giovedì 19 luglio 2018

Hans Werner Sinn sui saldi Target (seconda parte)


Il prof. Hans Werner Sinn dalle pagine della Frankfurter Allgemeine Zeitung torna ad infiammare il dibattito tutto tedesco sulla natura dei saldi Target e rilancia la sua versione dei fatti: la Germania sarebbe ormai un self-service dove gli europei si riforniscono di merci senza saldare il conto mentre i sud-europei grazie alla liquidità illimitata garantita dalla banca centrale hanno vissuto al di sopra dei propri mezzi. A pagare il conto alla fine saranno i tedeschi, amen. Parte seconda, si arriva da qui



Cosi' la Bundesbank, ad esempio, ha dovuto eseguire gli ordini di addebito in arrivo dalla banca centrale spagnola, i quali avevano l'obiettivo di riportare a casa i titoli di stato spagnoli riacquistati dagli assicuratori sulla vita tedeschi. Ha dovuto creare nuovo denaro e darlo al venditore del titolo affinché il titolo potesse tornare nelle mani della banca centrale spagnola, una istituzione dello stato spagnolo. Si è trattato sicuramente di un buon affare per la Spagna, in quanto un titolo di debito pubblico nelle mani di un investitore privato, che in alcuni casi puo' anche diventare problematico, veniva comodamente sostituito da un semplice debito contabile nei confronti dell'eurosistema e indirettamente verso la Bundesbank. Un debito contabile senza scadenza e al momento senza nemmeno un tasso di interesse. Per la Germania l'affare sicuramente non è stato molto vantaggioso. Non c'è dubbio che i venditori tedeschi siano stati pagati con il denaro della Bundesbank, ma questo in realtà è solo un credito nei confronti di un'istituzione dello stato tedesco che in cambio ha ricevuto un credito Target nei confronti dell'eurosistema.

La Bundesbank ha inoltre aiutato i sud-europei a liberarsi dai loro debiti verso gli investitori di tutto il mondo e a sostituirli con un debito contabile verso l'eurosistema, che ha sua volta costituisce un debito contabile nei confronti della Bundesbank. Per restare sullo stesso esempio: se la banca centrale spagnola riacquista i titoli di stato spagnoli da un investitore di Shanghai il quale poi, dato che questa transazione ha portato ad una svalutazione dell'euro, con i proventi realizzati dalla vendita acquista un'azienda tedesca, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un buon affare per gli spagnoli. Un debito cartolarizzato nei confronti di un investitore privato cinese è stato sostituito da un debito contabile verso l'eurosistema. L'investitore cinese per la cessione del titolo spagnolo è stato ricompensato con l'azienda tedesca, mentre il venditore dell'azienda tedesca ha ricevuto degli euro che rappresentano tuttavia un credito nei confronti della Bundesbank per il quale la Bundesbank è stata ricompensata a sua volta con un credito Target.

Naturalmente si tratta solo di esempi. Puo' anche darsi che l'investitore straniero abbia acquistato azioni o altri titoli o immobili tedeschi, dato che come accadeva nel sistema di Bretton Woods la Germania resta a buon mercato e offre buone merci e buone possibilità di investimento. Oppure l'investitore straniero ha trasferito il proprio denaro sui conti bancari tedeschi in attesa di opportunità di acquisto favorevoli. Anche il denaro affluito in questo modo rappresenta tuttavia un credito nei confronti della Bundesbank coperto solo dai saldi Target. Assurdo è invece il fatto che questa volta sul banco non venga messo dell'oro.

I rischi

I crediti Target significano oneri e rischi per lo stato tedesco, il quale è il proprietario della Bundesbank e ha il diritto di incassare all'infinito gli interessi sui saldi target. Cosi' come accadrebbe ad un'azionista in caso di mancato pagamento dei dividendi, lo stato tedesco in caso di una perdita sui crediti Target dovrebbe sopportare gli stessi oneri nei confronti dell'eurosistema. Cio' è indipendente dal fatto che lo stato tedesco debba ricapitalizzare o meno la Bundesbank.

