Un blog per raccontare in italiano il dibattito tedesco sulla crisi dell'euro e le nuove ambizioni di Berlino, ma anche per mostrare qualche aspetto meno conosciuto, ma non secondario, del grande miracolo economico tedesco.
Traduco in italiano articoli di economia e politica pubblicati sulle principali testate online tedesche.
Recenti statistiche rivelano che una parte significativa delle persone che ricevono il “Bürgergeld” in Germania non sono cittadini tedeschi. Questa situazione ha sollevato disapprovazione tra la popolazione.
La situazione attuale
Nel mese di settembre 2024, circa 1,8 milioni di persone erano disoccupate in Germania e allo stesso tempo percepivano il Bürgergeld, secondo l’Agenzia Federale del Lavoro (BA). Oltre a questi, quasi un altro milione era disoccupato secondo il Codice Sociale III, il che significa che erano temporaneamente disoccupati e non ricevevano Bürgergeld, ma piuttosto sussidi di disoccupazione o erano in cassa integrazione. Complessivamente, ci sono attualmente circa 2,8 milioni di disoccupati in Germania.
La metà dei percettori non è tedesca
Tra i disoccupati che ricevono il Bürgergeld, quasi la metà, per la precisione il 44%, non possiede un passaporto tedesco, corrispondente a 811.000 persone. Questa cifra si riferisce solo a coloro che sono completamente disoccupati. Tuttavia, molti di coloro che ricevono il Bürgergeld hanno un lavoro, ma il loro stipendio non è sufficiente a coprire le spese di sussistenza. In totale, 5,6 milioni di persone in Germania percepiscono un sussidio di cittadinanza (Bürgergeld).
A maggio, 2,7 milioni dei 5,6 milioni di percettori di assistenza sociale erano stranieri. La fondatrice del partito, Sahra Wagenknecht, ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur:
“Il fatto che ormai quasi la metà dei percettori di Bürgergeld non abbia un passaporto tedesco dimostra il fallimento della politica migratoria e di integrazione tedesca e contribuisce al crescente disfavore nei confronti del Bürgergeld.”
Maggiore integrazione per i rifugiati
Il Sindacato Tedesco (DGB) sottolinea l’importanza di un dibattito oggettivo sulla questione. Anja Piel, membro del consiglio del DGB, ha affermato:
“I rifugiati di guerra non scelgono il loro destino, e il Bürgergeld è disponibile esclusivamente per i rifugiati riconosciuti. Imparare una lingua, far riconoscere un diploma e poi trovare un lavoro richiede tempo e sforzo ai rifugiati. Ecco perché il tasso di occupazione aumenta con la durata del loro soggiorno.”
Piel ha anche spiegato che un quinto dei circa quattro milioni di percettori di Bürgergeld in età lavorativa lavora effettivamente, ma il loro stipendio è insufficiente e deve essere integrato con aiuti statali.
D’altra parte, Wagenknecht ha presentato al governo un “bilancio triste”, evidenziando che a maggio oltre 700.000 ucraini e più di 700.000 persone provenienti da Siria e Afghanistan ricevevano Bürgergeld, “invece di garantire il loro reddito attraverso il lavoro autonomo”. Ha concluso dicendo:
“Uno stato sociale forte funziona solo se non tutti possono immigrarvi.”
Nuove misure del governo
Recentemente, la coalizione “Ampel” ha approvato sanzioni più severe per i percettori di Bürgergeld che rifiutano un lavoro. Il ministro del lavoro Hubertus Heil (SPD) ha dichiarato:
“Chi non collabora o inganna tramite lavoro nero, deve aspettarsi conseguenze più severe.”
Le nuove misure prevedono una riduzione immediatadel 30% del Bürgergeld per coloro che rifiutano lavori considerati “ragionevoli”. Inoltre, anche il mancato rispetto di un appuntamento presso l’ufficio del lavoro senza una valida giustificazione sarà punito con una riduzione del 30% anziché del 10% come in precedenza.
Incentivi sono previsti anche per i datori di lavoro che assumono rifugiati e per coloro che accettano un lavoro a lungo termine, con una “finanziamento iniziale” di 1000 euro per chi esce dalla disoccupazione di lunga durata. Inoltre, verrà facilitato il rilascio di permessi di lavoro per richiedenti asilo e protetti.
Monopoly è un gioco da tavolo che tutti conosciamo, nato negli Stati Uniti e arrivato in molte case tedesche: il vincitore conquista la città, mentre i perdenti rimangono a mani vuote. Tuttavia, nella vita reale, quello che era un semplice gioco si è trasformato in un problema serio e in una drammatica crisi abitativa. E a Berlino, la capitale tedesca, questa situazione diventa un esempio lampante di come il mercato immobiliare stia sfuggendo di mano. Articolo molto interessante di Frank Blenz sulle Nachdenkseiten
Le conseguenze reali di un gioco spietato
Gli interessi e i diritti degli inquilini, dei cittadini berlinesi, vengono messi da parte, referendum popolari o meno. Nel peggiore dei casi, le persone si ritrovano senza un tetto sopra la testa in una profonda crisi abitativa, e questi casi sono in aumento.
