giovedì 12 luglio 2018

Cosi' parlò Peter Gauweiler

La Corte di Giustizia Europea si dovrà pronunciare a breve sulla legittimità del programma di acquisto titoli della BCE. A presentare ricorso alla Corte Costituzionale tedesca era stato un gruppo di economisti e politici tedeschi di spicco, fra questi il politico di lungo corso della CSU Peter Gauweiler. La Corte Costituzionale tedesca circa un anno fa, pur esprimendo dei forti dubbi, aveva chiesto alla Corte di Giustizia Europea di pronunciarsi sul tema. Nei giorni scorsi anche il governo tedesco si è schierato con la BCE e quindi dal Lussemburgo non dovrebbero arrivare sorprese. Vale tuttavia la pena leggere gli argomenti che Peter Gauweiler, uno degli autori del ricorso, ha presentato pochi giorni fa presso la Corte di Giustizia Europea. Peter Gauweiler su The European


Il programma di acquisto titoli della BCE ufficialmente denominato Public Sector Asset Purchase Programme (PSPP) e che eufemisticamente è stato rinominato „Quantitative Easing“ (QE) è incompatibile sia con i trattati dell'Unione Europea che con la Costituzione tedesca. Viola il divieto di finanziamento monetario degli stati e va contro i precetti democratici stabiliti dalla Costituzione tedesca. Senza alcuna legittimazione democratica e al di fuori del controllo dei Parlamenti i paesi sovra-indebitati hanno scaricato dei rischi enormi sulla Germania. La Corte di giustizia è ora chiamata a far rispettare le leggi europee in merito alle competenze illegittimamente pretese dalla BCE e quindi a riportare questi giganti del potere finanziario sul terreno della democrazia. E' scandaloso che il governo federale appoggi il comportamento illegale della BCE.

La BCE nell'ambito del suo programma di acquisto titoli di stato dell'eurozona ha creato dal nulla, solo per questo scopo, enormi di quantità di denaro. Il volume complessivo del programma è superiore ai 2.5 trilioni di euro. In questo modo l'offerta complessiva di moneta della banca centrale è stata raddoppiata. Ciò nel lungo periodo puo' portare a un aumento dell'inflazione che la BCE non sarà piu' in grado di tenere sotto controllo in quanto la crescita della massa monetaria è di difficile inversione.

Sebbene la BCE acquisti titoli di stato di tutti i paesi dell'eurozona, il programma di acquisto è soprattutto un programma di assistenza finanziaria agli Stati sovraindebitati, in particolare Spagna, Francia e non da ultima l'Italia. I politici di questi paesi sono quindi incentivati a fare ulteriori debiti a spese di terzi. Grazie alla politica della BCE hanno avuto una riduzione degli oneri finanziari per somme miliardarie a 3 cifre, mentre ai risparmiatori tedeschi la politica dei tassi a zero è già costata piu' di 400 miliardi di euro.

Il finanziamento degli stati da parte delle banche centrali è illegale. Nel trattato di Maastricht è stato espressamente vietato al fine di garantire a tutti i paesi della zona euro finanze solide e per contrastarne il sovraindebitamento. In questo quadro, insieme ai criteri di stabilità, dovrebbero crearsi le condizioni per un sistema monetario stabile. Dopo la violazione dei criteri di stabilità da parte di numerosi paesi europei e da parte della Commissione europea, è ora arrivato il turno della BCE e della sua violazione del divieto di finanziare monetariamente il debito pubblico. La Corte di Giustizia deve fermare tutto cio'.

Il programma di acquisto titoli viola anche la sovranità del Bundestag in materia di bilancio: con gli acquisti di titoli di stato la BCE mette nel suo bilancio dei rischi esorbitanti e alla fine sarà il contribuente tedesco a dover sopportare la parte maggiore delle perdite derivanti. I rappresentanti politici tedeschi, tuttavia, sono stati di fatto eliminati dai processi decisionali pertinenti. Tutto cio' è incompatibile con il principio della democrazia. La Corte Costituzionale tedesca non solo condivide queste preoccupazioni ma ha espressamente dichiarato che il programma di acquisto puo' essere accettato solo se la Corte Europea attraverso una interpretazione dei trattati europei vincolante per la BCE, garantisce che non  ci sarà una responsabilità condivisa. Ora spetta alla Corte di Giustizia escludere che vi possa essere una garanzia comune.

Il governo tedesco ha presentato alla Corte di Giustizia una presa di posizione con la quale di fatto ostacola la Corte Costituzionale tedesca. Invece di sostenere la Corte Costituzionale, il governo tedesco ha scelto di difendere la BCE. Sarebbe invece compito del governo federale agire attivamente affinché gli organi europei non oltrepassino le loro competenze e non adottino misure che vanno a gravare sul bilancio federale senza la previa approvazione del Bundestag. Con la sua presa di posizione il governo federale rivela che nonostante tutte le dichiarazioni ufficiali non è interessato a contrastare efficacemente la politica di sovraindebitamento di alcuni stati dell'eurozona. Ancora una volta ci mostra che sta facendo l'opposto di cio' che era stato promesso agli elettori prima della fondazione dell'unione monetaria.

