venerdì 1 marzo 2013

Tornate alla Lira!


Nuove reazioni fra i politici tedeschi dopo le elezioni italiane: l'Italia deve poter tornare alla Lira, chi non riesce a rispettare le regole deve poter uscire. Da Handelsblatt.de
L'Italia è un pericolo per l'Eurozona? Dopo il caso elettorale la si potrebbe pensare cosi'. Il Presidente della Repubblica nega, tuttavia a Berlino ci sono anche altre opinioni - e consigli per Roma.

In considerazione dell'incerta situazione politica in Italia, il deputato CDU al Bundestag Klaus-Peter Willsch si è pronunciato a favore di un'uscita dell'Italia dall'Unione monetaria. "Se non si riesce a convincere la maggioranza della popolazione di un paese che gli impegni presi per il funzionamento della moneta unica devono essere rispettati, non è possibile richiedere nuove elezioni dall'esterno, piuttosto si deve lasciare che il paese torni alla sua moneta", ha dichiarato Willsch all'Handelsblatt Online.

La zona Euro deve essere aperta ai cambiamenti, ha continuato Willsch."Se vogliamo tornare ad una convivenza pacifica e rispettosa in Europa e prendere sul serio l'autodeterminazione dei popoli, dovremmo abbandonare l'ideologia dell'Euro-Europa", ha sottolineato. "L'unione monetaria sopravviverà solamente se è percepita come un vantaggio da tutti i suoi membri".

Anche l'esperto di finanza del gruppo FDP al Bundestag, Frank Schäffler, ha chiesto un'uscita dell'Italia dall'Euro nel caso in cui il paese decida di non continuare sulla via delle riforme. "Se vogliamo che l'Euro possa andare avanti, è necessario che diventi una moneta viva. I membri che economicamente non riescono oppure non vogliono restarci, devono poter uscire dal club valutario", ha dichiarato Schäffler all'Handelsblatt Online. "Come Ultima Ratio dovrà essere anche possibile escludere chi infrange le regole e continua ad abusare della solidarietà degli altri". 

L'Unione Europea e l'Euro-Club potranno sopravvivere solo come una comunità fondata sul diritto. "Non tutti i membri della zona Euro sembrano avere la stessa opinione su questo punto, percio' il risultato elettorale italiano richiede una risposta rapida su di una domanda ancora aperta. Ed è un bene che sia cosi'.

Allo stesso modo si era espresso poco prima anche Anton Börner, presidente dell'associzione di categoria BGA (commercio estero, servizi, grande distribuzione): "In nessun modo dovrà essere ridotta la pressione dall'esterno sul governo e la società italiana, piuttosto la si dovrà aumentare con l'obiettivo di attuare le riforme assolutamente indispensabili", scrive Börner in un commento per la "Frankfurter Allgemeine Zeitung". "Se il paese non dovesse superare la sua frammentazione e non realizzasse queste riforme, cio' avrebbe conseguenze irreparabili per l'Euro".

Börner  non esclude che il paese lasci la moneta unica: "allora dovremmo iniziare a pensare come si potrebbe gestire un'Eurozona modificata". Non serve a molto "come convinti europeisti e sostenitori della moneta unica, non prendere in considerazione in maniera seria l'opzione e continuare a credere nella guarigione miracolosa".

27 commenti:

  1. tornare alla Lira
    porre vincoli alla libera circolazione dei capitali (divieto di acquisizione di aziende italiane da parte degli stranieri, obbligo di reinvestire gli utili nel paese di residenza degli impianti acquisiti, nazionalizzazione degli impianti che vengono chiusi)
    rottura del mercato unico
    riportate la banca centrale sotto il controllo del ministero del tesoro.
    e solo per iniziare.

    ok, ci sto

    RispondiElimina
    Risposte

    1. Anche io ci sto! Il discorso che fanno questi signori, politici ribelli tedeschi euroscettici, non è da cestinare, anzi. Stanno dicendo che l'euroideologia ad un certo punto dovrà fermarsi, sta facendo troppi danni. Esiste una profonda incompatibilità fra il modo di concepire l'economia dei tedeschi e quello dei latini, è necessario prenderne atto...