Nel 2021, il referendum berlinese sulla socializzazione delle grandi società immobiliari private ha visto la maggioranza dei cittadini votare per l’esproprio di gruppi come “Deutsche Wohnen”. Tuttavia, nonostante il chiaro esito, nulla è cambiato. La politica è rimasta silente, e le promesse fatte non sono state mantenute.
Die Linke, partito di opposizione, ha recentemente dichiarato con fermezza:
“Il voto dei berlinesi è stato chiaro. Ancora più chiaro è il fatto che CDU e SPD non siano interessati a rispettare il risultato del referendum e, quindi, la volontà dei berlinesi.”
La frustrazione cresce, così come gli affitti, e la fiducia nella democrazia diminuisce.
Una crisi immobiliare senza fine
Tre anni dopo il successo del referendum, la politica non ha ancora agito concretamente. Il Senato ha promesso una “legge quadro per la socializzazione”, ma le azioni concrete contro la crisi abitativa a Berlino tardano ad arrivare. Stefan Evers, senatore delle Finanze, ha recentemente ammesso che la perizia necessaria per la redazione della legge non è ancora stata commissionata.
Nel frattempo, il mercato immobiliare continua a peggiorare. Gli affitti aumentano, le persone vengono sfrattate e i grandi gruppi immobiliari privati, insieme a investitori internazionali, ne approfittano.
Chi non ricorda la gioia maliziosa di acquistare la Schlossallee durante una partita di Monopoly? Ma nel mondo reale, i “signori della Schlossallee” – i grandi gruppi immobiliari e le società finanziarie – chiedono sempre di più. La crisi abitativa a Berlino è sfuggita di mano, come evidenziato dal cantautore Klaus Lage già nel 1984, quando criticava il mercato immobiliare nel suo brano “Monopoly”:
Monopoly, Monopoly, siamo solo comparse in un pessimo gioco. Monopoly, Monopoly. E i signori della Schlossallee chiedono troppo.
Gli effetti devastanti sulla città e i suoi abitanti
Berlino, una città una volta amata per la sua vitalità, sta diventando una fredda metropoli. Gli attivisti di “Deutsche Wohnen enteignen” nel 2021 avevano lanciato l’allarme:
“Berlino è la casa di tutti noi, ma rischia di diventare una città per ricchi. Gli affitti esplodono, siamo sfrattati, i profitti aziendali aumentano e i nostri politici stanno a guardare. Ne abbiamo abbastanza!”
E come dargli torto? Il mercato degli affitti continua a essere governato dalla legge della domanda e dell’offerta, ma con un twist: l’offerta di alloggi accessibili è troppo scarsa, e gli affitti non sono più equi, ma dettati dall’avidità.
Il risultato è una continua espulsione degli inquilini storici. A Friedrichshain, ad esempio, si parla di sfratti per necessità del proprietario, una tattica legale per rimuovere gli inquilini e affittare a prezzi più alti. Questo problema non riguarda solo una zona della città, ma tutta Berlino.
Chi trae profitto? Solo i grandi proprietari
La situazione è esasperata dalla presenza di grandi gruppi finanziari internazionali come Blackstone, che comprano appartamenti per venderli a ricchi investitori, trasformando case accessibili in appartamenti di lusso. Questi attori agiscono senza freni e senza vergogna, aumentando ulteriormente i prezzi.
Alla fine, chi soffre sono le persone comuni. Molti rimangono senza casa, e la situazione non sembra destinata a migliorare. Secondo le associazioni di beneficenza, la crisi della senzatetto a Berlino continuerà almeno fino al 2030.
Ursula Schoen, direttrice della Diakonie, ha dichiarato:
“Dovremo abituarci alla persistenza della senzatetto. Berlino ha un vero problema di dignità umana.”
Anche il supporto offerto dalle organizzazioni di assistenza, come il programma di aiuto invernale, non è sufficiente a fronteggiare l’emergenza crescente.
Negli ultimi tempi, ci siamo forse chiesti tutti se viviamo ancora in un paese che possa davvero definirsi “sicuro”, dove la pace sociale è garantita e le persone possono condurre una vita serena. La verità, purtroppo, è molto diversa.
La pace sociale non è solo minacciata; c’è una sensazione diffusa di insicurezza per ciò che sta accadendo nella nostra società, nella nostra comunità. Guardiamo Berlino, per esempio: i nostri diritti e bisogni, compreso quello fondamentale dell’abitare, sono in crisi. Non è solo una percezione, la pace sociale è stata revocata e la nostra società, libera e democratica per natura, sembra in ginocchio.
Libertà e democrazia: cosa ci insegna il Patto delle Nazioni Unite
Parlando di libertà e democrazia, vale la pena ricordare che il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite (UN-Sozialpakt) contiene un articolo che invita alla riflessione:
Ogni persona ha il diritto a un alloggio adeguato. Il diritto all’abitazione è parte del diritto a un livello di vita dignitoso, sancito dall’Articolo 11 del Patto.
Eppure, la realtà che viviamo è ben diversa. Se non sono i proprietari delle case ad adempiere ai loro obblighi derivanti dalla proprietà – perché, ricordiamolo, la proprietà comporta obblighi – chi altro dovrebbe farlo?