11 commenti:

  1. Molto interessante, grazie per la traduzione!

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  2. Io non capisco perche' questi matti tedeschi ce l'abbiano coi paesi indebitati il debito non e' sempre un problema, dipende dove finiscono i soldi il Giappone ha un debito al 240% ma il PIL nipponico e' il doppio di quello tedesco e anche l'Italia ( come il Giappone ) ha un debito elevato ( 130% ) ma una ricchezza privata doppia di quella tedesca ( 10.000 miliardi € contro 5-6.000 ) e lo stesso Giappone ha ricchezza privata di 12.000 miliardi € questo bisognerebbe farlo presente al popolo di fecce tedesco !!! ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. Penso che tu abbia letto male...il PIL del Giappone è superiore del 30% a quello tedesco, non il doppio, ma con una popolazione di 120 milioni di abitanti contro gli 82 della Germania, questo fa sì che il PIL pro capite tedesco sia superiore a quello nipponico del 10%. Ma la questione con il debito non è questa, è che da 20 anni la crescita giapponese è tra le minori tra i Paesi avanzati, di certo di gran lunga inferiore a quella tedesca.

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    2. Caro, hai ragione solo sul PIL per il resto confermo: la Germania e' il paese piu' sopravvalutato al mondo dovrebbe pensare alle sue banche piene di titoli DERIVATI Deuschtbank ne ha per 45.000 miliardi € le banche italiane sono molto piu' solide, forse Cocucci e la tua tedesco-filia non lo sapete ma l Italia ha ricchezza privata doppia rispetto a quella tedesca 10.000 a 5.000 miliardi € e che l Italia e' l unico paese europeo ad avere un avanzo primario da 30 anni ei tedeschi rispettano solo le regole che gli convengono il surplus commerciale tedesco viola le regole e' al 7% !!! ???
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    3. Potrei spiegarti che l'esposizione sui derivati per 45.000 miliardi è una scemenza ma temo che sia una mera perdita di tempo, un po' come spuegare la teoria della relatività ad un aborigeno dell'Amazzonia. Allo stesso modo l'altra stupidaggine sulla maggiore ricchezza privata degli italiani rispetto ai tedeschi che si fonda su stime (senza senso) nominali. Per il resto ti lascio fare tranquillamente la figura dello scemo per il semplice fatto che dubito fortemente che questo blog sia letto da un solo tedesco, pertanto le tue invettive lasciano il tempo che trovano. Vai semmai in un blog frequentato da tedeschi con nome e cognome e allora sì che avrebbe un senso, ma la vedo dura per uno che sbaglia tutti i termini in tedesco.

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    4. Caro Cocucci dalla faccia di cazzo che ti ritrovi si capisce che sei un povero cerebroleso, ;) te lo consiglio io un blog cosi ti acculturi un po' (economicamente ) quello di Marco Cattaneo Basta con l'Eurocrisi !!!!!
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    5. Maurizio, li commenti di Luca non saranno il massimo dell'eleganza e forse nemmeno dell'informazione, ma la tua supponenza è praticamente inarrivabile, e in questo davvero hai imparato molto bene la lezione dei tedeschi...
      Ad ogni modo interesserebbe molto anche a me sapere come mai i derivati in pancia alla DB sarebbero una "scemenza" e come mai gli stessi tedeschi lamentano la maggiore "ricchezza" delle famiglie italiane. Si vede che pure loro sono piuttosto stupidi, giusto?
      Ad ogni modo se vuoi precisare, ti leggeremo, dall'alto del tuo pulpito irraggiungibile.

