.

E' anche vero: molti lavoratori  guadagnano meno di prima, e molti lavoratori interinali si augurano di avere presto un posto fisso e lo stesso salario per lo stesso lavoro. I disoccupati di lungo periodo non ricevono il sostegno necessario per avere un accesso al mercato del lavoro. Ma Hartz IV ha anche sancito il principio che è decisamente meglio lavorare per poco denaro, che tirare avanti in un perenne stato di dipendenza dagli aiuti pubblici. Questo è un successo che anche i lavoratori coinvolti sarebbero pronti a confermare.

Resta la difficile questione, qual'è il ruolo giocato delle riforme Hartz IV nell'attuale situazione positiva del mercato del lavoro tedesco? La risposta è: sicuramente ha avuto un ruolo, ma non così grande, come si è creduto fino ad ora. Che la Germania sia di nuovo la locomotiva economica della congiuntura europea, ha molto piu' a che fare con altri due fatti. Economicamente piu' importante delle riforme, è stata la moderazione salariale dei lavoratori. Se confrontati con i vicini europei, i prodotti tedeschi sono tornati di nuovo competitivi.

Hartz IV è solo la controparte statale della moderazione salariale. E poi c'è la politica dei tassi della banca centrale. Dieci anni fa ha impostato alti tassi di interesse, che hanno limitato lo sviluppo dell'economia tedesca ad alta intensità di capitali. Mentre per gli altri stati europei i tassi erano troppo bassi ed hanno causato un boom. Oggi la situazione è inversa, e il pericolo nel nostro paese è l'inflazione, non la stagnazione.

No, il piu' grande successo della riforma Hartz, se si vuole, è la riforma stessa. La Germania era il malato d'Europa. Nessuno credeva che la Repubblica federale fosse capace di un tale sforzo. Oggi nel nostro paese il numero degli occupati è il piu' alto di sempre. La riforma soprattutto ci ha mostrato una cosa: è possibile. La Repubblica può cambiare, se deve e se lo vuole.

8 commenti:

  1. Ah! Ah! Ah! Ah!
    Ma allora i piddini esistono, "identici", anche in germania!
    Sembra un articolo di "repubblica" (che probabilmente lo riprenderà pari pari).
    Sono talmente tante le verità celate o alterate e i passaggi ingannevolmente semplificatori, che la questione dei "tedeschi che non la amano" passa in realtà in secondo piano. Et pour cause...

    Ma la regola "d'oro" per capire quando i "progressisti-che-lo-mettono-in quel-posto-al-lavoro" sono in azione di propaganda-sedativo, è: non si parla dell'euro e di chi ci ha guadagnato veramente (altro che "oggi nel nostro paese il numero degli occupati è il più alto di sempre"!)

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    1. Grazie quarantotto, perchè questo è un articolo da piddini, e la SZ (insieme a Die Zeit) resta il baluardo dei progressisti tedeschi. Mi piacerebbe molto approfondire l'argomento e poter tradurre qualcosa sulle riforme Hartz IV. Sono considerate il grande successo socialdemocratico, e la causa principale del famoso Jobwunder. Il Jobwunder ha visto però anche molti "Verlier".
      Spero di tradurre nuovi contributi interessanti sull'argomento...

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    2. Ma guarda, al di là delle varie (interessate) analisi "autoctone", sarebbe molto interessante trovare e tradurre il TESTO legislativo della IV Hartz, magari reperendo il documento di accompagnamento (governativo poi portato in parlamento) circa i costi finanziari pubblici nonchè dati sui costi pubblici in effetti sostenuti in dipendenza delle nuove previsioni sul labour-welfare così "rideterminato" in un senso allargato.

      Mi spiego: è chiaro che la Hartz (come accenna l'articolo) è inscididibile dal risultato (patteggiato con le parti sociali) della "moderazione" salariale, che però va intesa non solo sulla contrattazione collettiva tradizionale, ma anche sui risparmi sul lato dell'offerta dei minijob (che poi si traduce nella % del "monte-salari" sul PIL).

      Diciamo che si privilegiò moderazione salariale coi sindacati per l'industia esportatrice e, naturale complemento, precarizzazione e deflazione salariale accentuata nel settore dei servizi...
      Cioè, ancor, oggi, COMPRIMENDO LA DOMANDA INTERNA, vista come "dannosa" in termini di attivo CAB: cioè la domanda interna non solo "scalda" l'inflazione, riducendo i vantaggi COMPETITIVI sul lato dei tassi di cambio reale, ma fa aumentare l'import (per cui l'intero sistema Hartz può essere visto come una misura equivalente alla restrizione delle importazioni, non dovuttamente concertato all'interno delle politiche economiche comuni UEM, in violazione dell'art.34 Tr.UE).

      Ma c'è di più: non solo senza la Hartz IV la moderazione salariale (specialmente degli export-oriented) non sarebbe stata "socialmente" realizzabile (e qui sta una delle ipocrisie-ribaltamenti dell'articolo), ma la germania, attraverso l'articolato nuovo sistema di welfare, in realtà violò i parametri di spesa-indebitamento per prima e incardinò un sistema di "aiuti" alle imprese che, per quanto indiretti, avrebbero meritato il vaglio delle clausole di divieto del Trattato.

      Magari potrai darci ancora una volta il tuo prezioso contributo...

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    3. grazie perchè il tuo intervento chiarisce ulteriormente la natura della crisi...sicuramente tornerò sull'argomento ma non so se riuscirò a tradurre i testi delle leggi Hartz perché mi sembrano lunghi e abbastanza complessi. Potrei proporre qualche interpretazione autoctona, nei limiti di un blog come questo e nei limiti del tempo disponibile.

      Mi sembra che questo modello di moderazione salariale o addirittura deflazione sia ormai pacificamente esteso a tutto il continente.

      Lo sappiamo già, a fare i tedeschi, loro resteranno sempre piu' bravi di noi...


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    4. Se riesci a trovare il testo completo, potremmo coordinarci per la traduzione

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    5. Se riesci a trovare il testo completo, potremmo coordinarci per la traduzione

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    6. Se riesci a trovare il testo completo, potremmo coordinarci per la traduzione

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  2. Mi inserisco e aggiungo qualcosa che forse non rientra nel discorso...in un discorso generale sul tema forse va anche considerata la riunificazione tedesca con l'inserimento nel mondo del lavoro di una massa enorme di manodopera dell'est in cerca di occupazione e più disponibile ad accettare meno tutele e una remunerazione inferiore. E non dimentichiamo poi chi ha fatto la riforma...per fare vere riforme di destra l'ideale è un governo (apparentemente) di sinistra o quasi. Negli ultimi decenni gli esempi non mancano.

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