Il caso di Berlino e il fallimento del referendum sulla socializzazione degli alloggi
Guardiamo al caso di Berlino. Nonostante l’enorme necessità di cambiamenti per il bene comune, il referendum sulla socializzazione delle proprietà immobiliari non ha ancora portato al successo auspicato. Un risultato positivo sarebbe stato fondamentale per la nostra comunità e per i cittadini.
In un articolo pubblicato sul Tagesspiegel, un team di autori ha discusso i possibili vantaggi della socializzazione delle abitazioni.
Tra i principali obiettivi vi è quello di ampliare la partecipazione e il controllo da parte degli inquilini, trasferendo le abitazioni in una istituzione di diritto pubblico (AöR), che ne permetterebbe la gestione con la partecipazione democratica della comunità urbana e degli stessi inquilini. Questa maggiore partecipazione rappresenterebbe un’importante espansione della libertà d’azione umana – non solo individuale, ma collettiva.
Nel contesto attuale, gli inquilini hanno pochissime possibilità di decidere o partecipare attivamente, sia nel settore privato che in quello pubblico. Ma attraverso la socializzazione, la loro voce e il loro controllo sarebbero decisamente più forti.
Immaginate un mondo in cui gli inquilini possano decidere liberamente su questioni come:
La ristrutturazione e le misure di protezione del clima
La creazione di spazi comuni e il verde nei cortili
La progettazione di parchi giochi e alloggi accessibili
Sperimentare forme abitative alternative
In questo modo, più persone si assumerebbero la responsabilità per l’ambiente in cui vivono.
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Se ti stai chiedendo come conquistare una donna in Germania, magari perché sei un expat o un viaggiatore curioso, la risposta potrebbe sorprenderti. Uno youtuber italiano che vive in Baviera ha condiviso nel suo canale alcuni consigli diretti e basati sulla sua esperienza personale in Germania. Nel suo video, non si limita a parlare di tecniche di rimorchio, ma affronta aspetti culturali, sociali e perfino economici che influenzano le relazioni interpersonali nel paese.
Ecco una panoramica dei consigli più importanti emersi dal suo racconto.
1. Facilità di relazioni occasionali
Uno dei punti di forza della vita sentimentale in Germania, secondo lo youtuber, è la facilità con cui si possono fare esperienze come “one night stand” o incontri casuali. Questo aspetto è particolarmente evidente se confrontato con paesi come l’Italia, dove le relazioni tendono a essere più impegnative o formali.
La legalizzazione delle case chiuse, il maggiore benessere economico e una cultura più aperta nei confronti della sessualità rendono la Germania, a detta dello youtuber, “il paradiso del sesso”. Non è raro che molti uomini e donne single cerchino incontri senza aspettative a lungo termine. La solitudine, infatti, è un elemento chiave: il 41% delle persone vive da sola, il che crea molte opportunità per chi è alla ricerca di una serata di svago.
2. Cultura protestante e libertà sessuale
La mentalità protestante in Germania ha un forte impatto sul modo in cui le persone vivono la sessualità. Lo youtuber osserva che, a differenza di paesi a tradizione cattolica come l’Italia, in Germania non c’è la stessa pressione morale o senso di colpa legato al sesso. Questo crea un ambiente in cui le persone si sentono libere di esplorare la loro sessualità senza essere giudicate. Non a caso, lo youtuber sottolinea che il concetto di “peccato” ha un peso molto minore rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare.
3. Donne tedesche: indipendenti e pragmatiche
Se ti interessa capire come sono le donne tedesche, lo youtuber offre un quadro chiaro: sono indipendenti, sessualmente libere e, spesso, meno inclini a sviluppare legami emotivi profondi rispetto alle donne dei paesi mediterranei. Questo non significa che siano fredde o distaccate, ma piuttosto che tendono a vivere le relazioni con maggiore pragmatismo.
Secondo lui, le donne tedesche, siano esse giovani o mature, sono più aperte e disposte a vivere avventure, soprattutto se trovano qualcuno che si pone in maniera valida e rispettosa. La chiave, però, è evitareapprocci cavernicoli e volgari: eleganza, umorismo intelligente e la capacità di comunicare sono gli ingredienti fondamentali per fare una buona impressione.
4. Conoscere la lingua e sapersi porre
Uno degli aspetti più interessanti che lo youtuber sottolinea è l’importanza di conoscere la lingua tedesca. Saper comunicare in tedesco non solo ti apre più porte, ma mostra anche rispetto verso la cultura locale. Ma non è solo una questione di lingua: è cruciale sapersi porre con eleganza e usare l’umorismo in modo intelligente. Per conquistare una donna tedesca, essere ben educati e saper conversare è più importante che avere un bell’aspetto o tanti soldi.
Essere stranieri può rappresentare un vantaggio in più. Lo youtuber afferma che, spesso, le donne tedesche o di altre nazionalità preferiscono uscire con chi parla la loro lingua piuttosto che con un tedesco, soprattutto se non hanno ancora imparato bene il tedesco. In questo caso, l’essere italiano può diventare un vero e proprio punto di forza.
