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domenica 30 luglio 2023

Crisi abitativa senza fine in Germania

Se il prezzo degli immobili è in caduta libera, il costo degli affitti nelle principali città tedesche invece continua a salire a ritmi insostenibili: solo nella prima metà del 2023 gli affitti sono cresciuti in media del 6.7%, mentre l'obiettivo della Ampelkoalition di costruire 400.000 nuove abitazioni all'anno è destinato a restare solo un bel proposito sul programma elettorale. Ne scrive Junge Welt



Al momento, non ci si deve aspettare un allentamento sul fronte del mercato immobiliare, bensì il contrario. Secondo uno studio appena pubblicato dalla società di consulenza statunitense Jones Lang LaSalle (JLL), gli affitti sono aumentati bruscamente, soprattutto nelle principali città tedesche. Come riportato dalla dpa martedì, gli affitti richiesti a Berlino, Amburgo, Monaco, Colonia, Francoforte sul Meno, Düsseldorf, Stoccarda e Lipsia sono cresciuti in media del 6,7% nella prima metà dell'anno in corso, rispetto all'aumento del 3,7% registrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Nei distretti rurali, gli affitti richiesti sono aumentati del 4,9% in dodici mesi, mentre nei distretti urbani l'aumento è stato del 2,9%.

A proposito, secondo l'Ufficio federale di statistica, nel primo trimestre del 2023 i salari reali dei lavoratori dipendenti in Germania sono diminuiti del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nelle principali città prese in esame, gli inquilini hanno dovuto pagare in media 15,38 euro al metro quadro per gli appartamenti messi in affitto. Ciò rappresenta una cifra superiore di circa il 50% rispetto alla media di dieci euro al metro quadro rilevata nei distretti urbani. Rispetto alla media di 8,61 euro al metro quadro nei distretti rurali, la differenza arriva addirittura al 79%.

La crisi abitativa si è aggravata nell'ultimo anno, come dichiarato da Lukas Siebenkotten, presidente dell'Associazione tedesca degli inquilini, in un'intervista alla radio SWR. "Il numero di appartamenti a prezzi accessibili portati a termine, ha continuato a diminuire in modo significativo", afferma Siebenkotten. Purtroppo, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Secondo uno studio dell'Istituto per la Macroeconomia e la Ricerca sul Ciclo Economico (IMK) della Fondazione Hans Böckler, vicina ai sindacati, nell'anno in corso, nello scenario negativo, potrebbero essere completati solo 223.000 appartamenti, rispetto ai 295.000 del 2022. Nel prossimo anno, l'IMK prevede che ci saranno ancora meno appartamenti completati, a causa degli alti costi per gli interessi e i materiali, che potrebbero far scendere il numero di unità abitative completate in case plurifamiliari e unifamiliari a 177.000.

Questo riporterebbe la costruzione di abitazioni nel 2024 ai minimi del 2009, mettendo a rischio il raggiungimento dell'obiettivo dichiarato di 400.000 nuove abitazioni all'anno. Anche le associazioni del settore edilizio e abitativo prevedono solo circa 245.000 appartamenti completati nell'anno in corso, come riportato dalla dpa.

Siebenkotten sottolinea che "i più colpiti da questo sviluppo sono chiaramente coloro che hanno il portafogli piu' piccolo e dipendono dalla necessità di trovare alloggi a prezzi accessibili". Ha inoltre criticato, in un'intervista su SWR, il fatto che i prossimi lavori di ristrutturazione per il risparmio energetico verrebbero scaricati sugli inquilini. Per gli alloggi a prezzi accessibili, Siebenkotten ritiene necessario un fondo speciale di "circa 50 miliardi di euro", "simile a quello creato per la Bundeswehr".