mercoledì 6 marzo 2013

Münchau: l'Italia tra farsa e tragedia


Wolfgang Münchau su Der Spiegel torna a parlare delle elezioni italiane: è solo l'inizio di un ciclo, Grillo è il vero capo dell'opposizione ad Angela Merkel e porterà Roma fuori dall'Euro. Da Der Spiegel.
Il risultato delle elezioni italiane non è stato un incidente di percorso - appartiene alla seconda parte di una tragedia: negli anni '30 le politiche di austerità hanno distrutto il Gold standard, oggi distruggeranno l'Euro.

Karl Marx con le elezioni italiane si sarebbe molto divertito. Il suo saggio "Il diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte" inizia con una frase: "Hegel da qualche parte scrive che tutti i personaggi e i fatti del mondo tornano sempre una seconda volta. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda come una misera farsa". Marx si riferiva al colpo di stato di Luigi Napoleone del 1851 e al paragone con il Putsch del suo ben piu' cattivo zio nel 1799.

Si puo' fare un parallelismo simile fra la Germania di inizio anni '30 e l'Italia di oggi. In entrambi i casi c'era un sistema di cambi fissi, allora il Gold standard, oggi l'Euro. Ci fu anche allora una politica prociclica guidata dalla follia dell'establishment: l'austerità durante la recessione. Fini' con una disoccupazione di massa e la trappola del debito. In Germania la grande depressione termino' con una tragedia. L'Italia ha eletto un comico. Grillo ora è il capo del partito piu' grande, e gli altri partiti non sanno come formare un governo.

Un po' meno comico: lo stato d'animo inquieto degli italiani spazzerà via l'establishment, e probabilmente anche l'Euro, almeno in Italia. L'Euro era il tema piu' importante di Grillo. Gli sviluppi economici e politici hanno supportato il comico. Per quello che sappiamo, Grillo è un democratico. Non è un uomo di destra - al contrario degli euroscettici tedeschi dominati dai nazionalisti, pronti a fondare un nuovo partito.

Grillo sarà supportato da economisti rispettati. Il Nobel Paul Krugman ha già dialogato in video con Grillo. Il premio Nobel Joseph Stiglitz lo consiglia sui temi economici insieme all'economista francese Jean Paul Fitoussi. Il M5S di Grillo non è una versione sovradimensionata dei Pirati o dei Freie Wähler. I suoi elettori arrivano principalmente dalla sinistra. Grillo rappresenta la protesta contro un establishment che ha somministrato al paese una ricetta economica sbagliata: politicamente non sostenibile e che economicamente non funziona. Grillo è indirettamente il vero capo dell'opposizione in Germania - perché alla fine è stata la politica di Angela Merkel ad aver imposto all'Europa questo riequilibrio asimmetrico. 

Il crollo dell'economia italiana continua

Le elite europee non capiscono piu' il mondo perché non si sono mai confrontate intellettualmente con la grande depressione. E stanno ripetendo esattamente tutti gli errori del passato. Come i loro antenati stanno applicando alla macroeconomia tutte le inutili formule dell'economia aziendale continuando a sottovalutare gli effetti devastanti di tali politiche. Non capiscono il fenomeno Grillo, sia nella sua portata politica che in quella economica. 

Nel frattempo l'economia italiana continua a crollare. Secondo gli ultimi dati i tassi di interesse per le aziende in Italia e Spagna sono di nuovo cresciuti. L'effetto del programma di acquisto dei titoli di stato è quasi evaporato. Gli investimenti nel settore privato sono ai minimi. I consumi privati e pubblici cadono in picchiata. La recessione del 2012 si è tramutata nella depressione del 2013. Le elezioni del febbraio 2012 non sono state un piccolo incidente di percorso nel funzionamento della macchina democratica, da correggere con nuove elezioni.  Al contrario, sempre piu' elettori si avvicinano a Grillo.

E ora l'establishment politico italiano reagisce sconcertato con il tipico riflesso che non fa altro che peggiorare la situazione. Si chiede un governo di esperti - un nuovo Mario Monti, forse addirittura Monti stesso. Senza considerare il fatto che alle elezioni è arrivato ultimo. Probabilmente ci sarà qualcun'altro - qualcuno che continui con la narrativa di Monti, ma che della situazione italiana non puo' cambiare nulla. Per realizzare le riforme veramente importanti - fine della politica dei tagli, riforme politiche, liberalizzazione del settore dei servizi - c'è bisogno di un vero governo politico. La sola possibilità senza andare a nuove elezioni sarebbe una grande coalizione sull'esempio tedesco. Ma è destinata a fallire per l'eccesso di animosità degli attori principali.

