martedì 4 dicembre 2012

Italia - Germania 0-0


L'ufficio federale di statistica pubblica i dati sul commercio estero del terzo trimestre 2012: da luglio a settembre gli scambi commerciali fra Italia e Germania sono in sostanziale pareggio e l'export italiano è in grande rimonta. E' iniziata la riscossa italiana? L'export verso l'Eurozona scende al 36% del totale.
Le esportazioni tedesche nel terzo trimestre 2012 sono cresciute del 3.6% rispetto allo stesso trimestre del 2011 raggiungendo i 275,4  miliardi di Euro. L'export nei paesi extra EU (paesi terzi) è cresciuto  del 9.9%, raggiungendo i 122.3 miliardi di Euro: la quota sulle esportazioni tedesche dei paesi terzi è cresciuta nel terzo trimestre 2012 raggiungendo il 44.4 %.

Fuori dalla UE sono cresciute con forza le esportazioni verso gli Stati Uniti, del 25.7% fino a 23.6 miliardi di Euro. In maniera significativa sono cresciute anche le esportazioni verso la Corea (+15.8 %, a 3.4 miliardi di Euro) e verso il Giappone (+12.9% a 4.6 miliardi di Euro). Meno significativo è stato l'aumento delle esportazioni verso la Russia (+7.6%, a 10.2 miliardi di Euro) e Cina (+0.9 % a 16.6 miliardi di Euro).

Le esportazioni verso i paesi membri della EU sono scese dello 0.9 % a 153 miliardi di Euro. Fra questi gli andamenti sono stati diversi: mentre le consegne nella zona Euro sono scese del 3% raggiungendo i 99.1 miliardi di Euro, le vendite verso i paesi UE non Euro sono cresciute del 3.3 % a 54 miliardi di Euro.

Il cliente piu' importante della EU è ancora la Francia (+3.8 %, 25,3 miliardi di Euro). Meno merci rispetto allo stesso trimestre del 2011 sono state vendute in Spagna (-13.2%, a 7.2 miliardi di Euro), Italia (-12.4 % a 12.9 miliardi di Euro), Portogallo (-11 % a 1.5 miliardi di Euro) e Grecia (-6.9 % a 1.2 miliardi di Euro). 

Significativo l'aumento delle spedizioni verso il Regno Unito (+13.9% a 18.8 miliardi di Euro).


20 commenti:

  1. Quale potrebbe essere la chiave di lettura di questi dati? Forse, dopo che Ger ha intasato i PIIGS di merci e capitali, e dopo la "cura" tramite spending review (quindi meno importazioni) è normale vedere l'esportazioni alemanne diminuire?
    Giusto?

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  2. I dati semplicemente confermano che la domanda italiana è crollata, quindi il saldo commerciale ita-ger tende al pareggio a causa della caduta dell'import italiano.
    Il percorso virtuoso da qui in poi sarebbe:
    -Introduzione di uno stimolo mediante l'introduzione, in Italia, di Certificati di Credito Fiscale che abbattono il cuneo sul costo del lavoro.
    -Quindi immediata forte riduzione del delta di competitività tra Italia e Germania.
    -L'Italia esporta di più perchè è più competitiva, ma importa anche di più grazie al recupero della domanda interna.
    -Se lo fanno tutti i PIIGS e in misura minore Francia e Belgio, la crisi dell'euro è risolta in modo permanente - in quanto la competitività dei vari paesi si riallinea, analogamente (anche se con un diverso meccanismo) a quanto avveniva in era pre-euro a seguito di una modifica delle parità di cambio.
    Ho spiegato il tutto più in dettaglio in varie sedi, ad esempio
    http://www.facebook.com/#!/notes/marcocattaneo-ccfperrisolvereeurocrisi/certificati-di-credito-fiscale-lo-strumento-per-la-soluzione-delleurocrisi/101096640054008

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    1. Difficile risolvere le profonde e lontane divergenze nominali che dividono i paesi Ue del nord con quelli del sud. Bisognerebbe lavorare sulla convergenza dei tassi di interesse (privati e non pubblici), sulle diverse inflazioni, e sulla domanda interna dei paesi del nord.

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    2. il bello è che si dimostra che il recupero di competitività che prima era ottenuto attraverso la svalutazione, adesso si scarica per intero sui salari deflazionandoli. Si tratta quindi della dimostrazione che l'euro è intrinsecamente contrario agli interessi delle classi subalterne.

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    3. Questi CCF sono un po' quello che Borghi ha proposto Sabato, parlando dei miniBot per il taglio del costo del lavoro per le imprese ed il possibile pagamento delle imposte e dei debiti. Facciamo così, li introduciamo e poi 2-3 mesi li chiamiamo lire e li utilizziamo in maniera esclusiva per regolare tutti i contratti di diritto italiano.