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    6. La scemenza non è l'esposizione in sè, ma il dato di 46 mila miliardi. Questo viene affermato da chi non sa di cosa parla (e "anonimo" non ha fatto altro che riportarlo). I derivati sono una sorta di contratti assicurativi per tutelarsi da determinati eventi del mercato, come tali faccio un esempio proprio in campo assicurativo per facilitare la comprensione. Tutti coloro che hanno una autovettura devono assicurarla, prima di tutto sulla parte prevista per legge (RC) e poi a discrezione del cliente per eventuali altre voci (furto, kasko etc...). Ciascuna di esse prevede un massimale da rimborsare, ad esempio RC dovrebbe essere oggi di 6 milioni di euro (se ricordo bene). Ora 6 milioni per questa voce rappresenta la massima esposizione, non la voce che la compagnia dovrà effettivamente sborsare. Nessuna compagnia infatti sarebbe mai in grado di pagare il massimale se tutti i propri assicurati facessero un sinistro per tale ammontare. Quindi un conto è l'ammontare nominale per cui la compagnia è esposta, data dalla somma dei massimali di ciascuna polizza contratta, altro è quello che paga nella realtà. Detto questo che mi sembtra facile da comprendere si può passare ai derivati. Io posso stipulare un contratto derivato a copertura di una oscillazione indesiderata del prezzo di un bene. Ad esempio un esportatore di petrolio può stipulare un derivato a copertura del rischio di eccessivo calo del prezzo del greggio pagando a fronte di questo un premio mentre un importatore farà il contrario: pagherà un premio a fronte di un possibile ed indesiderato aumento dei prezzi oltre un certo valore. Fin quando il prezzo del petrolio oscillerà all'interno di questi due valori la banca non subirà alcuna perdita, guadagnerà solamente dai premi ricevuti, se invece questo dovesse oltrepassare una delle due soglie questa sarà esposta per la sola differenza di prezzo tra quello di mercato e quello stipulato. In ogni caso non dovrà certo pagherà entrambi dato che il prezzo o si riduce o aumenta. Se quindi stipulo due contratti da 1 miliardo di euro ciascuno con entrambe le parti dell'esempio sulla base di 2 prezzi differenti (esempio 60 USD con l'esportatore e 70 USD con l'importatore contro una quotazione di mercato supponiamo di 65 USD) la banca segnalerà una esposizione di 2 miliardi di euro ma questo evento non si realizzerà se non in sola linea teorica, esattamente come per una compagnia assicuratrice il trovarsi nelle condizioni di pagare il massimale di tutte le polizze ai suoi assicurati. Detto questo l'esposizione effettiva da guardare è quella cosiddetta netta che per la Deutsche Bank era di 41 miliardi di euro nel 2016.

      PS.Esposizioni nominali del genere riguardano anche le maggiori banche internazionali, soprattutto statunitensi. Se ricordo bene quella delle banche statunitense supera i 200 mila miliardi di dollari.

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    7. Per quanto riguarda la ricchezza, queste sono statistiche che lasciano il tempo che trovano a prescindere dalla nazionalità di chi le presenta. Semplifico con un esempio: supponiamo che io sia possessore di una abitazione del valore di 200 mila euro e tu in affitto, io abbia un reddito annuo di 80 mila euro e tu di 50 mila. Di fronte a questo nessun dubbio che io sia considerato più ricco di te. Ma se lunedì la mia ditta dovesse fallire, io non avrei più reddito il quale sarebbe quindi pari a "zero" però statisticamente sarei sempre più ricco di te possedendo una abitazione da 200 mila euro. Purtroppo però già recandomi dal lattaio al mattino scoprirei che questa 'ricchezza' è del tutto effimera perché costui vuole essere pagato con moneta sonante (che non ho). A lui che sia nominalmente ricco non gliene importa nulla. Per quanto riguarda il valore della abitazione questa dipende dalle condizioni di mercato e fintanto che consiste una proporzionalità tra domanda e offerta. Cosa significa quindi che gli italiani sono più ricchi (o viceversa)? Nulla! Perché a livello aggregato è impossibile che tutti possano vendere la propria abitazione (a chi?), ovvero sarebbe uno scenario prettamente teorico e utopistico. Cosa significa poi mettere in relazione il debito pubblico con la ricchezza privata che talvolta si legge? Nulla, è una stupidaggine! Se lo Stato non fosse in grado di pagare le proprie passività cosa fa, mi/ci sequestra l'abitazione e la vende ai suoi creditori?
      E comunque sono statistiche che forniscono dati contrapposti in base a come vengono costruite, qui ad esempio è la Germania ad essere più ricca:
      http://www.visualcapitalist.com/chart-the-10-wealthiest-countries-in-the-world/

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  3. Due cose non si capiscono: 1) cosa si intenda con: « i paesi sovrandebitati hanno scaricato enormi rischi sulla Germania », paragrafo primo, e 2) « sarà il contribuente tedesco a dover pagare dei costi esorbitanti », penultimo paragrafo. Su cosa si basino queste affermazioni apodittiche non si spiega.
    Poi vabbe’ è la solita solfa per cui non vogliono i trasferimenti fiscali che una federazione imporrebbe per sanare gli squilibri privati interni.

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    1. Non si capiscono perché sono interpretazioni completamente sballate. Il programma di acquisti PSPP, al secolo Quantitative Easing, ha avuto lo scopo di aumentare l'offerta di moneta, non di ridurre i costi per interessi dei debiti dei governo come sostengono costoro. Questi poi non vedono al di là del naso oltre a non capire nulla di ciò che trattano, la Germania ha risparmiato parecchio con la riduzione dei tassi (quasi tutti sotto l'aumento dei prezzi) oltre a vedere aumentare le proprie esportazioni grazie alla seppur debole ripresa economica. In ogni caso le differenze tra i rendimenti dei titoli di Stato (spread) permangono quindi costoro parlano a vanvera. I rendimenti rispecchiano le condizioni di mercato e i loro movimenti eccessivi rispecchiano quasi sempre e per la maggior parte il rischio di rottura dell'eurozona che comporta tradferimenti finanziari da parte degli investitori.

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