martedì 5 marzo 2013

L'ultimo tango di Parigi


André Kühnlenz, ex redattore del Financial Times Deutschland, si chiede fino a quando i tedeschi potranno continuare a finanziare i  giganteschi disavanzi commerciali dei francesi. Siamo all'ultimo giro di tango? Da weitwinkelsubjektiv.com
Partite correnti tedesche verso la Francia e verso l'Eurozona.
E' davvero degno di nota. Quasi tutta l'Europa ha ridotto le importazioni dalla Germania - a causa della recessione e della mancanza di finanziamenti dall'estero. Ma c'è ancora un paese in Eurolandia dove i consumatori e le aziende non ne vogliono sapere della crisi: la Francia. I nostri resistenti vicini continuano a comprare a debito auto tedesche e macchinari come se nella zona Euro non ci fosse mai stata una crisi.

I francesi contribuiscono ancora alla mini crescita tedesca. Ma per quanto tempo potrà continuare? Nei giorni scorsi si sono fatte sempre piu' forti le voci dalla Germania che esortavano Parigi a raggiungere gli obiettivi di bilancio fissati per quest'anno. Apparentemente si tratta di rafforzare la credibilità delle severe regole di bilancio del patto di stabilità e crescita. Ma dietro non c'è forse un'altra strategia?

Se guardiamo alle partite correnti della Germania con il resto dei paesi Euro, si potrebbe immaginare che gli squilibri delle partite correnti dovranno scomparire completamente. Se il mercato non effettua piu' trasferimenti di risparmio fra i diversi paesi, scompare il pericolo che prima o poi debba intervenire il contribuente tedesco. Dopo tutto, l'Unione di trasferimento dopo l'Unione dell'inflazione è da sempre l'incubo peggiore dei tedeschi.

Sembra che nel nostro paese non si debbano temere le conseguenze di questo processo.  Lo mostra il modo in cui senza timore il resto del mondo - soprattutto gli USA - continuano ad acquistare i nostri prodotti a debito. Percio' i tedeschi, dopo un momento di difficoltà in inverno, potranno di nuovo ricominciare a pensare di essere un'isola di tranquillità risparmiata dalla recessione nell'Eurozona.

Manca solo la Francia come ultimo anello della catena - se anche i francesi cadono, potrebbero essere soddisfatte tutte le condizioni per una unione fiscale, si potrebbe pensare. Se anche loro finiranno in questa situazione, dipenderà dal credito che riceveranno dall'estero. Sarebbe molto efficace in questo senso un piccolo momento di panico sui mercati che allontani il nostro vicino dai creditori internazionali. Ma i partner tedeschi nel tango non saranno cosi' cinici - oppure no?

7 commenti:

  1. Mah, secondo me è più probabile una uscita dall'€uro che una unione fiscale. All'elettore tedesco di "pagare per i PIIGS" non passa nemmeno per la testa e prima che i politicanti biondi riescano a convincere l'elettorato biondo che pure i PIIGS sono diventati biondi ce ne vorrà di tempo...secondo me ci sganciamo (finalmente)!

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  2. Piuttosto che sborsare altri soldi i tedeschi ci bombardano! Speriamo che crolli tutto il prima possibile!

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    1. ovviamente noi ci auguriamo che non ci siano bombardamenti e tutto resti in ambito puramente verbale. Grazie comunque per il tuo intervento bomba!

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  3. I tedeschi che devono sborsare soldi? E per chi? E perchè? E quando mai sarebbe successo?

    Io so che NOI ITALIANI abbiamo PAGATO, attraverso DEBITO PUBBLICO con INTERESSI, il fondo ESFS e ESM, per aiutare la GRECIA, il PORTOGALLO e la SPAGNA a ripagare i DEBITI contratti della GERMANIA (e dalla FRANCIA).

    Però sono fiducioso. Ora sono sicuro che la Germania si schianterà. La loro proverbiale stupidità non ci tradirà nemmeno questa volta. Ormai il RE è NUDO. E lo sanno. Ed hanno anche paura.
    Hanno paura di trovarsi da soli con 4 polacchi, 2 cechi e una decina di nazioni che li guardano di traverso.

    Manca poco.

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    1. Purtroppo invece ha messo sotto i piedi tutti. Finlandia, Olanda, Austria sono nazioni satelliti della Germania, quindi non le andrebbero mai contro, hanno paura delle conseguenze e sono troppo piccole. La Francia, che avrebbe potuto farlo, se ne è guardata bene, anzi si è sempre messa in modalità zerbino. L'Italia è stata di fatto commisariata dalla UE (Merkel).Paul Krugmann ha detto un paio di anni fa: "Chi ha più colpe nella crisi europea? La Germania, che ha imposto una politica economica suicida a tutta l'Europa o hanno più colpe tutti gli altri paesi della UE che, pur vedendo gli errori della Germania, si sono ben guardati dal parlare. E sì, che se tutti gli altri paesi UE avessero fatto fronte comune difficilmente le politiche economiche tedesche avrebbero avuto un seguito..."

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