      Elimina
    2. Ma dove avete studiato economia?
      secondo voi se bloccate gli investimenti dall'estero, con che soldi volete rilanciare il paese?
      Con i soldi che non ci sono? perche' i capitali saranno gia via da un pezzo,molto prima che queste norme entrino in vigore.
      Max Daneri

      Elimina
    3. Se si ritorna alla non moneta sovrana con banca di stato a pieno potere lo stato può spendere liberamente a deficit! Anche se io non bloccherei i capitali che vengono ad investire dall'estero

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. #Jorg: guarda che l'Italia è forse lo stato più vicino al pareggio di bilancio, tutti sono in deficit e dunque tutti a prescindere da dove e come spendano i loro soldi sono costretti a far debiti ulteriori per pagare quelli precedenti, USA, Giappone, UK, FRancia e ....Germania compresa...

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    7. il mio "ci sto" ha un contenuto di sarcasmo rivolto a quelle che credo siano le vere intenzioni di chi propone all'Italia di tornare alla lira: si tratta insomma di spingere per un'uscita dall'alto, ovvero tornate pure alla lira, ma non fate nient'altro, perchè comunque il solo ritorno alla lira è condizione necessaria ma non sufficiente per la ripresa economica dell'Italia, che passa necessariamente anche per un maggior protezionismo, soprattutto in quei settori industriali che hanno subito un forte ridimensionamento dall'ingresso nell'euro e dalla conseguente perdita di quote di mercato, o che addirittura sono passati in mano straniera. In quest'ultimo caso infatti, di fronte ad una ripresa delle vendite che si potrebbe avere grazie alla maggiore competitività legata ad una moneta più debole, si avrebbe l'esportazione degli utili con conseguente aggravio della bilancia dei pagamenti con l'estero. Quindi è chiaro che oramai i detentori tedeschi di aziende italiane possono anche cominciare a veder bene l'uscita dell'Italia dall'euro, perchè così le aziende che hanno in mano riprendono a vendere.

      Ricordiamoci che i consigli non sono MAI disinteressati.

      Elimina
    8. partendo da una citazione di Bagnai, ma rivista dal sottoscritto, ricordiamoci che un tedesco si sente prima tedesco, poi tedesco, e io aggiungo infine che si sente parte del proprio Lander. La distinzione tra destra e sinistra serve solo per mantenere l'apparenza.

      Elimina
    9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. Mi permetto di fare un'altra riflessione:
    Questo "assist" in realtà regala una via d'uscita alle menzogne che il PD ci ha propinato per anni. In futuro potranno salvare la faccia dicendo "La colpa non era dell'euro ma nostra che non siamo stati in grado di rimanere in Europa". E se Bersani fosse andato dalla Merkel proprio per questo?

    Complimenti e grazie per il lavoro di divulgazione che state facendo.

    Teresa C.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto.Dotare l'€Z dell'uscita di sicurezza,la cosa che mancava ai trattati e anche la piu'importante,e' l'unica via d'uscita politicamente sostenibile x tutti.