Percio' siamo all'inizio di un ciclo di elezioni, governi tecnici, nuove elezioni, una probabile nuova vittoria di Grillo e di una fase che porterà l'Italia all'uscita dall'Euro. Fino a quando il tema sarà in discussione, nessuno investirà in Italia. Il sogno dell'uscita è una profezia che si autoavvera

Al differenza della Germania negli anni trenta, l'Italia resta una democrazia pacifica. Questa è davvero una buona notizia. La storia alla fine ci parla anche di avvenimenti che non si ripetono esattamente. Ma c'è un punto che in questo confronto storico si adatta perfettamente. Allora l'austerità distrusse il Gold standard. Oggi sta distruggendo l'Euro.
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18 commenti:

  1. Insomma con un pò di liberalizzazioni e "riforme politiche" (e con la fine dei tagli!...?) l'Italia risolverebbe la situazione e non dovrebbe uscire dall'euro. Ma davvero? Da Munchau mi attendevo di più. O forse va letto tra le righe e si limita a far notare come la Merkel alla fine abbia prodotto questa imminente prospettiva e non potrà altro che biasimare se stessa

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    1. Non c'è niente da fare il mantra delle (contro)riforme strutturali è una delle propagande più incisive e durature che si siano mai viste.

      Questa gente non vuole capire, o lo capisce benissimo ma si rifiuta di ammetterlo, che siamo in presenza non solo del fallimento dell' euro e del fallimento della politica del rigore, ma soprattutto del conclamato fallimento del mercato privato, della finanziarizzazione dell' economia e del loro modo di allocare o sotrarre le risorse.

      Nessuno si illuda che l' uscita dall' euro per l' Italia sarebbe la panacea di tutti i mali, anzi se si uscisse mantenendo lo status quo, sarebbe un mezzo disastro, qui viene messa sul tavolo degli imputati tutta la teoria economica ( per niente nuova tra l' altro, ecco perchè parlo di controriforme) degli ultimi 35 anni.
      Vale a dire che le misure indispensabili per accompagnare l' Italia fuori dall' euro sono tra le altre:

      - Non accettare altre forme di aggancio del cambio neanche tra bande di oscillazione, ma avere una moneta che si apprezzi o deprezzi liberamente sui mercati dei cambi

      - Rifare della BI una banca publica legata al ministero del tesoro.

      - Nazionalizzare una parte del sistema bancario italiano (quelle che hano ricevuto più aiuti).

      - Separare le banche d'affari da quelle commerciali.

      - Introdurre forme di controllo sulla libera circolazione sia dei capitali che delle merci.

      - Introdurre forme di indicizzazione automatica su salari, stipendi e pensioni.

      - Riportare, sicuramente efficentandoli, i servizi al cittadino, comunali e regionali nelle mani pubbliche eliminando partecipate, project financing, etc etc

      Insomma riportare lo stato a fare quello per cui era stato pensato, codificato anche dall' articolo 41 della costituzione, ovvero essere attore economico e regolamentatore degli attori privati perchè pubblico e privato seguano un disegno organico e coordinato volto allo sviluppo della nazione e al benessere della popolazione.

      Questa via è l' unica che abbia garantito pace e prosperità per le popolazioni europee per decenni, fino agli inizzi degli anni 80, quando si è cominciato con un lavoro certosino, capillare, nella stampa, nelle università, nelle aule legisltive a smontare tutto, al grido di stato brutto e sprecone e privato bello ed efficiente....eccola l' efficienza del mercato.

