mercoledì 10 aprile 2019

Intervista al leader del movimento per l'esproprio degli immobili a Berlino

Nelle città tedesche la lunga stagione dei tassi a zero e l'enorme afflusso di migranti stanno alimentando la nuova frattura sociale: l'aumento incontrollato degli affitti. In un paese in cui la maggioranza delle famiglie non possiede una casa, senza dubbio un problema molto serio. A Berlino l'iniziativa di legge popolare per l'esproprio degli immobili sta raccogliendo un ampio consenso, ne parla uno dei promotori intervistato da DLF


Michael Prütz è uno dei due promotori dell’iniziativa di legge popolare denominata "Deutsche Wohnen und Co. enteignen“, partita oggi e con la quale a Berlino si vorrebbero espropriare le grandi società immobiliari e agire contro le grandi società in possesso di più di 3.000 appartamenti.

DLF: Herr Prütz, in questa prima fase avrà bisogno di almeno 20.000 firme, il che non dovrebbe essere un problema. Cosa si aspetta, riuscirà a raccoglierle tutte già oggi?

Prütz: è possibile che già oggi si riesca  a raccoglierle tutte, ma forse ci vorrà un altro giorno o due. Il supporto che stiamo ricevendo in città è enorme, non sarà affatto un problema.

DLF: ma se la raccolta firme avesse successo e si arrivasse fino agli espropri, non ci sarebbe comunque un solo appartamento in piu’ - abbiamo sentito questo argomento. Vale la pena tutto questo sforzo?

Prutz: non abbiamo mai detto infatti che in questo modo sarebbero sorte delle nuove abitazioni, ma diciamo che con l'esproprio in città avremo 400-500.000 inquilini in piu’ protetti, avranno una maggiore possibilità di pianificare la loro vita e più sicurezza per il futuro, e come risultato di questa espropriazione anche i proprietari più piccoli si atterranno maggiormente alle regole ragionevoli che tutti noi vogliamo.

DLF: ma le grandi aziende, ad esempio Deutsche Wohnen, sostengono di essere sensibili alla situazione attuale. L‘azienda dice che i suoi affitti sono relativamente economici. È così falso?

Prütz: tutte le società dicono che i loro affitti sono intorno ai 6,60 euro al metro, è naturale, ma non dicono - o lo scrivono solo nei loro rapporti annuali - che l’aumento potenziale degli affitti nei prossimi anni a Berlino sarà del 50%. Vale a dire tre o quattro euro di affitto in piu’ al metro quadrato, ecco a cosa aspirano, e questo la maggioranza dei berlinesi non se lo puo’ proprio permettere.

DLF: a cosa serve ora raccogliere le firme, se poi il Senato di Berlino non dà seguito alla richiesta? Il sindaco Müller ha detto chiaramente che non crede in questi espropri.

Prütz: nel senato ci sono tre opinioni diverse, i tre partiti di governo hanno un'opinione diversa in merito alla questione. E non ci saranno obiezioni da parte del Senato nei confronti dell'iniziativa di legge, perché tutti e tre i partiti del Senato dovranno essere d’accordo nel respingere la petizione e a quel punto andremo davanti alla Corte Costituzionale. Non lo faranno.

DLF: la SPD, o il sindaco, tuttavia, ritengono che Berlino sia una città già altamente indebitata che non può permettersi una simile socializzazione degli appartamenti. Ci sarebbero da pagare miliardi di euro di indennizzi.

Prütz: pensiamo che il risarcimento sarà ben al di sotto del valore di mercato. Ci aspettiamo dai 7 ai 14 miliardi, il Land Berlino dovrà farsene carico fino al 20 %, ci sarebbero da versare tra i 2 e i 2,5 miliardi e mezzo di capitale proprio e il resto verrebbe finanziato attraverso un prestito di una nuova società di edilizia popolare, e questo credito verrebbe ripagato con i canoni mensili. Abbiamo anche calcolato che gli affitti potrebbero diminuire di circa 80-90 centesimi al metro quadrato. Quindi, nessun problema per il bilancio statale di Berlino.

DLF: ma da dove dovrebbero venire questi miliardi? Berlino già ora dipende dalla perequazione finanziaria regionale, un Land come la Baviera dovrebbe davvero finanziare gli espropri a Berlino?

Prütz: non credo che 1 o 2 miliardi di euro sarebbero un grosso problema. Si tratta di denaro di cui Berlino effettivamente dispone, e come ho detto, il resto viene preso in prestito da una nuova società per l’edilizia residenziale, quindi non vedo alcun problema. Naturalmente i bavaresi non saranno entusiasti, ma si tratta di una questione regionale, e sarà decisa a Berlino, e in nessun altro luogo.

DLF: il Senato di Berlino ha venduto quegli stessi appartamenti, che Lei ora vorrebbe espropriare, non molto tempo fa, proprio a queste società immobiliari, e ora chiede di farseli restituire ad un prezzo ben al di sotto del valore di mercato, un prezzo fissato dal legislatore - c'è qualcosa di perfido, o la vede in maniera diversa?

Prutz: beh, non è proprio qualcosa di perfido, ma in effetti le cose stanno così, e lei ha ragione, il Senato nel 2003-2004 ha venduto grandi stock di edilizia residenziale pubblica, presumibilmente a causa di una crisi di bilancio. È successo anche in altre città. Oggi tutti dicono che è stato un grande errore, anche all’epoca ci fu una grande protesta contro questa decisione, ma il Senato non volle ascoltarla. E ora, naturalmente, si cerca di riportare indietro lo stato delle cose, vale a dire ammettere l'errore, per questo ora ci si dà molto da fare.