5. Il contesto giusto favorisce l’intimità
Un altro consiglio pratico riguarda il contesto degli appuntamenti. Portare una persona in un luogo che non conosce o che le è estraneo può favorire un avvicinamento emotivo. Essere in un ambiente nuovo crea una sorta di complicità tra i due, perché l’attenzione si concentra maggiormente sul partner. Questa strategia può essere particolarmente utile per rompere il ghiaccio e creare subito un legame più profondo.
6. Sfrutta l’alcol e le app di incontri come Tinder
In Germania, l’alcol e le app di incontri come Tinder giocano un ruolo fondamentale nelle dinamiche sociali e relazionali. Le serate spesso iniziano con un drink e, a detta dello youtuber, l’uso di queste piattaforme è estremamente comune. Anche se i tedeschi possono apparire freddi e poco spontanei, queste piattaforme digitali e il contesto delle serate alcoliche offrono moltissime opportunità per fare incontri e rompere il ghiaccio.
7. La sfida di mantenere una relazione
Un aspetto meno positivo che emerge dal racconto dello youtuber riguarda la difficoltà di mantenere relazioni stabili in Germania. Nonostante sia facile fare incontri, costruire qualcosa di duraturo è più complicato. Le relazioni tendono spesso a essere brevi, con un focus maggiore sul piacere momentaneo piuttosto che su un impegno a lungo termine. Questo può portare a una certa insoddisfazione e, alla fine, a una sensazione di vuoto.
Conclusione
In definitiva, se sei interessato a conquistare una donna in Germania, il consiglio dello youtuber italiano in Baviera è di giocare la carta della spontaneità, della simpatia e dell’eleganza. Conoscere la lingua, saper comunicare e avere un atteggiamento rispettoso sono gli ingredienti chiave per avere successo in un paese dove il sesso è vissuto in modo più aperto rispetto ad altre realtà culturali. Tuttavia, è importante essere consapevoli che le relazioni a lungo termine potrebbero essere più difficili da costruire, poiché la cultura tedesca tende a favorire legami meno impegnativi e più pragmatici.
Nel complesso e mutevole panorama del lavoro all’estero, la storia di un YouTuber italiano a Stoccarda ci offre uno spaccato realistico e toccante delle sfide che molti lavoratori affrontano ogni giorno. Dietro la videocamera, il narratore – un uomo di 57 anni che ha vissuto in Germania per quasi un decennio – racconta la sua esperienza con il colosso delle spedizioni DHL, dalla sua assunzione fino al doloroso licenziamento, segnato da un grave infortunio sul lavoro e una lunga battaglia contro la burocrazia.
Dall’Italia alla Germania: Un Nuovo Inizio con DHL
Il nostro protagonista, un immigrato italiano trasferitosi a Stoccarda nel 2014, ha inizialmente trovato lavoro nella logistica con la DHL, dopo brevi esperienze in altre aziende tedesche. La sua avventura lavorativa con DHL inizia sotto i migliori auspici: un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio significativamente superiore alla media di allora. Per lui, come per tanti altri migranti, questo rappresentava non solo una stabilità economica, ma anche una base solida su cui costruire la sua vita in Germania.
Nonostante il lavoro di corriere fosse fisicamente impegnativo e privo di grandi gratificazioni professionali, il narratore trovava comunque una forte soddisfazione personale nel farlo. Si era affezionato ai suoi clienti, considerandoli non solo utenti dell’azienda, ma suoi clienti personali, e cercava sempre di offrire il massimo del servizio. Era convinto che con questo lavoro avrebbe raggiunto la pensione senza ulteriori problemi.
L’Infortunio e l’Inizio dei Problemi
Tutto cambia nell’agosto del 2023, quando, a pochi giorni dalle ferie, il narratore subisce un grave infortunio alla schiena sollevando un pacco particolarmente pesante. Quell’episodio segna l’inizio di una lunga serie di difficoltà. Il dolore lo costringe a interrompere il lavoro e a cercare assistenza medica. Tuttavia, uno degli aspetti più problematici di questa vicenda è il tentativo da parte dell’azienda di classificare l’infortunio come una semplice malattia personale e non come un incidente sul lavoro.
Questa classificazione ha avuto conseguenze devastanti per il protagonista: anziché ricevere un’indennità completa, si è ritrovato con uno stipendio ridotto al 63%, senza i benefici garantiti a chi subisce un incidente sul lavoro. La frustrazione si fa ancora più grande quando scopre che persino i suoi colleghi erano stati informati che il suo malessere fosse dovuto a un’“insolazione” e non a un incidente fisico.
La Lotta Contro l’Azienda
Nel racconto, emerge chiaramente la lunga battaglia che il narratore ha dovuto intraprendere contro DHL e il sistema burocratico tedesco per vedere riconosciuti i suoi diritti. Nonostante le difficoltà fisiche, ha cercato di tornare a lavorare tramite un programma di reinserimento, ma i dolori alla schiena e le limitazioni fisiche gli hanno impedito di svolgere le normali mansioni di corriere.
