giovedì 2 febbraio 2012

Il lato nascosto del Jobwunder


VER.DI (Vereinte Dienstleistungs Gewerkschaft), principale sindacato nel settore dei servizi, ci spiega cosa si cela dietro i dati sull'occupazione tedesca.



A prima vista i fatti parlano da soli: nonostante la crisi persista, il numero dei disoccupati  è  basso come mai fino ad ora. E anche adesso in inverno, quando i disoccupati crescono per le condizioni ambientali, restano sempre meno di 2 milioni. Dopo un lungo periodo nel quale abbiamo avuto 6 milioni di disoccupati, la situazione attuale è definita "Jobwunder", con un lato nascosto però. Quasi un lavoratore su 10 ha un secondo lavoro, perchè il reddito da lavoro principale non è sufficiente al sostentamento.

In cifre questo significa: 2.6 milioni di persone, ufficialmente occupate,  guadagnano attraverso un minijob 400 € al mese lavorando per 15 ore alla settimana. Sono 135.000 persone in piu' rispetto all'anno precedente. E la tendenza? Saranno sempre di piu'. Soprattutto nel commercio al dettaglio, nella pulizia degli edifici, e nella ristorazione. Anche nella sanità e nei servizi sociali lavorano sempre piu' spesso "Minijobber": nel 2011 sono stati in totale 272.000 occupati, quasi quanto nel settore della ristorazione.

Inoltre sempre piu' persone sono occupate a tempo parziale. Rispetto ai lavori full time che sono aumentati solamente del 1.4%, i lavori a tempo parziale sono aumentati del 7.3 %. Gerd Dielmann,  sindacalista attivo in  ambito sanità e professione infermieristica sa anche il motivo:  molte infermiere lavorano anche nella cura a domicilio dei pazienti perché nel loro ambito ricevono solo lavori parziali. Anche i prelievi del sangue negli ospedali spesso vengono svolti da assistenti che lavorano sulla base di un minijob di base.

Il fatto che sempre piu' persone debbano cercarsi un secondo lavoro per integrare i guadagni, ha a che fare con il livello troppo basso degli stipendi. Secondo Elke Hannack, del comitato esecutivo del sindacato Ver.di (principale organizzazione sindacale nei servizi) "2.1 miloni di lavoratori lavorano per meno di 6 € l'ora, la metà di questi per meno di 5 € l'ora. Questo oggi non è piu' sufficiente per condurre un'esistenza dignitosa. Per questo motivo i lavoratori cercano opportunità di guadagno aggiuntiva per non dover chidere aiuto agli uffici pubblici"

E importante sottolineare che le paghe orarie basse di questi anni avranno un pesante effetto in futuro: "bassi stipendi portano ad una bassa pensione, e i minijob sono un biglietto di ingresso per una vecchiaia povera" continua Elke Hannack.  Già nel 2010 la pensione media per uomini e donne nella ex Germania ovest era di 713 €, nei nuovi Bundeslandern di 850 €. "Per combattere la povertà è necessaria una nuova legislazione del lavoro. Un inizio sarebbe l'introduzione di una paga minima oraria di 8.5 € l'ora in modo che tutti gli occupati possano vivere decentemente del loro lavoro".

Quello che rimane del Jobwunder.

I datori di lavoro sulla base delle leggi attuali possono assumere in maniera flessibile e licenziare rapidamente. Le riforme del lavoro avrebbero dovuto produrre un Jobwunder. Ma l'obiettivo era solo quello di abbassare il costo del lavoro. Le conseguenze sono gravi: gli atipici perdono il lavoro con estrema facilità. Soprattutto il lavoro in affitto ha avuto l'effetto di dividere i lavoratori. 