DLF: chi dovrà decidere l'importo dell'indennizzo, che lei ipotizza relativamente basso?

Prütz: il risarcimento naturalmente sarà definito dal tribunale. Supponiamo naturalmente che Deutsche Wohnen, Vonovia, Akelius o come si chiamano, semplicemente non si arrendano senza combattere. Andranno dal giudice, e poi alla fine ci sarà un compromesso, può esserne sicuro.

DLF: Herr Prütz, a Monaco e in altre città della Germania, gli affitti sono ancora molto, molto più alti che a Berlino, e altrove gli espropri non sono un tema, lo sono solo a Berlino. È ancora il vecchio spirito della DDR?

Prütz: no, non è il vecchio spirito della DDR. Berlino è una città di soli inquilini. L'85% della popolazione vive in affitto, da un lato, dall'altro invece, il livello dei salari a Berlino è del 25% piu' basso rispetto, ad esempio, ad Amburgo o a Monaco di Baviera, e le persone sono con le spalle al muro semplicemente perché non possono gestire l'aumento degli affitti - ovvero aumenti del 50% negli ultimi cinque anni.

DLF: manifestazioni di inquilini, lo abbiamo detto all'inizio o sentito, ci sono già oggi in più di 20 città tedesche, i piani per l'esproprio, tuttavia, si vedono solo a Berlino. Pensa che a Berlino ci sia come un terreno di coltura speciale, che non può essere confrontato con il resto del paese?

Prütz: si può fare un paragone senza alcun problema. Riceviamo richieste da tutte le città tedesche, tra l'altro anche richieste internazionali, per presentare la nostra iniziativa. Certo, la situazione legale è diversa: una città come Monaco non può decidere da sola una legge sull'esproprio, a farlo deve essere almeno un Land, ad esempio città come Amburgo o Brema potrebbero anche farlo. La risposta, anche a livello nazionale, alla nostra iniziativa è enorme, a nostro avviso, e non siamo in grado di gestire tutte le richieste.
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3 commenti:

  1. Risposte
    1. Trasferirsi in periferia... No eh !? Dottor Cocucci lei è la dimostrazione vivente di come la laurea non dia la garanzia di saper parlare correttamente l'italiano, d'altronde il popolo tedesco quando ha eletto Hitler aveva il livello d'istruzione più alto al mondo; fanno ridere poi le classifiche che relegano l'Italia alla prima posizione trai paesi con più analfabeti funzionali, e in questa classifica Israele è il terzo paese con più analfabeti funzionali, è strano, perché l'Italia è il paese che culturalmente ha dato di più al mondo ( Impero Romano, Rinascimento Italiano ) ma anche tecnologicamente ( abbiamo inventato l'elettricità con la PILA ELETTRICA di Alessandro Volta, il TELEFONO di Innocenzo Manzetti, la PILA ATOMICA di Enrico Fermi primo reattore nucleare della storia, il MOTORE A SCOPPIO di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, il primo MOTORE ELETTRICO A CORRENTE ALTERNATA di Galileo Ferraris, il metodo scientifico sperimentale di Galileo Galilei, il secondo microprocessore della storia l'Intel 4004 di Federico Faggin da cui derivano il 90% dei microprocessori di tutti i telefoni e i computer che usiamo oggi, la Dinamo di Pacinotti, la prima AUTOMOBILE A QUATTRO RUOTE CON MOTORE A SCOPPIO di Enrico Zeno Bernardi, primo HARDWARE OPEN SOURCE che chiunque può modificare o programmare, gli OCCHIALI nel 1200-300 a Pisa o a Venezia, ACCELEROMETRO A TRE ASSI di Benedetto Vigna, il Fiat Common-Rail innovativo sistema d'iniezione elettronica per motori diesel, ELICOTTERO di Corradino D'Ascanio, AUTOSTRADA Milano-Laghi 1925, Carta-Scheda Ricaricabile per cellulari di Telecom Italia, Plastica di Giulio Natta, Pistola a Tamburo di Francesco-Antonio Broccu, Autovelox anni '60 a Firenze, PERSONAL COMPUTER di Piergiorgio Perotto, il 50% della Stazione Spaziale Internazionale e il 25% di quella Europea sono prodotte in Italia come ha dichiarato l'astronauta Parmitano, e ce ne sarebbero tante altre ); anche a livello scientifico ( PRIMA TERAPIA con STAMINALI come VETTORI per il MATERIALE GENETICO funzionante per la terapia genica, di Claudio Bordignon, DISINFEZIONE di Ugo dè Borgognoni, ANTISEPSI con ACIDO FENICO di Enrico Bottini, PRIMA TERAPIA con LETTORI ANTI-VIRALI con VIRUS HIV modificato geneticamente contro malattie neurodegenerative e tumori di Luigi Baldini, Prima IMMUNOTERAPIA funzionante su tumori solidi di Franco Locatelli, e ce ne sarebbero tante altre ) per non parlare del contributo dato dagli scienziati EBREI: Einstein, Landsteiner, Haber, Levi-Civita. Insomma certe classifiche sull'analfabetismo funzionale vengono smentite dalla STORIA, poi mi viene molto da ridere quando il lodatissimo e incensatissimo popolo tedesco sia costretto a scendere in piazza a protestare minacciando espropri perché evidentemente la presunta KRANDE CERMANIA non è poi tanto grande né ricca :) !!!
      Luca il PATRIOTA

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    2. Beh (corretto così?), non dimentichiamo la pizza, il Tiramisù, il cappuccino e il calcio balilla! :)

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