Il rischio di una perdita diventa concreto nel momento in cui le altre banche centrali, a causa dei loro debiti Target, non possono piu' far fronte ai loro impegni di pagamento all'interno dell'eurosistema. Cosi' ad esempio un fallimento dello stato italiano, insieme ai suoi effetti indiretti sul sistema bancario a causa dell'elevato debito Target della Banca d'Italia, quasi mezzo trilione di euro, anche nel caso di pignoramento degli utili provenienti dal signoraggio, oppure di utilizzo di tutte le riserve disponibili, si trasformerebbe in una perdita per diverse centinaia di miliardi di euro per il resto dell'eurosistema, di cui la Germania dovrebbe sostenere il 31%. La situazione sarebbe molto simile se l'Italia dovesse uscire dall'euro e smettesse di onorare i suoi debiti Target. 

Si spera che questi scenari estremi non si materializzino mai, tuttavia sono rilevanti per l'ulteriore sviluppo dell'eurozona nella misura in cui forniscono ai paesi in crisi una potenziale arma di minaccia finalizzata alla creazione di una unione di trasferimento. Il nuovo governo italiano ha giocato apertamente questa carta. O i paesi del nord mettono mano al borsellino oppure dovranno farlo con l'uscita dalla moneta unica, se necessario tramite il fallimento della propria banca centrale.

Ad un esame più attento, tuttavia, questo minaccia potenziale non è così forte come potrebbe sembrare inizialmente, perché i crediti Target della Bundesbank, anche in normali circostanze, non manterranno il valore con il quale sono stati iscritti a bilancio. Un normale istituto finanziario privato dovrebbe svalutare completamente un credito con un interesse pari a zero e che forse solo in un secondo momento potrà generare un tasso di interesse reale determinato dagli stessi debitori. Da questo punto di vista la metà delle attività nette sull'estero della Germania, accumulate tramite gli avanzi delle partite correnti, già oggi probabilmente dovrebbero essere considerata come un banale pro memoria.

In considerazione della crescita continua dei saldi Target di Italia e Francia è arrivato il momento per la politica di entrare in azione e porre fine alla strategia del silenziatore e della banalizzazione. Anche molti giornalisti non dovrebbero farsi imbrigliare da questa strategia. La Germania, a differenza della Francia, dovrà affrontare dei gravi problemi demografici che comunque a partire dagli anni '30 causeranno serie difficoltà finanziarie. Non puo' restare ferma a guardare la dissoluzione del suo patrimonio causata dal sistema Target.

Esistono delle possibilità per contenere i saldi Target. Si potrebbero rimuovere le cause sopra indicate da individuare nella eccessiva creazione asimmetrica di credito all'interno dell'eurosistema, ma ciò presuppone che i potenti debitori Target all'interno del consiglio BCE siano disposti a rinunciare ai loro privilegi. Sarebbe invece piu' efficace se i tribunali e i parlamenti affrontassero il tema e mettessero in piedi un sistema per il rimborso annuale dei saldi Target, come accade fra i 12 distretti della banca centrale americana. Si potrebbe anche introdurre un massimale senza necessariamente dover limitare i pagamenti in quanto le banche potrebbero effettuare fra di loro, attraverso le clearing house private, i trasferimenti internazionali, oppure ricorrere a delle specifiche fusioni all'interno delle loro reti. Al fine di dare il tempo necessario per la costruzione di tali reti, il superamento del limite massimo dovrebbe essere consentito solo dietro il pagamento di una penalità. Le misure da adottare richiedono certamente ulteriori discussioni. Solo una cosa è chiara: non possiamo andare avanti in questo modo.

25 commenti:

  1. Too big to fail

    ROM/BERLIN/BRÜSSEL (Eigener Bericht) - Die Auseinandersetzungen in der EU um den wirtschaftspolitischen Kurs der neuen italienischen Rechtsregierung gewinnen vor dem Hintergrund drohender ökonomischer Verwerfungen in ganz Europa an Schärfe. Nach Mahnungen italienischer Banker, Rom müsse die Austeritätspolitik der vergangenen Jahre fortsetzen, hat der neue Europaminister des Landes, Paolo Savona, ein 50 Milliarden Euro schweres Investitionsprogramm gefordert; kurz zuvor hatte er einen möglichen Austritt Italiens aus dem Euro öffentlich thematisiert. Berlin müsste im Falle eines italienischen Ausstiegs aus der Währung mit massiven Einbußen rechnen: Es hätte voraussichtlich einen Betrag von rund 120 Milliarden Euro im Verrechnungssystem Target2 abzuschreiben. Auch mit Blick darauf hat Finanzminister Olaf Scholz die Einführung des Euro kürzlich als "irreversibel" bezeichnet. Erhebliche Risiken drohen nicht nur wegen der ungewissen Lage Italiens, sondern auch wegen der eskalierenden Handelskriege: Diese bringen die Exporte in Gefahr, auf denen das deutsche Wirtschaftsmodell aufbaut.