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    4. @Francesco Lenzi: sono esattamente la stessa cosa. Ho parlato a Claudio Borghi un paio di settimana fa. Lui aveva già in mente l'utilizzo dei BOT come moneta complementare. Io gli ho spiegato la proposta CCF che è basata sul medesimo concetto di introdurre uno strumento di flessibilità nel sistema monetario, abbinata però a un intervento fiscale che abbatte il cuneo sul costo del lavoro e quindi riallinea la competitività tra i vari paesi. Abbiamo concordato che ne accennasse a Pescara, confido che ci sia modo di dare diffusione alla proposta e di creare un dibattito - il più ampio possibile !

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  3. Leggi la proposta. Se intervieni sul cuneo fiscale, l'allineamento dei costi di lavoro per unità di prodotto è IMMEDIATO (come lo era ai tempi delle valute nazionali quando si modificavano le parità di cambio).

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  4. Peccato che non ci siano i dati disaggregati di India,Brasile e Sudafrica,sarebbe interessante il confronto.(certo poso andare da solo a cercarli) :)
    Riguardo al "fogno",è interessante il dato della bilancia commerciale Germania-Paesi Bassi.Secondo la "teoria" luogocomunista "dove andiamo da soli siamo un piccolo paese ecc.".Allora a loro e ai troll una domanda:com'è che la Germania le piglia dall'Olanda?
    Naturalmente gli olandesi sono alti onesti e produttivi e noi luogocomunando ecc. ecc. non è una risposta!

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    1. Dino, ma gli olandesi hanno la fortuna di avere sotto i piedi immense quantità di metano, beati loro...noi a metano al massimo abbiamo la Panda!

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    2. Beh,voci non ne avere a male ma questa,non è una risposta all'altezza del tuo blog(che miniera)........
      La Germania è in surplus con i paesi terzi dove dovrebbero figurare anche i paesi del medioriente,poi il dato andrebbe disaggregato è vero,ma secondo me questo confronto confuta la luogoteoria che visto che ccce 'a Cina solo i paesi più grandi possono competere con buona pace dei fognatori di quelli della liretta e tutto il cucuzzaro di esterofili(provincialisti) da strapazzo!

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  5. @Marco Cattaneo
    Mi spiace, ma non ho un account facebook e non intendo farmelo. Se non pubblichi quindi una di quelle "altre sedi", non potrò leggere il tuo contributo.
    Indipendentemente da questo, però, è sempre possibile escogitare una soluzione a qualsiasi problema economico se si presuppone che tutto sia possibile.
    Il punto della questione non è né la competitività, né altro. Il punto è la democrazia. In estrema sintesi:
    Questo sistema europeo ha fottuto la democrazia togliendo ai cittadini la possibilità di scegliere di fare i propri errori (e di correggerli).
    Qualunque misura si escogiti, valida o non valida, deve godere del consenso dei cittadini. L'assunto quindi che "sia tutto possibile" è falso in partenza. Non esistono "misure economiche" o "dottrine economiche", esistono sempre e solo "misure politiche" e "dottrine politiche", perché così vuole la democrazia. Questo non significa cdertamente che si possa sottoporre a voto se 2+2=4, ma significa che le soluzioni esistono se esiste un percorso democratico per praticarle.
    Dubito che esista un percorso politico democratico per praticare soluzioni che salvino gli attuali assetti, perché i cittadini europei non ne possono più di essere governati da diktat.
    In Francia il 62% si è dichiarato pentito del fatto che l'allora referendum abbia approvato Maastricht.
    Ma il punto non è nemmeno questo: è che una cosa del genere è priva di conseguenze sul piano istituzionale, e tutto continua come prima.
    Questo è ciò che chiamo fascismo 2.0.

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    1. @Leprechuan non c'è bisogno che tu apra un account facebook, immetti la stringa http e accedi al documento senza problemi.
      Oppure fai google "marco cattaneo certificati fiscali cuneo" e ti saltano fuori i vari interventi (un articolo sul Sole, un paio di interviste, un blog - per adesso ci ho scritto poco... - su Lettera43, c'è pure un'intervista su radio 24 - questa la linko qui sotto - il mio intervento è al minuto 48.30 circa e dura dieci minuti scarsi)
      http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=121102-focus-economia.mp3

