lunedì 23 aprile 2012

In viaggio verso il Club Med


Ancora un commento affilato da Wirtschaftswoche, il settimanale economico piu' letto in Germania. Questa volta, il capo redattore Tichy consiglia ai tedeschi di trascorrere una vacanza sul mediteranno per abituarsi alle politiche monetarie da Club Med dei prossimi anni: l'inflazione è in arrivo. 
Dovreste trascorrere le vostre vacanze sul mar Mediterraneo - ed esercitarvi alla mediterraneizzazione dell'economia.

Presto dovremo chiamare di nuovo i pompieri dell'Euro. Questa volta l'incendio è in Spagna. I tassi di interesse arrivano fino al 6 % - il livello che ha costretto la Grecia, l'Irlanda e il Portogallo a chiedere l'assistenza europea. Ma la Spagna è grande, e il Re non spara a misere pecore ma agli elefanti. Pertanto i mezzi per spegnere l'incendio - da sola la Germania garantisce per 320 miliardi di Euro - ben presto non saranno di nuovo sufficienti, e le scale di salvataggio saranno troppo corte. Così già nelle prossime settimane la BCE comprerà titoli del debito pubblico per decine o centinai di miliardi di Euro oppure metterà a disposizione centinaia di miliardi di denaro fresco di stampa, nel tentativo di soffocare il fuoco.

La tradizione della Bundesbank di una moneta forte è ormai da tempo scomparsa. Peggio ancora: pare che anche la Francia nella febbre da campagna elettorale passerà dalle politiche di consolidamento a quelle di indebitamento e il patto europeo di stabilità andrà perduto.

Davanti a noi ci sono anni dominati da una cultura economica mediterranea: inflazione e svalutazione sul Dollaro, sul Franco svizzero e sullo Yuan. Come in Grecia, Spagna o Francia, questa è una cultura dove la spirale dei rialzi salariali accresce la disoccupazione e riduce la competitività mentre nello stesso tempo i debiti crescono. Il falso presupposto di questo approccio economico è quello secondo il quale solo i disavanzi pubblici possono far crescere i bilanci pubblici.

E ora non ha piu' alcun senso lamentarsi del fatto che i salvataggi Euro sono in contrasto con tutti i principi ragionevoli della politica monetaria o di un bilancio solido: è meglio prepararsi in anticipo, invece di meravigliarsi quando l'inflazione inizierà a galoppare. La BCE di Mario Draghi ha già superato la linea Maginot, che dovrebbe limitare l'inflazione sotto il 2%.

E che cosa succede? L'inflazione non arriva subito. Si tratta di un processo insidioso e lento come un cancro, che prolifera sempre in nuovi settori. La boom del momento è il cemento, che spinge il prezzo degli immobili e degli affitti, e ci mostra la brutta faccia dell'inflazione: code di compratori che aspettano sventolando banconote, prima di poter comprare quei pochi beni disponibili. Ludwig Von Mises nel 1912 aveva già descritto come l'inflazione favorisce alcuni gruppi e ne opprime altri. Meglio di tutti allora era andata ai dipendenti e funzionari pubblici, secondo Mises.

Perchè i loro salari sono sempre i primi ad essere aumentati. E dobbiamo dare una volta ancora ragione postuma ai classici dell'economia, il settore pubblico infatti in Germania ha ricevuto un sostanzioso aumento salariale. E gli altri sindacati nelle prossime settimane non si accontenteranno della solita moderazione salariale. No, non voglio criticare questa politica sindacale, come alcuni lettori sostengono: io capisco che i lavoratori tedeschi non possono essere sempre il salvadanaio d'Europa. E alla fine i nostri politici non sono molto meglio dei propri elettori. Ciò è comprensibile: cibo da povera gente per i propri elettori, per fare in modo che il vicino possa continuare a cacciare elefanti. Questo è un programma, che anche il piu' idealista dei politici non può sostenere a lungo. Così gli Euro salvataggi si tramuterannno in una nuova politica di stabilità mediterranea.