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    1. Grazie per la segnalazione, è un articolo di GFP?

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  2. Non c'è dubbio che i venditori tedeschi siano stati pagati con il denaro della Bundesbank, ma questo in realtà è solo un credito nei confronti di un'istituzione dello stato tedesco che in cambio ha ricevuto un credito Target nei confronti dell'eurosistema.

    Dunque i crediti son crediti nei confronti della bce e i debiti son debiti della bce...

    Se un qualsiasi paese dovesse uscire (e posto che la bce rimanga in piedi) regolerebbe la sua posizione in funzione della sua partecipazione alla bce...

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  3. Se questo e' il dibattito in Germania c'e' da mettersi le mani nei capelli, ma d'altronde da un popolo come quello tedesco dopo che negl'ultimi 100 anni son falliti 4 volte e provocato almeno una guerra mondiale non bisogna aspettarsi altro !!! ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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  4. "Il prof.Sinn torna ad alimentare il dibattito..." quale dibattito scusa? Perché un dibattito avvenga occorrono almeno due persone e qui è lui solamente che scrive un articolo. C'è qualche dibattito televisivo o che sia avvenuto recentemente in ambito accademico che ti risulti?

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    1. Mi pare tu abbia voglia di trolleggiare...su questo umile blog di provincia se usi i tag in fondo ai post scoprirai che si traducono post sul tema fin dal lontano 2012, il dibattito ovviamente è un dibattito tedesco, non italiano. Se hai tempo e voglia vedrai quanti articoli ci soni sul tema, che non è secondario

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    2. Prima di affibiare definizione a vanvera, vai su goggle e digita "troll" così la prossima volta lo assegni a ragion veduta.
      Io ho replicato chiedendo dove siano avvenuti dibattiti intorno a questo tema in virtù del fatto che non se ne occupa (più) la Bundesbank (il soggetto principalmente interessato), i consiglieri economici del governo (anche il governo soggetto interessato) nonché altri economisti tra cui Clemens Fuest, il successore di Sinn al IFO. Se invece è un tema che attira la tua attenzione allora ci sta, ma è diverso dal dire che è ampiamente dibattuto in Germania.

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    3. "ho replicato chiedendo dove siano avvenuti dibattiti intorno a questo tema in virtù del fatto che non se ne occupa (più) la Bundesbank"

      Mi pare una polemica inutile, la tua, basta scrivere Target Salden su google news e vedrai quanti articoli ti escono, tutti i giornali ne parlano, il dibattito esiste eccome. Peccato invece in Italia non ne parli (quasi) nessuno.

      La Bundesbank cerca di gettare acqua sul fuoco, comprensibile, se non lo facesse Weidmann perderebbe ogni possibilità di diventare presidente BCE.

      Il giorno in cui il governo tedesco e la Bundesbank inizieranno a tematizzare la pericolosità dei saldi Target per la Germania, vorrà dire che manca molto poco alla fine dell'euro.

      Piu' in generale, prova a mettere da parte il solito refrain: io sono l'unico che ha capito, Sinn e voi altri plebei non aveva capito una mazza, io sono l'unico che ci capisce qualcosa.

      Potresti anche sforzarti di scendere dal piedistallo, ogni tanto.



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    4. Le tesi di Sinn, che lui stesso definisce "possibili scenari", sono ridimensionate non da me ma da tutti perché, e questo fai finta di non averlo colto in questi non-dibattiti, c'è una differenza tra l'aumento delle divergenze nel 2011 e quelle attuali e nell'articolo che ti ho menzionato l'autore, membro della Bundesbank, lo spiega.

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    5. Se hai tempo di leggere il pistolotto di Sinn vedrai che anche lui parla di due ondate di aumento dei saldi Target con cause diverse. Aggiungo io che quando finiranno gli acquisti della BCE, le banche centrali nazionali potranno utilizzare il denaro incassato con i rimborsi dei titoli per riacquistare titoli di pari importo. Di fatto anche se ufficialmente concluso gli effetti del QE continueranno a lungo e in questo quadro il rientro dei saldi target è un "possibile scenario", uno fra i tanti possibili. Nessuno ha la palla di vetro. Riparliamone fra qualche mese, e vediamo come si muovono..