La reintegrazione lavorativa si è trasformata in un ulteriore incubo. DHL gli ha proposto soluzioni insostenibili: un trasferimento punitivo in un’altra sede distante più di un’ora da casa, oppure un lavoro notturno part-time con una drastica riduzione dello stipendio. Il narratore sospetta che queste mosse fossero fatte apposta per metterlo nella condizione di dimettersi volontariamente, risparmiando così all’azienda il peso di un licenziamento di un lavoratore anziano e protetto dalle leggi sul lavoro.
La Scelta Dolorosa del Licenziamento
Dopo mesi di trattative e consultazioni con avvocati, il narratore, ormai sfinito fisicamente ed emotivamente, decide di accettare un accordo con DHL che include una buona uscita e alcune mensilità di liquidazione. Pur consapevole di aver lottato per ottenere giustizia, confessa di essere arrivato al punto di non poter più sopportare lo stress della battaglia legale e decide di mettere fine al rapporto di lavoro.
Il licenziamento è una sconfitta amara per il nostro protagonista, che fino a quel momento aveva costruito tutta la sua vita in Germania attorno alla sicurezza che questo lavoro gli offriva. La scelta di firmare e chiudere il capitolo è stata dettata dalla necessità di preservare la propria salute mentale e cercare di ripartire con una nuova direzione.
Guardare al Futuro: Reinventarsi dopo i 50 Anni
Nonostante la durezza dell’esperienza, il narratore non perde la speranza. Alla fine del video, riflette su ciò che il futuro potrebbe riservargli. Con il sostegno della sua famiglia, sta esplorando nuove possibilità, come la creazione di un’attività imprenditoriale attraverso il suo progetto online, “ViviStoccarda”, un canale YouTube e una piattaforma digitale dedicata agli italiani che vivono nella regione.
La sua storia, pur dolorosa, è un esempio di resilienza. Nonostante il trauma fisico e le difficoltà economiche, continua a credere nella possibilità di reinventarsi, sfruttando le sue competenze acquisite nel tempo e la passione per aiutare gli altri.
La Lezione della Storia: L’importanza di Non Arrendersi
Questa vicenda ci insegna molto sul coraggio e la tenacia. Vivere e lavorare all’estero non è sempre facile, e le sfide possono arrivare inaspettate, soprattutto quando si tratta di problemi di salute e rapporti di lavoro. Ma la storia di questo YouTuber italiano a Stoccarda ci mostra che, anche nei momenti più difficili, è possibile trovare una via d’uscita. La lotta contro un sistema aziendale impersonalizzato e le difficoltà fisiche possono sembrare insormontabili, ma la determinazione a non arrendersi è un messaggio potente.
La sua esperienza personale può essere di grande ispirazione per molti italiani all’estero, che si trovano a dover affrontare situazioni simili. La storia ci invita a essere consapevoli dei nostri diritti, a lottare per il nostro benessere e, soprattutto, a credere che sia possibile ricominciare, anche quando sembra che tutto stia crollando.
Conclusione:
La storia del nostro YouTuber a Stoccarda è una testimonianza viva delle difficoltà che si possono incontrare nel mondo del lavoro. È una storia di sacrifici, ingiustizie subite, ma anche di forza interiore e speranza. Una storia che ci ricorda l’importanza di non perdere mai di vista il proprio valore, anche di fronte alle difficoltà più grandi.
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Hai deciso di trasferirti in Germania o ci stai già pensando? Magari sei già arrivato e ti stai chiedendo come muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Non preoccuparti, sei nel posto giusto! Trasferirsi in un altro paese può essere una grande avventura, ma come tutte le avventure ci sono sfide da affrontare. Non è sempre facile all’inizio, ma con un po’ di pazienza e qualche consiglio pratico, puoi costruire la tua vita in Germania e ottenere risultati migliori di quanto immagini. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero fare la differenza per te.
1. Iscriviti al Jobcenter (anche se non è obbligatorio)
Se sei appena arrivato in Germania, una delle prime cose che dovresti fare è iscriverti al Jobcenter. Non è obbligatorio, ma può essere molto utile. Anche se non ti trovano subito un lavoro, ti metterai sulla loro “mappa”. Il Jobcenter è particolarmente attivo nel trovare lavoro a chi l’ha perso, visto che queste persone ricevono un sussidio e il centro ha tutto l’interesse a farle tornare a lavorare il prima possibile. Tuttavia, anche per chi è appena arrivato, iscriversi può aprire qualche porta e darti accesso a risorse utili. Quindi, perché non provarci?
2. Accetta i lavori che trovi, anche se non sono quelli dei tuoi sogni
Trovare il lavoro perfetto, appena arrivato, può essere davvero difficile. Per questo, il consiglio migliore è: non farti troppi problemi all’inizio. Prendi il primo lavoro che trovi, anche se è un mini-job o un part-time. Certo, magari non è il lavoro che sognavi, ma è un modo per entrare nel mercato del lavoro tedesco. Ricorda: ogni piccolo passo ti avvicina al tuo obiettivo. Una volta dentro, sarà molto più facile trovare qualcosa di meglio. L’importante è partire!
3. Adatta il tuo curriculum al mercato tedesco
Questo è un errore che molti italiani fanno: inviano un curriculum lunghissimo, pieno di esperienze che in Germania non servono. Qui il curriculum deve essere conciso, diretto e su misura per il lavoro a cui ti stai candidando. Se ti stai candidando come giardiniere, per esempio, non serve includere che sai pilotare i droni, anche se in Italia potrebbe sembrare interessante!