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    2. D'accordo su questi punti generali. E' un modello ideologico esasperato che sta fallendo in tutto il mondo (ne parleremo al convegno di orizzonte48 del 16 marzo: ovviamente chi ci ospita, anche se vive in germania:-), è super invitato) E sulla BC sarei anche più esplicito.
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/03/osservatorio-pude-5-cronache-di-un.html
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/02/osservatorio-pude-2-cronache-di-un.html
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/01/aso-e-abela-politica-fiscale-creativa.html

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    3. Che l'uscita dall'euro non risolva granchè ormai lo dice pure De grauwe:
      http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1TERKQ

      Chissà perchè bagnai lo cita o fa citare solo quando gli fa comodo?
      http://goofynomics.blogspot.it/2013/03/mr-full-monty-ovvero-i-salvataggi-che.html

      Se la nouva lira fosse libera di oscillare come dici te, quindi in un mercato dei cambi a fissarne liberamente il valore, chi ti dice che altri paesi, in primis la germania (volendo mantenere il vantaggio acquisito) non inizi essa stessa a far svalutare la proria moneta (guindi in prospettiva, tra le altre possibili conseguenze, guerra delle valuta intra-ex-eurozona?). Cosa ci guadagnerebbe l'italia, se si continua a negare e posticipare grandi riforme che eliminino gli sprechi (in tutte le variabili possibili che conosciamo o immaginabili)?

      Tu dici:
      "Riportare, sicuramente efficentandoli, i servizi al cittadino, comunali e regionali nelle mani pubbliche eliminando partecipate, project financing, etc etc"

      Come fai ad efficentarli? O pensi che di per sè il projet finincing, tanto per prenderne uno, sia un male?
      Demoniziamo il privato dopo aver demonizzato il pubblico?
      Non sono le persone e la loro correttezza, i sistemi di controllo, con la complicità (quella buona) dell'opinione pubblica votante a dover essere rafforzati (direi rigenerati, al punto di degrado in cui siamo arrivati)?

      Dici:
      " Separare le banche d'affari da quelle commerciali."

      E mi pare giusto in generale.

      "- Introdurre forme di controllo sulla libera circolazione sia dei capitali che delle merci."

      E come fa l'italia da sola? Ci isoliamo? Si rimetteranno all'opera gli spalloni di confine per l'export clandestino di valuta (che riguarderà ovvimante soprattutto gli esportatori più disorganizzati, perchè quelli più sofisticati lo faranno giocando coi bit del PC)?
      Metti dazi sulle merci? E se gli altri faranno altrettanto?

      Sertin

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    4. @Sertin

      quando si parla di svalutare, e lo capito pure io che non sono del mestiere, si dice semplicemente lasciare che il mercato delle valute fissi il prezzo di ogni singola valuta scambiata, tutto qui, e non che un'autorità decida un giorno di svalutare.

      Dici che se l'Italia svaluta la moneta, anche la Germania poi fa lo stesso: bene, alla fine si sarebbe al punto di partenza. Ma non penso che funzioni così, come non ha funzionato così nel passato, quando la lira era libera di fluttuare rispetto al marco tedesco (ed entrambe rispetto al dollaro, non dimentichiamolo), ed infatti il marco valeva più della lira.

      Svalutare i salari invece è una cosa che premia stabilmente chi lo ha fatto prima degli altri, come si può notare oggi, e inseguire su quel crinale chi ha imboccato la strada prima degli altri, usando lo stesso strumento è ciò che abbiamo fatto ed è ciò che non ha funzionato. Avrebbe funzionato distogliere i tedeschi dallo svalutare i salari se avessimo adottato la svalutazione della moneta, perchè per un'economia avanzata come quella italiana (e come quella tedesca) il limite al quale puoi svalutare la tua moneta è più ampio del limite al quale puoi svalutare i salari (non puoi arrivare a zero, se non altro perchè devi almeno dare il minimo per riprodurre la forza lavoro, neanche i muli se non mangiano non lavorano, sai?) Neanche per la moneta puoi arrivare a zero, ma hai dei limiti di svalutazione maggiore, inoltre tale aggiustamento si ripartisce in modo molto meno iniquo su tutte gli strati sociali, mentre la svalutazione dei salari colpisce solo... i salariati (ecco perchè piace tanto a chi conta).

      Conclusione: svalutare la moneta è più fattibile e più equo e più efficace di svalutare il salario.

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    5. "quando si parla di svalutare, e lo capito pure io che non sono del mestiere, si dice semplicemente lasciare che il mercato delle valute fissi il prezzo di ogni singola valuta scambiata, tutto qui, e non che un'autorità decida un giorno di svalutare."