Il lavoro deregolamentato ha spinto sempre piu' persone a diventare lavoratori indipendenti. Il loro numero è cresciuto dal 2000 di mezzo milione ed ha raggiunto i 4 milioni. Il 60% di questi sono donne. Sicuramente non dovranno ascoltare nessun capo. Ma non hanno neanche i diritti e le protezioni sociali dei lavoratori dipendenti. Hanno bisogno di competere nel mercato e di farsi la concorrenza per ottenere un lavoro. Il 30 % di loro, ma fra le donne sono il 40 %, vivono  con meno di 1.100 € netti al mese.

 Se un rapporto di lavoro su tre si discosta dal cosiddetto lavoro normale, le cause sono da ricercare nelle riforme di mercato degli ultimi 10 anni. In particolare la cosiddetta "Agenda 2010" dell'allora governo Rosso-Verde ha avuto un ruolo importante in questo mutamento. Da allora i lavori a basso salario, come i Minijobbs, il lavoro in affitto e i finti lavoratori indipendenti sono  cresciuti massicciamente.

I salari di tutti questi lavoratori occupati sono in media significativamente piu' bassi di un normale rapporto di lavoro. Quasi la metà di questi lavoratori guadagna salari lordi al di sotto della soglia di basso salario - e la tendenza è in crescita. Ma anche condizioni di lavoro normali sono a malapena sufficienti per condurre un'esistenza dignitosa.
Le leggi vigenti fanno in modo che il dumping salariale sia ampiamente praticato. Ci sono inoltre circa mezzo milione di persone che guadagnano cosi' poco con il loro lavoro che per vivere devono richiedere i sussidi statali. Questo costa allo stato 11 miliardi di Euro all'anno che vanno a finanziare con il denaro dei contribuenti le deflazioni salariali dei datori di lavoro.

Il lavoro temporaneo in affitto - Lehiarbeit.

Fino al 2004 il lavoro temporaneo in affitto era un'eccezione. Gli imprenditori lo usavano per far fronte ai picchi di lavoro. Con le leggi HARTZ IV l'allora maggioranza di governo rosso verde ha deregolamentato il lavoro temporaneo. Da allora è in piena espansione. Le aziende hanno fondato le loro agenzie di lavoro in affitto per poter fare dumping sui salari. Ora anche gli infermieri lavorano con un contratto di lavoro in affitto. I servizi sociali come la Caritas hanno fondato le loro agenzie di lavoro in affitto. Nel settore del commercio al dettaglio, i lavoratori in prestito sono all'ordine del giorno. Anche i redattori nei giornali sono spesso lavoratori temporanei in affitto. 

In tutti questi settori i datori di lavoro con l'aiuto del lavoro temporaneo riducono il numero degli impiegati permanenti ed il costo del lavoro. Prima delle leggi Hartz erano circa 300.000, dopo sono saliti fino a 800.000. Durante la crisi sono stati i primi a perdere il lavoro. Poi poco dopo hanno avuto un boom. I lavoratori in affitto erano all'inizio del 2011 circa un milione.  Ogni 3 posti di lavoro vacanti, uno viene ricercato attraverso le agenzie di lavoro temporaneo.  Secondo uno studio del Instituts für Arbeitsmarkt- und Berufsforschung, solo il 7 % di tutti i lavoratori temporanei riesce a fare il salto verso un posto stabile. Piu' di 2/3 di questi lavorano per un salario orario sotto la soglia del basso salario. La Germania è così diventato il paese occidentale con il piu' alto gap salariale tra lavoro temporaneo e quello regolare.

5 commenti:

  1. Bravo, ottimo articolo! Utile a smontare il mito Ariano e il nostro senso di inferiorità...(se permetti te lo rilancio).

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  2. grazie Carmen, ottima idea! i dati sull'occupazione sono davvero poco credibili, ci sarebbe ancora molto da dire...

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  3. Un pò di luce nella "selva nera"....complimenti. Se posso... te lo volevo rilanciare anch'io.

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  4. Certo che puoi, anzi, spero tu l'abbia già fatto!

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  5. Mi pare un'orgia di persone disposte a dimostrare che il diavolo non esiste.

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