E poi, fondamentale: il curriculum deve essere in tedesco! Non aspettarti che il datore di lavoro si metta a tradurre il tuo curriculum in italiano, non lo farà. Quindi, prenditi il tempo per farlo tradurre o fallo tu stesso, se hai una buona conoscenza della lingua. Questo piccolo sforzo può fare una grande differenza.
4. Il riconoscimento dei titoli di studio: armati di pazienza
Hai un diploma o una laurea? Ottimo! Ma preparati: il sistema scolastico italiano non è equivalente a quello tedesco, quindi il tuo titolo di studio potrebbe non essere riconosciuto automaticamente. Dovrai farlo tradurre da un traduttore giurato e ottenere l’equiparazione tedesca. Sì, lo so, è un po’ complicato e richiede tempo – spesso mesi – ma non scoraggiarti! Puoi comunque cercare lavoro mentre aspetti che il tuo titolo venga riconosciuto. All’inizio, potresti accettare lavori che non richiedono una qualifica specifica, e poi, una volta completata la procedura, potrai puntare più in alto.
5. Le Leihfirmen: Una buona opportunità per iniziare
Hai mai sentito parlare delle Leihfirmen? Sono delle agenzie interinali che ti assumono per poi “prestare” il tuo lavoro ad altre aziende. Non sarà il lavoro più stabile del mondo, e magari la paga non sarà altissima, ma è un’ottima porta d’ingresso nel mondo del lavoro tedesco, specialmente se non conosci ancora bene il tedesco o se il tuo titolo di studio non è ancora stato riconosciuto.
Può sembrare una soluzione temporanea, ma molte persone trovano lavoro in aziende tramite queste agenzie e poi, con il tempo, riescono a ottenere contratti migliori. L’importante è muoversi e iniziare a lavorare: da lì, tutto diventa più facile.
6. Imparare il tedesco: non rimandare!
Imparare il tedesco è forse una delle cose più impegnative per chi si trasferisce qui, ma è anche la più importante. Certo, puoi cavartela con l’inglese per un po’, ma se vuoi migliorare davvero le tue prospettive di carriera, conoscere il tedesco è fondamentale. Ti consigliamo di iscriverti a un corso di lingua il prima possibile. Lo so, lo so, potresti essere tentato di rimandare, specialmente se lavori molte ore al giorno, ma credimi: investire tempo nel migliorare il tedesco ti darà un enorme vantaggio. È uno sforzo che vale davvero la pena fare.
7. Usa la tecnologia per cercare lavoro
Oggi abbiamo la fortuna di poter cercare lavoro con un semplice click. Uno degli strumenti più utili in Germania è il sito Jobbörse, dove ogni giorno vengono pubblicate tantissime offerte di lavoro. Armati di un buon curriculum in tedesco e inizia a inviarlo a tutte le aziende e agenzie che potrebbero essere interessate al tuo profilo. Se hai bisogno di accelerare la ricerca, esistono servizi che ti permettono di inviare il tuo curriculum a più agenzie contemporaneamente. Meno tempo perso, più possibilità di trovare lavoro velocemente!
8. Fai rete con la comunità italiana e non solo
Non sottovalutare l’importanza del networking! Spesso, le migliori opportunità arrivano grazie a conoscenti o amici che ti mettono in contatto con le persone giuste. Entra in contatto con altri italiani che vivono in Germania, ma non fermarti lì: cerca di costruire relazioni anche con persone del posto o di altre nazionalità. Le comunità italiane all’estero sono molto unite e pronte a dare una mano, ma anche aprirsi al contesto locale può offrirti opportunità uniche.
9. Non scoraggiarti e impara dagli errori
Infine, ricorda: trasferirsi in un nuovo paese è una sfida, e non sempre tutto andrà come previsto. Magari farai degli errori, come trascurare lo studio del tedesco o accettare un lavoro che si rivela insoddisfacente. Ma non scoraggiarti! Ogni errore è un’opportunità per imparare e migliorare. La cosa importante è non arrendersi. La pazienza e la perseveranza sono le chiavi per costruire una carriera solida e, con il tempo, sarai fiero di quello che avrai raggiunto.
Conclusione
Trasferirsi in Germania non è facile, ma con il giusto approccio può diventare una delle esperienze più gratificanti della tua vita. Non aspettarti di trovare subito il lavoro perfetto, ma inizia a costruire la tua carriera passo dopo passo. Accetta le sfide, investiti nello studio del tedesco e usa tutte le risorse a tua disposizione per trovare lavoro e integrarti nel paese. E, soprattutto, non scoraggiarti mai: il percorso può essere lungo, ma con la giusta mentalità, puoi raggiungere risultati incredibili.
