martedì 4 ottobre 2016

Il Portogallo a rischio

Thomas Mayer, ex capo-economista di Deutsche Bank, dalla sua rubrica su FAZ.net ci spiega cosa potrebbe accadere al Portogallo se anche l'ultima agenzia di rating il 21 ottobre decidesse di abbassare a Junk il rating sul debito portoghese. Da FAZ.net
Il Portogallo ha un alto debito e l'economia non cresce. Il paese rischia di fallire, non appena l'ultima agenzia di rating cambierà idea.

Le 3 grandi agenzie di rating per la valutazione delle obbligazioni sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. La canadese DBRS non sembrerebbe particolarmente importante. Si tratta di un'agenzia di rating fondata nel 1976 e acquistata nel 2015 da un consorzio "alternativo" di asset manager sotto la guida delle società di private equity Carlyle Group e Warbung Pincus.

In verità non ci sarebbe bisogno di conoscere DBRS, se da questa agenzia non dipendesse il destino del Portogallo, e probabilmente lo sviluppo dell'Euro. E' infatti l'unica fra le agenzie di rating riconosciute dalla BCE a non aver ancora classificato come Junk le obbligazioni portoghesi. Per la BCE è infatti sufficiente che almeno una delle 4 agenzie dia un rating superiore al Junk. In questo modo DBRS assicura al Portogallo l'accesso al programma di acquisto dei titoli di stato della BCE e alle banche la possibilità di usare i titoli di stato portoghesi per rifinanziarsi presso la BCE. Se DBRS dovesse assegnare un rating Junk ai titoli di stato portoghesi, come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch fanno ormai da molto tempo, lo stato probabilmente perderebbe l'accesso ai mercati e avrebbe bisogno di un nuovo programma di aiuti. Le banche non potrebbero piu' rifinanziarsi presso la BCE dando in pegno i loro titoli di stato e dovrebbero essere tenute a galla con la liquidità di emergenza della BCE. Il 21 ottobre DBRS si dovrà pronunciare sul nuovo rating del Portogallo.

Nella sua relazione del 29 aprile l'agenzia canadese ha giustificato il suo rating al Portogallo (BBB-) con una buona struttura delle scadenze e un miglioramento del conto corrente con l'estero. Le prospettive del rating sono state valutate stabili, in base ad una previsione di crescita dell'economia e ad una riduzione del deficit e del rapporto debito pubblico/PIL. Al contrario, il rating dovrebbe essere abbassato, scriveva allora l'agenzia, se la politica economica del governo dovesse deteriorarsi o se la crescita si indebolisse, causando un peggioramento delle finanze pubbliche. Nella prima metà dell'anno il tasso annuo di crescita del PIL è sceso dall'1.5% all'1%. Per raggiungere la previsione di crescita dell'1.8%, l'economia portoghese dovrebbe crescere del 2.6% nella seconda metà dell'anno. Ma questo è molto improbabile. 

Il deficit pubblico dovrebbe scendere dal 4.4% del 2015 al 2.2% di quest'anno, ma la crescita economica inferiore alle previsioni rende tutto piu' difficile. Non aiuta il fatto che il nuovo governo di sinistra abbia aumentato le pensioni e dal primo di luglio abbia introdotto una riduzione a 35 ore settimanali per i dipendenti pubblici. Se per queste ragioni il deficit pubblico non dovesse scendere sotto il 4% del PIL, il rapporto debito/PIL raggiungerà il nuovo record del 130%. Solo Italia e Grecia hanno un livello piu' alto. 

Date queste circostanze e la dichiarata "politica anti-austerità" del governo di sinistra, ci si dovrebbe aspettare che DBRS segua le altre agenzie e abbassi il rating dei titoli di stato portoghesi al livello spazzatura. Ma la pressione sugli analisti di DBRS per non farlo deve essere enorme, perché se lo facessero ci sarebbe bisogno di un ulteriore piano di salvataggio per il governo e per le banche. Le banche portoghesi hanno investito circa 60 miliardi di Euro, pari al 23% di tutti i prestiti, in titoli di stato portoghesi. Dal momento che i crediti in sofferenza e non esigibili rappresentano il 15% dei prestiti, se l'agenzia abbassasse il rating portoghese, il 38% di tutti gli attivi bancari sarebbero di scarsa qualità. Le banche non avrebbero probabilmente nessuna possibilità di rifinanziarsi sul mercato e la BCE sarebbe obbligata ad intervenire con i prestiti di emergenza. Le passività del Portogallo nei confronti dell'Eurosistma (Target II), ora pari a 66 miliardi di Euro, salirebbero rapidamente. 

A questi si aggiungono i 76 miliardi di Euro che il Portogallo deve agli altri paesi dell'Eurozona per i precedenti programmi di assistenza, e 21 miliardi di Euro di titoli di stato che la BCE ha acquistato nell'ambito del suo programma di acquisto. Ci sarebbe bisogno di un nuovo programma di salvataggio per lo stato e per le banche, questa volta pero' sarebbe impossibile nascondere che il denaro dei precedenti fondi di salvataggio è stato inutile e che adesso il Portogallo è insolvente. Spetta solo a DBRS sollevare il velo - oppure soddisfare i desideri del governo portoghese e dei suoi sostenitori nell'UE.

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