      Nemmeno io sono del mestiere, ma come lo spieghi che la svizzera da qualche tempo abbia bloccato il suo cambio per evitare un eccessivo apprezzamento del suo franco? Pensi che non ci sia lo zampino dell'autorità principe nella sua politica monetaria, cioe la banca centrale elevetica?
      Altrochè se le autorità monetarie possono intervenire!!!

      Tu parli dl passato. Ma oggi le cose sono un pò diverese. Supponi che la germnai non volgia perdere il vantaggio acquisito. In regimi di cambi liberi, fuori dall'euro, può fare quello che vuole. E se poi i cittadini tedeschi assecondano l'operato della loro sempre amata Bundesbank (del resto dentro l'euro hanno accettato la riduzione salariale di shreoder), che fai? Entraiomo in uno scneario di rincorsa tra svalutazioni?

      Sul fatto poi che la svalutazione sia più equa avrei dei dubbi, pichè di sicuro quelli che se ne avvantaggioano di più, immediatamente , sono le aziende che esportano. Tutti gli altri se ne avvantaggerano a determinate condizioni (in primis che le aziende esportartrici possano davvero continuare, in mancanza di altre riforme struturali interne, a godere della svalurazione e forse continuare a mantenere i lavoratori che già hanno a lvorare).
      Il rischio di ritrovarsi di fronte a giochetti illusori esiste, secondo me, se non fai tutte quelle riforme che sappiamo bene tutti.

      Sertin

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    6. Sertin, grazie per il tuo commento. Lo sai, io resto convinto che tu abbia una custodia titoli bella piena e l'argomento uscita dall'euro ti turbi il sonno.

      Ma se hai la pazienza di leggerti questo:

      http://vocidallagermania.blogspot.fi/2012/09/bofinger-la-fine-delleuro-sarebbe-la.html

      vedrai che il tema è stato già sviscerato da Bofinger. Indubbiamente la nuova Bundesbank potrà manovrare il cambio, come ogni banca centrale, acquistando titoli e valute dei vicini di casa. Ma lo farà a proprio rischio, acquistando enormi quantità di titoli esteri, e soprattutto la Germania non avrà nessuna possibilità di intervento nella politica economica dei vicini di casa. Come vedi una prospettiva molto diversa da qualla attuale. Per questa ragione Bofinger sconsiglia vivamente ai tedeschi di uscire dall'Euro. Vedi un po' tu...

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    7. Voci, non sai quando tu mi faccia sorridere in questo momento per le tue incrollabili convinzioni sulle mie ricchezze (lo dico in senso buono e con tutto il rispetto per te, beninteso!).
      Ti seguo sempre e ho già letto quell'articolo che mi linki.
      Confermi quello che ho detto. Nel nuovo scenario fuori tutti dall'euro, tutti potranno regolarsi come riterrano più opportuno, quindi anche la germania. Stai trtanquillo che la loro convenienza la sapranno valutare da soli. E nel momento in cui lo faranno, inevitabilmente e da una posizione di vantaggio acquisita con riforme già fatte ( http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2013-03-05/germania-docet-163723.shtml?uuid=AbhJyoaH )
      influiranno, sia pure indirettamente, con la nostra economia.

      Se sono turbato e cerco di capire e anche perchè oltre a bagnai leggo de grauwe, come nel link del post sopra. Ma come semplice e umile cittadino.
      Grazie per l'ospitalità.

      Sertin

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    8. Una banca centrale può intervenire sul tasso di cambio, ma solo fino a un certo punto.
      Nel 92 la banca d'Italia doveva difendere il cambio forte (con il marco)e per fare questo:
      - prima dell'attacco, ha dovuto offrire rendimenti sui titoli di stati più alti del normale, per garantirsi una domanda speculativa che potesse sostenere il tasso di cambio
      - durante l'attacco ha difeso il tasso di cambio, vendendo le proprie riserve in marchi al tasso di cambio fissato, perché i privati non vendevano più marchi per "quelle poche lire", ne volevano di più perché scontavano il fatto che lo SME sarebbe crollato (come adesso con gli spread).