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  5. Sig. Cocucci, la mia sia pur limitata personale esperienza con alcuni tedeschi a questo proposito è che non c'è più "dibattito" , comunque lo si voglia definire , per il fatto che costoro sono stati ampiamente convinti da Sinn che un italiano , uno spagnolo ecc che compra un bene esportato dalla Germania , alla fine non lo paga per davvero , Questa è poi una sottocategoria , un esempio, di un concetto più ampio ,elaborato e propagandato da ben più gente che il prof.Sinn, che si basa , sempre per l'area di persone di cui sopra ,sull'idea che della Germania si approfittano o perlomeno cercano di approfittarsi tutti.

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    1. Invece di scrivere supposizioni traducete l'opinione in merito di un membro del Consiglio di Amministrazione della Bundesbank
      https://www.welt.de/finanzen/article179672280/Target2-Sicher-aber-nur-wenn-niemand-aus-dem-Euro-austritt.html

      PS. No, nessun tedesco pensa che i Paesi del sud Europa acquistano a credito. La tesi di Sinn (del tutto ipotetica) non l'avete capita.

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    2. Ripeto quanto scritto sopra: se la CDU e la Bundesbank si mettessero a tematizzare la pericolosità dei saldi Target per la Germania allora la fine dell'euro sarebbe davvero vicina.

      L'articolo citato mi sembra una raccolta di banalità tipiche di un politico di alto livello. Ovviamente il ruolo di un economista in pensione (Sinn) e di un politico con una carica importante (l'autore dell'articolo) sono molto diversi. Il primo ha tutta la libertà che vuole, il secondo deve ripetere la solita storiella sulle riforme strutturali incompiute etc., mi pare chiaro.

      Almeno su questo saremo d'accordo

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    3. Non fare il furbo con me, lui è un dirigente della Bundesbank e parla per conto di essa. Io ti sfido a pubblicare la versione tradotta del suo articolo così vediamo se parla di riforme.

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    4. Allora, con un tono diverso mi pare che l'articolo riprenda i concetti espressi dal sig. Sinn:

      "Entscheidend für den Ausgleich von Target2-Verbindlichkeiten bei einem Austritt aus der Währungsunion wären die Fähigkeit und Bereitschaft der Zentralbank des austretenden Landes, die gegenüber der EZB bestehende Verbindlichkeit zu begleichen"

      Non mi pare il concetto sia molto diverso da quello espresso da Sinn, il quale per finire sui giornali ama usare dei toni un po' piu' forti e ama fare del vittimismo, ma il concetto di fondo non cambia.

      In questo passaggio parla invece delle intramontabili riforme strutturali, un argomento sempre valido per i politici in difficoltà:

      "Integration der Finanzmärkte könnte den Prozess beschleunigen
      Zu solchen Maßnahmen zählen insbesondere die Rückführung der Staatsverschuldung, strukturelle Reformen sowie eine Stärkung des Vertrauens in die Solvenz und Widerstandsfähigkeit der Banken."

      Senza una riforma profonda della famosa "governance europea", mi sembra molto difficile che possa esserci un rientro dei saldi Target, IMHO


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    5. Perché tu citi le parti che ti interessano, non quelle che smentiscono le preoccupazioni di Sinn. Ma fa lo stesso. Ripeto per l'ennesima volta che io contesto che questo sia un tema dibattuto ampiamente in Germania e soprattutto che preoccupi gli ambienti accademici, politici, governativi e della stessa Bundesbank. Se poi tu condividi le sue preoccupazioni ci sta, non mi trova d'accordo ma sono opinioni e come tali le rispetto.

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  6. Se hai tempo e voglia di tradurlo tu sarei onorato di poterlo pubblicare su questo umile blog 😁

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    1. Non ho motivo, anche ammesso che tu lo pubblicheresti (e ci credo poco), perché se condividi le preoccupazioni espresse da Sinn è una cosa (legittima, si tratta di opinioni) ma altro è sostenere che è tema ampiamente dibattuto quando proprio lo stesso Sinn lamenta la mancanza di attenzione. Per qianto mi riguatda sotto l'aspetto prettamente tecnico ho spiegato perché le preoccupazioni di Sinn e qualche altro sono immotivate (confermate da BCE, Bundesbank e Banca d'Italia tra gli altri) e quindi non ho interesse a ripetermi. Soprattutto non mi sento coinvolto in un non-dibattito.