      Elimina
  4. Sinceramente non penso che Bersani sia andato dalla Merkel per avere un assist, mi sembra fantascienza. Se dovessimo, nella migliore delle ipotesi, essere costretti ad uscire e la situzione per la nostra economia migliorasse (come é lecito aspettarsi) il PD non é che ne avrebbe un gran ritorno, anzi!
    Non riesco ad interpretare bene queste dichiarazioni.
    Dato per assodato che alla Germania faccia comodo averci nell'euro, sono convinto che non tuti i politici tedeschi (come la maggiornaza di quelli italiani) siano consapevoli della situazione come possa esserlo la Merkel (che guarda caso non ha rilasciato dichiarazioni in tal senso).
    Ma mi sembra che in queste interviste parlino comunque dirigenti che quindi potrebbero avere l'unico scopo di sparare cazzate (non mi sembra che la Germania abbia mai pagato nulla per aiutare l'Italia) o a fini elettorali o per mettere pressione ai mercati e al nostro paese con il ricatto dello spread per rendere piú dolorosa qualunque decisione, restare a testa bassa o uscire con le osse piú rotte.
    Si potrebbe pensare ad una strategia per evitare un'uscita volontaria del nostro paese con un atto di autodetermianzione (che forse ha meno debiti degli altri PIIGS da rimborsare alla Germania) che possa trascinare gli altri paesi debitori (alcuni dei quali come la Grecia e il Portogallo giá sottoposti a commissariamento esterno dalla troika), ma non mi convince. Se un paese che non rispetta gli impegni viene buttato fuori, perché non é stato fatto con gli altri prima? Riconosco che é un'ipotesi campata in aria, ammenocché (e non mi stupirei che la diplomazia tecnocratica europea non sia capace di inventare nuove e fantasiose normative e argomentazioni giuridiche) la Commissione Europea non decida di espellere l'Italia sulla base di qualche cosa che inventeranno al momento pur di liberarci e tenere altri PIGS piú disciplinati e disciplinabili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Espellere l'Italia quando, a normativa vigente, sono state proprio la germania, all'inizio degli anni 2000, e ora la Francia, a fare la violazioni più gravi e durature del trattato?
      Considera poi che l'euro nasce essenzialmente come strumento franco-tedesco per neutralizzare definitivamente la concorrenza commerciale italiana sul mercato UE.
      E' solo tattica per ribaltarci contro una (ipotetica) arma negoziale italiana, confidando che tanto qualunque forza politica italiana non la userebbe mai...

      Elimina
  5. il responso del voto italiano é stato chiaro....volontà del popolo riguardo alla differenziazione,contrapposta alla dirigistica volontà di plasmare un popolo europeo indifferenziato e inconsapevole (copyright Sistema Merkel). I tentativi di quest'ultima istanza continueranno ancora, ma se si riesce a resistere ancora un po', l'iper-razionalismo tedesco crollerà sopra i suoi stessi principi. Dire di voler cacciare chi avrebbe tutto l'interesse ad andarsene fa parte del bluff, ma il giocatore non sembra molto abile nel gestirlo.....

    RispondiElimina
  6. E questa è una minaccia? Quello che vedo da parte della Germania è una reazione eccessiva e sopra le righe, tipiche di chi è terrorizzato...

    RispondiElimina
  7. Chi non rispetta gli accordi europei deve andarsene: la Germania torni al marco.

    Perchè non è l'Italia ad aver violato i trattati (e per questo dovrebbe venir cacciata con infamia, secondo i crucchi).

    Sono loro che per quei motivi che devono essere cacciati.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo pienamente con questa riflessione.

      Elimina
  8. Il PD dovrá cambiare slogan:"È la germania che ce lo chiede"

    RispondiElimina
  9. Non riesco ad immaginare un'economia in sviluppo col ritorno alla lira. Se dovessimo fare un'operazione del genere comporterebbe un fallimento in quanto non potremo misurarci con gli altri mercati. Avremo potuto farlo, ma solamente, se la nostra economia produttiva fosse autosufficiente.Non mettiamo la testa sotto la sabbia e diamoci regole che si possano rispettare e che nel tempo, non troppo lungo, ci consenta di viaggiare tutti nello stesso convoglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. é arrivato il troll di bruxelles!

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  10. Al di là di filosofie auto-vittimistiche e di pratiche gaga-sotto (tipiche del modello medio italiano, tutto calcio, fumo e parrocchia varia) BEN VENGA FINALMENTE UN'ENTRATA ALLA NOSTRA NUOVA MONETA e a tutte le positività con essa connesse....................

    RispondiElimina
  11. Devo essere sincero: tutta questa pletora di consigli mi da un po' fastidio! Lasciatemi stare: so sbagliare da solo!

    RispondiElimina
  12. Leggete su movisol.org:
    Uscita dall'euro con accordi internazionali di rilancio di sviluppo economico, tramite infrastrutture ad alta tecnologia, esplorazione umana dello spazio, ricerca scientifica di punta (vedi "Ponte Terrestre Eurasiatico").
    Separazione bancaria per creare ordine finanziario in cui siano protette dalla speculazione le nuove emissioni di credito necessarie ai suddetti progetti.
    Cancellazione dei crediti maturati con la speculazione sui derivati, ecc.

    RispondiElimina