Ciò che era impensabile fino a pochi anni fa è ora realtà: la Germania ha subito una svolta nella sua politica migratoria. L’Alternativa per la Germania (AfD) sostiene, non a torto, di aver imposto le proprie richieste sulla questione migratoria. Infatti, il governo federale e i partiti dell’Unione stanno ora adottando in gran parte le posizioni dell’AfD. Molti non si rendono conto di quanto sia già avanzato questo avvicinamento. Ne scrive Marcel Fratzscher
Un Cambiamento Radicale
Solo pochi anni fa, l’allora cancelliera Angela Merkel (CDU) rifiutava categoricamente la chiusura delle frontiere. Appena due anni fa, sarebbe stato difficile immaginare che i leader della CDU, Friedrich Merz, e della CSU, Markus Söder, avrebbero chiesto un cambiamento radicale nella politica migratoria. Oggi, un governo federale guidato dall’SPD cede e implementa molte misure che significano soprattutto una cosa: deportazioni su larga scala, anche in paesi come l’Afghanistan, e controlli alle frontiere su tutti i confini esterni.
La “Remigrazione” Richiesta dall’AfD
Ma potrebbe diventare realtà una “remigrazione”come richiesta dall’AfD? Prima di tutto, è importante notare che il termine “remigrazione” utilizzato dall’AfD è una distorsione della storia tedesca. Originariamente, si riferiva al ritorno dei tedeschi fuggiti dal regime nazista dopo la Seconda Guerra Mondiale, in particolare ebrei e altre persone perseguitate.
Secondo il piano dell’AfD, tre gruppi dovrebbero essere espulsi dalla Germania con forza o pressione:
Richiedenti asilo
Non cittadini
Cittadini “non assimilati” (spinti a lasciare il paese attraverso “alta pressione all’adattamento” e “leggi su misura”)
Quindi, ciò che l’AfD richiede non è una “remigrazione”, ma un vero e proprio programma di espulsione.
La Germania: Da Paese di Emigrazione a Paese di Immigrazione
La Germania è stata per gran parte degli ultimi 250 anni un paese di emigrazione. Tra il 1820 e il 1920, sei milioni di tedeschi emigrarono negli Stati Uniti, molti altri si spostarono in paesi europei vicini o oltremare. Così tanti tedeschi emigrarono negli Stati Uniti che, nel XIX secolo, ci fu una votazione al Congresso USA sulla lingua ufficiale e il tedesco perse solo di poco contro l’inglese.
Oggi, la situazione è cambiata. Con la migrazione dei tedeschi dopo la Seconda Guerra Mondiale e il reclutamento mirato di lavoratori dall’Europa meridionale e dalla Turchia a partire dagli anni ’50, la Germania si è trasformata in un paese di immigrazione. Attualmente, una persona su quattro in Germania ha un background migratorio, quindi è nata all’estero o ha almeno un genitore nato all’estero. Inoltre, cinque milioni di persone nel paese sono di fede musulmana. La Germania è quindi da tempo un paese di immigrazione e l’Islam, come altre religioni oltre al cristianesimo, fa parte della sua identità.
L’Emigrazione Oggi
Un aspetto poco noto è che la Germania sta vivendo anche una massiccia emigrazione. Nel 2023, due milioni di persone sono immigrate in Germania, ma contemporaneamente, 1,3 milioni sono emigrate.
Gruppo più numeroso di emigranti: i tedeschi, con quasi 300.000 persone che lasciano il paese ogni anno.
Aumento negli ultimi 20 anni: il numero di tedeschi che emigra è quasi triplicato.
Principali paesi di destinazione: Austria, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito.
In aggiunta, ci sono emigranti tra richiedenti asilo e cittadini stranieri, quasi un milione. I quattro principali paesi di destinazione per loro sono Romania, Ucraina, Polonia e Bulgaria.
Le Ragioni dell’Emigrazione
Ma quali sono le ragioni di questa emigrazione? La grande maggioranza emigra dalla Germania per fattori di attrazione, quindi perché trova condizioni più favorevoli altrove. Tuttavia, esistono anche fattori di spinta:
Molte persone non si sentono a proprio agio o benvenute in Germania, il che porta a un fenomeno di “remigrazione”.
Professionisti qualificati, come medici, cercano condizioni di lavoro e stipendi migliori, specialmente in paesi come la Svizzera.
Nonostante esistano pochi studi sistematici su questa questione, appare chiaro che le ragioni per l’emigrazione sono complesse e non solo di natura economica
Il nuovo “pacchetto sicurezza” proposto dal governo tedesco ha infiammato il dibattito e sollevato accese proteste. Organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International e la Gesellschaft für Freiheitsrechte, denunciano che le misure proposte minacciano seriamente i diritti civili, avvicinando la Germania a uno stato di sorveglianza. A seguito delle proteste, alcuni politici della coalizione di governo hanno ammesso che il pacchetto è “giuridicamente discutibile” e necessita di modifiche. La sua approvazione, inizialmente prevista per la fine di settembre, è stata posticipata. Ne scrive German Foreign Policy
Cosa Prevede il Pacchetto Sicurezza?
Le modifiche legislative proposte puntano a rafforzare i poteri della polizia e ad aumentare il controllo statale in vari ambiti. Ecco alcuni dei punti più controversi:
Controlli a campione: La polizia potrà effettuare controlli senza sospetto su persone presenti in aree definite “ad alto tasso di criminalità”.