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  6. @Leprechaun: ti capisco quando dici che oltre (o prima ?) del problema tecnico c'è un problema di democrazia.
    Anch'io ho il dubbio (non la certezza) che il sistema monetario europeo sia stato concepito, e continui a essere gestito, come strumento di potere.
    Però il break-up dell'euro e il ritorno alle monete nazionali sono percorsi molto difficili da realizzare per almeno altri tre motivi.
    1) L'interesse dell'industria esportatrice tedesca. Questo però è già oggi molto inferiore a 18 mesi fa appunto perchè (vedi l'articolo) l'austerità ha già pesantemente contratto l'export tedesco verso il Sud Europa.
    2) L'interesse dei creditori a non subire la svalutazione dei crediti.
    3) Il rischio che il break-up porti a conseguenze inaspettate. Io sono più che convinto che sia gestibile senza danni ma è come disinnescare una mina: funziona tutto se lo sminatore sa fare il suo mestiere ma... chi può giurare che sarà così ? e come biasimare chi, in buona fede, ha il timore che verrà sbagliata qualche mossa chiave ?
    Ora, se il punto 1) non è più molto rilevante, e abbiamo una proposta TECNICA che risolve i punti 2) e 3):
    se esiste, come si teme, un'oligarchia per la quale l'attuale strumento monetario europeo è un instrumentum regni, sicuramente la proposta CCF verrà comunque osteggiata, ma la strumentalità / pretestuosità di questa posizione sarà molto più facile da mettere a nudo.
    E questo mi pare aumenti molto le possibilità di vincere la battaglia per la riforma del sistema monetario.

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    1. Io aggiungerei delle motivazioni molto più semplici ed imbarazzanti allo stesso tempo. Partendo dalla domanda "chi ci dovrebbe tirare fuori" potremmo già fare alcune valutazioni. Ci aspettiamo per caso che i paesi del nord, dopo anni di sfruttamento, ci chiedano scusa, ci lascino andare con magari anche un rimborso spese? Ci attendiamo per caso che i politici nostrani, dopo aver decantato e lodato questo euro e questa europa si rimangino tutto e affermino semplicemente "non era vero niente". Uscire dall'euro potrebbe essere giustamente una soluzione valida. Ma attendersi che gli stessi soggetti, colpevoli, faccino ora un clamoroso dietro front, mi sembra eccessivo.

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    2. @Leandro Solimene: quello che tu dici è molto giusto.
      Se aspettiamo che "qualcuno ci tiri fuori" questo non succederà, salvo che la situazione diventi così disastrosa da non lasciare alternative.
      La mia opinione è che la soluzione CCF è MOLTO interessante perchè può essere introdotta AUTONOMAMENTE da ogni singolo paese. Detto brutalmente, si può fare senza chiedere nulla ai tedeschi nè a nessuno. E senza smontare l'euro. Questo la rende MOLTO più fattibile.

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    3. Vero. Ma il nodo da sciogliere è che la tal decisione dovrà comunque essere presa dalla politica. E questo mi preoccupa profondamente. Solitamente non ci si aspetta che il chirurgo che ha sbagliato l'operazione rimedi con una seconda. Semplicemente perchè il paziente cambia ospedale. O muore nel peggiore delle ipotesi. Chi nel nostro entourage e panorama politica potrebbe prendere questa decisione, giusta a mio modesto e umile parere?

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  7. Credo che nello stato in cui stanno le cose, qualunque soluzione tecnica o nuova teoria gli economisti mettano a punto, rischia di rimanere (loro malgrado) un esercizio sicuramente utile alla disciplina ma priva di conseguenze pratiche. Il primario della "Polis", io credo, resta ineludibile.
    Ho l'impressione che la strategia europea, al di la degli aspetti tecnici dell'economia, di fatto stia sortendo un effetto generalizzato in tutto il continente: LA PAURA. Paura di perdere o non trovare lavoro, paura di non riuscire ad avere i soldi per pagare le tasse (non per vivere), PAURA per quello che i "MERCATI" decideranno di riservarci nel prossimo futuro. E la COLPA. La scure del MERCATO la meriatiamo per le NOSTRE COLPE.
    Mi sembra che tutta l'informazione economica ufficiale, ci stia stringendo l'anima all'interno di un recinto in cui queste tre parole: PAURA COLPA E MERCATI, costituiscOno il nodo scorsoio che viene posto al collo di ogniuno e di tutti. Inducono i singoli do a pensare che a tutto ciò non vi sia soluzione. Queste tre parole hanno preso il sopravvento in quella parte del nostro cervello in cui si formano le senzazioni, su altre parole: DIGNITA' CORAGGIO SOLIDARIETA' FELICITA'. Ognuno con la sua PAURA non riesce a concepire la possibilità di un percorso collettivo che invece è ormai necessario e vitale. Non siamo più un popolo, non siamo più una nazione. Ognuno di noi è un misero legno alla deriva nella temesta. Mentre ciò avviene i vari economisti (con merito), elaborano tecniche studi e teorie che potrebbero essere risolutive MA NON LO SONO. Perchè prive del "sale della terra", ormai disperso dal ricatto della povertà individuale. Se non si sradica questo diffuso senso di inevitabile tragedia e la rassegnazione alle privazioni, lo sforzo degli economisti rischia di rimanere senza esito.

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  8. L'Eurozona è ancora fonte di oltre il 30% delle esportazioni nette.

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  9. @Voci
    solo stamattina ho razionalizzato.Il tuo voleva essere un commento ironico,lascio comunque la risposta non si sa mai qualche luogoteorico di passaggio! :)

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