      La Banca centrale svizzera può difendere il tasso di cambio perché sta contrastando una tendenza all'apprezzamento della propria valuta. Ovvero il mercato vorrebbe più euro per un singolo franco. Siccome la banca svizzera non vuole far apprezzare troppo il tasso di cambio, si pone lei come controparte garantendo che il prezzo sarà quello che vuole lei, accettando "meno euro" per ogni franco rispetto a quanto richiedono i privati. Ma lo può fare perché la banca svizzera non rimarrà mai a corto di franchi svizzeri. Viceversa, se dovesse contrastare una tendenza al deprezzamento della valuta, si troverebbe costretta ad acquistare franchi vendendo valuta straniera, e questo giochino finisce quando la banca non ha più riserve in valuta straniera, come nel 92. E nel lungo periodo, diventa insostenibile anche il contrasto all'apprezzamento, dato che la banca centrale dovrà stampare sempre più valuta nazionale per alterare il mercato dei cambi, e stampare denaro all'infinito non è mai una buona cosa.

      Spero di avervi dato qualche chiarimento, almeno a grandi linee.

      Lucam

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  2. Il prezzo da pagare per l'uscita dall'€uro esiste. E non è possibile evitarlo. E questo vale per tutte le Nazioni coinvolte (Italia, Grecia, Spagna, Francia, Germania,...) http://russeurope.hypotheses.org/987

    Le argomentazioni a favore del ritorno ad un sistema di cambia liberi (o liberato da vincoli), fondate su oggettività dei dati ed autorevolezza delle fonti, vengono contrastate da argomentazioni favorevoli al mantenimento dello status quo, fondate su autorevolezza delle fonti MA su dubbia oggettività dei dati.

    Infatti, l'argomento più forte è la paura: "ah, vade retro eretici. Ci fate pagare un prezzo!!! E questo prezzo è straordinariamente elevato!!!".

    E' vero, nel senso che il prezzo STA DIVENTANDO elevato: il suo livello è in proporzione diretta allo scorrere del tempo.

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  3. certo, infatti la svalutazione della moneta è sostenibile per le economie avanzate ma fintanto che rimangono avanzate! Ma visto che più rimaniamo in questa gabbia, più aziende chiudono o vengono acquisite, più ci incamminiamo nella via del declino. Con l'euro stiamo tornando al livello di un paese in via di sviluppo, e alla fine quando non si potrà più svalutare ulteriormente il salario, saremo comunque sbattuti fuori e dovremo pure svalutare la moneta perchè non avremo più nulla da dare in cambio.

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  4. Direi a Munchau,di limitarsi a privatizzare i servizi in Germania!Comunque un giorno renzi va da Monti poi va a ballarò e il giorno dopo,Monti consiglia nuove elezioni invece di un governo anti-europoa(!Quale?Munchau lo sa che Grillo e Berlusconi sono come sertin?hanno un sacco di Euri e non hanno voglia di tornare alle monete nazionali?)Prove tecniche d'alleanza?Vendola riuscirà a capirlo da solo o devon spiegarglielo?

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  5. Grillo ha linkato questo articolo, postandone una parte sul suo blog ;-)

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  6. Dobbiamo valorizzare il nostro saper fare, COME FACEVAMO UNA VOLTA!!!!! Non lasciare che i nostri giovani, dopo aver studiato in Italia con un costo enorme x noi Italiani, vengano sfruttati nei paesi esteri, la cosidetta fuga di cervelli e io direi la nostra forza fresca. A quel punto potremmo tornare alla Lira Italiana ( BENEDETTA )

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    1. In Spagna i loro giovani ingegneri vengono perfino finanziati dallo stato per fare corsi di tedesco e trovare lavoro in Germania.
      Questa "follia" deve finire!

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  7. don chisciotte9 marzo 2013 01:40

    Probabilmente Hegel non riderebbe di Marx per i miseri risultati del suo sviluppo del proprio pensiero filosofico. Per quanto riguarda il rigore, è la solita solfa; quando i contribuenti ed i fruitori di beni, servizi ed aiuti, sono differenti, i benefici di qualunque cambiamento economico/finanziario (dalla svalutazione al cambio di valuta, dal decentramento allo scissionismo) vengono vanificati. Occorre preventivamente instillare un rigore ETICO sia nei rappresentanti degli elettori, sia nei cittadini; perchè il proprio tornaconto ed il benessere sociale devono essere complementari e non contrapposti come ora.

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  8. altro che project financing...meglio l'orto credimi. E la terra in Italia non manca.

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  9. bravo,ciao da Atene,se riuscissimo ad unire un po' di voci sparse..
    www.letteradaatene.blogspot.com
    www.angelosaracini.blogspot.com

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