Una nuova cultura economica richiede anche un nuovo comportamento economico. La cultura della stabilità del nord Europa sarà sostituita dai comportamenti economici di chi è già ben abituato all'inflazione. E questo può essere alla lunga uno svantaggio per il benessere e la crescita. Ma non lo potrete cambiare. Perciò iniziate ad abituarvi questa estate per la nuova dolce vita nel Club Med.

9 commenti:

  1. Una domanda : ma dove credono che li prendano i soldi i "mediterranei" per comprare tutte le belle macchinine alemanne ? O tutti quei buoni prodotti bio , costosissimi , provenienti dalla Germania ? Io ho sempre avuto l'immagine dei tedeschi pragmatici , e non ideologici come questo articolo li descrive . L'abbattimento dei salari di noi sporcaccioni mediterranei , quanto tempo ci metterà a farsi sentire sull'export germanico ? Non sono esperto di economia , diciamo che sono francamente analfabeta , ma ad occhio il 0.9% (?) di crescita fa presto ad evaporare

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    1. Chiedo scusa se sono sembrato sgarbato e maleducato , ma il mio astio è rivolto all'autore dell'articolo , non all'autore di questo utilissimo blog .

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    2. Diciamo che questa rivista è il tempio degli euroscettici e dei conservatori. Basta vedere con quali copertine sono usciti negli ultimi mesi. Del resto su questa rivista Hans Werner Sinn è di casa, non manca mai. Tichy comunque alla fine lo apprezzo perché è abbastanza diretto, non le manda a dire.

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  2. La demagogia è un vizio mondiale. Leggendo l'articolo sembra che gli europei meridionali se la spassino come pazzi con i soldi del contribuente tedesco. Invece sono (o stanno arrivando) nella miseria più nera. E proprio vero che i tedeschi hanno un'ossessione incredibile per l'inflazione. Eppure in Italia abbiamo avuto l'inflazione a due cifre, ma non c'erano code ai negozi con gente che sventolava banconote. Qualcuno dovrebbe spiegare che la loro inflazione degli anni 20 dipendeva dal loro vizio di fare guerre e perderle...

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    1. La paura dell'inflazione, vera o presunta, è percepibile ovunque. Fa piu' paura della famosa unione di trasferimento. Ed è da questa paura, per ora infondata, che sta nascendo il boom o la bolla dell'immobiliare. Questo purtroppo è il tenore del dibattito...

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  3. Abbiamo capito dunque da dove viene la cultura monetaria ed economica di Tichy (e dei tedeschi di tutte le nazionalità, italiana inclusa, come lui): da Von Mises! La moneta creata dal mercato, magari anche la parità aurea, eccetera eccetera.
    Tagliamo la corda da tutto questo prima che sia troppo tardi.
    PS: Se vi chiedete chi possa essere uno degli italiani di nazionalità tedesca, fate un salto a palazzo Chigi e chiedete del Presidente del Consiglio.

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  4. A me sembra che più che di economia in questo articolo si parli di fantasmi, farciti con un bel pò di luoghi comuni. Basso come livello.

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    1. E' vero, il livello del dibattito è abbastanza basso, e poi lo humour notoriamente fa fatica a passare da una lingua all'altra, da una cultura all'altra. Ma dovremmo anche capire le preoccupazioni altrui. Abbiamo fatto la BCE perchè volevamo una banca centrale indipendente, e ora chiediamo alla BCE di fare quello che non volevamo facesse la Banca d'Italia. In Italia parliamo da 15 anni di federalismo, di ridurre i trasferimenti dal nord al sud, di ridurre gli sprechi etc. etc. invece ora gli stessi che in Italia hanno predicato il federalismo per decenni chiedono alla Germania di fare quello che invece non vogliamo che faccia la Padania: trasferire ricchezza. Insomma, la situazione è complessa...

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    2. E' vero, sul parallelo unione d'Italia/ unione europea la penso un po' come i tedeschi. E forse, l'esempio italiano dal loro punto di vista è il classico esempio negativo. Giustamente vogliono evitare che l'Efse diventi la cassa del mezzogiorno europea. Non so quale sia la soluzione migliore, ma temo che l'austerity che ci impongono avrà come conseguenza un aumento del "brigantaggio", cioè dell'antipolitica eurofobica.

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