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  7. Dopo che lei mi ha spiegato che non ho capito Sinn, attendo il momento in cui mi spiegherà che nella realtà della mia vita non ho avuto a che fare con una serie di persone tedesche che pensavano ed esprimevano esattamente le cose che ho riportato precedentemente .O forse ,in un momento di moderazione, mi spiegherà che la mia esperienza era reale ma che , oltre a Sinn , non ho capito neanche loro .

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    1. Perché Sinn non può aver affermato "...un italiano, uno spagnolo ecc che compra un bene esportato dalla Germania , alla fine non lo paga per davvero"
      Le assicuro che quando acquisto all'estero non pago per finta. Sinn qui negli esempi sostiene che per come è impostato il sistema di pagamenti nell'eurozona si ha che una banca centrale (lui cita la Bundesbank ma può riguardare qualsiasi altra) anziché ottenere un trasferimento di denaro deve iscrivere a bilancio un credito e contemporaneamente creare denaro accreditando il corrispondente importo sulle riserve delle banche commerciali che per una banca centrale è un passivo. Con l'esempio del soggetto cinese lui sottolinea che questo è chiamata a farlo anche a fronte anche a fronte di operazioni in cui soggetti tedeschi non sono coinvolti. Infatti una delle ragioni per cui i saldi crescono negativamente per l'Italia e viceversa per la Germania è dovuto al fatto che una parte consistente degli acquisti effettuati dalla Banca d'Italia da soggetti non residenti nell'eurozona passano da banche tedesche e quindi dalla Bundesbank. A questo si aggiunge l'acquisto di titoli tedeschi da parte di investitori italiani con i proventi della vendita di titoli italiani a Bankitalia stessa.

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  8. Forse nel mio primo intervento avrei dovuto aggiungere per maggiore chiarezza le virgolette alla parola convinto, dopo Sinn . Comunque le riconfermo che nella loro testa è proprio quello che è successo, e riconfermo il senso del mio primo intervento. Quanto all'annosa diatriba del Target 2 e della sua interpretazione, le assicuro che a partire da Sinn non solo di adesso ma anzi di un po' di anni fa ,per passare da uno dei suoi primi "contestatori" (K.Whelan ), e potrei proseguire citando una fila di contributi con relative posizioni anche contrastanti, me li sono sciroppati tutti.

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    1. Allora non ci capiamo, io mi riferisco ad oggi in senso lato, anno 2018, non del 2011 o 2012 quando il contesto e le ragioni erano ben diverse. Oggi (2018) non ne parla quasi più nessuno. Questo è l'oggetto del mio commento. Ho chiesto dove fossero avvenuti questi 'dibattiti' che a me non risultano. Se poi cè chi scrive che in Germania qualcuno ritiene che gli acquisti di beni presso di loro avvengono a credito o con pagamenti non reali mi sembra pacifico che questo risulta essere una sciocchezza per la quale o ci si è spiegati male o si è capito male.

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  9. Lo scrive Herr Sinn: "Self-service nell'eurosistema

    Nell'ambito del sistema di pagamento di Bretton Woods, la necessità di rimborsare il debito in valuta estera con degli attivi che non potevano essere creati dal nulla, manteneva i saldi entro limiti ristretti. Nell'eurosistema invece non è previsto alcun rimborso. Questo spiega l'enorme aumento dei saldi Target. In effetti la Germania è diventato un enorme negozio self-service nel quale puoi far segnare sul conto a tuo piacimento, senza che il proprietario del negozio possa chiedere il pagamento dei suoi crediti."

    Scrivi pure alla FAZ che sulle loro pagine vengono pubblicate sciocchezze di stampo nazional-populista, vediamo cosa rispondono.

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    1. No, Sinn descrive un contesto in cui mancando passaggio di denaro TRA BANCHE CENTRALI è un po' come andare al supermercato mettendo in conto pur avendo il denaro per pagare. Quali rischi possono sorgere? Che se il debitore non dovesse saldare il conto in caso di dissoluzione dell'eurozona o di uscita del Paese debitore stesso le altre banche centrali andrebbero incontro ad una perdita (anche se lui si preoccupa della sola Bundesbank) e a fronte di questo lo Stato dovrebbe procedere ad una ricapitalizzione a spese dei contribuenti. Questo dice, non che gli acquisti dall'estero vengono effettuati a credito, questo lo avete capito voi semmai. Scrivete quindi voi a Sinn perché vi rispieghi il tutto.

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  10. http://vocidallestero.it/2018/08/01/hans-werner-sinn-il-crepuscolo-delleuro/

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