Inasprimento delle leggi sulle armi: Viene introdotto il divieto assoluto di portare coltelli in eventi pubblici, insieme al divieto di possedere armi come i coltelli a scatto.
Sorveglianza con IA: Verranno utilizzate tecnologie di riconoscimento facciale e vocale basate sull’intelligenza artificiale per individuare non solo sospetti, ma anche potenziali testimoni. Questo processo avverrà confrontando immagini e dati raccolti su Internet con le banche dati della polizia.
Secondo Christian Mihr, vice segretario generale di Amnesty International in Germania, questa misura permetterebbe allo Stato di “esaminare tutte le nostre foto o registrazioni audio online”, violando la privacy di milioni di cittadini.
L’Attacco di Solingen: Il Punto di Svolta
L’accelerazione verso queste nuove misure repressive è avvenuta dopo l’attacco terroristico del 23 agosto 2024 a Solingen, dove un rifugiato siriano ha ucciso tre persone e ferito altre cinque. Il governo tedesco ha subito sottolineato l’origine dell’aggressore e il fatto che avrebbe dovuto essere deportato in Bulgaria. Questo ha spinto la coalizione di governo a proporre modifiche legislative che, secondo i critici, si sovrappongono alla retorica dell’AfD, il partito di estrema destra che sfrutta frequentemente tali tematiche per guadagnare consensi.
“Un Pacchetto Incompatibile con i Diritti Umani”
Oltre all’espansione dei poteri della polizia, il pacchetto prevede anche restrizioni significative per rifugiati e richiedenti asilo:
Revoca dello status di protezione: I richiedenti asilo potrebbero perdere il loro status se tornano nel loro paese d’origine senza giustificazione.
Perdita dei sussidi sociali: I rifugiati soggetti a deportazione perderanno i benefici sociali se il paese dell’UE responsabile della loro espulsione approva il rimpatrio.
Inoltre, le nuove misure consentirebbero il controllo dei telefoni cellulari dei richiedenti asilo per verificare la loro identità e confrontare i dati biometrici raccolti con quelli disponibili online.
Julia Duchrow, segretaria generale di Amnesty International in Germania, ha criticato duramente queste misure, definendole “incompatibili con i diritti umani” e contrarie al diritto europeo, in particolare alla regolamentazione sull’intelligenza artificiale dell’UE, entrata in vigore il 1° agosto 2024, che vieta esplicitamente la raccolta indiscriminata di dati biometrici da Internet.
Rischi di Profiling Razziale
Uno dei punti più controversi riguarda il profiling razziale, ovvero la possibilità che la polizia esegua controlli su persone di specifiche etnie senza giustificazioni, in base solo alla loro appartenenza razziale. Questo tipo di pratica è già stato condannato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che ha giudicato casi di profiling razziale come violazioni dei diritti umani. Tra i casi più noti, quello di Mohamed Wa Baile, fermato alla stazione centrale di Zurigo nel 2024, proprio a causa del colore della sua pelle.
Le organizzazioni per i diritti umani temono che queste pratiche diventino più diffuse in Germania, con il rischio di abusi e discriminazioni. La Gesellschaft für Freiheitsrechte (GFF) ha avvertito che gruppi emarginati potrebbero essere sottoposti a controlli e perquisizioni senza motivo, con un alto rischio di abusi mirati.
Un Clima di Repressione Politica
Il pacchetto sicurezza arriva in un contesto di crescente repressione politica in Germania. Dal 7 ottobre 2023, le autorità hanno aumentato la sorveglianza e il controllo, in particolare contro attivisti filo-palestinesi e contro coloro che si oppongono al crescente razzismo antiarabo, alimentato dai conflitti a Gaza e in Libano.
Amnesty International ha pubblicato un rapporto nel luglio 2024 che denuncia l’uso eccessivo della forza da parte della polizia e i divieti preventivi di manifestazione, giustificati con motivi di “sicurezza nazionale”. In molti casi, secondo Amnesty, queste misure sono basate su pregiudizi razziali contro le comunità arabe e musulmane.
Dubbi All’interno della Coalizione di Governo
Anche all’interno della stessa coalizione di governo, il pacchetto sicurezza ha suscitato perplessità. L’AG Migration del partito SPD ha dichiarato che le nuove leggi sono “giuridicamente discutibili” e mettono “un’intera popolazione sotto sospetto generale”. Il deputato SPD Jan Dieren ha definito molte delle misure “esagerate” e ha avvertito che queste leggi rischiano di confondere il dibattito pubblico, inasprendo irrazionalmente la politica migratoria invece di concentrarsi sul contrasto al terrorismo.
Dieren ha inoltre sottolineato che queste misure rischiano di rafforzare solo un gruppo politico: l’estrema destra.
Conclusione: Un Pacchetto da Rivedere
L’approvazione definitiva del pacchetto sicurezza, originariamente prevista per la fine di settembre 2024, è stata rinviata a seguito delle proteste e delle critiche crescenti. Le modifiche proposte potrebbero avere conseguenze importanti sui diritti civili e sulla vita quotidiana in Germania, in un contesto di crescenti tensioni politiche e sociali. La questione resta aperta e il dibattito è destinato a proseguire
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